The Banner Saga 3 | Stoic - Recensione

The Banner Saga 3 è un GDR tattico intriso di elementi strategici, si tratta del capitolo conclusivo di un’avvincente trilogia pregna di magia




The Banner Saga 3 rappresenta l’atto finale di una trilogia nata nel 2012 da un’idea di soli tre ex sviluppatori della Bioware, i quali al tempo decisero di mettersi in gioco con una produzione indipendente.
The Banner Saga 3 ha goduto di un buon riscontro d’interesse presso gli appassionati, che non si  sono lasciati scappare l’occasione di finanziare il progetto con una raccolta fondi organizzata su Kickstarter, tanto che Stoic (la software house) è riuscita a velocizzare enormemente i tempi di sviluppo, anticipando l’uscita di ben 5 mesi.
Per essere goduto appieno, The Banner Saga 3 deve essere giocato solo dopo aver terminato i precedenti due videogame. Ed è fondamentale aver appreso in precedenza tutte le meccaniche legate ai combattimenti e alle abilità delle varie razze e classi, perché qui non verranno rispiegate in maniera profonda (le spiegazioni riassuntive sono comunque richiamabili in-game cliccando sul punto esclamativo posto sul lato destro dell’interfaccia).
Non solo, la narrativa riprende esattamente da dove era stata lasciata con The Banner Saga 2. Questo è un aspetto molto importante da tenere a mente: The Banner Saga 3 non è un prodotto a sé stante, come invece (volendo) può essere considerato Pillars of Eternity 2 Deadfire (essendo ambientato molto tempo dopo i fatti del primo), pertanto occorre considerare la trilogia come un unicum indivisibile: chi partirà da questa terza puntata capirà ben poco del contesto, e si perderà vari riferimenti narrativi.
Ad ogni modo ci ritroviamo inizialmente in quel di Arberrang, — ovvero la più grande fortezza degli uomini, nonché l’ultimo baluardo sicuro del Pianeta — dove Rook (o sua figlia Alette, in base alle scelte del giocatore) sarà impegnato sia nell'appianare le divergenze interne del tessuto socio-politico del regno, che tenere al di fuori degli alti bastioni i pericoli provenienti dall'esterno.
Ma ciò copre solo una parte della sceneggiatura. Presto avremo anche modo di condurre — parallelamente — un ulteriore manipolo di temerari diretti verso la vera fonte della distruzione e del caos dilagante, quindi scopriremo sia la vera origine dell’Oscurità che il mito della nascita della Vita. Questo secondo gruppo mi ha ricordato un pò quello della compagnia dell’Anello, costretta a portare un grande fardello, che in questo caso però non è materiale bensì emotivo.



The Banner Saga 3 narra di sacrifici e di sofferenze, di patti indesiderati ma necessari, e di convivenza forzata. Ma soprattutto ci mostra un Mondo sull'orlo del baratro, a causa dell’avanzamento implacabile dell’Oscurità e dei Distruttori (esseri vomitati dal sottosuolo).
L’universo dipinto dalla trilogia — edita da Versus Evil — è caratterizzato da varie razze in lotta tra loro, eppure tutte sono state create da divinità ormai assenti.
In questo GDR Tattico non ritroviamo le solite creature di tolkieniana memoria, bensì siamo al cospetto di: Varl (giganti cornuti dediti alla guerra); Valka (esseri dalle abilità soprannaturali), Centauri (metà uomini e metà cavalli) e ovviamente Umani.
Chi è in possesso dei salvataggi del secondo atto li può caricare prima di avviare la partita. Ad ogni modo per un veloce ripasso degli avvenimenti passati, possiamo anche gustarci il filmato di riepilogo. Sebbene — come ho già riportato nel paragrafo precedente — queste informazioni non saranno sufficienti per i novizi, che difficilmente riusciranno ad avere un chiaro quadro dei fatti, per cui finiranno solo per essere sobbarcati da una miriade di nomi e di volti sconosciuti.

