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Tropico 5 | Haemimont Games - Recensione

Tropico 5 aggiunge qualche piccola estensione alle meccaniche già collaudate dei predecessori, ma lo stacco non è marcato né originale




Tropico 5 non è cambiato molto, anzi alcune novità possono esser viste più come delle rivisitazioni di alcune funzioni già presenti in passato, ma un paio di idee interessanti in effetti ci sono. L’obiettivo resta sempre quello di creare un impero economico a tutti i costi: ammazzare gli oppositori e trafficare con i nazisti sono opzioni valide e perseguibili. E’ una vita difficile quella del giocatore con sani principi morali, qui chi mette da parte l’etica ottiene i risultati migliori. Ma prima di scatenare qualsivoglia isterismo, ricordiamoci che Tropico è un videogame e come tale non va preso sul serio. Bisogna valutare le situazioni con ironia, con la stessa leggerezza dell’atmosfera goliardica messa in piedi dal team bulgaro di Haemimont Games.
Per chi non conoscesse la serie, siamo dianzi a un city-builder fortemente incentrato sulle missioni. Il focus non è riposto nell’urbanizzazione: gli edifici sono solo un mezzo per ottenere sempre più denaro e traffici commerciali. Bisogna essere consci di non avere dinanzi un Cities Skylines.

Tropico 5 | Haemimont Games - Recensione


Business is business

Prima di entrare nel vivo della campagna, passiamo dall'editor per personalizzare le fattezze del nostro avatar. Le opzioni estetiche sono ispirate ai più famosi dittatori, ma in questa fase bisogna altresì sceglie l'abilità che riterremo più utile soprattutto per i primi momenti di gioco (costi edilizi minori, maggiori danni in battaglia, ecc...).
L’inizio della partita ci vede però nelle vesti di semplice governatore, quindi il primo passo è accrescere il nostro consenso — nonché accumulare abbastanza denaro — per ottenere l’indipendenza dalla corona inglese. Il nostro Stato è solo all'apparenza democratico: sono previste delle elezioni ma sono una mera formalità, giacché si possono rimandare o pilotare.
Ad ogni modo l’incedere ci vede intenti a risolvere varie quest (principali e secondarie), alcune delle quali sono rappresentate da icone roteanti sugli edifici (soprattutto sul nostro palazzo). Le mansioni sono differenti: costruire un edificio in particolare, esplorare una zona dell’isola, stipulare un accordo, avviare una data attività, o soddisfare i bisogni degli alleati. Senza dimenticare di prestare attenzione alle necessità del nostro popolo. Certo, possiamo mantenerlo nell'analfabetismo, ottenendo così dei soldatini ubbidienti, ma non si può tirare troppo la corda, altrimenti potremo dare il là a una rivoluzione. In tal caso è bene mantenere alta la felicità della gente con zone di intrattenimento. Un’altra arma di El Presidente è riposta negli Editti, dei pronunziamenti aventi valore di legge come: la detrazione dalle tasse sul reddito, le imposte sul lusso, ecc…
Oltre al nostro fido braccio destro — di nome Penultimo (anche questo è un esempio di sana ironia) — ci sono ulteriori forze politiche: non è possibile accontentarle tutte, quindi bisogna scegliere bene chi sostenere in base alle mosse future. Occorre essere astuti, spietati, e lungimiranti. Il rapporto con i governi esteri è altrettanto delicato, se non manteniamo buoni gli alleati rischiamo come minimo di incorrere in limitazioni all’esportazione (o nel peggiore dei casi saremo invischiati in scontri armati). E in Tropico 5 i soldi veri si fanno al di fuori dei nostri territori. Possiamo imporre tasse e tangenti agli isolani, ma serviranno al più per incrementare il nostro conto in svizzera. Il Paese non è autosufficiente. E’ possibile anche intrattenere rapporti con i Pirati ai quali si riesce a strappare accordi più vantaggiosi, ma si corre così il rischio di scontentare le altre Nazioni.
Occorre saper gestire anche la sfera emotiva. Se ad esempio daremo incautamente alla luce un figlio illegittimo ci inimicheremo la fazione religiosa, che risulta fondamentale per mantenere sotto controllo la massa.
La costruzione delle varie strutture non richiede particolari sforzi di pianificazione, basta: collegare gli edifici alle strade, rispettare la propedeuticità (alcuni immobili ne sbloccano altri), e regolarne l’efficacia variando il budget di mantenimento (secondo 5 valori) e mettendovici a capo una figura in grado di tirarne fuori il meglio (a mò di perk). Il rapporto causa-effetto si riflette soprattutto in ambito socio-culturale e economico. Se la nostra dittatura è troppo dura, è più difficile puntare sul turismo; se il livello di alfabetizzazione è basso, dovremo importare le menti migliori (per la ricerca) dall’estero a costi sempre maggiori.
Le novità sono riposte: nella possibilità di gestire delle rotte specifiche (per commerciare materie prime, semilavorati e prodotti finiti), nello scorrere del tempo (con attori esterni e interni che si andranno ad alternare nelle varie ere), nell'aggiunta del Multi-player (cooperativo e competitivo), e nell'implementazione della dinastia. Grazie a quest’ultima feature il dittatore può essere sostituito (se poco gradito), e i membri della famiglia possono essere sfruttati come pedine strategiche nelle missioni più delicate (diplomatici all’estero, infiltrati tra le fila dei nostri oppositori, …).
L’avanzamento storico non è una meccanica inedita, è stato aggiunto per la prima volta in forma embrionale con il dlc “Modern Times” di Tropico 4. Così stavolta è possibile affrontare varie epoche: coloniale, Seconda Guerra Mondiale, Guerra Fredda, e Tempi Moderni. Il passaggio dall’una all’altra richiede investimenti in ricerca (previa costruzione di Biblioteche, scuole e Osservatori che sostituiscono i Ministeri del quarto capitolo), e nell'ampliamento della Costituzione tramite i vari emendamenti. Questi ultimi modificano le skill del dittatore (sostituiscono i Tratti presenti nei capitoli antecedenti). A proposito, l'ateismo accelera la ricerca.
L’almanacco (la tabella statistica riassuntiva) purtroppo non è stata rivista, il layout non è adeguato perché troppo superficiale — e limitato — per tenere traccia di tutte le variabili.


