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WARRIORS ALL-STARS | KOEI TECMO GAMES - Recensione

Warriors All-Stars è un colorato crossover musou, soprattutto delle serie Dynasty e Samurai, ma sono presenti anche personaggi di altre opere Koei




Warriors All-Stars è un crossover, e come tale punta ancor più a un’atmosfera colorata che a inserire nuove meccaniche di gioco. Non è la prima volta che assistiamo a un’operazione di questo tipo nei musou. Il primo crossover è Dynasty Warriors Gundam che contamina il contesto romanzato della Cina del II e III d.C. con i personaggi dell'Anime creato da Youshiyuki Tomino. Mentre quello più spettacolare è senz’altro legato ai capitoli di Warriors Orochi, dove si sfrutta il tema dei viaggi nel tempo (come fatto in Dragon Ball Xenoverse 2) per far scontrare i protagonisti delle saghe più famose.
E arriviamo al nostro Warriors All-Stars che inscena una lotta per il trono tra tre contendenti di un universo inedito, che inevitabilmente finisce col portare in auge non solo quelli di Dynasty Warriors e Samurai Warriors, ma pure di altre serie edite dalla stessa Koei Tecmo Games.

Warriors All-Stars è ambientato in un universo parallelo, sorretto dal potere della Sorgente della Vita, in cui gli abitanti hanno fattezze pucciose (tanto care all'immaginario giapponese). Coniugano parti umane e animali; i riferimenti vanno soprattutto ai felini. Il potere di queste lande è però legato intimamente alla figura del regnante, che — una volta deceduto — lascia un vuoto politico a cui non segue una successione naturale. Ciò porta a una sanguinolenta lotta tra gli aspiranti monarchi: Tamaki, Shiki e Setsuna.
Ma le schermaglie si protraggono nel tempo senza portare a una rapida soluzione, e l’impasse non fa che prosciugare la sorgente, quindi Tamaki decide di invocare degli eroi provenienti da altri mondi per ristabilire un regime di stabilità, citando i passi di un’antica profezia. Tuttavia il risultato iniziale non sostiene l’intuizione della più giovane degli eredi. Kasumi (da Dear or Alive) e le nuove forze entrate in gioco si ritrovano infatti sparse per le terre dei contendenti, finendo per alimentare l’imperante caos: gli eroi entrano a far parte delle fila degli eserciti già in lotta, modificandone ulteriormente i valori in campo.

WARRIORS ALL-STARS | KOEI TECMO GAMES - Recensione

E’ necessario portare a termine le tre campagne se si vuole avere un quadro più ampio delle vicende

