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Alice VR | Carbon Studio - Recensione

Alice VR ci porta all'interno di ambienti fantascientifici, facendoci vivere straordinarie allucinazioni grazie alla realtà virtuale




Alice VR nasce da un adattamento libero di Alice nel Paese delle Meraviglie, opera pubblicata nel 1865 dal reverendo Charles Lutwidge Dodgson in arte Lewiss Caroll. Il succitato romanzo fantastico è già stato oggetto di diversi videogame (tra cui American McGee's Alice del 2000), ma è la prima volta che approda nell'universo della realtà virtuale.
Si tratta però di un’interpretazione molto personale, che mette da parte sia i disturbi psicologici della ragazza che il contesto fiabesco. Peraltro non ha nulla a che fare nè col cartone della Disney né col film di Tim Burton (Alice in Wonderland). Gli sceneggiatori si sono concentrati dunque su un setting sci-fi, accompagnato da un intrigante mistero da portare alla luce, mostrando così inventiva e soprattutto coraggio con questa rilettura alternativa e moderna. Ritroviamo ovviamente pure i rimandi al simbolismo dell’opera originale (lo Stregatto qui è robotico). Il genere ludico di riferimento è quello dei videogame esplorativi alla Abzu e Firewatch.
Ho giocato al titolo dei Carbon Studio usando il visore di HTC Vive, ed è su questa prova che mi sono basato per la realizzazione di questa recensione. Il prodotto è disponibile anche per Oculus Rift.

Le vicende ci mettono nei panni di un’avventuriera spaziale che viene risvegliata anzitempo dal suo sonno criogenico, come prevede il protocollo dell’Intelligenza Artificiale della nave in caso di malfunzionamenti. Si tratta di un classico cliché, ma almeno la meta finale non è così lontana come in Passengers (film del 2016).
Il nostro primo compito è ripristinare le funzioni di base dell’astronave, ma il guaio è che ci manca il grafene (il carburante che alimenta i motori): non ci resta altra scelta che tentare un atterraggio di fortuna sul pianeta vicino, sfruttando una piccola navicella di emergenza.
La superficie del corpo celeste ci riserva però più domande che risposte. Tanto per cominciare — come in Dead Space — gli abitanti sembrano essere scomparsi nel nulla. L’obiettivo diventa così quello di portare alla luce l’intrigante mistero.

Alice VR | Carbon Studio - Recensione

Un piacevole viaggio in cui l’onirico si fonde con la fantascienza

Alice VR abbandona l’anima action di Alice Madness Returns (sviluppato da Spicy Horse e pubblicato nel 2011), preferendo invece concentrarsi su: esplorazione, blandi puzzle ambientali e scelte personali. Quest’ultimo aspetto rende il videogame decisamente più interessante, poiché le varie azioni intraprese (da ogni giocatore) non solo influiscono sull'incedere ma — soprattutto — plasmano il finale.
I comandi sono molto semplici. Con uno dei controller s'interagisce con gli oggetti puntati (a mezzo del fascio laser): il grilletto funge da tasto azione per aprire porte, avviare le interfacce computerizzate e afferrare gli item, mentre gli stessi possono essere lanciati pigiando sull'area nord del trackpad.
L’altro controller è adibito al movimento del personaggio. Per andare avanti basta pigiare sulla parte nord del trackpad, ma per gli spostamenti laterali sono previsti layout diversi. Quando si è a piedi è possibile girasi con step di 90° facendo leva sui trigger laterali, oppure si possono sfruttare i 360° muovendo la testa nella direzione desiderata (qui il rischio però è quello di trovarsi il cavo del casco attorcigliato alle gambe o alla sedia); quando si usano dei mezzi di trasporto occorre invece far leva sul solo trackpad, che per l’occasione simula i 4 movimenti della classica croce direzionale dei gamepad di Microsoft e Sony.
Mentre si guida si può quindi girare il capo per apprezzare l’ambiente circostante, senza influenzare negativamente l’indipendente direzione del mezzo.
Non ci sono fasi shooter. La risoluzione degli enigmi non richiede l'uso della logica, ma si avvale del semplice e (ma almeno qui non fastidioso) trial and error. Personalmente avrei preferito delle prove più stimolanti, ma evidentemente la direzione artistica ha deciso di puntare alla sola accessibilità.
Per fortuna l’esplorazione prevede anche l’uso dell’iconica capacità di Alice di ridurre le proprie dimensioni, sì da attraversare gli spazi angusti (come i condotti d’aria) altrimenti invalicabili. Possiamo accedere a tale abilità in presenza di appositi pannelli (che sostituiscono le storiche magiche bevande): l’effetto è stupefacente proprio grazie alla realtà virtuale, che riesce a ingannare bene il cervello durante l’atto della trasformazione.
Durante le fasi oniriche avremo modo di affrontare varie sezioni platform, avviate non di rado dopo il contatto con una nube gassosa di colore verde capace di alterare la percezione, facendoci vedere e sentire cose “strane” (come degli squali che nuotano nell’aria). In tali casi potremo anche avanzare su monoliti a scomparsa e piani inclinati, ma saremo pure immersi in stanze dove la diversa gravità ci permetterà di oltrepassare pareti e soffitti.
Tra le azioni disponibili (mentre ci si dedica all’esplorazione) c’è quella di togliere delle spranghe di legno che ostruiscono alcuni passaggi nascosti. Qui mi sono trovato in difficoltà in un paio di situazioni perché gli assi smossi sono poi finiti proprio sul percorso che avrei dovuto affrontare, impedendomi il normale proseguimento (costringendomi così al riavvio del gioco), anche perché non è possibile far uso del salto. Quest’ultima azione (a detta degli sviluppatori) era inizialmente prevista, ma è stata successivamente messa da parte perché il tasso di nausea registrato sul campione di individui del test era ritenuto eccessivo. Per ridurre le possibili controindicazioni si è optato anche per un movimento abbastanza lento per la protagonista.
La longevità si aggira sulle circa 6-8 ore, a seconda che si voglia o meno portare a termine tutti gli obiettivi secondari; la rigiocabilità è garantita dai finali multipli.

