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Playerunknown's Battlegrounds | PUBG Corporation - Recensione

Playerunknown's Battlegrounds è entrato nella storia, monopolizzando varie settimane del 2017




Playerunknown's Battlegrounds — o più semplicemente PUBG — ha frantumato diversi record su PC, proprio su una piattaforma che tendenzialmente soffre la competizione con le console per quanto riguarda i titoli online. L’opera dei ragazzi di Bluehole è stata accompagnata sin dall’early access da numeri da capogiro, a partire dai picchi di giocatori in contemporanea su steam, l’ultimo dei quali segnala più di 3 milioni di videogiocatori (di gran lunga maggiori dei 1,295,114 fatti registrare da Dota 2).
Playerunknown's Battlegrounds appartiene al genere dei battle royale. Si tratta di prove in cui sono coinvolti un gran numero di giocatori, che inizialmente sono lanciati su una mappa senza i necessari elementi per sopravvivere. Per cui il primo passo è darsi all'esplorazione, alla ricerca di armi e armature. E a meno che non si giochi in team, si tratta di contese uno contro tutti: non è importante eliminare ogni giocatore sin dall'inizio, ma vince chi rimane in vita per ultimo. La particolarità sta però nella gestione della mappa: l’area di gioco sicura va restringendosi con lo scorrere del tempo, fino a contare una sparuta porzione di terreno. La fortuna quindi gioca un ruolo importante (il punto iniziale, il tipo di attrezzatura trovata), ma alla fine anche la bravura nella mira ha un peso non indifferente (precisione nelle hitbox permettendo).
I battle royale prendono il loro nome dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Koushun Takami (pubblicato nel 1999), in cui una serie di studenti sono costretti a ammazzarsi fra di loro. All'epoca il libro scosse talmente il mercato che furono poi prodotti subito film e manga, oltre a varie altre produzioni d’oltreoceano che ne scopiazzarono a più riprese l’idea base, tra cui il famoso Hunger Games.
E’ difficile capire davvero il perché del grande successo di PUBG, visto che questo shooter non è né il miglior esponente del genere né apporta innovazioni nella formula di base. Non punta al realismo ma si limita allo stretto indispensabile, privandosi di tutto il contorno. Ma forse è proprio questa sua essenzialità e immediatezza che ha rapito subito molti ragazzi e ragazze. Sicuramente l’interesse crescente è stato costruito anche grazie agli streamer su Twitch e su Youtube, uno di questi — Dr. Disrepect (all’anagrafe Guy Beahm) — si è aggiudicato persino il premio di Trending Gamer ai The Game Awards del 2017 (proprio per i suoi video su PUBG).

Playerunknown's Battlegrounds | PUBG Corporation - Recensione

Il nome deriva dal nick "PlayerUnknown" del creatore di una mod di Arma 2, Brendan Greene ha seminato l’idea di base

Playerunknown's Battlegrounds ci butta subito nella mischia. Dopo aver personalizzato esteticamente il nostro alter-ego — e deciso se affrontare la prova in solitaria o in team (con un massimo di altri tre utenti) — verremo paracadutati su una delle due mappe finora presenti; in seguito ne verranno aggiunte di nuove. Inizialmente non avremo né consumabili (kit medici, proiettili, bombe) né armi e armature (fondamentali per aumentare il livello di resistenza). Il nostro obiettivo sarà quindi quello di rimanere gli ultimi elementi in vita. Il premio per tale impresa, oltre (naturalmente) alla gloria non eterna?
Una manciata di monete per acquistare nuovi indumenti estetici e delle casse premio — come accade già in CS:GO e Team Fortress — che è possibile anche vendere direttamente nel mercato di Valve, sì da ottenere soldi reali e ammortizzare così il costo del gioco.
Nelle prime battute si raccattano zaini e indumenti di basso livello. Qui conviene puntare a armi efficaci dalla breve distanza (mitragliette e fucili a canne mozze) e dalla media gittata (fucili d’assalto). Successivamente i fucili da cecchino saranno sempre più utili, soprattutto con i giusti potenziamenti (mirini, caricatori, ecc…). Durante l’esplorazione sarà fondamentale raccogliere con oculatezza il materiale disponibile, senza arraffare tutto: imparate bene i normi delle armi e i proiettili ad esse associate per non perdere secondi preziosi, soprattutto se la refurtiva vi capiterà in zone scoperte (attenzione alle imboscate).
Ma in tutto ciò non sottovalutare le padelle! Questi arnesi — oltre a poter tramortire il nemico nei primi istanti — una volta poste sulla schiena possono fare la differenza tra la vita e la morte, deviando i colpi diretti alle spalle.
Qualsiasi sia il vostro approccio alla gara (corsa serrata verso il possibile lembo di terra che ospiterà lo scontro finale, caccia a qualsiasi cosa si muova, agguati dietro porte e mura) dovrete comunque fare i conti con una barriera energetica che andrà a restringere via via (a intervalli regolari) la zona sicura. Restare fuori dalla safe zone produrrà costanti danni alla salute del nostro personaggio, sino a portarlo alla morte. Oltre a ciò dovrete fare i conti pure con casuali bombardamenti, indicati da zone rosse (sulla mappa) dalle quali occorrerà stare alla larga; è possibile rifugiarsi all'interno degli edifici e attendere la fine dei lanci degli ordigni, mantenendosi lontani dalle finestre.
Per passare da una zona all'altra vi sono diversi mezzi (auto, moto, barche), i quali consentono pure di eliminare altri utenti investendoli.
Un consiglio: non correte solo in avanti ma fate una panoramica a 360 gradi grazie al tasto “alt”  che vi permette di gestire separatamente i comandi di marcia (frecce direzionali o tasti WASD) e della telecamera (a cui accedere con il movimento del mouse).
Le due mappe sono molto ampie e ci sono punti in cui mancano proprio dei player a tiro, ma finché i giocatori saranno molti questo senso di momentanea solitudine non avrà alcun peso sulle dinamiche. E comunque fa da contraltare a altre zone densissime di carne da macello.
La gestione delle risorse non è chiara: è facile imbattersi in punti poveri della necessaria attrezzatura di base, per cui sarebbe giusto ripensare agli algoritmi di distribuzione degli item per non rovinare le run ai più sfortunati. E’ apparentemente casuale anche la determinazione del teatro per lo scontro finale, ma ho la netta sensazione che il gioco tenda a privilegiare gli ambienti con maggiore densità di giocatori.

