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Resident Evil Revelations 2 | Capcom - Recensione completa

Resident Evil Revelations 2 unisce l'anima action degli ultimi capitoli con un'atmosfera più tetra, che in parte richiama quella della prima trilogia




Resident Evil Revelations 2 si presenta con una formula atipica. In passato abbiamo: interpretato protagonisti diversi in successive run (Resident Evil 2), lavorato in coppia contemporaneamente (Resident Evil 0), analizzato gli eventi da punti di vista diversi (Resident Evil Revelations), e affrontato campagne diverse (Resident Evil 6). Ma questa è la prima prova costruita a episodi, pensati per esser venduti separatamente secondo il tipico format delle produzioni Telltale.
Quando si pensa un videogame in questa maniera occorre: studiare dei buoni cliffhanger per mantenere vivo l’interesse, fare in modo che gli episodi siano solidi una volta analizzati singolarmente, e soprattutto che il quadro generale sia coeso.
Capcom però nel 2015 non ha ancora le idee chiare su come rilanciare la serie, quindi prova a fare qualche esperimento, e lo fa con un budget ridotto (rispetto a quanto stanziato con i capitoli principali, quelli numerati per intenderci). Il primo Revelations mi era piaciuto. Analizziamo, quindi, il valore del risultato finale di questa ulteriore esperienza.

Il primo episodio di Resident Evil Revelations 2 vede Claire Redfield e Moira Burton — membri dell'organizzazione contro il bioterrorismo denominata TerraSave — essere rapite da un commando paramilitare durante un party aziendale. Quando le due riprendono conoscenza si ritrovano in una prigione di massima sicurezza, in cui si praticano avanzate tecniche di tortura, capaci di privare i connotati umani alle vittime; il sito è ubicato sull’isola di Zabytij. Inoltre le ragazze si ritrovano al polso uno strano bracciale che reagisce allo stato d’animo del portatore, e da cui proviene una voce femminile conosciuta come "La Guardiana". L'aguzzina dà loro il macabro benvenuto in un concept che sembra richiamare un pò quello dei film Hostel e Saw.
Se questa prima coppia è caratterizzata da fasi prettamente action con varie ondate nemiche da abbattere, la seconda parte dell’avventura — che ci vede impersonare l’ex agente S.T.A.R.S. Barry Burton e la piccola Natalia — ci riporta invece a quella gradita tensione che tanto avevamo apprezzato nel primo Revelations. Ci viene quindi presentato un padre talmente preoccupato per la figlia da gettarsi animatamente alla sua ricerca, dirigendosi così alla volta della succitata isola. Una volta calcata la riva fa la conoscenza di Natalia, un’orfana del posto che l'aiuta a infiltrarsi nei meandri di un luogo lugubre e pericoloso. Questo primo capitolo si conclude con un buon cliffhanger.



Ci sono molti alti e bassi e questo porterà i giocatori ad avere opinioni discordanti sul prodotto finale, decidendo di dare maggiore o minore risalto a quelli ritenuti personalmente più importanti

