Farm Manager 2018 | Cleversan Software - Recensione

Farm Manager 2018 è un gestionale agricolo a tutto tondo, dove occorre preoccuparsi praticamente di tutti gli aspetti, dall'acquisto delle sementi alla manutenzione degli attrezzi




In Farm Manager 2018 è possibile fare di tutto, non ci si limita alla coltivazione di ortaggi o all'allevamento di bestiame. Ci si può persino lanciare nell'industria, investendo nella produzione di succhi di frutta o di carne surgelata.
Anche la vendita non rappresenta un aspetto banale, occorre analizzare la fluttuazione dei prezzi nel mercato per pianificare le mosse migliori. Alcuni prodotti possono rendere di più in determinati periodi. Inoltre i ricavi non sono limitati alle sole risorse commestibili, possiamo anche acquistare impianti per produrre energia elettrica dalle fonti rinnovabili (come pale eoliche).
Avrei voluto parlarvi di questo gioco tante settimane fa, ma purtroppo era stato momentaneamente rimosso dal catalogo di steam per una presunta violazione di copyright. Ma ora tutto si è sistemato, visto che dal 23 maggio il DMCA takedown non grava più sul videogame di Cleversan Software. La pubblicazione era inizialmente avvenuta in data 6 aprile.
Posso solo immaginare come si siano sentiti gli sviluppatori. Hanno perso la visibilità della finestra di lancio (visto che il gioco era stato bloccato dopo pochi giorni dalla pubblicazione), e ora dovranno faticare nuovamente per portare la loro creatura all’attenzione della community. E non è un compito semplice vista l’enorme mole di prodotti sul negozio di Valve. Ma faccio a loro i miei più sinceri auguri. Bando alle ciance, e entriamo nel vivo di questa recensione.



Le modalità a disposizione sono: campagna, scenari, e modalità libera (la più succosa). La campagna è però più che altro un corposo tutorial (dura diverse ore), dove al più trovano spazio delle banali missioni, che per lo meno serviranno al neofita per capire gli aspetti essenziali della vita da imprenditore agricolo.
E’ invece più interessane (sulla carta) l’editor, che permette di realizzare nuove attrezzature e colture sì da moltiplicare l’offerta base del gioco, che è già più ampia di quanto visto in Pure Farming 2018. Rispetto a quest’ultimo però siamo su un approccio diverso. Il gioco dei ragazzi di Cleversan Software è un gestionale puro che non si perde in velleità stilistiche. L’inquadratura di base è dall'alto, e non in prima persona. Anche se — volendo — è possibile pure vedere il mondo dal punto di vista dei singoli lavoratori, ma si tratta di un mero vezzo fine a se stesso.

Farm Manager 2018 | Cleversan Software - Recensione

Si parte da una piccola fattoria, sognando di diventare un colosso agricolo

Tra le prime cose da fare c’è sicuramente l’assunzione degli operai. Si tratta di una scelta importante: occorre però capire se si vuole subito puntare su figure specializzate (più costose); o se magari si preferisce migliorare in un secondo momento le loro capacità, iscrivendoli a dei corsi di aggiornamento.
Ma non è finita qui. La natura è legata al concetto di stagionalità, per cui non è necessario investire tutto il denaro in dipendenti a tempo pieno. Possiamo anche avvalerci di contratti a tempo determinato per far fronte ai periodi più impegnativi, risparmiando soldi d’inverno.
Ad ogni modo oltre a pagare il loro mensile, dovremo costruire pure degli alloggi per le nostre risorse umane. A tal proposito va detto che ogni struttura (anche la nostra bella tenuta padronale) necessitano di lavori di manutenzione, quindi parte dei guadagni dovranno essere spesi per mantenere il tutto efficiente.
All'inizio non si dispone subito di ingenti somme, quindi occorre puntare sull'allevamento di animali di piccola taglia (come i conigli), sull'apicoltura, e sulle serre. Queste ultime consentono la crescita di cibo durante tutto l’anno, mentre i campi normali durante l'inverno non producono affatto; inoltre le piante — tranne quelle perenni — vanno pure messe "a riposo”. Qualsiasi sia la coltivazione all'aperto, occorre prestare sempre la massima attenzione alle varie fasi: se sopraggiunge l’inverno prima dell’avvenuta raccolta del prodotto, si perdono una valanga di soldi.
Quando ci impegniamo nella coltivazione dobbiamo seguire tutta una serie di compiti, a partire dall'acquisto delle sementi. Il lavoro dei campi richiede di: arare, coltivare, concimare, seminare, irrigare, proteggere i semi con degli antiparassitari, e infine raccogliere il frutto di mesi di duro lavoro.
Di norma servono molti dipendenti se l’appezzamento di terreno è molto grande, ma volendo è possibile affidarsi a un solo impiegato se si acquistano i macchinari giusti. Ce ne sono di tanti tipi ma le marche non sono tantissime. Ad ogni modo possiamo sfruttare falciatrici, mietitrebbie, seminatrici, spandiconcimi, trapiantatrici, ecc…
L’allevamento richiede meno fasi, ma nessuna attività può essere pensata come un settore a sé stante. Gli animali vanno fatti accoppiare in periodi ben precisi (avvalendosi di un veterinario), poi occorre mantenerli in buona salute, e infine vanno nutriti con una dieta possibilmente varia, ad esempio con cereali di vario genere ed insilato. Quest’ultimo è un derivato dell’erba (della paglia o del fieno essiccati).
Capite, dunque, che per non spendere denaro inutilmente si possono ammortizzare i costi creando una catena di attività, che però richiederà un buon sincronismo. Ad esempio, se puntiamo sulle mucche possiamo ottenere: latte, formaggio (se acquistiamo le strutture adatte), concime naturale, e carne che è possibile macellare anche in loco (se investiamo in un mattatoio).
L’allevamento è una buona fonte di prodotti derivati. Le galline producono costantemente uova da vendere al mercato (ricordatevi però che ogni prodotto ha una data di scadenza), mentre le pecore (oltre al formaggio) permettono di entrare nel business della lana.
Un discorso a parte lo meritano le api. Per prima cosa occorre acquistare un paio di alveari con 20 arnie (si possono acquistare 10 arnie per alveare), poi è necessario piazzare dei fiori nei paraggi per ottenere il miele millefiori, che al mercato rende bene anche se la produzione non è ingente. Se invece si vuole puntare a un miele superiore in qualità, bisogna predisporre dei campi di colza e di grano saraceno.