The Banner Saga 3 | Stoic - Recensione LucullusGames

Neanche la fine del mondo può avvicinare nemici che un tempo erano amici

The Banner Saga 3 presenta due aspetti peculiari, ovvero i combattimenti e la microgestione-esplorativa. Anche se quest’ultima risulta depotenziata rispetto al passato. Ad esempio non possiamo più usare i guerrieri del clan per sfoltire i gruppi nemici, sì da rendere le battaglie meno ostiche.
Quando non combattiamo, il gioco alterna una fase in cui non possiamo far altro che subire la sequenza di peregrinazione automatica del nostro clan, a una serie di opportunità dialogiche in cui ci vengono proposte tematiche secondarie opzionali o richieste d’aiuto da valutare. Sia che si tratti di un aneddoto di un personaggio, che la richiesta di cibo da parte delle genti affamate, starà solo a noi decidere come comportarci. Fare la cosa moralmente giusta potrebbe portare a dei premi (es. oggetti in grado di potenziare le statistiche dei lottatori) ma potrebbe anche scatenare malcontento e liti tra le fazioni interne al nostro clan.
Il bello di questa trilogia è che non è regolata da ciò che è giusto o sbagliato, occorre invece capire che non si può avere sempre il controllo della situazione, per cui l’unico aspetto davvero importante è il sapersi rialzare e combattere. Non sempre si possono evitare gli imprevisti, ad esempio, anche il solo optare per dei sentieri alternativi — dopo un’attenta valutazione atta a limitare i danni — potrebbe in realtà farci cadere in imboscate peggiori.
Durante il percorso avremo modo di fermarci in zone di fortuna o nella città di Arberrang, dove avremo la possibilità di recuperare le forze tramite l'opzione “Rest”. Tale possibilità può essere sfruttata senza grosse penalità soprattutto quando siamo al comando del gruppo degli avventurieri diretti verso il centro della terra, mentre non se ne può abusare quando conduciamo la combriccola stanziata a Arberrang, giacché in questo caso l’uso del Dormitorio comporta — come nei primi due videogame — il consumo delle provviste. E anche se queste risorse non risultano limitate come in passato, è opportuno metterle da parte per un unico ma importantissimo momento avanzato della trama (di cui non vi parlo per non incorrere in spoiler). Lo stesso discorso vale anche per il numero dei membri del clan al nostro seguito, avranno un peso reale solo durante lo stesso avvenimento succitato.
Dopo ogni combattimento gli eventuali eroi sconfitti entrano nello status di “feriti”: potranno ugualmente esseri impiegati, ma in tal caso verranno schierati con una penalità alla forza, pari al numero di giorni di prognosi rimanenti.
In The Banner Saga 3 i combattimenti a turni vengono svolti su terreni contraddistinti da una griglia reticolare che non può essere ruotata, e sono regolati dalle stesse regole già apprese nei due videogame precedenti. In campo scendono solo gli eroi, i quali risultano contraddistinti da 5 statistiche (Armatura, Forza, Volontà, Sforzo, Rottura) che determinano il danno procurato e quello ricevuto. Inoltre ognuna di queste 5 voci dà accesso a un paio di perk (es. Rottura permette di alzare la probabilità di evitare un colpo diretto all’Armatura o di elevare la probabilità di perforare la corazza del nemico), ma è possibile sceglierne solo uno per ogni singola statistica.
E’ possibile modificare i valori di queste 5 voci sia equipaggiando degli specifici artefatti (acquistabili o ottenibili durante i dialoghi e le battaglie) che attraverso lo sblocco del Titolo Eroico (che si rende disponibile al raggiungimento del decimo livello di ogni singolo eroe, ma una volta scelto non può più essere modificato). Entrambe queste voci possono offrire bonus e malus supplementari.

The Banner Saga 3 | Sul campo di battaglia 

Prima di avviare la battaglia è possibile cambiare il posizionamento delle unità

Una volta dato il là alla danze, occorre sempre tenere sotto controllo la Volontà residua (indicata da una stellina gialla posta sopra il capo dei personaggi), la Salute (che è determinata dall’attributo Forza), e l’Armatura che influisce sulla resistenza ai danni.
In The Banner Saga 3 gli attacchi (standard e speciali) possono essere usati per intaccare la forza o la l’armatura del nemico (in alcuni casi colpiscono entrambe le voci), sta al giocatore capire quando conviene concentrarsi su l’una o l’altra variabile. In linea generale, se un avversario è dotato di un’elevata armatura conviene abbatterla, altrimenti gli attacchi alla salute produrranno conseguenze limitate (o addirittura saranno deviati), a meno che il nostro eroe non sia caratterizzato da attacchi capaci di un’elevata penetrazione della corazza.
La Volontà è un attributo fondamentale, permette: di accedere agli attacchi speciali (sostituendo la dinamica del mana, tipica dei GDR), di incrementare il danno di qualsiasi tipo di attacco (normale e speciale), e di percorrere più caselle lungo la scacchiera. Il ripristino della Volontà può avvenire: tramite l’uso del Corno posto nella parte alta dell’interfaccia (si ricarica ogni qual volta uccidiamo un nemico), attraverso lo sblocco di skill passive, tramite l’utilizzo di mosse speciali proprie di alcuni eroi, o semplicemente saltando il turno d’attacco dello specifico personaggio che ne è rimasto a secco (un turno di riposo garantisce un punto di Volontà).
In verità le regole che sottendono i combattimenti non sono tante. L’aspetto che richiede maggiore attenzione e oculatezza risiede nello scovare la giusta alchimia collaborativa tra i vari eroi, solo così si possono moltiplicare le loro specifiche abilità (che a loro volta derivano dalla combinazione tra la classe e la razza d’appartenenza). A proposito, ci sono alcune new entry davvero interessanti: la Reietta è un fromboliere Distruttore armato di mazza e scudo, mentre Alfrun è un'enigmatica strega tessitrice di trame.
Gli eroi possono salire di livello (il level cap è stato alzato a 15), ma solo dopo aver effettuato un numero sufficiente di uccisioni sul campo. L’interfaccia di The Banner Saga 3 non ci indica quando manca per il nuovo livello, ma si limita a informarci quando questi risultano ormai pronti. Tale operazione è quindi possibile quando viene visualizzata una crocetta nel riquadro dell’eroe mentre siamo al cospetto della schermata preliminare del combattimento. In questa sorta di briefing pre-lotta si può anche scegliere l’ordine d’iniziativa degli eroi che scenderanno in campo.
Ad ogni modo è possibile promuovere i nostri personaggi attraverso l'investimento dei Punti Fama, guadagnati durante i combattimenti o con l'espletazione di determinati eventi narrativi, anche opzionali (es. richieste d’aiuto o dialoghi con alcuni NPC). I Punti Fama possono anche essere spesi per l'acquisto di particolari oggetti presso il mercato di Arberrang.
Questa scelta di game design da un lato penalizza tutti i combattenti lasciati in “panchina”, ma d’altro canto ci aiuta a capire effettivamente quale eroe stiamo usando meglio. Sta di fatto che in The Banner Saga 3 manca il campo d'addestramento, che invece era presente negli accampamenti dei due titoli precedenti. Il campo di addestramento ci permetteva di far avanzare proprio gli eroi usati di meno. Tale caratteristica è stata rimossa per motivi narrativi, per cui è necessario subito capire quale personaggio far crescere, studiando le abilità dei vari eroi, scegliendo non più di una decina di elementi per ognuna delle due squadre manovrate.
C’è però una nuova piccola introduzione, ovvero il concetto delle ondate consecutive. In alcuni casi — dopo aver sconfitto i primi avversari posti sul terreno di lotta — avremo la possibilità di decidere se proseguire lo scontro contro nuove ondate nemiche (sostituendo gli eventuali guerrieri feriti con quelli rimasti in “panchina”) o fuggire, a meno che non si sarà già presentata la nuova ondata (il cui arrivo, in termini di turni rimanenti, viene riportato da un indicatore in basso a sinistra dello schermo). Distruggere tutti i gruppi che l’IA vomitata sulla scacchiera permette sia di accumulare più Punti Fama, che ottenere degli artefatti unici da far indossare ai nostri eroi.

