Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Doom VFR | id Software - Recensione

Doom VFR è uno shooter in prima persona in realtà virtuale, siete pronti per le adrenaliniche sparatorie su un pianeta infernale?




Doom VFR è un FPS creato ad hoc per la realtà virtuale, non si tratta quindi di un porting di un videogame già esistente (come invece abbiamo visto con L.A. Noire: The VR Case Files). Quindi non occorre aver giocato all'ultimo Doom, anche perché il contesto narrativo è assolutamente dimenticabile e le registrazioni recuperate (in giro per la mappa) non apportano nulla di particolare.
Non incontriamo né personaggi secondari, né accediamo a cut-scene articolate. Al solito siamo su Marte per uccidere copiose ondate di demoni, sì da liberare un centro di ricerca infestato.
Siamo abituati alla presenza delle lettere VR in questi titoli ma in questo caso abbiamo una F in più, non è un errore ma simpaticamente completa l’acronimo Virtual Fucking Reality: va interpretato come un omaggio alla devastante e famosa arma BFG (Big Fucking Gun).
Ho giocato al titolo edito da Bethesda usando il set di HTC Vive, ed è su questa prova che mi sono basato per la realizzazione di questa recensione. Alcuni utenti si sono lamentati dei problemi tecnici evidenziati giocando con Oculs Rift, ma va detto che la compatibilità non è ufficiale, ergo si tratta di polemiche sterili. Come sapete c’è una causa in atto tra Zenimax e Facebook, questo spiega il mancato supporto.

Doom VFR | id Software - Recensione

Più che un nuovo gioco, sembra un piccolo dlc in virtual reality del reboot di Doom

I comandi sono molto semplici. Con il controller destro: si accede alle bocche da fuoco (il trackpad funge da comodo selettore delle armi, mentre con il grilletto si spara); si interagisce con le interfacce (pulsanti e schermate pc per sbloccare porte); e infine si eseguono dei semplici minigiochi (muovendo il braccio e cliccando sul grilletto). Volendo è possibile anche far leva sulle doppie armi.
Con il controller sinistro: si lanciano le bombe, ma non è richiesta un’abilità particolare (non occorre calcolare la gittata, basta dirigere la granita verso il nemico con un semplice movimento del braccio); si allontanano gli avversari troppo vicini, sprigionando un gas dalla tuta (attivabile tramite il trigger laterale); e ci si muove all'interno degli scenari. In merito a quest’ultima feature è possibile scegliere tra tre diverse configurazioni.
Si può far leva su brevi scatti (pigiando sulle 4 direzioni esterne del trackpad, come se avessimo a che fare con 4 tasti direzioanali); oppure si può accedere al movimento libero come se avessimo per le mani l’analogico del pad (il pollice va stavolta fatto scorrere lungo gli assi digitali del trackpad, senza pigiare alcunché); e infine si può far uso del teletrasporto (pigiando il pollice sul centro del trackpad per avviare un fascio laser da dirigere verso la zona in cui ci si vuole spostare).
Il teleport è il più efficace e il più dinamico mai visto in un videogame in VR. Non è limitato a pochi metri (come quello implementato in Fallout 4 VR) ed è associato a un rallentamento generale del tempo, che permette sia di far mente locale su quale posizione raggiungere che prendere fiato dalle battaglie particolarmente veloci. Inoltre dà accesso allo smembramento (qui chiamato telefrag), ma senza le cruenti animazioni apprezzate nel reboot: quando i demoni sono storditi (cioè ricoperti da un alone blu) basta teletrasportarsi sulla porzione di terreno che stanno occupando, avviando così la fatality.
Doom VFR ruota tutto attorno all’uccisione degli iconici demoni della saga, che una volta caduti in battaglia lasciano preziose munizioni e punti salute da recuperare. I kit sono disponibili anche negli angoli degli scenari: occorre quindi fare molto movimento, anche perché gli avversari si muovono velocemente nella nostra direzione.
Per il resto non c’è molto altro dare fare. Tra una sparatoria e l’altra dovremo esplorare delle stanze alla ricerca: delle solite chiavi per sbloccare nuove sezioni, di oggetti da spostare e di pulsanti da pigiare per risolvere dei banalissimi puzzle ambientali (o dei minigiochi).
Le uniche due strutture ricorrenti da non sottovalutare sono: le casse, che ci permettono di potenziare le nostre statistiche (ad es. maggiore salute o maggiore capienza dei caricatori); e le piattaforme, che migliorano le nostre armi. Oltre a questi upgrade permanenti ci sono dei teschi colorati che (una volta raccolti) offrono delle skill temporanee, ad esempio quelli rossi ci inducono in uno stato furioso.
Il feedback delle armi è molto buono, sono tutte rifinite nei dettagli e diversificate per cadenza di tiro, danni, portata, e così via. Ci sono fucili a pompa, mitragliatori, lanciagranate, pistole laser, lanciamissili, ecc…
La longevità si assesta sulle circa 2-3 ore, ma è possibile rigiocare il titolo a difficoltà più alta (ci sono 5 livelli) o per accedere a tutti i collectible nascosti.

