Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Baby Hands | Chicken Waffle - Early Access

Baby Hands simula la visione del mondo tipica di un bimbo ricco di fantasia, tra peluche animati, piante carnivore e robot spara laser




Baby Hands permette di vedere il mondo con gli occhi di un bambino. Il target è rivolto ovviamente ai più piccini, ma non si tratta di una prova banale o dell’ennesimo walking simulator senz'anima.
Il prodotto dei Chicken Waffle prova a dare una diversa prospettiva agli spazi, ma senza avere la pretesa di simulare l’esperienza in maniera rigorosa. Avviando il gioco, il player è chiamato a sperimentare la stessa curiosità che potrebbe provare un bimbo nel vedere tante cose nuove per la prima volta. Ci si trova a dover interagire col mondo circostante camminando a gattoni, tastando con mano i vari oggetti presenti nelle stanze. Ma Baby Hands non è solo questo.
Gli ambienti esplorabili sono un enorme parco giochi, in cui accadono cose “magiche”: i giocattoli inanimati prendono vita e delle specifiche telecamere permettono di vedere mostriciattoli inventati, inoltre bisogna prestare pure attenzione ai morsi delle piante.
Prima di entrare nel vivo faccio due premesse: la mia prova si basa sull'uso di HTC Vive (è supportato anche Oculus Rift), e non ci sarà un voto alla fine di questo articolo perché il prodotto è ancora in early access.

Baby Hands | Chicken Waffle - Early Access

Fuori i vecchi... i figli ballano 

Di questa piccola creatura vediamo solo le paffute mani. Con queste ultime possiamo muoverci a gattoni, spostando verticalmente i controller.
Pigiando sui grilletti, possiamo invece interagire con i vari oggetti: afferrandoli, spostandoli e lanciandoli. Se poi selezionino il trigger laterale godiamo di una vista più ampia, mettendoci momentaneamente in posizione eretta.
Proprio la diversa prospettiva è una delle componenti che più riesce a stupire a primo impatto. Tutto è molto più grande, persino le pantofole della sorellina maggiore sembrano quelle di un gigante.
Tutto quello che dobbiamo fare è esplorare le stanze della casa in cerca di semplici puzzle ambientali e/o solo giochini da espletare. Non è richiesto chissà quale ragionamento: a strappare un sorriso non ci sono meccaniche stimolanti, ma la realizzazione tridimensionale degli effetti speciali, come quelli relativi alla battaglia tra grandi pupazzi.
Nella stanzetta dei giochi c’è un enorme dinosauro meccanizzato e di fronte c’è una piastra su cui è disegnata la faccia di un personaggio umanoide. Bene, non ci resta altro da fare che trovare il giocattolo giusto da posizionare sulla succitata piastra, e gustarci una brevissima schermaglia fatta di armi laser.
Baby Hands è pieno di situazioni simili che danno corpo alle fantasie dei bimbi. Se ad esempio posizioniamo un cappello su un normalissimo peluche a forma di ranocchio, questo prende immediatamente vita, e si mette a ballare come nei cartoni animati della Disney.
Altre volte l’interazione è più semplice. Se inseriamo una cartuccia nella console (posta in soggiorno) possiamo prendere in mano un joystick e giocare alla Tv. Se battiamo le bacchette su una piccola pianola emettiamo dei suoni, e così via.
Ma le sfide più carine sono quelle che si palesano con dei circuiti realizzati tramite la realtà aumentata. Se c'imbattiamo in una macchina radiocomandata, possiamo dar vita a un percorso fatto di checkpoint, in cui ci viene richiesto di far passare l’auto attraverso dei semicerchi (creati dal nulla), entro un tot numero di secondi. In questo caso i trackpad simulano gli analogici del radiocomando.
Un’altra variante simile la troviamo quando prendiamo tra le mani un pupazzetto di un astronauta, i cui propulsori della tuta magicamente gli permettono di slanciarsi all'insù per pochi centimetri, necessari a superare (di volta in volta) dei cerchietti sospesi nell'aria (anch'essi creati dal nulla, e sempre disponibili solo per un limitato tot di secondi).

Baby Hands | LucullusGames

"Vedi, Kevin, tu sei quello che i francesi chiamano "les incompétents" (cit Mamma ho perso l'aereo)

Tecnicamente non c’è molto da dire, il codice ad oggi si mostra già abbastanza stabile e non ci sono evidenti glitch o grossi bug. Si dovrebbe però migliorare la precisione dei trackpad, quando questi simulano i comandi di altre interfacce (ad esempio quando sostituiscono gli analogici del radiocomando). I colori sono caldi e rendono il quadro decisamente allegro.
Le texture non sono in alta definizione e il numero di poligoni è minimale. L’effettistica ambientale svolge una prova sufficiente.
Non sono incorso mai nei sintomi tipici del motion sickness.

Titolo: Baby Hands
Genere: Simulazione
Sviluppatore e Editore: Chicken Waffle
In early access da: 30 gennaio 2018

Commento finale

Baby Hands non è un videogame canonico. Non ci sono sfide difficili o puzzle stimolanti, si tratta invece di un’esperienza che punta tutto sull’atmosfera. La diversa prospettiva e la spazialità inizialmente donano un fascino particolare. Subito dopo, però, a stupire sono più le animazioni dei pupazzetti, che prendono inaspettatamente vita in base a precise azioni.
Mi aspetto che durante l’early access aumentino i giochini e le situazioni originali. Mi piacerebbe anche vedere la presenza di altri esseri umani con cui interagire.
E’ un prodotto chiaramente rivolto a una nicchia di utenti; magari potrebbe diventare un interessante intrattenimento per le famiglie, in grado di far divertire i più piccini in totale sicurezza.

Pro:
  • I contesti di fantasia strappano più di un sorriso
  • La diversa prospettiva colpisce sin dall'inizio

Contro: 
  • La precisione dei trackpad va migliorata
  • Si potrebbe aumentare il numero dei giochini e dei puzzle
Fonte immagini: google