Agony | Madmind Studio - Recensione

Agony è un horror poco originale nelle meccaniche, ma è in grado anche di essere accattivante e sessualmente spregiudicato sul piano artistico 




Agony doveva essere un horror rivoluzionario, ma si presenta più come un tedioso viaggio all’Inferno. La trama principale appare raffazzonata e scarna di nessi logici. Viceversa, alcuni (rari) dialoghi con gli NPC sembrano essere più intriganti, anche se le poche domande a scelta multipla non incidono in maniera profonda sul percorso di gioco.
Ci sono alcuni spunti interessanti ma la realizzazione tecnica e l'assemblamento delle parti non convince fino in fondo: sono stati commessi alcuni errori, mentre altri elementi risultano comunque un pò grezzi.
Gli artisti di Madmind Studio hanno però elaborato una location unica, dove regna la perdizione, il martirio e l’asservimento. E nonostante tutto c’è persino spazio per una labile speranza: a quanto pare molti dannati sono alla ricerca perenne della Dea Rossa, una creatura che si ritiene possa persino donare nuovamente la vita.
La versione dell'Inferno che ci si para dinanzi agli occhi è il frutto di una ricerca stilistica basata sia sugli scritti di Dante che sulle tele del pittore polacco Beksinski. Mi ha colpito positivamente la suggestione artistica, in cui si è saputo mischiare con audacia immagini forti e provocatorie. Tra i personaggi più riusciti vi sono certamente le Onoskelis, ovvero delle demonesse caratterizzate da forme sinuose e da un'enorme vagina dentata al posto della testa.


Un Sadico parco giochi per demoni e mostruosità di ogni genere

Agony ci mette nei panni di un’anima in pena, alla perenne ricerca di sé stessa. Iniziamo così l’avventura in un involucro di carne ed ossa utile solo a contenere la nostra anima dannata. Ma non avremo certo il tempo di farcelo piacere, giacché durante il corso delle vicende passeremo più e più volte da un corpo all'altro. Con la morte dovremo farci i conti spesso e volentieri, a causa delle aberrazioni invereconde che ci schiacceranno in un sol colpo come se fossimo dei semplici grissini.
All’inizio il nostro personaggio è molto debole, sicché può difendersi solo dalle creature più deboli sfruttando la torcia. La fiaccola è però pericolosa perché attira i demoni più audaci. Per non farci prendere dal nemico è bene muoverci di sottecchi, come si farebbe in un stealth game puro.
Il level design ci offre diversi pertugi per eludere i percorsi principali. Tuttavia se ci avvicineremo troppo al pericolo non ci resterà altro da fare che trattenere il respiro e sperare di non essere scoperti. Esistono vari nascondigli ma non possiamo servircene se siamo già stati scoperti, in tal caso non ci salverà neppure una corsa a gambe levate. Se veniamo dilaniati da un demone, abbiamo solo pochi secondi per appropriarci di un altro corpo, dopodiché incorreremo nel game over.
Quanto detto finora vale però solo nelle primissime fasi (circa la prima ora e mezza di gioco), poi la musica cambia quando si potenziano le abilità del personaggio, raccattando dei frutti speciali.
Durante l’esplorazione degli ambienti c’imbatteremo in delle sorti di specchi, che fungeranno da punti di salvataggio, un pò come visto in The Evil Within. Questi checkpoint hanno però una durata limitata: dopo tre utilizzi si riparte addirittura dal punto di salvataggio precedente, a meno di non disattivare tale opzione dal menù.
Alcune zone vanno prima sbloccate scovando dei sigilli disegnati sulle pareti, che poi vanno riprodotti con le nostre dita intrise di sangue (nei pressi dell’accesso sbarrato). Perdersi non è affatto difficile sia perché alcune aree sono molto simili, sia perché la scarsa illuminazione non aiuta affatto. Fortunatamente il percorso della campagna principale è evidenziato da un fascio luminoso violaceo richiamabile alla bisogna, ma solo per un numero limitato di volte.
Oltre alla storia, è possibile affrontare la modalità Agonia dove l’obiettivo è sopravvivere il più a lungo possibile vestendo (stavolta) i panni di una sensuale e letale succube. In questa nuova esperienza le stanze sono generate in maniera procedurale; purtroppo però gli algoritmi non sono stati studiati benissimo, difatti non è raro imbattersi in labirinti in cui l’uscita e l’entrata risultano troppo vicine.
La longevità è variabile, il quantitativo di ore muta dalle 6 alle 10. Tutto dipende da quanti collectible si riesce a scovare (documenti, cuori e statuite dorate), e — soprattutto — dalla proprie capacità nel sapersi orientare quando si vaga liberamente nelle zone buie.