Doom VFR | LucullusGames

Esteticamente e tecnicamente solido, ma i comandi non sono sempre precisi

Doom VFR si presenta come uno dei titoli in realtà virtuale più curati sotto il profilo estetico (gli screenshoot non gli rendono giustizia). Una volta aumentata l’illuminazione (attraverso il menù delle opzioni) si rimane affascinati dalla resa spaziale dei volumi e dalla ricostruzione degli ambienti. Alcuni di questi sono già stati proposti nel reboot del 2016, ma qui acquisiscono maggior fascino, perché siamo letteralmente immersi dentro il videogame.
Detto ciò stiamo pur sempre parlando di zone (spesso) chiuse, che tendono a ripetersi, quindi il senso di appagamento non è paragonabile a quello di altre prove che si affidano a lunghe distese all'aperto. I modelli dei nemici sono bellissimi, e gli effetti di luce associati alle loro abilità sono fantastici.
La mole poligonale è buona e la definizione degli oggetti in 3D è stupefacente. L’unico appunto da fare (su questo aspetto del gioco) riguarda la presenza di un leggero aliasing, che poteva essere ridotto. Per il resto l’ottimizzazione è ottima, non ci sono: crash, cali di frame o glitch. Quindi si superano quelle imperfezioni provate con il visore della PlayStation 4.
Le musiche di matrice hard rock e heavy metal sono anch’esse molto buone.
Ma non è tutto oro quello che luccica. Se ci si affida ai soli scatti e al teletrasporto non si avvertono i classici disturbi del motion sickness, ma se ci si muove con i comandi manuali questi fastidi cominciano a manifestarsi. Chiaramente la risposta cambia a seconda dei soggetti: personalmente non ho avuto grosse problematiche (ho solo avvertito in un un impercettibile ma accettabile accenno di nausea), mentre per mio fratello il senso di vomito è stato più forte.
Il punto, però, è che gli scatti sono spesso imprecisi, quindi durante i momenti più convulsi si è costretti a far uso del più problematico movimento libero.

Titolo: Doom VFR
Genere: FPS in realtà virtuale
Sviluppatore: id Software
Editore: Bethesda Softworks
Data di rilascio su pc: 1 dicembre 2017

Commento finale

Doom VFR a livello grafico rappresenta uno dei tripla A più convincenti in circolazione, ma il gameplay risulta molto semplice. Da questo punto di vista altri shooter — come Blasters of the Universe e Superhot VR — impressionano decisamente di più.
Ma il problema principale resta legato ai comandi. Gli scatti che dovrebbero rappresentare il sistema più naturale e efficace per spostarsi, all'atto pratico si mostrano decisamente imprecisi. Il teletrasporto è più utile per le fatality e per gli spostamenti su tratti lunghi, quindi per schivare i nemici non ci resta altro da fare che affidarci ai movimenti liberi, che però inducono alcuni soggetti a provare i fastidiosi sintomi da chinetosi.
Insomma, id Software ha mostrato della superficialità su un aspetto basilare, che invece richiedeva maggior attenzione. Ed è un peccato perché potenzialmente il divertimento (seppur legato a meccaniche molto semplici e immediate) non manca: le sparatorie sono adrenaliniche e veloci, ma se il giocatore deve ripetere degli scontri per colpe non sue, giustamente si infastidisce.

Pro:
  • Il teletrasporto è ottimo…
  • Resa grafica e tecnica
  • Battaglie veloci e adrenaliniche

Contro: 
  • Bassa longevità
  • Trama insulsa
  • ... Ma gli scatti sono imprecisi

Voto 6,7

Fonte immagini: google