The Banner Saga 3 | briefing pre-lotta

Cura maniacale nella realizzazione dei modelli dei personaggi

Il comparto estetico di The Banner Saga 3 è di ottima fattura sia per quanto concerne le (poche e brevi) cinematiche che per i modelli dei personaggi, sospesi a metà tra il fumetto e il dipinto; l’estrema cura dei dettagli nei volti e nel vestiario lascia letteralmente a bocca aperta. Ma lo stesso discorso non vale per gli scenari ubicati presso il centro del pianeta, che invece risultano poco vari e avari di dettagli degni di nota.
La longevità si assesta sulle circa 8 ore. Non ho riscontrato bug particolari, ma alcuni dialoghi minori mi sono sembrati un pò superficiali. Inoltre non sono supportate nè le risoluzioni maggiori (4k) nè il formato 21:9; non ci sono opzioni grafiche o filtri da impostare.
Le musiche di Austin Wintory — già impegnato in Journey e ABZU — sono decisamente azzeccate e appaganti. I dialoghi non sono doppiati ma sono tutti tradotti in italiano, anche se ci sono delle piccolissime imperfezioni. Solo in rare occasioni assistiamo a monologhi in inglese ben recitati e accompagnati da timbri vocali efficaci.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: The Banner Saga 3
Genere: GDR Tattico
Sviluppatore: Stoic
Editore: Versus Evil
Data di rilascio ufficiale su pc: 26 luglio 2018
Prezzo di lancio su steam: 24,99 euro

Commento finale

The Banner Saga 3 conclude in maniera efficace questa fantastica trilogia.
Essendo il terzo capitolo risulta però meno travolgente: sia perché la narrativa era già ben delineata, sia perché le meccaniche di gioco non hanno subito grossi scossoni rispetto a quanto già visto in precedenza. Le uniche novità sono rappresentate dal Titolo Eroico, da alcuni personaggi inediti, e dalle opzionali ondate nemiche.
La struttura è rimasta invariata, ma la qualità e la tattica restano di ottima fattura; peccato solo che alcune battute siano meno ispirate. Come al solito saremo messi alla prova con tanti ostacoli e opportunità dialogiche che potranno serbare buone occasioni o farci cascare in imboscate inattese.

Pro:
  • Comparto audio
  • Livello di sfida
  • Cinematiche e modelli dei personaggi
  • Meccaniche solide
  • Finali multipli

Contro: 
  • Location sotterranee prive di varietà
  • La microgestione delle risorse è stata depotenziata
  • Poche novità

Voto 8,2


REQUISITI DI SISTEMA

Sistema operativo: Windows 7 SP1
Memoria: 2 GB di RAM
Memoria: 8 GB di spazio disponibile

CONSIGLIATI:
Sistema operativo: Windows 10
Memoria: 4 GB di RAM
Memoria: 10 GB di spazio disponibile

E' disponibile anche per MAC OSX 10.7.5

Fonte immagini: screenshot di gioco della mia run