Adom Ancient Domains Of Mystery | Thomas Biskup - Recensione

ADOM è un roguelike vero aggiornato da oltre vent'anni, e che non ha nulla a che vedere con i moderni prodotti ludici di oggi che tentano di imitarlo




ADOM è l’acronimo di Ancient Domains Of Mystery, ed è stato realizzato dallo sviluppatore tedesco Thomas Biskup.
Sono davvero emozionato. Il gioco che recensisco oggi rappresenta un pezzo di storia dell’intero genere dei roguelike, una categoria di videogame resi famosi ai più soprattutto da nomi quali NetHack e Angband. Si tratta di una serie di prodotti molto particolari, che per oltre 30 anni sono stati pensati come dei progetti continui, spesso nati nelle università americane grazie al supporto di varie generazioni di studenti e di professori. Ergo, non siamo al cospetto di progetti commerciali creati per essere venduti al grande pubblico. Pensate che la prima release di ADOM risale addirittura al 1994.
Spesso su steam trovate la dicitura “roguelike" usata in maniera impropria: oltre il 90% di quei prodotti in realtà sono dei roguelite, ovvero una versione più moderna e non vincolata ai principi di base degli eredi di Rogue (titolo pubblicato nel 1980). Se volete approfondire l’argomento, leggete lo speciale che ho pubblicato QUI.
Quello che sto per dire può sembrarvi un pò strano (soprattutto se siete molto giovani), ma dovete sapere che prima dell’avvento di persone come Steve Jobs e Bill Gates il software era visto più come un’opportunità per condividere conoscenze e stimolare la curiosità, ma ciò rallentava anche il progresso. Il motivo risedeva nel particolare contesto storico: in America era in atto una sorta di rivoluzione cultuale. Questa filosofia di pensiero venne in un certo senso rovesciata dai succitati golden boys della West Coast, che invece videro nell'informatica un’opportunità per ottenere soldi e gloria.



Non voglio finire col dare un taglio storico né superficiale a questo argomento, mi limito a dirvi che nella parte Est degli States si continuò per alcuni anni a divulgare le conoscenze in forma libera, ed è proprio in questi Stati che fiorirono i roguelike.
Tali videogame sono nati come delle avventure testuali, contaminate da elementi Gdr. I setting erano ispirati soprattutto ai grandi romanzi fantasy (come il Signore degli Anelli), mentre le meccaniche riprendevano le regole dell’universo cartaceo di Dungeon & Dragons (fatto di statistiche e di lanci di dadi a più facce). La veste grafica era in bianco e nero, e il tutto (location e nemici) era generato con i soli simboli del codice ASCII; allora non si poteva certo contare sui potenti engine di oggi.

Adom Ancient Domains Of Mystery | Thomas Biskup - Recensione

Ma torniamo on-topic e proseguiamo il nostro discorso su ADOM

Il gioco è stato presentato per la prima volta negli anni ’90, ma a differenza di tanti altri colleghi (che rimangono confinati nelle sedi universitarie o continuano a essere divulgati solo in forma gratuita) questo progetto è stato prima oggetto di una campagna di crowdfunding su Indiegogo (nel 2012) e poi è stato presentato su Steam.
Ancient Domains Of Mystery non rinnega le sue origini, anzi ne va fiero. Per cui — oltre a presentare una grafica più moderna in “tiles” — ci permette di affrontare l’avventura anche con l’originale veste in caratteri ASCII.
La prima cosa da fare è creare un nuovo personaggio, dopodiché ci si può lanciare all'avventura senza passare da grossi preamboli. La narrativa si poggia su una campagna principale essenziale, accompagnata da una serie di quest secondarie opzionali.
Siamo nel regno di Ancardia (precisamente sulla Catena del Drakalor), che — dopo una lunga pace durata 6000 anni — è stato nuovamente soggiogato dalle forze del male. Sostanzialmente abbiamo due possibilità: combattere gli invasori (individuando e fermando la fonte del caos) o unirci al lato oscuro e provare a dominare il mondo.

Adom Ancient Domains Of Mystery | LucullusGames

“Sono nato piangendo mentre tutti ridevano e morirò ridendo quando tutti piangeranno” (Jim Morrison)

