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Hyper Light Drifter | Heart Machine - Recensione

Hyper Light Drifter è un action spietato, baciato da una direzione artistica semplicemente sublime




Hyper Light Drifter è l’ennesima dimostrazione che Kickstarter sa essere decisamente foriero di grandi sorprese. La campagna di crowdfunding ha permesso di raccogliere ben 645.000 dollari, a fronte di una richiesta iniziale di appena 27.000. Il risultato? Il progetto è stato ampliato con l’arrivo di nuove figure lavorative e nuove feature per il gioco.
E’ un titolo impegnativo che non vi prende per mano e che non usa alcuna parola in-game per narrare gli eventi, preferendo servirsi di un linguaggio sibillino, cosparso di simbolismi; ci sono solo rari e piccoli “fumetti” non verbali. Se non vi spaventata il trial and error o il backtracking, se siete nostalgici della gloriosa era NES e se amata la pixel art d’autore, allora potete proseguire nella lettura con un bel pò d’ottimismo.
Si tratta in sostanza di un action-platform con visuale dall’alto, dove l’esplorazione e le contese giocano un ruolo fondamentale. Ma non ha nulla a che vedere con Zelda, come erroneamente riportato in altre sedi, difatti non ci sono dungeon da scovare né tantomeno articolati puzzle ambientali da risolvere (solo semplici interruttori con cui interagire). Il combat system però richiede molto movimento e ottimi riflessi, il puro button mashing porta solo a morte certa.

Il protagonista di questa avventura possiede abilità incredibili (è molto agile e forte) ma è limitato da una grave malattia, un pò come Julian Ross in Holly e Benji. E purtroppo anche come il creatore del gioco stesso: Alex Preston negli anni si è infatti sottoposto a più interventi causati da una malformazione cardiaca congenita, ma questo non gli ha impedito di lottare e creare un bellissimo videogame. Dovrebbe essere fonte di ispirazione per tutti noi.
Tornando al nostro silente eroe ludico, ci accorgiamo subito della sua condizione cagionevole poiché ogni tanto tossisce e fa fatica a avanzare spedito. Durante l’intera avventura perderà diverso sangue, fino a svenire più volte, ed essere infine preso sotto le cure di uno degli NPC.
In verità il nostro non è il solo a soffrire. Tutto il mondo attorno a lui — seppur ricco di bellezze naturali e di colori sgargianti — tradisce un’evidente mancanza di salute, nonché la presenza di creature mostruose.
Ad ogni modo — come succitato — non c’è un tutorial e non ci sono quest in primo piano a guidarci. All'inizio non sappiamo cosa bisogna fare, quindi non ci resta che iniziare a esplorare senza meta né obiettivi, un pò come in The Witness. La differenza fondamentale (ma non l'unica, essendo titoli diversi) rispetto a quest’ultimo sta nel fatto che il mondo di Hyper Light Drifter è decisamente ostile.
Vi esorto a mantenete lo sguardo vigile e a non dare nulla per scontato perché i criptici indizi sono proprio sotto i vostri occhi, sebbene il quadro più ampio l’ho otterrete solo verso la fine degli eventi. Anche se alcune domande resteranno comunque senza risposta.