Tropico 5 Complete Collection

Contiene la versione vanilla più tutti e 12 i dlc pubblicati, che aggiungono sia funzioni presenti nei capitoli passati che nuove meccaniche di gioco. In generale vengono aggiunte nuove: mappe, musiche, edifici, abiti e accessori per la personalizzazione del dittatore. Di seguito riassumo brevemente i 2 maggiori contenuti.

  • Espionage consente di combattere contro i dissidenti interni e le spie delle superpotenze straniere, nonché rubare capitali e tecnologie a altri Paesi. In particolare abbiamo la possibilità di affrontare "The Touscan Maltese", una campagna single-player costituita da 6 missioni.
  • Waterborne si concentra sull’edificazione costiera e sull’inedita gestione del traffico marittimo, mai introdotta nei precedenti episodi. Anch'essa mette a disposizione un'ulteriore mini-campagna.


Tropico 5 - LucullusGames


Il comparto grafico rientra tra le poche migliorie presenti nel quinto capitolo

Tropico 5 è mosso da un nuovo engine proprietario, che ha permesso di ottenere dettagli estetici maggiori soprattutto per la vegetazione e la resa del mare, passi in avanti si notano anche con le trasparenze e gli effetti particellari (soprattutto per i fumi). Ci sono rare compenetrazioni poligonali e pò d’aliasing. Il frame-rate è stabile finché la popolazione non supera le 2000 unità, dopodiché le macchine meno perforanti potrebbero accusare qualche lieve calo di frame. L’effettistica è buona e le musiche risultano piacevoli.
Una tirata d’orecchie invece va fatta al sistema di costruzione delle strade che è troppo semplice e poco pratico. Non si può intervenire né sulla densità di traffico né sulla forma dei viadotti con degli ideali preset alla Simcity. In quest’ultimo è possibile sfruttare alcune semplici strutture di base per tirare linee: rettilinee, quadrilatere, a semicerchio, o a ellisse. La serie Tropico non punta tantissimo sull’urbanizzazione, ma questo capitolo — proprio perché non innovativo — poteva esser sfruttato per superare i limiti di una tediosa e anacronistica “mano libera”.

Titolo: Tropico 5
Genere: City-builder
Sviluppatore: Haemimont Games
Editore: Kalypso Media Digital
Data di rilascio su pc: 23 maggio 2014


Commento finale

Tropico 5 è un titolo solido e nella versione “complete” aggiunge nuove feature (alcune delle quali già presenti in Tropico 4), ma risulta poco originale. Questo non vuol dire che sia un brutto gioco, anzi è una prova profonda che ameranno soprattutto i giocatori che non hanno mai avuto modo di mettere le mani su un episodio della serie. Gli aficionados del terzo e quarto capitolo potrebbero essere invece meno interessati alla fatica edita da Kalypso Media Digital, ma solo per la mancanza di uno stacco netto e non per demeriti strutturali.

Pro:
  • Atmosfera unica del brand
  • Meccaniche solide e profonde ...
  • Miglioramenti estetici


Contro: 
  • ... Ma manca lo stacco netto col passato
  • La fluidità perde un pò di colpi quanto la popolazione aumenta molto


Voto 8



Fonte immagini: Google