Devil May Cry 5 | Capcom - Recensione

Devil May Cry 5 ritorna grande facendo un passo indietro, l’anima c’è ma la sceneggiatura resta deludente



Devil May Cry 5 fa un passo indietro rispetto al precedente capitolo, almeno per quanto concerne la costruzione del personaggio principale.
Qualcuno diceva che il Dante di Dmc (reboot della saga pubblicato nel 2013) aveva deluso i fan… io non la penso così. Sarebbe comodo per me cavalcare l’onda e scrivere che questo Devil May Cy 5 rappresenta un ritorno in pompa magna dei vecchi valori della serie, ma non lo farò. A differenza di tante altre testate giornalistiche di settore, il mio è un blog libero e non devo ingraziarmi i publisher, per cui dico solo quello che penso davvero.
Le meccaniche di questo nuovo capitolo sono sicuramente interessanti e funzionano benissimo, ma il combat system di Dmc era più equilibrato.
Devil May Cry 5 è ambiento a Red Grave City, dove un albero demoniaco sta allungando le sue radici mortifere, infestando l’intera location. Questa calamità — denominata Qliphoth (nome preso dalla Cabala ebraica) — si nutre di sangue umano per dare alla luce pericolose creature infernali.
La storia si dimentica facilmente, d'altronde il suo fine è solo quello di farci incontrare di nuovo vecchie glorie della saga.
Non che in passato avessimo mai avuto a che fare con grandi storie, ma nel gioco recensito oggi siamo al cospetto del puro fan service, che non aggiunge nulla di sostanziale alla lore. Eccezion fatta per gli appunti (di Nicoletta) e per le lettere disseminate qua e là, che svelano qualche retroscena sui nemici, sui protagonisti e sulle armi.

Devil May Cry 5 | Capcom - Recensione

Un’evoluzione moderna di Devil May Cry 4

Il gameplay di Devil May Cry 5 si erge soprattutto sulle fondamenta del quarto capitolo, pubblicato nel lontano 2008 (poi arricchito nel roster con la Special Edition del 2015). A grandi linee le mosse di Dante e Nero ricalcano (con alcune elaborazioni) quelle passate, l’unica vera new entry — capace di rendere più fresco il gameplay — è rappresentata dalla caratterizzazione di V. Quest’ultimo è un personaggio del tutto inedito, si muove e combatte seguendo regole mai viste prima.
Di sicuro Dante non ha perso la sua indole tamarra, tant’è che uno dei suoi attacchi consiste nel  picchiare i nemici con una moto. Si avete capito bene.
I combattimenti risultano sempre spettacolari, sebbene le tecniche siano meno complesse di quelle viste nel terzo capitolo. Inoltre i pattern difensivi sono pochini, a differenza di altri action (es. Bayonetta) il gameplay non si basa su schivate e su contrattacchi.
Ad ogni modo, in Devil May Cry 5 si possono combinare più mosse tra di loro. E’ addirittura possibile rompere quelle già in atto per passare a altre. Il ritmo è frenetico e stimolante come in passato… peccato solo che la difficoltà sia più bassa.
L'opera di Hideaki Itsuno non è circoscritta al solo Dante, troviamo anche Nero e V.
A inizio gioco Nero viene privato del suo braccio demoniaco, tuttavia le sue mosse guadagnano nuova linfa grazie al genio di Nico (altra new entry) che elabora delle protesi robotiche definite Devil Breaker. Esistono vari Devil Breaker, ognuno dei quali risulta più efficace di altri, in base al nemico che ci si para dinanzi. E’ possibile passare da uno all'altro, ma solo dopo aver distrutto quello che si indossa; dunque non è possibile cambiarli al volo in continuazione. Difatti, oltre a essere usati in maniera convenzionale, possono essere surriscaldati e fatti a pezzi al fine di eseguire colpi avanzati ancora più spettacolari.
Purtroppo non tutte le braccia meccaniche risultano divertenti da usare, segno che occorreva un maggior bilanciamento. Inoltre se ne possono portare con sé solo un determinato quantitativo, che dipende strettamente dal numero si slot sbloccati dal giocatore (al costo di gemme rosse).
Ma non è tutto. Nero può avvalersi pure di un rampino che gli consente di raggiungere rapidamente i nemici, un pò come visto in Darksiders.
V, invece, offre un approccio del tutto diverso. Questo nuovo protagonista è un evocatore e non un combattente. La sua resistenza è bassa per cui deve rimanere distante dagli scontri, può avvicinarsi solo per sferrare il colpo finale, avvalendosi del suo bastone. V può evocare tre demoni (presi dal primo Devil May Cry), i quali combatteranno al suo posto: Griffon rappresenta un pennuto che attacca dalla distanza, scaglia saette, e piazza trappole elettriche; Shadow è una pantera mutaforma molto agile; Nightmare è un enorme golem dotato di raggi laser (in sostanza è un tank). Queste creature eteree sono alimentate dal Devil Trigger, ovvero una barra d’energia che si riempie con l’accumulo di sfere bianche, attraverso il combattimento, o dedicandosi alla lettura di poesie (in questo caso si è pericolosamente esposti agli attacchi avversari).