Playerunknown's Battlegrounds | LucullusGames

Miramar è la nuova mappa, ed è rifinita meglio di quella precedente

La prima componente che ha giovato dell’uscita dall’early access è stata l’interfaccia di gioco, ora è più pulita e meno grezza. Il menù principale è più reattivo e di facile comprensione.
La nuova mappa è ispirata al territorio messicano, con varie dune e avvallamenti adatti alle imboscate o alla fuga, laddove in quella precedente (un'isola dal forte richiamo all'ambiente di DayZ) si correva spesso il rischio di fare da bersagli mobili ai soliti camper.
Ma le novità più interessanti sono riposte nella possibilità di scavalcare gli ostacoli e di arrampicarsi. Queste manovre permettono di ripensare ai movimenti tattici visti nei mesi scorsi: ora si può evitare di battere gli stessi percorsi (soprattutto negli edifici al chiuso).
Durante il periodo di early access le prestazioni delle battute iniziali dei match erano altalenanti, e nonostante gli sforzi ancora non siamo in presenza di una buona stabilità dei server: un titolo online così seguito meriterebbe di più. Come se non bastasse sono ancora presenti dei crash causali (seppur siano diminuiti in numero), e il framerate non è assolutamente granitico.
C’è molto ancora da fare per rendere il titolo più godibile, a partire dall'eliminazione dei numerosi glitch. L’audio posizionale darebbe dei vantaggi tangibili se si capisse davvero da quale punto giungono gli spari o i passi: spesso mi sono trovato a seguire degli indizi fuorvianti per poi esser colto alle spalle. Inoltre le hitbox sono troppo imprecise, non di rado mi è capitato di svuotare un intero caricatore su un nemico colpendolo solo di striscio. E no, non sono io a avere una mira scadente!

Titolo: Playerunknown's Battlegrounds
Genere: Battle royale
Sviluppatore: Bluehole
Editore: PUBG Corporation
Data di rilascio (definitiva) su pc: 21 dicembre 2017

Commento finale

Playerunknown's Battlegrounds deve i suoi enormi numeri alla rete. Più di 30 milioni di copie vendute sono tanta roba, ma la qualità?
Non è un capolavoro, questo è certo. La sostanza non si giudica con i soli freddi numeri di vendita. Ma non si può parlare nemmeno di un semplice fenomeno del momento: sono mesi che PUGB rimane sulla cresta dell’onda.
La figura del tipo “alternativo” proprio non mi si addice, e non voglio star qui a dire che il gioco non merita il successo che si è guadagnato, anzi io mi ci son divertito (e non poco) a giocarlo. Ma è innegabile che si tratta di una prova normale, che deve i suoi numeri più all'enorme community. Se vi interessa passare delle ore in compagnia di altri giocatori — e magari conoscerne di nuovi — allora prendetelo seriamente in considerazione; ma se cercate qualcosa di nuovo potete tranquillamente dirigere lo sguardo altrove, perché qui non la troverete di certo.
Sicuramente con tutti i soldi incassati mi sarei aspettato maggiori feature dopo l’uscita dall'accesso anticipato: mi è sembrata una mossa un pò azzardata, viste le varie mancanze. Ma sono sicuro che il team farà dei passi avanti in futuro, anche perché attualmente si trovano in una posizione di vantaggio, che molti publisher di peso possono solo sognarsi. Sarebbe un vero peccato non concretizzare tutto questo riscontro di pubblico con un gioco davvero di qualità.
Resto dunque con le orecchie drizzate in attesa di sviluppi, oltre alla già annunciata futura mappa innevata.

Pro:
  • Community vastissima
  • Immediato e viscerale
  • In team rende ancora di più
  • E' divertente anche solo da guardare


Contro: 
  • Ci sono molti cheater
  • Hitbox imprecise
  • Non innovativo
  • Netcode non eccezionale
  • Attualmente ci sono poche mappe

Voto 7,2

Fonte immagini: google