Farm Manager 2018 | LucullusGames

L’intrattenimento è riposto tutto nelle faccende agricole, mancano quindi dei diversivi

Ci sono alcuni piccoli bug. A volte gli operai non arano il terreno perché il mezzo non è stato prima riposto correttamente nel capannone, e il contadino successivo non sa dove andare a reperire la strumentazione. Poi ci sono delle piccole incongruenze nei consigli, ad esempio ci viene chiesto di portare a termine degli obiettivi (per ricevere delle ricompense) che cozzano con la nostra situazione economica: “mi è stato chiesto più volte di chiedere un prestito quando avevo una grande solidità finanziaria”.
Devo però sottolineare l’ottimo e continuo impegno degli sviluppatori, che in questi circa due mesi hanno sempre ascoltato il feedback degli utenti, risolvendo diverse situazioni. Ad esempio non ci sono più crash né cali di framerate, o caricamenti lenti; l’ottimizzazione ora è buona.
I modelli poligonali non sono all'avanguardia né mettono a disposizione delle vedute particolarmente ispirate. Le texture del terreno se la cavano meglio, difatti pur ingrandendo molto l’inquadratura le immagini non vengono sgranate.
Va menzionato anche l’ottimo ciclo stagionale della vita: assistiamo alla nascita e alla crescita delle piante, e all'effetto degli agenti atmosferici (siccità, gelate, inondazioni). Nello specifico — durante l’inverno — se non si hanno le serre, si finisce col non poter far molto, visto che si deve avere a che fare col ghiaccio.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: Farm Manager 2018
Genere: Simulazione agricola
Sviluppatore: Cleversan Software
Editore: PlayWay
Data di rilascio su pc: 6 aprile 2018
Prezzo di lancio su steam: 19,99 euro

Commento finale

Farm Manager 2018 è un gestionale solido, l’interfaccia è chiara e pulita. Ma non apporta sostanziali novità rispetto al più noto e più complesso Farming Simulator 17. Un’arma importante potrebbe essere riposta nell’editor, ma l’assenza di una modalità online potrebbe tenere lontani i giocatori interessati a un’esperienza cooperativa.
In definitiva, se questo genere di produzioni vi ha incuriosito ma non avete mai avuto l’ardire di acquistare un esponente in particolare, allora potreste dare una chance proprio al titolo edito da PlayWay. Farm Manager 2018 si adatta bene al neofita, sia perché risulta semplice da comprendere, sia perché non lo assale con un numero eccessivo di variabili .

Pro:
  • Buona varietà di colture e di strumenti…
  • Molto intuitivo e curato tanto nel tutorial quanto nella guida
  • Effetto tangibile degli eventi atmosferici e stagionali
  • Supporto continuo, sono stati risolti molti bug presenti al day1
  • Buon livello di zoom

Contro: 
  • … Ma la varietà delle marche originali è bassa
  • Le missioni secondarie sono spesso delle banali fetch quest 
  • L’online avrebbe elevato il coinvolgimento
  • Manca la possibilità di crearsi una coda di attività

Voto 7,5


REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI:
Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 7/8/10 (64-bit versions)
Processore: Intel i5-2400, AMD FX-8320
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: GTX 560 2GB, AMD Radeon 7850 2GB
DirectX: Versione 11
Memoria: 6 GB di spazio disponibile

CONSIGLIATI:
Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 7/8/10 (64-bit versions)
Processore: Intel i7-2600K, AMD FX-8350
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: GTX 970 4GB, AMD R9 290 4GB
DirectX: Versione 11
Memoria: 6 GB di spazio disponibile

Fonte immagini: screenshot di gioco