The Thin Silence | TwoPM Studios - Recensione

The Thin Silence è un puzzle-adventure dal ritmo molto lento, che si sofferma sui disturbi della mente umana




The Thin Silence affronta tematiche molto delicate come la depressione, il suicidio, e in generale tutti quei disturbi che attanagliano sempre con maggior incidenza gli individui della nostra società.
Il mondo videoludico si sta ultimamente aprendo a queste alterazioni psicologiche: Hellblade Senua's Sacrifice si è concentrato sulla psicosi, mentre Celeste ha analizzato l’ampio spettro della depressione. Affrontare queste problematiche però non è affatto facile, per cui i due sviluppatori dell’australiana TwoPM Studios si sono avvalsi della competenza della CheckPoint Organization, ovvero un'organizzazione benefica che cerca di coinvolgere fisicamente e mentalmente il paziente attraverso il medium ludico.
Uno dei due autori di The Thin Silence ha vissuto un forte momento di depressione, ma alla fine ne è uscito, quindi nel corso del tempo ha maturato l’idea di trasmetterci qualcosa attraverso il suo videogioco. Queste cose non possono passare inosservate. E mi fa molto piacere vedere questi esempi, quindi spero che almeno una parte dei giocatori apprezzeranno questo tentativo coraggioso.



La narrazione non è canonica. In The Thin Silence gioca un ruolo fondamentale l’atmosfera inizialmente ottenebrante. Ma durante il corso degli eventi si avrà comunque modo di apprendere nuove informazioni sul particolare contesto, soprattutto attraverso la lettura dei file testuali. C’è persino spazio per degli spunti filosofici sull'esistenzialismo e sulla politica.
Uno dei messaggi più ovvi ma anche più importanti è quello di aggrapparsi sempre alla speranza, di resistere, di “sopravvivere”, a tutte quelle sensazioni percepite come le più annichilenti per l’anima.
Certo, dire a chi è davvero affetto da questi disturbi di non mollare non aiuta granché. Il punto è che quando si vivono questi momenti manca proprio la forza di volontà, e persino le cose più semplici come l’alzarsi dal letto sembrano imprese titaniche. Ovviamente il ruolo della famiglia resta sicuramente di primaria importanza. Ma torniamo al videogame.
Nella fattispecie avremo modo di conoscere Ezra Westmark, ma soprattutto l’oscuro essere che alberga nella sua mente, nonché i motivi che lo hanno scaraventato nei punti più bui del suo Io. Fortunatamente avremo anche modo di capire a cosa il nostro si sarà aggrappato per riuscire a ritrovare la “luce”.

The Thin Silence | TwoPM Studios - Recensione

La depressione è quando non si riesce più a vivere con se stessi, quando non ci si sopporta più (Pino Caruso)

Fondamentalmente siamo al cospetto di un puzzle-adventure dal ritmo molto lento. Gli enigmi all'inizio non sono complessi perché simulano una sorta di torpore fisico a cui la mente ha costretto precedentemente il corpo, difatti si parte con l’espletazione di operazioni molto semplici per una persona sana, come il dover sfruttare uno scarpone per superare agevolmente un masso. Ma via via gli ostacoli richiederanno un pò più di pensiero laterale poiché dovremo entrare nel personaggio, cercando di immaginare cosa si possa vivere in situazioni così angoscianti.
Più avanti saliranno in cattedra la logica e poi il sincronismo dei movimenti, quasi a evidenziare una sorta di rinascita fisica e mentale del protagonista.
Alle volte i puzzle richiedono di combinare degli oggetti (con un gancio e una corda si ottiene una liana), in altre occasioni è l’interazione con l’ambiente stesso a farla da padrone, e infine ci sarà anche spazio per degli indovinelli basati sulla numerologia (in stile Ruzzle) e sulla semantica. E’ dunque fondamentale possedere una buona padronanza della lingua inglese.
La longevità si assesta sulle 4 ore, distribuite su altrettanti capitoli.

The Thin Silence | LucullusGames

La depressione è una malattia democratica: colpisce tutti (Indro Montanelli) 

L’uso della pixel art aiuta a entrare maggiormente all'interno del quadro emotivo, proprio grazie all'indefinitezza dei contorni e alla stilizzazione delle forme. C’è un interessante gioco di colori che tenta di dare concretezza alle rarefatte sensazioni, nonché all'evolversi dello stato mentale del protagonista. Così si passa da stanze più buie a dei sentieri guidati da una flebile luce, che non rimane rinchiusa in un ambiente materiale, bensì si pone su di un piano figurato.
L’ottimizzazione è discreta, a parte qualche piccolo bug, anche perché il progetto si basa su una struttura tecnica molto semplice.
La colonna sonora realizzata da LightFrequency riesce a adattarsi intimamente ai momenti più toccanti e struggenti, richiamando alla mente un connubio più trasversale degli organi sensoriali (come visto in prodotti artistici più iconici quali Limbo e Inside).

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: The Thin Silence
Genere: Puzzle-Adventure
Sviluppatore: TwoPM Studios
Editore: Nkidu Games Inc.
Data di rilascio su pc: 27 aprile 2018
Prezzo di lancio su steam: 9,99 euro

Commento finale

The Thin Silence non è un videogame adatto a tutti, sia per il delicato tema trattato che per la lentezza della progressione. Tuttavia chi riuscirà a mettere in secondo piano questi aspetti — o meglio, ne capirà l’importanza all'interno di questa prova — si ritroverà dinanzi a un’esperienza intima e toccante.
Una maggiore pulizia del codice e una minore macchinosità dei movimenti avrebbe reso più piacevole il prodotto edito da Nkidu Games Inc.

Pro:
  • Puzzle stimolanti
  • Contesto narrativo e tematiche delicate 

Contro: 
  • Ritmo lento
  • Comandi non sempre fluidi

Voto 7,2


REQUISITI

Sistema operativo: Windows 7 / MacOS 10.10
Processore: Intel Dual Core
Memoria: 4096 MB di RAM
Scheda video: Integrated Graphics
DirectX: Versione 9.0
Memoria: 300 MB di spazio disponibile

Fonte immagini: google