Darkest Dungeon | Red Hook Studios - Recensione

Darkest Dungeon è un roguelite con una riuscita atmosfera gotica e uno stimolante livello di sfida, dove la gestione di uomini e risorse è fondamentale




Darkest Dungeon si presenta con un'inquietante lettera che narra le vicende di una tetra magione nobiliare, che al suo interno cela il passaggio verso la dimora di un potente e antico male. E l’avvertimento non è un’esagerazione: il luogo di perdizione descritto è zeppo di creature marcescenti, di putridi cadaveri che proteggono preziosi bottini e di avide nefandezze che tradiscono solo velatamente delle forme umane ormai consunte.
Ma all'atto pratico cosa è Darkest Dungeon?
Contrariamente a quanto riportato in altre sedi, non è né un soulslike né un Roguelike; ancora si fatica a capire che non basta implementare la generazione procedurale degli ambienti e il permadeath per rientrare nella cerchia degli eredi di Rogue. Ma andiamo oltre.
Si tratta ovviamente di un Roguelite: un sottogenere meno rigido nei dogmi dettati dai Roguelike, ma per tale motivo risulta anche più sperimentale. Gli esponenti di questa categoria sono molto malleabili e si appoggiano alle basi di altri generi per dare sostanza alle singole prove. In questo caso il prodotto di Red Hook Studios prende spunto dai dungeon crawlers in 2D.

Darkest Dungeon | Red Hook Studios - Recensione

E fu così che un commando di baldi avventurieri si trasformò in una truppa di schizzati

Darkest Dungeon ci permette di formare un party di 4 elementi, scegliendo i nostri componenti tra varie classi di personaggi (come cacciatori, maghi, paladini, ladri, medici, guerrieri e alchimisti).
Lo scopo del videogame è esplorare cinque grandi livelli a loro volta contraddistinti da in ulteriori missioni. Dunque, si avanza lungo lugubri corridoi alla ricerca di bottini e esperienza, per migliorare le statistiche dei nostri eroi. L’incedere è molto semplice e richiede pochissimi tasti; in effetti, a parte la dinamica dello stress (di cui vi parlerò nelle righe successive), non ci sono ulteriori idee originali.
L’avventura parte dal villaggio di periferia. Si tratta di un vero e proprio hub di gioco, dove si può ritornare dopo ogni missione. Questa è infatti la zona meno toccata dal succitato malessere fisico e mentale. Ingaggiando le varie quest, avremo però modo di ispezionare percorsi via via sempre più tortuosi, avvicinandoci al cuore della contaminazione, entrando all'interno di veri e propri dungeon (con tanto di boss finale).
L’idea geniale degli sviluppatori è stata quella di non limitarsi alla sola veste estetica per veicolare il loro messaggio. Sono riusciti a trasmettere la sensazione di disumanizzazione, evidenziando la trasformazione contorta degli uomini in esseri corrotti, implementando nella loro opera la meccanica dello stress. Questa variabile è accompagnata da una specifica barra che si alimenta con i continui fallimenti di ognuno dei componenti del gruppo. Così ogni attacco subito, ogni passo incerto mosso nell’oscurità (una volta esaurite le torce) e ogni altra disavventura (come il finire su una trappola o il subire le litanie dei colleghi), non faranno altro che portare i malcapitati avventurieri verso l’esaurimento.
La precaria condizione psicologica — però — non resta solo un nemico della mente, sprigiona invece un malessere fisico che trasforma i singoli soggetti, uccidendoli con attacchi cardiaci o rendendoli inefficaci al proseguimento della missione. I nostri eroi mutano in esseri abietti che fanno del male a sé stessi (rifiutano le cure quando feriti, si lanciano contro il nemico senza essere adeguatamente equipaggiati) o peggio finiscono per danneggiare il resto del gruppo (rubano i bottini senza spartirli, restano in disparte mentre gli altri sono in difficoltà e confabulano di complotti orditi alle loro spalle).
E per non farsi mancare nulla, occorre pure stare attenti a non contrarre le pericolose malattie, tipiche del posto, quali peste nera e scorbuto.
Per ripristinare le forze è opportuno fermarsi di tanto in tanto nei rifugi del villaggio (che tra l’altro sono pure potenziabili), cercando così l’aiuto di losche figure. Qui è sempre possibile distendere i nervi con il gioco d’azzardo, giacere con una cortigiana o ingurgitare alcol a iosa. Per azioni specifiche occorre però affidarsi alle amorevoli cure di personale specializzato, ubicato in edifici particolari quali santuari e sanatori. Prima di ripartire è però fondamentale fare rifornimento (un pò come visto con i porti di Nantucket), facendo incetta di razioni di cibo, torce, antidoti e bende curative.
Come in FTL e Dungeon of The Endless il micromanagement è un aspetto fondamentale. Se non si presta la dovuta cautela, se si sottovalutano le singole problematiche, si finisce col perdere definitivamente gli eroi. La gestione incide su ogni mossa, persino nella formazione, tant'è che le varie classi sono efficaci solo se poste in determinati punti, altrimenti non possono accedere alle loro abilità speciali. Il grado di sfida è molto alto e punisce ogni errore e azione messa in piedi con leggerezza.
Ad ogni modo il tank deve stare alla volta del gruppo, mente i curatori vanno posti nelle retrovie. In effetti la difficoltà non è riposta tanto nel posizionamento, quanto nel mantenimento delle posizioni. Durante i combattimenti, gli avversari tenteranno a più riprese di scombussolare la nostra formazione: se ci riusciranno, provocheranno ingenti danni.
Ma le difficoltà non giungeranno solo dall’esterno. Quando i nostri lottatori subiranno troppi colpi finiranno nel panico (come in Xcom), e scambieranno — di loro iniziativa — il posto con quello degli altri membri, che magari non sono adatti al combattimento in mischia.
E la riorganizzazione non è una cosa semplice, perché porta via diversi turni preziosi.
La longevità è alta, sono necessarie almeno 40-50 ore, senza contare le ulteriori 15-20 offerte dai dlc.