Resident Evil Revelations 2 consta di quattro episodi canonici, strutturati attorno a due coppie di personaggi con inventari condivisi, dove un membro è abile in combattimento (Claire e Barry) e l’altro fa da supporto (Moira e Natalia). I personaggi di una stessa coppia sono intercambiabili (a piacimento) in qualsiasi istante, come accadeva in Resident Evil 0. Le diadi varcano le stesse location ma in tempi narrativi diversi.
Due sono i nuovi personaggi per la saga: Moira — la figlia di Barry — è una figura spesso d’impaccio nei combattimenti (vanta solo una torcia in grado di accecare i mostri, rendendoli momentaneamente vulnerabili), ma è utile nell'esplorazione (con la torcia evidenzia item preziosi e con il piede di porco scassina forzieri tramite un fastidioso mini-gioco); Natalia rappresenta invece una delle migliori figure dell'intera saga, riveste un ruolo importante nella storia e vanta anche poteri interessanti (può avvertire la presenza dei mostri persino attraverso le pareti, inoltre alcuni può vederli solo lei), ed evidenzia col dito gli oggetti celati, ma non imbraccia mai le armi (ha solo un mattone che può lanciare addosso ai nemici per disorientarli).
Al termine dei singoli capitoli otteniamo una valutazione finale, e accediamo a uno skill tree che permette di potenziare le abilità dei personaggi spendendo i punti accumulati.
Oltre all'avventura “tradizionale" ci sono ulteriori due contenuti “narrativi” che si allontanano dalla formula base: “La prova” ci mette nuovamente nei panni di Moira ed è strutturata come un insieme di brevi missioni di caccia a tempo (creata per approfondire un momento importante della campagna); “Piccola donna” è invece una sfida onirica che ci mette dinanzi a due versioni di Natalia (una “normale” priva di poteri, e l’altra “dark” capace di evidenziare la presenza dei mostri), il cui compito è avanzare in maniera stealth e recuperare le lettere lasciate dal peluche di nome Lottie (perso nelle fogne).
L’endgame ci mette tra le mani una modalità arcade denominata Raid, che ci porta in varie arene in cui abbattere nel minor tempo possibile tutti i nemici a schermo, sì da ottenere il punteggio più alto, nonché rimediare le chiavi per accedere all’uscita. Anche qui ci sono abilità attive e passive da selezionare, e purtroppo anche micro-transazioni — comunque non necessarie per proseguire — atte a rendere disponibili armi e item per ritornare in gioco senza penalità (se uccisi nel corso di una sfida).
Tra le meccaniche principali del gioco troviamo: l’immancabile backtracking, alcuni puzzle ambientali che richiedono a volte la partecipazione di entrambi i membri della diade, alcune boss fight, e un blando crafting che permette di ottenere varie tipologie di granate (fumogene, incendiarie, esca, esplosive) capaci di donare un minimo di tattica agli scontri.
La longevità è maggiore del solito se si decide di completare tutti i contenuti, per i quali sono necessarie almeno 20 ore; per la sola main-quest possono invece bastare circa 7-10 ore, a seconda del livello di difficoltà scelto.
Concludo questo paragrafo menzionando la presenza di due finali per la campagna principale. Il miglior epilogo si sblocca rigiocando il terzo capitolo, cambiando un evento (che non vi svelo per evitare spoiler).

Resident Evil Revelations 2 - LucullusGames


Lo scarso budget messo a disposizione tradisce un'evidente mancanza di ambizione

Le ambientazioni sono abbastanza varie, seppur non tutte sono riuscite per ispirazione; ciò che non manca mai sono le trappole, gli ostacoli, e tantissimo gore. Ci sono location più strette, sebbene non claustrofobiche come nel predecessore; e diversi spazi aperti, come un villaggio che ricorda velatamente quello di Resident Evil 4. Ad ogni modo varcheremo: una prigione, un mattatoio, una fabbrica abbandonata, una miniera, e altre zone che vi lascio scoprire.
Le texture sono in bassa definizione e sicuramente non al passo coi tempi, i modelli poligonali dei PG sono più curati seppur non eccezionali. Il frame-rate è stabile sui 60 fotogrammi, ma il sistema d’illuminazione è appena sufficiente; sono discreti i particellari, soprattutto per quanto concerne la resa della nebbia.
L’effettistica e il doppiaggio in italiano sono buoni.

Titolo: Resident Evil Revelations 2
Genere: Tps
Sviluppatore e Editore: Capcom
Data di rilascio su pc: 25 febbraio 2015

Commento finale

Resident Evil Revelations 2 parte benino e prosegue in crescendo fino a metà della campagna, ma nella seconda parte la trama mostra le debolezze di una struttura a episodi eccessivamente frammentata e diluita, nonché priva di grandi idee dietro le coppie evidentemente create solo per variare il gameplay. Purtroppo alcuni eventi sono inseriti a mò di riempitivo, ed è un peccato perché ci sono anche rari momenti del plot davvero interessanti.
La maggior parte delle meccaniche messe in scena non sono originali, e soprattutto hanno il gusto del già visto; le sezioni stealth e puzzle sono invece piacevoli. L’atmosfera a tratti è buona, seppur sia più vicina a quella dei moderni capitoli TPS che alla trilogia survival originale. Ad ogni modo non si eccede mai nell’eccessiva fluidità shooter della campagna di Chris vista in Resident Evil 6. L’elemento che può infastidire il fan storico della saga è lo scarso e diverso sviluppo psicologico dei personaggi: Claire non è certamente quella vista in Resident Evil 2 e Code Veronica, mentre Moira è insipida e a tratti decisamente antipatica.

Pro:

  • Tanti contenuti
  • Natalia è davvero ben caratterizzata
  • L'atmosfera in rari momenti fa l'occhiolino al glorioso passato
  • Alcuni puzzle sono ben congegnati
  • I primi due cliffhanger sono buoni...
  • Fan service (occhio alla seducente location del 4^ episodio)
  • Co-op locale


Contro: 

  • La struttura episodica in definitiva non è efficace
  • ... Ma la trama in generale è troppo diluita e il finale è insipido
  • Graficamente non è al passo coi tempi
  • Le ondate nemiche non sono sempre ben calibrate

Voto 7,2


Fonte immagini: Google