Alice VR | LucullusGames

Immersivo ma non stupefacente nella realizzazione estetica degli ambienti

Alice VR offre una buona immersione ambientale, capace di far provare la sensazione di essere proprio dentro il videogame. Tuttavia la costruzione degli spazi si erge attorno a superfici molto semplici: le texture sono in bassa definizione, l’illuminazione è appena sufficiente e lo spettro dei colori è decisamente ristretto. Graficamente il titolo non stupisce come invece accade in Adr1ft, nonostante entrambi facciano uso dell’Unreal Engine 4, ma in compenso (rispetto a quest’ultimo) il titolo edito da Klabater offre un’interattività maggiore.
Al primo avvio ho notato un marcato aliasing e dei fastidiosi glitch grafici che impattavano negativamente sull'esperienza di gioco, ma sono quasi del tutto scomparsi portando al massimo i dettagli grafici. Vi consiglio di andare subito nel menù delle opzioni e agire sulle impostazioni, che di base sono tutte posizionate su valori minimi per non impattare sulla fluidità. Questo mi porta a evidenziare come l’ottimizzazione non sia eccezionale: non basta rispettare i requisiti minimi descritti dal gioco, occorre essere in possesso di un’ottima scheda grafica, altrimenti si può incorrere in artefatti estetici che possono indurre alla nausea.
Personalmente non ho avuto alcun fastidio (nessun effetto riconducibile al motion sickness) nelle mie run, persino quando mi sono dedicato a sessioni più “lunghe” (due ore di fila). Ho fatto provare il set HTC Vive anche ad altre due persone, una delle quali ha registrato dei leggeri giramenti testa in due scenari specifici: correndo con i mezzi a 4 ruote (ma è bastato mantenersi sulla velocità di base della prima marcia per evitare problemi), e in presenza dei cambi di gravità associati all'attraversamento dei piani inclinati (in questo contesto non è stato possibile trovare un correttivo efficace, se non quello di limitarsi a brevi sessioni di soli 30 minuti).
Non è prevista la localizzazione in italiano, l’audio e i sottotitoli sono in inglese. Il linguaggio è comunque accessibile: chi ha una semplice preparazione scolastica non dovrebbe avere problemi a comprendere le didascaliche richieste del gioco.

Titolo: Alice VR
Genere: Esplorativo
Sviluppatore: Carbon Studio 
Editore: Klabater
Data di rilascio su pc: 27 ottobre 2016

Commento finale

Alice VR non stupisce esteticamente e non offre articolate meccaniche di gioco. Non mi ha causato particolari problemi legati alla chinetosi, sebbene tale contesto rimanga (per ovvie ragioni) molto soggettivo.
L’avventura di matrice sci-fi è invece intrigante e spinge a approfondire le vicende, anche svolgendo gli obiettivi secondari. Il sistema dei comandi è semplice e efficace, anche se sarebbe stato utile aggiungere in qualche modo la funzione del salto.

Pro:
  • Avventura intrigante
  • Livello di immersione ambientale
  • Libertà di scelta e finali multipli
  • Rilettura originale di un grande classico della letteratura

Contro: 
  • Graficamente e tecnicamente si poteva fare meglio
  • Glitch grafici fastidiosi se ci si limita alle basse impostazioni
  • Puzzle banali

Voto 7

Fonte immagini: google