Guacamelee! 2 | DrinkBox Studios - Recensione

Guacamelee! 2 ci riporta nel mexiverso per sfidare nuove e vecchie conoscenze, l’atmosfera è fantastica ma si poteva osare ancora di più




Guacamelee! 2 è un metroidvania molto colorato, nonché ricco di battute divertenti e di omaggi a altri videogame di grande valore (Limbo, Pac-Man, Dark Souls, ecc…). I meme sono molti, tanto che gli sviluppatori canadesi di DrinkBox Studios hanno fatto anche dell’intelligente autoironia con un siparietto a tema, a cui peraltro è legato anche un achievement di steam.
Guacamelee! 2 è stato pubblicato a distanza di circa 5 anni dal predecessore, e — anche stavolta — gioca un ruolo centrale il folklore messicano e le sue leggende. I toni goliardici e scanzonati non hanno perso appeal, nè si è ingrigita la verve creativa degli sceneggiatori.
Per godersi questo secondo atto non è fondamentale aver portato a termine il predecessore. Ma l’aver giocato al titolo edito nel 2013 certamente aiuta a entrare di più nel personaggio. Se non altro, permette di cogliere dei riferimenti altrimenti impossibili da comprendere.
Ad esempio, il continuo passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti potrebbe sembrare una meccanica fine a se stessa (o un escamotage per rendere più ardua la sfida) a tutti quelli che non hanno assimilato anni fa il concetto della dualità della tradizione popolare messicana, che invece è stata ben esposta nel primo atto.
Per chi non lo sapesse, i nemici di Guacamelee! provengono dalla “Dia de Los Muertos", una festa messicana in cui traboccano Calaveras (Teschi) e Calacas (Scheletri). Nel gioco, la convivenza (su due piani paralleli) tra il mondo dei vivi e quello dei morti ha come conseguenza quella di rendere visibile solo una parte dei contendenti, gli altri saranno proposti a schermo come delle macchie nere in movimento. Nello specifico noi non possiamo colpire i lottatori che dimorano nel piano alternativo, ma — ovviamente — loro possono danneggiare la nostra salute.



La sceneggiatura di Guacamelee! 2 è ambienta 7 anni dopo gli eventi del primo capitolo, ma il sequel riparte esattamente da dove era terminato il gioco originale. Difatti, siamo chiamati e ripetere — ancora una volta — lo scontro finale con Calaca. Tuttavia questa prima sfida contro il sovrano illegittimo del Regno dei Morti risulta decisamente più abbordabile di quella affrontata in passato, e in effetti ha più una valenza contestuale, come dimostra pure il goliardico achievement a tema, intitolato: ”me lo ricordavo più difficile”.
Il giocatore muove ancora una volta Juan Aguacate. Il nostro eroe si trova il quel di Pueblucho, ma non è più il grande luchador di un tempo. Il fisico muscoloso del hombre mascherato ha lasciato spazio a un pancione alla Homer Simpson, nutrito con quintali di cerveza e succulenti tacos.
Juan si arreso alle convenzioni sociali e alle responsabilità tipiche di un uomo maturo: si è sposato, e la sua bella ha dato alla luce 2 gioiosi pargoli. Ma — come la vita stessa ci insegna — nulla è destinato a durare, benché meno la tranquillità di una vita priva di cattivoni megalomani.
Il nemico di turno questa volta è Salvador, un luchador che mira al potere e alla gloria eterna che solo la Guacamole Sacra può davvero donargli.
Tuttavia per mettere le mani su questa prelibatezza è necessario prima recuperare tre manufatti in grado di aprire un varco verso Otromundo, ovvero un squarcio spazio-temporale in cui confluiscono tutte le linee temporali del mexiverso (termine che indica tutti i possibili universi messicani paralleli). Il compito del giocatore è quindi quello di evitare che ciò accada, tentando di anticipare Salvador. Ma la nostra nemesi è dotata di poteri inimmaginabili, assunti dopo aver messo KO tutti i Juan degli universi paralleli (un pò come abbiamo visto nel film The One).
La prima cosa che occorre fare è riportare in forma il nostro eroe per farlo rientrare nel costumino blu in spandex, dopodiché dovremo dirigerci presso i 3 templi che proteggono i succitati e preziosi artefatti. Ovviamente, nel mezzo saremo chiamati alla risoluzione di missioni secondarie che ci condurranno lungo buffe timeline alternative.

