Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Mulaka | Lienzo - Recensione

Mulaka è un colorato action-adventure con visuale in terza persona, che sprigiona folklore messicano da tutti i pixel




Mulaka ci immerge nella cultura folkloristica del popolo dei Raràmuri, una popolazione ubicata nel Chihuahua. A differenza di Guacamelee — che ritraeva uno spaccato più generale della cultura messicana — il prodotto recensito oggi permette di conoscere meglio la tradizione orale di una specifica tribù indigena. Si tratta di una bella intuizione che rende il medium videoludico più maturo e ricco di spunti.
Non sono molte le prove analoghe, un tentativo simile è (ad esempio) stato fatto con Never Alone, che racconta di una particolare tribù eskimese.
Questa prova si basa su un concept vecchio stile, che — come in Okami — si pone soprattutto l’obiettivo di far emozionare, piuttosto che proporre un elevato livello di sfida.



Noi vestiamo i panni del giovane sciamano Sukurúame. Il nostro protagonista è chiamato a affrontare un lungo viaggio spirituale alla ricerca della benedizione di 6 divinità, le sole che gli possono permettere di sconfiggere Teregori, ovvero il signore delle tenebre. Le vicende ci porteranno a affrontare vari pericoli e alcuni dungeon lungo la mappa della Sierra Tarahumara.
Nonostante la linearità dell’incedere (fatto di specifici obiettivi da conseguire), il videogame di Lienzo dona una discreta illusione di libertà alle manovre, grazie alle vedute di ampi e coloratissimi spazi. Di fatto solo se si raggiungono i limiti esterni della mappa ci si rende conto di essere all'interno di porzioni più ristrette, delimitate da muri invisibili.

Mulaka | Lienzo - Recensione

Alcuni enigmi da risolvere e semplici sequenze platform

L’elemento portante è riposto nell’esplorazione e nella relativa crescita delle abilità del personaggio. Ci viene chiesto soprattutto di raggiungere degli oracoli capaci di trasformare il nostro sciamano in vari animali sacri, sì da poter superare i vari ostacoli posti lungo il percorso. Così, per abbattere i muri (che celano stanze e/o passaggi segreti) dovremo assumere le sembianze di un orso, per attraversare in volo piccole distanze dovremo cambiare le nostre fattezze con quelle di un picchio, mentre per superare le rapide dei fiumi occorrerà mutare in un serpente.
In ogni stage l’obiettivo principale sarà dunque quello di individuare uno specifico santuario, ma prima di accedervi bisognerà superare un portale, il cui accesso richiederà il propedeutico recupero di 3 pietre mistiche. Tale operazione andrà reiterata più volte.
Così come gli sciamani sono in grado di connettersi con l’universo sovrannaturale, il nostro protagonista riesce — per qualche secondo — a far fondere il mondo reale con quello divino, sì da evidenziare alcuni marcatori utili alla progressione: obiettivi, NPC, fonti di energia e preziose erbe mediche. Queste ultime — disponibili in quattro categorie — danno corpo a un blando crafting. Difatti (una volta raccolte) consentono di produrre pozioni curative, bombe e "incantesimi".
La salute di Sukurúame è legata a tre rombi (posti in alto a destra dell’interfaccia), che rappresentano le 3 anime possedute dagli uomini, secondo la tradizione dei Tarahumara. Bisogna fare attenzione a non portare a zero tutti e tre gli indicatori, altrimenti s’incorrerà nel game over.
I nostri avversari sono costituiti da animali e insetti (es. mantidi), ma anche da strane creature partorite da racconti mitologici (es. artropodi muniti di teschi umani).
Nonostante la discreta varietà di figure nemiche (19 lottatori normali e 7 boss), siamo alle prese con un battle system molto semplice. Possiamo contare su una poliedrica lancia (utile anche per raggiungere item preziosi), e sui soliti attacchi leggeri e pesanti. Non ci sono articolate mosse da imparare: le combo si realizzano semplicemente concatenando soprattutto il pulsante dell’affondo leggero (in puro button mashing), solo ogni tanto avremo la possibilità di terminare lo scontro con una finisher che richiederà l’uso di due tasti.
Come in altri action adventure (vedi Batman Arkham Knight) ci troveremo spesso invischiati in mischie con nemici che attaccheranno anche contemporaneamente. In questi casi si rischia di subire qualche colpo non tanto per la precisione o per l'aggressività degli avversari, quanto piuttosto per l’impossibilità di rompere le combo già in atto e per l’assenza di un tasto adibito al contrattacco vero e proprio (come invece è possibile fare in Mad Max). Quindi la vera difficoltà è quella di evitare di farsi sopraffare dai rari casi in cui il numero dei nemici può diventare elevato.
La maggior parte dei nostri contendenti non richiederà manovre specifiche, a parte rare eccezioni. Ma anche in quest’ultimo caso ci verrà (al più) chiesto di girare in tondo (o di far leva sulla schivata) per eludere gli attacchi dei lottatori, che — una volta andati a vuoto (con i loro affondi) — lasceranno il fianco scoperto, sicché potremo comodamente passare alla controffensiva. Ciò succede ad esempio contro la boss figth che vede come protagonista uno scorpione gigante, che mette in mostra la mancata voglia degli sviluppatori di creare delle sfide più stimolanti. Infatti, per superare questo boss basterà semplicemente porsi dietro uno degli enormi massi ubicati nell'arena e attendere che il nemico ci finisca contro, nell'impacciato tentativo di afferrarci. Ma in tal modo costui finirà solo col subire lo status dello stordimento, dandoci modo di attaccarlo in assoluta sicurezza. Tale manovra andrà reiterata più volte: si tratta di una sequenza molto debole, poiché lo scorpione non farà nulla per evitare il masso, pur sapendo che si trova esattamente sul suo percorso.
Ad ogni modo, sconfiggendo i nemici si ottiene la Korima, una sorta di energia spirituale che può essere usata per acquistare piccoli upgrade.
La popolazione dei Tarahumara è nota per le grandi doti aerobiche (legate alla caccia di animali molto agili), così pure il nostro personaggio è dotato di una straordinaria corsa che gli permette sia di inseguire alcuni NPC elusivi, sia di ridurre drasticamente i tempi per passare da una zona all'altra.
La longevità si asseta sulle 9-13 ore, a seconda della volontà di impegnarsi nella ricerca di tutti i collectible. Questi ultimi sono costituiti da Artefatti ricchi di informazioni supplementari riguardanti le tradizioni della tribù, e dalle Anime di importanti membri della popolazione ormai deceduti.

