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Blasters of the Universe | Secret Location - Recensione

Blasters of the Universe è un divertentissimo shooter arcade in VR, traboccante di conturbanti colori al neon e influenze retrò da sala giochi anni ’80 e ’90




Blasters of the Universe è la dimostrazione lampante che i visori per la realtà virtuale possono e devono ritagliarsi un target specifico, senza doversi semplicemente limitare a traslare in 3D le tradizionali esperienze in 2D.
La maggior parte gli shooter in VR rappresentano delle banali rivisitazioni dello storico Duck Hunt (1984): si limitano a porre il giocatore al centro di una stanza e a fargli sparare a tutto ciò che si muove attorno a lui. Per giunta il livello di sfida è spesso molto basso, perché a torto si crede che queste prove interessino solo ai casual gamer. Ma la VR non deve essere sfruttata solo per i party game (come Carnival Games VR) o per i titoli sportivi. Accanto a strambi simulatori (come Baby Hands) e a esperienze adatte a tutta la famiglia (come Shooty Fruity) ci deve essere posto anche per sfide davvero nuove e più stimolanti. Ed è proprio qui che — fortunatamente — entra in scena il videogame dei ragazzi di Secret Location.
Blsters of the Universe non solo è accompagnato da un elevato livello di difficoltà, riesce anche a cambiare completamente l’approccio degli sparatutto, pur senza inventare nulla.
Ho giocato al titolo usando il set di HTC Vive, ed è su questa prova che mi sono basato per la realizzazione di questa recensione; il prodotto è comunque disponibile anche per Oculus Rift. Non è possibile affrontare l’esperienza rimanendo seduti. Anzi, la peculiarità di questa prova sta proprio nel potersi muovere costantemente all'interno di una stanza, al fine di schivare le raffiche dei proiettili e i fasci laser: consiglio uno spazio libero di almeno 2x2 metri (è il minimo indispensabile).



Il prologo ci presenta Alwyn, un ragazzo che dopo aver rubato un cabinato per la VR, riesce a digilizzare le sue fattezze teletrasportandosi all'interno del gioco (come visto nel film Tron), dichiarandosi per giunta “Gran Maestro” del videogame. Sta quindi a noi il compito di insegnargli un pò di umiltà, mettendo al tappeto i suoi scagnozzi.
Alwyn è il classico stereotipo del bullo arrogante e saccente, che non riuscendo a realizzarsi nella vita reale si rifugia nel mondo virtuale. L’incontriamo più volte nella campagna, in quanto non perde occasione per deridere le nostre capacità, lasciandosi però scappare più volte dei preziosi consigli per arrivare a stanare le sue orde di “bravi”. Del resto come tutti i personaggi con un ego smisurato, preferisce giocare con la sua vittima, senza prenderla sul serio, pagandone infine le conseguenze.

Blasters of the Universe | Secret Location - Recensione

Umorismo e citazionismo a gogo

Blasters of the Universe non solo riesce nel difficile compito di ricreare quel sano e stimolante divertimento proprio dei titoli da sala giochi anni ’80 e ’90, lo fa facendoci vivere le vicende a 360 gradi: sfrutteremo i controller di HTC Vive, ma sarà tutto il nostro corpo a dover partecipare alla “danza”. Dovremo muoverci in continuazione per schivare proiettili e fasci laser, abbassandoci e spostandoci di lato. Dovremo persino guardarci le spalle, perché i nemici non si limiteranno a semplici attacchi frontali.
In questo inferno di raffiche continue, i colpi arrivano da tutte le direzioni, anche dall'alto. Eludere i proiettili singoli è un’operazione abbastanza semplice, anche perché non sono sparati a grandi velocità. Ma il discorso si fa decisamente più complesso con i nemici in grado di lanciarci addosso contemporaneamente interi mucchi di colpi, raggruppati secondo diverse forme geometriche, tra cui griglie rettangolari e spirali rotanti.
Ma andiamo per gradi e analizziamo i comandi. Con il controller destro spariamo i colpi principali (sfruttando il grilletto), e accediamo alla mossa speciale (pigiando sul trigger). Quest’ultima è regolata da una barra che si riempie con la mole di proiettili andati precedentemente a segno: solo quando l’indicatore è completamente ebbro si può sprigionare l’effetto agognato.
Con il controller sinistro effettuiamo due importanti operazioni: generiamo uno scudo protettivo (tramite l’uso del grilletto), che tuttavia si sovraccarica rapidamente se viene impiegato per bloccare troppi proiettili; e poi ricarichiamo l’arma quando il caricatore si svuota. Quest’ultima azione non è banale come in altri shooter: per prima cosa occorre pigiare sul trigger per materializzare il nuovo caricatore, poi bisogna muovere il braccio sinistro verso la parte bassa di quello destro (perchè è lì che è ubicato lo slot per le cartucce).
Il punto è che quando aggiungiamo nuove munizioni al fucile siamo scoperti al fuoco nemico, poiché durante l’espletazione di quest’azione lo scudo non è più attivo. Ciò vuol dire che — come in prove più tattiche — diventa fondamentale scegliere il momento giusto per ricaricare l’arma.
Oltre ai mini-boss, ogni stage si chiude con un’enorme boss fight, ognuna delle quali è caratterizzata da specifici pattern, distribuiti su più fasi.
L’equipaggiamento va sbloccato con l’esperienza acquisita e i livelli superati. Prima di ingaggiare lo scontro (e dopo ogni sessione) possiamo tornare nell’hub di gioco (che svolge pure il ruolo di armeria) per scegliere uno scudo differente (ve n’è pure uno in grado di far rimbalzare i colpi su chi li ha lanciati) e per personalizzare l’arma in dotazione, tramite varie componenti (a partire dal telaio). Ogni item incide sulle statistiche del fucile, agendo sul rateo di fuoco, sulle capacità del caricatore, e sulla mossa speciale.
La varietà dei nemici è molto buona: gli artropodi ci saltano addosso, i guerrieri bipedi ci sparano con le pistole in dotazione, i droni sono dotati di fasci laser continui molto pericolosi, e così via.
Abbiamo a disposizione 5 vite, terminate le quali dovremo ripartire dall’ultimo stage sbloccato.
La longevità è decisamente più alta rispetto alla media dei titoli in virtual reality, ma è difficile fare una stima corretta, poichè la durata della campagna dipende molto dalla bravura del singolo giocatore. Una cosa è certa, anche alla difficoltà più bassa si muore spesso, quindi bisogna ripetere più volte lo stesso stage fino a imparare a memoria i movimenti e le mosse degli avversari.
Ad ogni modo oltre alla campagna principale ci si può impegnare nella modalità infinita (per realizzare punteggi sempre più alti) e nelle sfide giornaliere.