Guacamelee! 2 | DrinkBox Studios - Recensione

7 anni dopo lo scontro con Calaca il mexiverso ha di nuovo bisogno del suo luchador

Guacamelee! 2 non muta il collaudato sistema di progressione. Juan è costretto nuovamente a imparare — da zero — vecchie e nuove abilità, dopo aver incontrato i soliti uomini-capra evocati (per le abilità platform) e i maestri lottatori (per le tecniche di combattimento).
Tuttavia per non appesantire la prova ai vecchi fan, in questo secondo atto l’acquisto delle nuove abilità è stato velocizzato. Ciò vuol dire che c’è un maggior dinamismo, ma — di conseguenza — le zone davvero inaccessibili sin da subito ora risultano pochine. Guacamelee! ha quindi un incedere un pò più lineare e scorrevole di quello visto nel primo episodio, il backtracking non è invasivo e i checkpoint sono distribuiti in modo generoso. Per spostarci da una città all'altra potremo far uso delle pietre sacre parlanti.
Ritorna anche la trasformazione in pollo, ma (in questo caso) il discorso risulta piacevolmente più articolato. Il Juan-pennuto può portare a termine una specifica sottotrama (del tutto accessoria), dove interpreta il ruolo di prescelto nella ricerca dell’Uovo d'oro. Una leggenda parla infatti di un prezioso tesoro celato dietro a una “porta importante”, che sarà svelato solo al polletto che riuscirà a ricomporre la chiave del suddetto accesso. In sostanza è necessario portare a termine una serie di puzzle disseminati in zone opzionali.
Gli enigmi restano fondamentali all'interno del sistema di progressione, soprattutto quelli opzionali che danno accesso a dei preziosi bauli. Esistono 3 tipologie di forzieri che elargiscono soldi o pezzi di maschere gialle e rosse. Le maschere si ricompongono per intero solo quando si recuperano 3 pezzi della medesima tonalità. La maschera rossa potenzia la salute, mentre quella gialla incrementa la barra della resistenza.

Guacamelee! 2 | LucullusGames

In Guacamelee! 2 le aree risultano più ampie e più verticali, grazie alla novità del rampino invisibile. Ma il gameplay ripropone sempre le solite due fasi: durante l’esplorazione siamo chiamati a superare delle ardue sfide platforming, che però vengono di volta in volta interrotte da battaglie contro una sequela crescente di nemici, svolte all'interno di arene improvvisate. In questi casi la contesa è preceduta dalla comparsa a schermo — a caratteri cubitali — della scritta: “Lucha”. Dopodiché la zona viene delimitata da piloni laterali, che ci impediscono di scappare finché tutte le ondate di nemici (che appariranno in serie) non saranno sconfitte. Al termine saremo premiati con un pignatta ricca di monete d’oro.
Ora, i combattimenti di per sé non sono ostici (soprattutto per chi ha già giocato al predecessore), ma richiedono comunque un buon sincronismo nei movimenti per passare i modo efficace da una combinazione di comandi all’altra. Dobbiamo essere veloci sia nel cambiare la tecnica di combattimento (in base al diverso colore assunto dallo scudo del nemico), sia nel passare dal mondo dei vivi al quello dei morti. Difatti, se non si rompe lo scudo degli avversari non li si può sconfiggere. Ciò però a volte non basta perché alcuni lottatori vantano attacchi che non possono essere interrotti o schivati, e in tal caso occorre solo aggrapparsi alle pareti e far uso dei rampini sì da togliersi completamente dalla loro traiettoria.
Le boss battle sono però meno impegnative di quelle viste nel primo capitolo, persino quella finale non mi ha dato grossi grattacapi. L’unico “problema” è rappresentato dall'iniziale scarsità di resistenza, la quale si ricarica sì automaticamente, ma lo fa lentamente.
Nello specifico, ogni mossa speciale consuma un cerchietto giallo, per cui se svuotiamo tutte le sfere non ci resta altro da fare che attendere il ripristino dell’energia. In tal caso però possiamo comunque contare sulla scivolata, visto che a differenza dei soulslike questa non è legata al consumo di stamina.
Viceversa, nelle fasi platform non possiamo tergiversare. In questi frangenti non sono ammessi errori o incertezze: se si perde il flow, tocca ripetere d’accapo l’intera sequenza che caratterizza il puzzle.
Il level design di Guacamelee! 2 potrebbe sembrare molto semplice: le stanze appaiono molto ampie, e per passare da un punto a un altro ci basta solo effettuare salti, doppi balzi, arrampicate, scatti, e voli. L’apparenza però inganna, giacché il sincronismo delle mosse è tiranno: occorre focalizzare mentalmente tutte le mosse, senza sprecare secondi preziosi. Nello specifico bisogna continuamente passare dal mondo dei vivi a quello dei morti, sì da far apparire e scomparire piattaforme e muri (in continuazione).
Senza contare che ci sono anche diversi ostacoli ambientali da non sottovalutare, tra cui spuntoni, colate laviche, correnti convettive, lame volanti e squarci temporali (che ci ammazzano al solo tocco). Insomma, Guacamelee! 2 non è un titolo adatto a tutti, soprattutto se non si ha tanta pazienza.
Va detto però che la prova non è mai punitiva: non ci sono ad esempio delle mattonelle a scomparsa che ci lanciano su spuntoni impossibili da immaginare ed evitare, come invece accade in La Mulana 2. Per cui, se il giocatore ha un’ottima coordinazione occhio-mano può superare ogni ostacolo mantenendo la giusta concentrazione.

