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Super Hydorah | Locomalito - Recensione

Super Hydorah è un shump a scorrimento orizzontale realizzato con un approccio old school e con una grafica in pixel art




Super Hydorah è uno shoot’em up orizzontale che potremmo definire appartenete alla generazione dei “nuovi vecchi giochi”, di cui lo sviluppatore spagnolo Locomalito — già autore di Cursed Castilla (ispirato a Ghost 'n Goblins) — pare essere uno dei più attivi e ispirati sostenitori.
Gli anni anni '80 e ’90 hanno dato vita alla Golden Age dei 16 e 32 bit, un periodo ricco di idee che ha portato prima all'esplosione, poi all'implosione e ancora alla successiva rinascita dell’industria videoludica. Molti dei più grandi e iconici personaggi sono nati proprio in quegli anni, gli stessi che danno ancora senso al vero retrogaming.
Ma perché vivere solo di grandi ricordi se si possono cavalcare nuovi spunti, perché limitarsi alla nostalgia quando si può continuare a scrivere il passato? Ecco, se avete voglia di nuovi stimoli ispirati alla qualità dei tempi andati, siete finiti sulla recensione che aspettavate.



Inizialmente, questo era un progetto freeware chiamato semplicemente Hydorah (in onore al cattivone del gioco), che è ancora scaricabile gratuitamente qui. Poi — come accaduto con altri videogame (es. Matilda Castilla) — Locomalito ha potenziato l’idea germinale dell’opera, arrivando così alla pubblicazione di Super Hydorah.
Il videogame s’ispira ai grandi classici quali Aero Blaster, Heavy Unit, R-Type, Salamander, Space Manbow, X-Multiply, Last Resort e Hydefos. Ma non ne è un clone, anzi — come vi accennavo a inizio articolo — qui possiamo parlare di vero e proprio proseguimento di idee e di valori. Questo, però, vuol dire anche che non bisogna aspettarsi una storia profonda; del resto una volta bastava solamente delineare un semplice contesto per giustificare le meccaniche.
Ed è così che al giocatore viene chiesto di sconfiggere i Meropticon, una razza aliena (di creature bio-meccaniche) che intende mettere sotto il giogo della dittatura l’intero sistema stellare Omios. Noi dobbiamo impedire questa colonizzazione liberando gli esseri viventi, pianeta dopo pianeta, servendoci di una sola nave stellare.
Ci tocca quindi un duro compito, un pò come successe al ragazzo del film The Last Starfighter (1984). Solo che noi abbiamo un asso nella manica: il nostro mezzo — che ricorda la Vic Viper della saga di Gradius — è potenziabile!

Super Hydorah | Locomalito - Recensione

Ehi smilzo ci vediamo è… oh oh!! (cit. Navigator)

Super Hydorah mette in scena ventuno livelli (divisi a loro volta in trentacinque sezioni), ricchi di nemici diversi (oltre un centinaio) e boss decisamente stimolanti. L’aspetto carino è che l’incedere non è lineare: in prossimità di specifici bivi possiamo decidere quali livelli affrontare. Possiamo saltarne qualcuno o magari metterlo solo da parte per un secondo momento. Anche perché saltarli a piene mani non è una mossa lungimirante, visto che ognuno di essi offre la possibilità di ottenere nuovi potenziamenti, utili come il pane negli ultimi stage.
Abbiamo quindi a disposizione un’arma principale, una secondaria e una special (inizialmente costituita da sole smart-bomb). Ognuna di queste categorie vanta però più item da sbloccare: armi laser, invisibilità, navicelle di supporto e così via. 
Ma non è finita qui, perché non potevano certo mancare i power-up. Tra questi troviamo una barriera protettiva, la ricarica per la “special” e un boost per la velocità. Si tratta di capsule che vanno raccolte al momento giusto, in base al tipo di upgrade che s’intende ottenere, perché cambiano colore di continuo sbloccando di conseguenza diverse proprietà. Questi elementi possono essere migliorati fino a un massimo di tre step per ciascun perk.
Sebbene in alcuni frangenti i proiettili a schermo diventino molti, Super Hydorah non è un danmaku (o bullet hell che dir si voglia). L’approccio è infatti più ragionato, con una curva della difficoltà che cresce pian piano e in maniera progressiva, senza eccedere in soluzioni artificialmente tediose. Il merito della qualità della prova sta nell'ottimo level design. Per superare i singoli livelli occorre scegliere con cognizione quali potenziamenti istallare sul mezzo, il resto lo farà la pratica.
Ma non pensiate che si tratti di un videogioco facile, perché non lo è: inizialmente basta un sol colpo per distruggere l’astronave, due se nel frattempo abbiamo raccattato lo scudo protettivo.
Ad ogni modo, le minacce possono venire tanto dall'alto quanto dal basso (robot), tanto da mezzi mobili quanto da strutture fisse (torrette), tanto da nemici quanto da elementi ambientali (asteroidi). E’quindi fondamentale imboccare i sentieri meno densi di avversari; tra l’altro le strettoie possono nascondere dei segreti, accompagnati graficamente da alcune stelline.
La longevità si aggira sulle circa 6-8 ore, ma il gioco si presta a una discreta rigiocabilità sia per provare nuovi approcci che per visualizzare i vari finali multipli. Inoltre è possibile anche giocare in coppia, ma se un dei due giocatori muore, l'altro è costretto a scovare un item necessario a resuscitare il compagno. Oltre a poter giocare in due la campagna base, si può accedere anche a una modalità cooperativa accessoria, denominata Robot Chase, in cui bisogna coordinare due robot al fine di creare un collegamento laser per annientare le minacce aliene in avanzata.
E’ possibile avvalersi anche dei “continue" infiniti, che però portano giustamente all'azzeramento dei punteggi. Usateli solo per allenarvi, senza rovinarvi l’atmosfera, apprezzando così il genuino spirito arcade competitivo.