Uno degli aspetti più interessanti di Warriors All-Stars è riposto nella dinamicità degli eventi narrativi che — come in Dynasty Warriors 8 — modificano alcune vicende. In verità stavolta il peso delle scelte è ancora più importante, traducendosi in più finali alternativi (15), che risentono sia degli eroi che si è deciso di reclutare sia delle battaglie che si è optato di condurre. Inoltre terminare le tre campagne comporta lo sbloccarne una quarta, che consente di manovrare tutti gli eroi del titolo.
Come al solito sull’enorme mappa di gioco ci sono più icone, che discriminano tra: obiettivi principali (segnalate da cristalli), porzioni secondarie (fortezze), missioni di reclutamento (ritratti), e quest casuali individuate da segnalini a scadenza temporale.
L’evoluzione dei personaggi è legata alle Hero Cards, che quindi sostituiscono le skills di Dragon Quest Heroes, comportandosi più come dei power up. Le Hero Cards vanno equipaggiate per elargire bonus e potenziamenti alle statistiche base, e sono modificabili attraverso la spesa dei materiali ottenuti col loot. Questo sistema modifica l’approccio storico delle due serie Warriors, con l’implementazione di meccaniche GDR: in passato — invece — per variare le caratteristiche dei personaggi si dovevano imbracciare armi diverse. ll primo musou a prendere a prestito elementi RPG è stato Hyrule Warrior, ma si trattava di una riedizione dell’universo di The Legend of Zelda.
Le battaglie sono condotte in team composti da cinque elementi, dove il giocatore interpreta il ruolo del leader ma può anche richiedere il supporto degli altri eroi — che possono pure sostituirlo — come già visto in One Piece Pirate Warriors 3. Il roster non è molto corposo rispetto a altri progetti analoghi. Ad ogni modo, possiamo imbatterci in vari protagonisti di altre opere: Ayane e Ryu Hayabusa (provenienti Dead or Alive e Ninja Gaiden) già visti in Orochi Warriors, William da Ni-Oh (soulslike in esclusiva PS4), Sophie Neuenmuller (inedita new entry da Atelier Sophie), e altre icone provenienti da Nights of Azure e Toukiden.
Come ho accennato a inizio recensione non ci sono stravolgimenti nel gameplay: si stratta sempre di navigare in mappe labirintiche, prestare soccorso a determinate figure, mantenere il controllo di specifici presidi, e affrontare delle boss fight. Il moveset si rifà innanzi tutto ai canonici attacchi leggeri e pesanti di tipo Normal e Charge visti in Dynasty Warriors 8 Empires, da combinare in maniera diversa per dare il là a varie danze di combattimento. Usare un PG piuttosto che un altro non muta però solo le abilità base, ma incide anche sulla velocità con cui ci si muove e si lanciano i fendenti. Non potevano certo mancare: i potenti e spettacolari attacchi musou (in grado di sbaragliare intere fila nemiche), le parate, e i salti. E per concludere menziono l’unica feature additata in altre sedi come una novità di questo prodotto: il Musou Rush. Questa opzione permette di richiamare gli alleati per scatenare dei devastanti attacchi combinati, ma solo ogni mille uccisioni effettuate. In realtà non si tratta di un elemento nuovo, l’abbiamo già visto con una analoga opzione della Kizuna Rush in One Piece Pirate Warriors 3.
La Sorgente funge da hub, come lo era la città di Acordia in Dragon Quest Heroes 2. Qui è possibile migliorare i legami tra gli eroi, dando il là a dialoghi dal piglio tipicamente teatrale (orientaleggiante). Mentre il resto della mappa palesa una maggiore indole strategica, grazie alla presenza di strutture diversificate per bonus, loot, e funzioni base. Ci sono zone che conservano ingenti somme d’oro, posizioni che facilitano il recupero della salute, basi che fungono da “fornaci” tali da sfornare di continuo nuove unità, e fortezze che rallentano l’avanzata nemica.

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Finalmente un musou che tecnicamente fa qualche passo in avanti

Il design dei personaggi principali — anche di quelli delle serie prese a prestito — è molto curato, sia nelle espressioni facciali che nel vestiario, persino le animazioni del corpo sono quelle originali; del resto c’è stata la piena supervisione dei creatori ufficiali. Il discorso — per la prima volta — non è molto diverso con le figure secondarie: certo non vantano la mole poligonale dei succitati eroi, ma almeno non mettono in scena modelli vetusti e poveri di dettagli.
Le pennellate prediligono tonalità sgargianti, in grado di mantenere un’atmosfera festosa e colorata.
Come in passato le ambientazioni sono spoglie. Tuttavia Warriors All-Stars mette in piedi un framerate stabile, inoltre accantona bug e glitch grafici che troppe volte hanno caratterizzato i porting su PC. Si tratta di un percorso d’ottimizzazione del codice iniziato già con il buon Attack On Titan.
La colonna sonora orchestrale scivola via senza lasciare una grande traccia: si tratta di una prova senza macchia e senza gloria, che ri-arrangia temi già ascoltati.


Titolo: WARRIORS ALL-STARS
Genere: Musou
Sviluppatore e Editore: KOEI TECMO GAMES
Data di rilascio su pc: 30 agosto 2017


Commento finale

Warriors All-Stars non stupisce né per contenuti narrativi né per scelte di game design, ma gli intrecci dinamici sono comunque piacevoli e offrono una buona rigiocabilità. Tecnicamente, il titolo, si presenta come una delle migliori prove trasposte su Pc, purtroppo mette anche da parte alcune aggiunte di rilievo nelle meccaniche viste nelle ultime iterazioni del genere: mancano ad esempio le schivate laterali implementate in Berserk and the Band of the Hawk.
Da un crossover la cosa che ci si aspetta di più è soprattutto un’atmosfera di festa ancora più travolgente ed eccessiva (rispetto ai filoni tradizionali), e qui in effetti la si ottiene. Mi sarei però aspettato un roster più ampio.

Pro:
  • Personaggi molto curati nel design...
  • Gameplay solido e divertente...
  • Fanservice
  • Rigiocabilità


Contro: 
  • IA 
  • ... Ma roster meno corposo del solito
  • ... Ma privo di novità degne di nota


Voto 7


Fonte immagini: Google