Celeste | Matt Makes Games - Recensione

Celeste è un dinamico platform bidimensionale, capace sia di offrire un ottimo livello di sfida che affrontare un delicato disturbo emotivo




Celeste è un platform in 2D che ruota principalmente attorno a movenze aeree, fatte di perenni acrobazie e salti. Sembra quasi di avere a che far con un Idiurus macrotis (perdonate il momento da National Geographic), ovvero il topo volante dalle orecchie lunghe che saltella a destra e a manca da un albero all'altro, finendo sul suolo solo se costretto.
Bene, la protagonista fa proprio qualcosa di simile. Più che un costante movimento veloce (alla Super Meat Boy), la creatura di Matt Thorson richiede di inanellare dei movimenti rapidi, inframmezzati dall'elaborazione logica della prossima mossa, che richiede uno studio preliminare degli ostacoli presenti nello stage.
Ma oltre al piano puramente ludico, c’è anche una componente tematica importante che tenta di affrontare la delicata condizione della depressione, ovvero del male invisibile che mette in ginocchio sempre più individui — anno dopo anno — nel mondo. Quindi, dopo Hellblade: Senua's Sacrifice un altro videogame prova a costeggiare le delicate condizioni della psiche umana, sfruttando in modo più ponderato l’intrattenimento.
Penso che questo sia un evidente segno di maturità per questo medium, che troppo spesso viene invece associato a studi statistici condotti in maniera superficiale (con campioni inadeguati e premesse faziose) per cercare delle correlazioni sociali forzate (come la violenza adolescenziale, l’ignoranza e via dicendo).



Vestiamo i panni di Madeline, una bella ma depressa ragazza, che però trova la forza di affrontare finalmente una sfida difficile — scalare un'impervia montagna — e dimostrare così a se stessa che in fondo l’importante è lottare e non mollare mai. L’avventura ha chiaramente un significato allegorico, il percorso naturale fatto di scoscese sporgenze rappresenta le tante sfide della vita che affrontiamo un pò tutti noi, ma che possono spezzare emotivamente i più deboli.
Così come muta costantemente il nostro stato d’animo, così la montagna propone nuovi elementi tortuosi. Ma non si tratta di una varietà fine a sé stesa: accompagna a braccetto il perenne divenire dei sentimenti più intimi di Madeline. Che deve combattere anzitutto con delle forti crisi di panico.

Celeste | Matt Makes Games - Recensione

Solide meccaniche e ottimo livello di sfida, ma nulla di davvero nuovo

Celeste riesce a mantenere alta la concentrazione proponendo via via nuovi ostacoli, ma la meccanica principale resta l’estrema dinamicità e poliedricità dello scatto. I balzi permettono alla rossa fanciulla di realizzare brevi slanci lungo 8 direzioni, sia partendo da terra che in posizione sospesa. I comandi di base sono molto semplici, di fatto si usano soli tre tasti per mettere in piedi: salto, dash e presa. Ma a variare ulteriormente la duttilità delle manovre ci pensa l’evoluzione degli scenari, che col proseguo delle vicende propongono sempre nuove idee e nuovi elementi.
Ci sono diversi riferimenti ludici a Giana Sisters: Twisted Dreams, ad esempio le pedane che offrono un appiglio solido solo in determinati momenti; oppure il mutare del colore dei capelli della protagonista. Anche se qui, questa meccanica non ci fa accedere a un mondo parallelo, bensì evidenzia l’impossibilità di poter usare nuovamente il dash prima di averlo ricaricato.
Insomma sul level design è stato svolto un lavoro egregio, pur senza aver inventato nulla o tirato fuori dal cilindro delle situazioni mai viste prima. La difficoltà della prova è alta, soprattutto quando occorre coordinare i movimenti per rispettare delle tempistiche stringenti (a un certo punto si è braccati da qualcuno). Anche perché basta un solo errore per indurre Madeline alla morte.
Ma l’opera di Matt Makes Games — già editori di TowerFall Ascension — non è mai frustrante grazie all'uso di rapidi e ravvicinati checkpoint. Le sezioni più tediose sono legate alla raccolta di fragole, che all'atto pratico non sono necessarie per la trama principale. Quindi, chi non è molto paziente può anche fare a meno di raccattarle tutte.
Alcune sequenze mostrano delle intuizioni eleganti, come quando la parte più triste della protagonista si dissocia per perseguitarla. E’ geniale perché trasla nel videogame una condizione reale: spesso il nemico più ostico da combattere per il depresso è proprio se stesso. Così si assiste a due condizioni contrastanti che convivono nel medesimo tempo e luogo.
In generale, difatti, nel malato c’è una lotta tra due forze speculari: la voglia di uscire fuori dall'immobilità, dall'incapacità anche solo di alzarsi dal letto e affrontare la vita; e il desiderio di sprofondare ancora più giù nel baratro, augurandosi una veloce morte, per non soffrire più.
La longevità si assesta sulle circa 7-8 ore di gioco per la sola main-quest; volendo ci si può impegnare in ulteriori 2 ore per affrontare gli stage facoltativi.

Celeste | LucullusGames

Pixel art piacevole, pur senza eccellere

Lo stile artistico è carino. Alcuni scorci sono ben disegnati, e talvolta sono accompagni da un buon accostamento di colori; tuttavia il paragone non regge il confronto con la sublime pixel art di altri competitors, vedi Owlboy e Hyper Light Drifter.
I comandi sono privi di lag, non ci sono cali di framerate, né glitch grafici.
Ci sono diversi dialoghi che scandagliano lo stato emotivo della protagonista, e sono anche tradotti bene in italiano. Però, sebbene i temi siano importanti, i contenuti non sempre si mostrano altrettanto maturi: alcune battute sono troppo sbrigative e/o superficiali. Per certi versi si è persa l’occasione di analizzare in maniera ancora più profonda alcune implicazioni legate allo stato depressivo. Ma probabilmente non si è voluto calcare la mano, per non cadere nella morbosità o nella pesantezza delle tematiche.
Pur essendo piacevoli, le musiche non rimangono impresse nella memoria. Mi sono però piaciute alcune distorsioni che provano a simulare la rarefatta aria d’alta quota.

Titolo: Celeste
Genere: Platform 2D
Sviluppatore e Editore: Matt Makes Games Inc.
Data di rilascio su pc: 25 gennaio 2018
Prezzo di lancio su steam: 19,99 euro

Commento finale

Celeste dal punto di vista ludico non inventa nulla, ma sa intrattenere con un buon livello di sfida. Non è un capolavoro ma ha il grande merito di affrontare un tema importante, sebbene in alcuni punti c’è della superficialità nei dialoghi. Si tratta di un neo che si sarebbe potuto evitare con il supporto di uno sceneggiatore più preparato sullo specifico tema, rispetto al comunque talentuoso designer canadese.
Il videogame recensito oggi prende corpo da un progetto realizzato in HTML5 nel 2015, che potete trovare QUI.

Pro:
  • Livello di sfida impegnativo
  • Si affronta un tema delicato…
  • Pixel art piacevole (ma non eccezionale)

Contro: 
  • … Ma in alcuni punti lo si fa con superficialità
  • Mancano meccaniche innovative

Voto 8,1

Fonte immagini: google