Super Hydorah | LucullusGames

Giochiamo alla Guerra Termonucleare Globale (cit. Wargames)

Super Hydorah si avvale di ottime e diversificate location, che non sfruttano mai il riciclo di assets già visti.
Le pennellate fanno chiaramente testo all’era delle console e dei cabinati delle sale giochi, senza però raggiungere i valori sublimi di altre prove moderne in pixel art come Owlboy.
Ci sono una miriade di riferimenti e citazioni, che i giocatori più maturi non mancheranno di cogliere con una sana nostalgia. C’è anche spazio per una piccola sciccheria: se si seleziona l’opzione denominata CRT mode, viene emulata la resa grafica (fatta di effetti scanline) di uno schermo a tubo catodico collegato a una presa scart.
L’ottimizzazione è buona: non sono incorso in crash né in cali di framerate. Ma soprattutto c’è un sistema di collisioni preciso, che rende la prova davvero appagante.
Il comparto sonoro si avvale delle ottime musiche di Gryzor87 (oltre sessanta tracce caratterizzate da generi diversi), e di suoni sempre ben posizionati.

Modus Operandi: ho realizzato questa recensione grazie a un codice per il download su steam gentilmente fornitomi dal distributore del gioco.

Titolo: Super Hydorah
Genere: Shoot’em up orizzontale
Sviluppatore: Locomalito
Editore: Abylight Studios
Data di rilascio su pc: 20 settembre 2017
Prezzo di lancio su steam: 19,99 euro

Commento finale

Super Hydorah è un shump orizzontale realizzato con passione. Non ci sono grossi difetti, anzi mette in mostra le notevoli capacità di uno sviluppatore innamorato di ciò che fa, e non è una cosa né scontata né facile da trovare.
Sono sicuro al 100% che incontrerà il favore di chi ha davvero vissuto il periodo dei coin-op, quando in sala giochi si consumavano valanghe di monetine, e se si era bravi si veniva circondati da piccoli capannelli di altri ragazzini appassionati. Non so se le nuove leve potranno apprezzare questa generazione di nuovi vecchi giochi che non imboccano l’utente, ma posso assicurarvi che questo è un ottimo titolo con cui iniziare, e soprattutto provare a mettersi davvero in gioco.

Pro:
  • Grande qualità e divertimento assicurato
  • Level design curato e curva di difficoltà misurata
  • Rigiocabilità assicurata da nuove armi e finali multipli 
  • Co-op locale

Contro: 
  • Storia debole 

Voto 8


REQUISITI DI SISTEMA

Sistema operativo: Windows Vista, 7, 8 o 10
Processore: 1GHz+
Memoria: 512 MB di RAM
Scheda video: 128 MB
Memoria: 175 MB di spazio disponibile

Fonte immagini: google