Devil May Cry 5 | LucullusGames


Oltre alla campagna principale c’è di più

Una volta terminata la main quest è possibile accedere all'opzione Figlio di Sparda, che francamente sarebbe stato più giusto mettere a disposizione sin dall'inizio. Purtroppo la prima run va giocata per forza a difficoltà normale.
Ho apprezzato molto la modalità “Vuoto”. Si tratta di una sorta di palestra in cui testare le mosse messe a disposizione dal gioco, un pò come accade nelle modalità d’allenamento viste nei picchiaduro (è possibile modificare alcune impostazioni per ricreare diversi contesti).
La componente online invece resta sottotono. Il “Cameo system” permette ad altri giocatori di intervenire nella nostra partita in tempo reale per sfruttare la cooperazione in battaglia, ma va detto che ciò non è sempre possibile.

Ottimi effetti, ma scenografie povere di dettagli

Le mappe — relative alle venti missioni — risultano ampie e ricche di segreti da scovare, ma l’allestimento lascia un pò a desiderare. Inoltre la struttura risulta eccessivamente classica, e non al passo coi tempi. L’incedere è lineare, vengono continuamente alternate arene e corridoi, il level design non lascia il segno. Tanto più che la longevità della prima run si assesta sulle appena 12 ore.
Da un punto di vista meramente tecnico il Resident Evil Engine si mostra solido, il frame rate è granitico e non ci sono glitch particolari da segnalare.
La colonna sonora di matrice tecno resta piacevole, ma in passato si è sentito di meglio.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione dopo aver acquistato il gioco su steam.

Titolo: Devil May Cry 5
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore e Editore: Capcom
Data di rilascio su pc: 8 marzo 2019
Prezzo di lancio su steam: 59,99 euro

Commento finale

Devil May Cry 5 è soprattutto un coacervo di meccaniche già viste in altri capitoli della saga, con alcune blande riletture. Le uniche idee davvero fresche riguardano il terzo protagonista di questa storia, spezzettata in più sessioni.
Il livello di sfida non è elevato come nei predecessori, ma la spettacolarità dei combattimenti non è stata scalfita.

Pro:
  • Ottimo gameplay
  • Tecnicamente solido
  • Tanti boss

Contro: 
  • Storia lineare che punta più sul fan service che sulla sostanza
  • Livello di sfida più basso che in passato

Voto 8,4


REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI:
Sistema operativo: WINDOWS® 7, 8.1, 10 (64-BIT Required)
Processore: Intel® Core™ i5-4460, AMD FX™-6300, or better
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA® GeForce® GTX 760 or AMD Radeon™ R7 260x with 2GB Video RAM, or better
DirectX: Versione 11
Memoria: 35 GB di spazio disponibile

CONSIGLIATI:
Sistema operativo: WINDOWS® 7, 8.1, 10 (64-BIT Required)
Processore: Intel® Core™ i7-3770, AMD FX™-9590, or better
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA® GeForce® GTX 1060 with 6GB VRAM, AMD Radeon™ RX 480 with 8GB VRAM, or better
DirectX: Versione 11
Memoria: 35 GB di spazio disponibile

Fonte immagini: Google