Mulaka | LucullusGames

Un mondo fatto di spiriti guida, totem e seducenti storie sull’origine della vita

Il design degli ambienti naturali (costituiti da deserti e montagne) risulta evocativo, pur affidandosi a linee molto squadrate e a una scarsa mole poligonale. Gli edifici sono poco curati nelle forme e nei tratti estetici; sono più soddisfacenti i modelli dei personaggi, mentre le animazioni sono spesso buffe e teatrali. La palette di colori è ricca di tonalità sature che mettono allegria e ci trasportano in un mondo quasi onirico, che sfoggia tanta personalità.
Le musiche tribali accompagnano bene il giocatore per tutto l’arco delle vicende, innalzando il ritmo in presenza delle sfide più coriacee (durante le boss battle).

Titolo: Mulaka 
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore e Editore: Lienzo
Data di rilascio su pc: 27 febbraio 2018
Prezzo di lancio su steam: 19,99 euro

Commento finale

Mulaka è stato realizzato nel pieno rispetto degli ambienti e della cultura Tarahumara; sono stati coinvolti anche degli esimi storici della popolazione indigena. Inoltre parte degli incassi saranno devoluti a organizzazioni governative impegnate nella tutela ambientale e culturale della tribù.
L’iniziativa mi ha colpito molto, ma devo comunque giudicare il gioco per quello che offre. Le meccaniche sono molto semplici, il livello di sfida non è elevato e a livello tecnico non ci sono soluzioni che lasciano il segno. L’estetica è evocativa ma la mole poligonale non fa certo gridare al miracolo.
Lo consiglio a chi ha voglia di tuffarsi in un’atmosfera platform di altri tempi, e a chi possiede una grande sensibilità e capacità di emozionarsi. Ma non è una prova adatta a chi è in cerca di grandi sfide.

Pro:
  • Contenuti culturali sulla trazione dei Tarahumara
  • Atmosfera e musiche ambientali
  • Colori allegri 

Contro: 
  • Livello di sfida poco stimolante
  • Tecnicamente si poteva fare di più 

Voto 7,2


REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI:
Sistema operativo: Windows 7
Processore: Intel Core i5
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: Intel Iris Pro Graphics 6200
DirectX: Versione 11
Memoria: 3 GB di spazio disponibile

CONSIGLIATI:
Sistema operativo: Windows 8
Processore: Intel Core i7
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: Nvidia GeForce GTX 780
DirectX: Versione 11
Memoria: 3 GB di spazio disponibile

Fonte immagini: Google