Guacamelee! 2 | Boss Fight

Un gioiellino allegro e spumeggiante, con personalità da vendere

Giacamelee! 2 è un tripudio di tonalità accese che trasmettono tutto il calore della tradizione popolare messicana. Gli scenari — disegnati a mano — sono tutti molto curati, soprattutto quelli che ritraggono i villaggi.
Tecnicamente il lavoro non presenta sbavature: il frame rate è solido, non ci sono bug e i comandi risultano sempre precisi. Purtroppo non sono supportati gli schermi in formato 21:9, nè risulta possibile impostare una risoluzione specifica quando si seleziona la modalità finestra. E’ possibile modificare la risoluzione grafica solo in modalità fullscreen, va però apprezzata la presenza della modalità finestra senza bordi.
La tracklist — ideata da Rom di Prisco — offre musiche piacevoli, che si sposano benissimo con i cambi di ritmo delle sfide; anche gli effetti sonori non sono da meno. E’ presente pure la localizzazione in italiano e la co-op fino a 4 giocatori in locale, feature già inserita nella Super Turbo Championship Edition del predecessore.
La longevità si assesta tra le 8 e 12 ore, a seconda delle proprie abilità e della volontà di scoprire o meno tutti i segreti disseminati nel videogame. Guacamelee! 2 anche dopo il finale permette di ritornare nelle zone messe da parte, al fine di raccattare tutto ciò che è stato lasciato in sospeso. Inoltre al termine della prima run si sblocca pure la modalità difficile.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: Guacamelee! 2
Genere: Metroidvania
Sviluppatore e Editore: DrinkBox Studios
Data di rilascio su pc: 21 agosto 2018
Prezzo di lancio definitivo su steam: 19,99 euro

Commento finale

Guacamelee! 2 è caratterizzato da ottime meccaniche di gioco e da un ottimo livello di sfida, ma dopo 5 anni forse mi sarei aspettato uno stacco più netto rispetto al primo capitolo. Probabilmente l’effetto wow qui non c’è più solo perché siamo in presenza di un sequel, e non più di un'opera originale pubblicata come un fulmine a ciel sereno.
Ad ogni modo Guacamelee! 2 migliora ogni aspetto visto nel predecessore, pur introducendo solo una manciata di idee nuove tra cui il rampino invisibile. Le altre new entry riguardano più che altro la trama accessoria dei "Polli Illuminati" e le tecniche di combattimento del pennuto.
Gli sviluppatori non hanno osato in modo particolare sul lato del gameplay, anche perché funzionava già tutto benissimo così com’era. Mentre si sono decisamente superati nel dare vita a un contesto surreale e assolutamente soddisfacente. L’atmosfera è eccezionale grazie a battute geniali, a siparietti divertenti (ubicati spesso presso timeline accessorie), ai vari meme, e ai vari omaggi a opere di terze parti (film, libri e videogame).

Pro:
  • Level design
  • Fasi platform davvero impegnative…
  • Stile grafico e comparto audio
  • Atmosfera e giochi di parole
  • La trama dei Polli Illuminati è un tocco di classe
Contro: 
  • Si potevano aggiungere più meccaniche nuove per Juan
  • … Ma le boss battle risultano meno stimolanti rispetto al passato

Voto 8,4


REQUISITI DI SISTEMA
MINIMI:
Sistema operativo: Windows 10, 8, 7
Processore: 2 Ghz+
Memoria: 1 GB di RAM
Scheda video: Shader Model 5.0, 2 GB VRAM + Shared on 64-bit OS, 2 GB VRAM on 32-bit OS
DirectX: Versione 11
Memoria: 2 GB di spazio disponibile

Fonte immagini: google