Agony | Madmind Studio - Recensione

Le forme sinuose provocano repulsione 

Il tema sessuale è molto forte (i genitali sono in bella vista come in Conan Exiles), ma gli artisti sono stati capaci di spegnere qualsivoglia eccitazione dipingendo le figure in maniera davvero orrida e contorta. 
Agony non fa paura ma trasmette delle forti emozioni, grazie a una direzione artistica abbastanza ispirata. Dagli ambienti marcescenti trasuda tanta angoscia, anche per via dei corpi tumefatti che sbucano dalle pareti e dai soffitti. L’imperante buio dona un tocco del tutto personale, ma va anche detto che in realtà la scarsa illuminazione serve anche a nascondere una realizzazione tecnica non eccezionale.
La versione PS4 presenta dell’evidente tearing e dei cali di framerate, ma la versione PC è ottimizzata abbastanza bene, sono presenti solo una serie di bug minori. Le texture però sono in bassa definizione e i modelli poligonali sono davvero scarsi.
Il doppiaggio audio e l’effettistica (lamenti, orgasmi, urla e sussurri) sono in generale buoni. Ma vanno rivisti i suoni posizionali legati alla simulazione dei passi, perché a volte i rumori ci ingannano minando la nostra capacità di capire da dove stia arrivando il nemico.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: Agony
Genere: Horror con derive stealth
Sviluppatore e Editore: Madmind Studio
Data di rilascio su pc: 29 maggio 2018
Prezzo di lancio su steam: 29,99 euro

Commento finale

Agony non stupisce certo per le meccaniche di gioco implementate, che comunque non risultano banali. Ciò che ci viene chiesto di fare non è originale né complesso, ma la realizzazione artistica resta uno dei punti forti del gioco. Durante il nostro peregrinare c’imbatteremo in croci capovolte, membra putrescenti (utilizzate per costruire oggetti d’arredamento), feti impiccati attraverso il cordone ombelicale, simboli sessuali idolatrati, e statue della Madonna attorniate da creature intente a intonare delle preghiere blasfeme.
Dopo una fruttuosa campagna su Kickstarter, il gioco è stato rimandato più volte per essere migliorato ulteriormente, ma — come avrete capito — non tutto è filato per il verso giusto. Detto ciò il valore attuale del Metacritic è eccessivamente basso: temo che molti recensori si siano fermati alle sole prime due ore di gioco, che sono appunto quelle più delicate. Agony non è certo un capolavoro ma non è il pessimo gioco che in molti stanno dipingendo online.
Se non vi spaventano i “contro” che vi ho enunciato, tenetelo d’occhio; magari quando andrà in sconto qualcuno di voi potrebbe ugualmente dargli una chance. E chissà, magari questo progetto verrà migliorato nelle prossime settimane.

Pro:
  • Direzione artistica
  • Tante scorciatoie e zone da esplorare
  • Suscita emozioni forti
  • Modalità Agonia interessante…
  • Finali multipli

Contro: 
  • Qualche piccolo bug di troppo
  • Meccaniche di gioco non originali
  • Livello di sfida inizialmente sbilanciato
  • … Ma va rivisto l’algoritmo di creazione procedurale

Voto 6


REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI:
Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 7 / 8 / 10
Processore: Intel Core i3 3.2 GHz, AMD Phenom II X4 955 - 4 Core, 3.2 GHz
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: Radeon R9 280 or Nvidia GeForce GTX 660
DirectX: Versione 11
Memoria: 17 GB di spazio disponibile
Scheda audio: DirectX compatible

CONSIGLIATI:
Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 7 / 8 /10
Processore: Intel Core i5-8400, AMD Ryzen 5 1600
Memoria: 16 GB di RAM
Scheda video: Radeon RX 580 or Nvidia GeForce GTX 1060 6GB
DirectX: Versione 11
Memoria: 17 GB di spazio disponibile
Scheda audio: DirectX compatible

Fonte immagini: Google