Darkest Dungeon: Ancestral Edition

L'Ancestral Edition contiene i due dlc usciti post-lancio (The Crimson Court e The Shieldbreaker) più le musiche (altrimenti acquistabili a parte).

  • The Crimson Court mette a disposizione una nuova mini-campagna (incentrata sui vampiri), 12 edifici inediti con cui potenziare il villaggio e una nuova classe di eroi (il Flagellatore). Per visitare la nuova location (ricca di tinte rosse e grigie) occorre procurarsi un lasciapassare. La nuova dinamica con cui occorre fare i conti è la continua richiesta di sangue per saziare la sete dei nostri eroi che contrarranno la malattia vampiresca, viceversa finiranno col dilaniarsi a vicenda. Tenete presente che la cura si ottiene solo a quest terminata; ciò potrebbe indurre alcuni a liberarsi dei malati, piuttosto che provare a segregarli in città in attesa di una soluzione. 
  • The Shieldbreaker aggiunge una nuova classe di eroi (la Frangiscudi).


Darkest Dungeon | LucullusGames

A metà tra il gotico e il cartoonesco 

Darkest Dungeon fa sfoggio di uno stile “malato”, fatto di linee contorte. Il design mette in scena creature — disegnate a mano — ispirate alle mostruosità di lovecraftiana memoria. Il tutto riesce a trasmettere angoscia e sconforto: l’atmosfera è eccezionalmente snervante.
L’ottimizzazione è buona, non sono incorso in: crash, cali di framerate, bug o glitch grafici. Occorre però sottolineare come il caso giochi un ruolo molto importante: il livello di frustrazione richiama per certi versi quello di Rogue Legacy, sebbene in Darkest Dungeon il level design sia stato elaborato con una cura maggiore.
Il sottotitolato era inizialmente in inglese, ma inseguito è stato aggiunto pure l'italiano.

Titolo: Darkest Dungeon
Genere: Roguelite
Sviluppatore e Editore: Red Hook Studios
Data di rilascio su pc: 19 gennaio 2016
Prezzo di lancio su steam: 22,99 euro 


Commento finale

Darkest Dungeon è un altro dei grandi progetti passati da Kickstarter. Non si tratta solo di un gioco realizzato bene, è stato proprio prodotto con tanta passione. Post-lancio sono state aggiunte nuove classi, e sono state ribilanciate più volte alcune meccaniche. Senza dimenticare che è possibile arricchire il prodotto con le creazioni degli utenti, scaricandole direttamente e gratuitamente dal workshop di steam.
Se amate le sfide ardue, questo è il gioco che fa per voi. Ma se proprio non vi va giù perdere definitivamente gli eroi faticosamente modellati (un pò come visto in State of Decay), allora meditate bene prima dell’acquisto.

Pro:
  • Atmosfera 
  • Livello di sfida molto alto
  • La sanità mentale è una meccanica originale
  • Supporto al workshop di steam per le mod

Contro: 
  • Backtracking e casualità hanno un peso eccessivo
  • L’esplorazione è un pò monotona
  • Alla lunga perde un pò di mordente

Voto 8,3


REQUISITI DI SISTEMA

MINIMI:
Sistema operativo: Windows XP / OSX 10.9+ / Ubuntu 12.04
Memoria: 2 GB di RAM
Scheda video: Open GL 3.2+ Compliant
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: 1080p, 16:9 recommended

CONSIGLIATI:
Sistema operativo: Windows 7+
Memoria: 4 GB di RAM
Scheda video: Open GL 3.2+ Compliant
Memoria: 2 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: 1080p, 16:9 recommended

Fonte immagini: Google