Hyper Light Drifter | Heart Machine - Recensione

Occorrono i riflessi fulminei che la facevano da padrone nell'era dei 16 bit 

Hyper Light Drifter dà vita a una seducente danza di morte grazie a un semplice moveset. Sono due i tasti importanti, quello d’attacco e quello adibito alla schivata. Sembrerebbe una passeggiata, eh! Ma è il come andarli a combinare in maniera sincronizzata — nelle differenti situazioni — a rendere il tutto più complesso. Anche perché la spada ha più animazioni.
Sebbene la lotta privilegi l’arma bianca, non manca — come in Shrouded in Sanity — la possibilità di usare una bocca da fuoco sia come diversivo, sia per sfiancare lottatori letali nel corpo a corpo. Ciò che però va segnalato e che il caricatore va riempito mandando a segno più fendenti possibile con l’arma da taglio (o distruggendo gli oggetti), ergo l’uso di tale meccanica va a coadiuvare e non ad alternare l’attacco principale.
A completare il quadro troviamo dei frammenti d’oro (una sorta di valuta da spendere nei negozi) che consentono di acquisire nuove facoltà, come: i colpi caricati, la possibilità di respingere i proiettili avversari a mò di spada laser jedi, e la concatenazione di più slanci consecutivi.
Oltre a ciò bisogna imparare a leggere bene il design degli ambienti per eludere anche all'ultimo sospiro i vari ostacoli (come grate sputafuoco), trasportandosi repentinamente da una piattaforma all'altra, evitando quindi di cadere nel vuoto.
Unite al tutto gli spazzi stretti, la calca di coriacei avversari in grado di mettere in piedi pattern diversi contemporaneamente, nonché il breve lasso di tempo in cui si è completamente vulnerabili quando ci si cura (come accade in Dark Souls mentre ci si disseta con la fiaschetta), e capirete che la coordinazione occhio-mano e lo studio dei pattern avversari sono le sole cose che vi potranno salvare la pellaccia.
Le boss fight poi sono a dir poco estenuanti e allo stesso tempo deliziose, pazienza permettendo. In queste sezioni dovete cogliere le parti del corpo lasciate scoperte dalle animazioni d’attacco e — soprattutto — i punti dello senario in cui il combattente risulta meno efficace. L’aspetto interessante è che nulla è lasciato al caso, il level design è studiato in modo preciso per rispondere esattamente a delle regole prefissate.
E’ anche possibile personalizzare il nostro drifter con vari costumi, nonché espletare dei mini-giochi.
La longevità per la sola main quest si aggira tra le 8 e le 10 ore, ma ne serviranno molte di più per scoprire davvero tutto ciò che ha da offrire il mondo di gioco, che per stessa ammissione del team si ispira a Nausicaa della Valle del Vento. Inoltre dopo la prima run si sblocca pure il New Game Plus.

Hyper Light Drifter | LucullusGames

Esteticamente suggestivo e evocativo, tecnicamente solido e preciso

Le terre calcate sono cosparse di antiche statue così fiere e solenni che fanno a pugni con il forte dolore che trabocca da una Natura incredibilmente sofferente, segnata da peculiari cristalli spuntati dal sottoterra che mi hanno riportato alla mente la protomolecola di The Expanse.
I murales, poi, evocano una fulgida era passata, così lontana da far pensare a una civiltà ormai estinta.
La pixel art implementata è affascinante ma è anche sorprendentemente dettagliata. Dovrebbe essere mostrata come esempio a tutti gli utenti che tendenzialmente associano questa tecnica a un qualcosa di poco curato. Il punto è che non tutti gli sviluppatori sono abili nella combinazione del design e degli elementi cromatici, ma Heart Machine ha svolto un lavoro encomiabile.
I comandi sono reattivi ma vi consiglio di usare il pad per non complicarvi ulteriormente la vita. I menù sono in inglese ma sono composti dalle solite classiche voci, e — non essendoci dialoghi — il prodotto non presenta ostacoli alla comprensione, qualsiasi sia la vostra lingua.
La colonna sonora è affidata al talento di Richard “Disasterpeace” Vreeland (già apprezzato in Fez) e riprende il concetto di chip music, salito alla ribalta negli anni 80 e 90; i temi ci spingono a non mollare mai, grazie a iniezioni continue di adrenalina.

Titolo: Hyper Light Drifter
Genere: Action-platform
Sviluppatore e Editore: Heart Machine
Data di rilascio su pc: 31 marzo 2016

Commento finale

Hyper Light Drifter è un titolo per pochi buongustai. Rappresenta una delle massime espressioni delle abilità disseminate in un mondo indie che si fa beffe di un mercato massificato e tendenzialmente privo di originalità.
E’ un action tosto ma assolutamente non frustrante; personalmente ho trovato più ostico Titan Souls. Vi invito a dare una chance all’opera di Alex Preston, non ne rimarrete delusi.

Pro:
  • Elevato livello di difficoltà ma non frustrante
  • Artisticamente eccezionale
  • Ricco di zone nascoste da scovare
  • Colonna sonora


Contro: 
  • La mappa risulta troppo fumosa e priva di elementi chiave

Voto 8,6

Fonte immagini: google