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SpellForce 3 | Grimlore Games - Recensione

SpellForce 3 è il prequel di una saga nata nel 2003, resa famosa per il suo mischiare elementi GDR e RTS




SpellForce 3 si è fatto attendere. Sono ormai passati molti anni dal secondo capitolo, anche se nel frattempo sono uscite comunque delle espansioni.
Mentre tutti gli altri episodi dell'universo SpellForce sono ambientati dopo le vicende del Convocation (in cui dodici maghi frantumarono il mondo in tanti territori fluttuanti nel vuoto), SpellForce 3 narra di situazioni precedenti, in cui le terre di EO risultano ancora unite. Questo vuol dire che non occorre per forza aver giocato ai titoli precedenti per godersi la nuova avventura.
La struttura di gioco è molto particolare, si tratta di un mix di elementi GDR e RTS, che più che fondersi alla perfezione si alternano non senza qualche piccola difficoltà.
Durante la campagna affronteremo sia mappe pensate per manovrare pochi personaggi principali, sia altre in cui dovremo dare forma a un esercito da sfruttare in battaglie campali. Le fazioni presenti sono però decisamente minori rispetto quelle viste nei due capitoli maggiori, troviamo solo orchi, elfi e umani; le differenze ci sono, ma non sono marcate.

La storia è fatta dei soliti cliché tipici del panorama fantasy, ma tutto sommato il tutto resta godibile grazie a alcune trovate più ispirate. Inoltre non ci sono buchi narrativi.
Il contesto che sottende le vicende fa testo a tre questioni più grandi che stanno sconvolgendo il mondo di gioco: la persecuzione di uomini in grado di manipolare la magia; un culto fanatico che profetizza il ritorno di Aonir, una divinità suprema avversa alla regina Aielith; e l’Ardisangue, un morbo che sta dilaniando interi villaggi.
In questo clima di incertezza noi impersoniamo Sentenza Noria (doppiato da Doug Cockle, la voce di Geralt di Rivia), un comandante delle Wolf Guard con l’obiettivo di recuperare Isamo Tahar, un mago ribelle alla corona che si nasconde in una fortezza, che dovremo chiaramente espugnare.
Inizialmente contiamo solo su un piccolo commando, ma una volta assunto il possesso di un primo avamposto saremo in grado si raccattare tutte le risorse necessarie per produrre il nostro esercito. A questo punto saremo attrezzati per mettere a ferro e fuoco il fortino di Tahar, e salvare il figlio del mago che diventerà il vero protagonista di SpellForce 3, ne potremo modificare pure sesso e aspetto (volto e pettinatura).