E’ possibile scegliere varie razze (ci sono ben cinque stirpi diverse di elfi), classi, attributi (tra cui carisma, forza, percezione, …), skill, perk, segni astrali, sesso, background, e talenti. Volendo è possibile anche optare per una scelta del tutto casuale. Del resto nei primi roguelike le classi non esistevano nemmeno. Si partiva con un avatar privo di talenti (una sorta di tabula rasa): l’eroe doveva evolversi con l’avanzare delle vicende, senza poter contare su alcun tipo di agevolazione. Pensate che persino le pozioni non avevano conseguenze prestabilite, finché non le si beveva non si potevano conoscere i loro effetti.
Ad ogni modo, prima di entrare nel vivo della sfida occorre decidere quale modalità di gioco affrontare: nella veste standard si possono salvare i progressi e la casualità è limitata (cioè il peso dei malus è minore), in pratica si gioca come se fosse più una specie di Gdr old school; nella modalità personalizzata è possibile modificare vari parametri, ad esempio si può eliminare il permadeath; l’Hard Mode rispetta invece i principi cardine dei roguelike, ergo la morte è definitiva e in caso di decesso occorre necessariamente ripartire ogni volta da zero. Infine troviamo anche le sfide della settimana e il multi-player.
L’incedere ricorda quello dei punta e clicca. Ogni azione è scandita da un turno, sia che si tratti di un movimento che di un attacco. E ciò vale sia per noi che per gli avversari, ogni NPC si muoverà solo quando lo faremo anche noi. L’approccio è molto tattico, abbiamo tutto il tempo di pensare alla mossa migliore, cercando di prevedere cosa abbia in mente di fare l’avversario. Ciò che conta non è la reattività o la coordinazione occhio-mano, lo sforzo più importante è invece quello intellettivo: le regole sono gestire dalle statistiche e dalla probabilità.
Il mondo di gioco è costituito inizialmente da un’ampia foresta, ma è possibile accedere a vari sotterranei generati in maniera procedurale; uno di questi è caratterizzato da un numero infinito di livelli. Del resto sul genere hanno influito — sin dalle origini — le meccaniche dei dungeon crawler. Negli slarghi occorre fare molta attenzione: finire in un’imboscata significa doversela vedere con più nemici contemporaneamente.
In ADOM si muore spesso (molto più che in un Dark Souls) e per i motivi più disparati: avvelenamento, fame, dissanguamento, congelamento, annegamento, e così via. Oltre ai nemici canonici, dobbiamo vedercela con esseri ultraterreni. Anche la religione gioca un ruolo importate, pensate che alcuni ostacoli possono essere superati con una preghiera.
L’interazione con l’ambiente è elevata. Tra le altre cose è possibile: rompere pareti, ricavare dei minerali (a suon di picconate), scavare gallerie, forgiare armi, mangiare i cadaveri degli avversari uccisi, pulirsi le orecchie, e così via. Come vedete i survival che vanno tanto di moda oggi non sono del tutto originali, come invece alcuni sarebbero indotti a credere.
Non è disponibile la lingua italiana.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: ADOM (Ancient Domains Of Mystery)
Genere: Roguelike
Sviluppatore e Editore: Thomas Biskup
Data di rilascio su pc: 16 novembre 2015
Prezzo di lancio su steam: 14,99 euro

Commento finale 

Ancient Domains Of Mystery rappresenta un pezzo di storia ludica che tutti dovrebbero almeno conoscere. Esistono varie modalità di gioco, che consentono a qualsiasi tipo di giocatore di cucirsi l’avventura in base alle proprie esperienze e capacità.
Nella sua veste più originale il gioco risulta molto difficile, le meccaniche sono profonde e complesse, quindi non tutti riusciranno ad apprezzare questo progetto. Anche la veste grafica, sebbene oggi sia più user-friendly e cartoonesca rispetto a quella di 24 anni fa, continua ad avere un sapore retrò che può non attecchire su un pubblico molto giovane. Personalmente adoro la possibilità di immergermi persino nella veste grafica fatta di soli caratteri ASCII: sembra di ritornare indietro nel tempo, ed è un’esperienza forte e mistica allo stesso tempo.
La versione a pagamento su steam permette una personalizzazione estrema e vanta molte più modalità di gioco. Ma — come vi accennavo in precedenza — i roguelike sono nati per essere divulgati in forma gratuita (alcuni consentono persino di modificare il codice sorgente), quindi dal sito ufficiale di Adom potete scaricare anche la versione gratuita (https://www.adom.de/home/downloads.html).

Pro:
  • Un roguelike vero
  • Esperienza complessa e profonda
  • Rigiocabilità infinita
  • Vari approcci
  • Viene continuamente aggiornato da oltre 20 anni

Contro: 
  • Trama banale
  • Rimane ancorato ai principi fondamentali del genere di riferimento

Voto 8,2


REQUISITI MINIMI

Sistema operativo: Windows XP, Vista, 7, 8, 10 // Mac OS X 10.5.8 // Ubuntu 12.04 LTS
Processore: 1 GHz
Memoria: 512 MB di RAM
Scheda video: 800x600 minimum resolution
DirectX: Versione 9.0c
Memoria: 512 MB di spazio disponibile

Fonte immagini: Google