Blasters of the Universe | LucullusGames

Colori sgargianti e atmosfera eccezionale

Blasters of the Universe mette in mostra location statiche che non sfoggiano un elevato numero di poligoni, ma sono caratterizzate da linee semplici e funzionali. La direzione artistica mostra invece tutto il suo splendore con la scelta di colori acidi, con la realizzazione delle armi, con i vari riferimenti alla cultura pop (dagli storici titoli SEGA a film e fumetti come I Guardiani della Galassia), ma soprattutto con i modelli dei Boss. L’estetica dei nemici normali è comunque discreta.
Mi ha colpito molto la precisione nelle hitbox e nella risposta dei comandi. Spesso i titoli in VR sono un pò macchinosi, perché non sempre i sensori ambientali registrano con accuratezza i movimenti: qui invece il tutto è gestito molto bene. All'inizio il sistema di ricarica è straniante e può sembrare poco curato, ma occorre solo essere precisi nell'espletazione dell’azione.
Le musiche sono piacevoli e concorrono nel tenere sempre alto il ritmo, spronando il giocatore a dare tutto il meglio di sé. Più che di vera e propria storia (del resto nelle produzioni da sala giochi non è richiesto lo sviluppo di un plot articolato) si può parlare di un contesto ricco di personalità, capace di elaborare un’atmosfera goliardica contagiosa.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione dopo aver acquistato il gioco su steam.

Titolo: Blasters of the Universe
Genere: FPS in VR
Sviluppatore: Secret Location
Editore: The Secret Location
Data di rilascio su pc: 31 agosto 2017

Commento finale

Blasters of the Universe mi ha completamente rapito, ancor più di quanto ha fatto Superhot VR. Sono entrambi titoli validissimi che sanno estrapolare il meglio dalla realtà virtuale, ma il prodotto dei ragazzi di Secret Location ha un ritmo e un coinvolgimento — almeno per il momento — senza pari.
Nonostante i continui movimenti, non si avvertono i classici disturbi del motion sickness, probabilmente ciò è dovuto al fatto che i proiettili non si muovono velocemente e che lo scenario ambientale rimane statico: non è un aspetto da mettere in secondo piano, visto che molte produzioni tripla A (come Fallout 4 VR) non si sono dimostrate altrettanto valide su questo aspetto.
Consiglio il videogame a tutti quelli che vogliono provare davvero cosa può offrire di diverso questa giovane tecnologia.

Pro:
  • Atmosfera action sci-fi anni ’80-’90
  • Sistema di ricarica diverso dal solito
  • Adrenalina e livello di sfida…
  • Hitbox e comandi precisi

Contro: 
  • … Alcuni potrebbero trovarlo frustrante
  • Scarso numero di poligoni

Voto 8,3


REQUISITI DI SISTEMA
Sistema operativo: Windows 7 SP1 or newer
Processore: Intel i5-4590 equivalent or greater
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA GTX 970 / AMD 290 equivalent or greater
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: Notice: Requires a virtual reality headset. See the VR Support section for more info.

Fonte immagini: google