SpellForce 3 - LucullusGames

Buone idee, ma un amalgama non riuscito fino in fondo

SpellForce 3 si erge attorno a tre meccaniche di base: esplorazione della mappa, raccolta di risorse e bottini, e infine scontri contro altre forze che oseranno porsi sul nostro cammino. Detta così sembrerebbe di essere dinanzi a una struttura simile a quella di titoli come Age of Wonders 3 o Might & Magic Heroes VI. Tuttavia non è così, la prima differenza sostanziale risiede nello scorrere del tempo: non ci sono turni, tutto si svolge in tempo reale. Altro aspetto curioso è la scelta della configurazione dei comandi: un preset è più indicato per gli strategici in tempo reale alla Warhammer 40,000 Dawn of War 3, mentre il secondo set è più consono agli RPG con visuale isometrica alla Dragon Age Origins (con tanto di hotkeys).
Gli scontri richiamano dunque le meccaniche degli RTS, ma le tattiche da poter impostare non sono articolate come in un Total War: gli eserciti non sono imponenti e non possiamo far leva su vaste distese con ostacoli naturali da sfruttare. L’approccio è più simile a quello visto in un hack'n'slash, tant'è che occorre agire più che altro con le capacità dei singoli personaggi, che vanno gestiti in base alle loro peculiarità. Ciascuno di essi vanta tre abilità attive che consumano una parte della riserva di mana, la quale si ripristina lentamente durante gli scontri e velocemente lontano dalle contese.
Possiamo intervenire sull'equipaggiamento (agendo sugli slot a disposizione) e sulla personalizzazione delle abilità, spendendo i punti esperienza acquisiti con l’avanzamento dei livelli. Perk e skill dipendono chiaramente dalla scelta della classe (che si può specializzare in tre sottoclassi), ma volendo si può optare anche per una build personalizzata. Il tutto è comunque molto semplice da comprendere e non richiede particolari calcoli da fare. Il discorso diventa piacevolmente più articolato esaminato i vari item: ci sono molte categorie di armi e varianti delle stesse, anche i consumabili offrono più espedienti per differenti approcci (pozioni e amuleti).
Nelle fasi prettamente GDR manovriamo degli Eroi, dando maggior peso a: quest da affrontare, blandi puzzle da risolvere e dialoghi a scelta (con piccole conseguenze sulle fasi avanzate).
Negli scenari prettamente RTS assumono un peso maggiore le 7 risorse da raccattare per erigere gli edifici gestionali e quelli adibiti alla produzione delle truppe. Le strutture di raccolta necessitano di lavoratori da assegnare manualmente, ma la gestione degli stessi resta nelle mani dell’IA come in The Settlers 7.
L’espansione territoriale è però molto guidata. Le zone dove poter costruire sono già contrassegnate — limitando la libertà di manovra — un pò come in Halo Wars 2.
La campagna può essere svolta anche in coop sia in LAN che online. L’aspetto più interessante è che si può giocare anche in tre, dividendosi i compiti: uno si può occupare dei singoli eroi, l’altro dell’esercito in senso lato, mentre il terzo può concentrarsi sugli aspetti di macrogestione.
Ci sono poi altre modalità: gli scenari extra sono contenuti single-player che trattano anche vicende distaccate dalla continuity temporale, mentre le schermaglie permettono di conquistare le basi dei nemici accedendo alle funzionalità online.
La longevità della main quest si assesta sulle circa 30 ore.

SpellForce 3 | Grimlore Games - Recensione

Veste grafica carina, ma c’è ancora qualche bug da risolvere

SpellForce 3 vanta modelli 3D dei personaggi non proprio memorabili, mentre il design degli ambienti è decisamente più ispirato, sebbene tutto sommato si rifaccia a un immaginario fantasy generalista.
I filmati d’intermezzo sono realizzati in maniera più che discreta, ma chiaramente non possono competere con quelli di produzioni tripla A. Sono invece buoni gli effetti particellari: va menzionata soprattutto la realizzazione della nebbia volumetrica. La telecamera non è sempre fluida, e ci sono piccoli cali di framerate in alcune zone.
La colonna sonora si limita al compitino, accompagnando le lunghe fasi con brani d’atmosfera.
Inizialmente c’erano diversi bug, ma molte criticità sono state messe a posto con alcune e frequenti patch: è un bel segnale vedere degli sviluppatori lavorare persino la domenica, a dimostrazione che il consumatore è ancora tenuto in considerazione.

Titolo: SpellForce 3
Genere: RTS-GDR
Sviluppatore: Grimlore Games
Editore: THQ Nordic
Data di rilascio su pc: 7 dicembre 2017

Commento finale

SpellForce 3 è un videogame dal mix di elementi unico, ma l’offerta rischia di scontentare sia chi è in cerca di un GDR profondo e sia chi ha voglia di un RTS articolato. La domanda che vi dovete porre è: siete in cerca di una buona atmosfera o di una sfida tatticamente stimolante? Nel primo caso date una chance al prodotto dei ragazzi di Grimlore Games, viceversa se cercate dinamiche più profonde lasciate perdere perché potreste annoiarvi. Del resto mettere insieme due generi così diversi non è facile e richiede appunto di fare dei compromessi.
Ma non associate il titolo — edito da THQ Nordic — a una prova banale. Ho detto che SpellForce 3 non è profondo, non che sia facile: sottovalutare l’Intelligenza Artificiale porterà comunque a sonore sconfitte. Quello che intendo sottolineare è che mancano degli elaborati meccanismi di bilanciamento tra classi e unità in grado di stimolare tattiche elaborate: il tutto qui si riduce al solito trittico carta, forbice, sasso.

Pro:

  • Atmosfera fantasy
  • Storia piacevole ma non memorabile
  • Longevità della main quest


Contro: 
  • Dinamiche RTS molto guidate
  • Approccio non profondo

Voto 7

Fonte immagini: Google