Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

TEKKEN 7 | BANDAI NAMCO - Recensione

Tekken 7 si erge sulla modalità Rage, i fan del Torneo del Pugno di Ferro possono inebriarsi con combattimenti viscerali privi di tag system




Tekken 7 vanta uno Story Mode, ma il risultato è lontano dall'offrire un motivo valido per l’acquisto in single-player. Inoltre — diversamente da quanto affermato dagli sviluppatori — il plot non rivela tanti colpi di scena sull'interminabile guerra tra Heihachi e Kazuya se non negli ultimi due scontri, lasciando più di qualche domanda in sospeso. Si palesa, invece, come un mero contenuto aggiuntivo della durata di 2-3 ore. Nell'ambito dei Picchiaduro competitivi solo alcuni prodotti di NetherRealms hanno davvero saputo proporre — negli ultimi anni — qualcosa in più, vedi Mortal Kombat X.
Dove invece il videogame edito da Bandai Namco brilla di luce propria è nel combat system. Rispetto a altri Picchiaduro 3D — vedi Naruto Shippuden 4 Ultimate Ninja Storm 4 e Dragon Ball Xenoverse 2 — le arene sono più strette e non permettono i devastanti colpi da lontano. E questo perché il focus dello sconto risiede nel contatto fisico, scandito da affondi pesanti, partoriti da corpi enormi. Più che vedere (essere spettacolare), la battaglia si deve sentire (vivere). E deve essere cadenzata da stoccate ravvicinate, non da magie lanciate a diversi metri di distanza.
Laddove altri brand peccano nel bilanciamento, Tekken 7 fa del tecnicismo la sua arma migliore. Si tratta di un risultato per nulla scontato: sia vista la storica natura più casual, sia data la presenza di new entries dalle caratteristiche uniche come Akuma (proveniente dalla saga di Street Fighter) ed Eliza (apparsa la prima volta in Tekken Revolution).
Sebbene siamo in presenza di una terza dimensione come in Virtua Fighter e in Soul Calibur — spesso snobbata dai titoli incentrati sull'online — il gioco mette in piedi meccaniche solide e adatte proprio al competitivo. Chiarito il quadro e il target di riferimento, proseguiamo con l’analisi.



Tekken 7 è una storia d’amore-odio tra padre e figlio, fatta più che altro di scontri violenti e minacce non lanciate a vuoto. Lo scontro decennale mette a nudo una profonda ferita che ha suddiviso il clan con l’evolversi degli eventi tra Heihachi Mishima, Kazuya Mishima e Jin Kazama; nel gioco di potere rientra anche Kazumi. La campagna principale si articola in 15 episodi, senza tuttavia rimanere impressa per contenuti. Si parte quindi dall'epilogo del capitolo precedente, con Jin disperso ancora in Medio Oriente, e si prosegue attraverso il racconto di un misterioso reporter.
La sceneggiatura è elementare e poco incisiva, ma mantiene la classica verve scanzonata di Katsuhiro Harada. Oltre alla voce narrante, la storia è accompagnata da spettacolari sequenze animate e da scene più statiche. A fare da raccordo tra filmati e scontri, in rari casi, ci saranno dei banali Quick Time Event.


TEKKEN 7 | BANDAI NAMCO - Recensione

Il Roster è buono e vanta circa 40 guerrieri, seppur il computo sia inferiore a Tekken Tag Tournament 2

Una volta terminata la campagna, Tekken 7 propone gli Episodi Personaggio. Si tratta di singoli scontri ideati per coinvolgere il resto dei partecipanti al torneo, non direttamente ripresi nell'epopea dei Mishima (come la provocante vampira Eliza). I lottatori vengono introdotti con poche righe di testo, mentre il finale vanta sempre una scenetta cucita ad hoc. A volte ci forniscono temi secondari interessanti, come il passato che lega Nina e Steve; altre circostanze si concretizzano come mere gag divertenti (in puro stile giapponese), come quelle che coinvolgono Lucky Chloe. Essendo degli scontri tra 2 guerrieri, avremo modo di comprendere il diverso punto di vista dei due contendenti sul medesimo lasso temporale: francamente vista la penuria di contenuti, avrei preferito uno sforzo maggiore, che quanto meno proponesse momenti diversi, giacchè avrebbe donato maggiore profondità. Campagna e Episodi Personaggio costituiscono la componente narrativa del videogame, il resto delle modalità (che vi presento di seguito) è privo di riferimenti al plot.
Se pensate che il single sia stato trattato con superficialità non prenderete bene la rivista Arcade Mode. Quest’ultima stavolta consta di soli 5 match, in luogo dei canonici 10 atti. Ed è pure priva dell’iconica scena finale, che sin dalla PlayStation 1 rappresentava una delle cosine piu' belle della saga.
E’ invece più interessante la Battaglia Tesoro. Consiste in una serie di duelli ad oltranza che oltre ad accrescere il livello di sfida (mediante modificatori, come velocità doppia o danni moltiplicati) mette a disposizione dei forzieri — via via più rari — che possono nascondere: soldi, skin per la scheda del giocatore, e oggetti utili alla personalizzazione estetica dei lottatori. Questi item però non apportano modifiche al battle system, a differenza di quelli visti in Injustice 2.
La sezione “giocata” offline si conclude con il Versus (l’uno contro uno) e la Pratica. In quest'ultima è possibile allenarsi contro un personaggio gestito dalla CPU, che può rimanere impassibile ai nostri colpi o può essere programmato per testare le nostre abilità contro specifiche mosse o combo. Manca invece un tutorial dettagliato, che avrebbe potuto aiutare il neofita.
Nella Galleria è possibile ottenere i filmati dei precedenti capitoli di Tekken, in cui poter rivivere i momenti che hanno caratterizzato l’infanzia dei giocatori più “anziani”. Mancano purtroppo situazioni collaterali, come: il Survival Mode, il Team Battle, e il Time Attack.
Come accennavo a inizio recensione, il cuore del videogame di Bandai Namco è riposto nell’online; si possono impostare alcuni parametri, tra cui il livello dell'avversario e la qualità della sua connessione. Ci si può cimentare in: partite classificate, con un sistema a punti atto a scalare una lista mondiale; match veloci per puro divertimento o per scopo didattico; e tornei in cui invitare un minimo di 4 amici (massimo 8).

Il moveset di base assegna ai 4 pulsanti del gamepad — o della base dell’arcade stick (come Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai) — l’azione dei singoli 4 arti; mentre all’analogico — o allo stick (o alla croce direzionale del controller) — i movimenti laterali, il salto, e l’accovacciarsi. La parata avviene contrapponendo la diversa parte del corpo coinvolta dall'affondo.
Veniamo alla prima limatura del concept storico, ovvero alla riduzione dell’impatto del juggling (il cosiddetto rimpallo). Ora i danni da combo a mezz'aria si riducono progressivamente, man mano che il lottatore in sospensione persiste in balia dell’avversario; inoltre al termine dell’attacco viene scaraventato in lontananza, permettendo di farlo rifiatare e riorganizzarsi. Quindi non ci si può più accanire sfruttando questa meccanica.
Sparisce anche il backroll, nel senso che non dà più il là a una combo, ma si estrinseca solo come un singolo colpo. Un’altra situazione critica dei Picchiaduro è riposta nella manovra volta a incastrare in un angolo il malcapitato sino a sfinirlo: anche questa è stata oggetto d’attenzione in sede di sviluppo. Harada & Co hanno pensato bene d’inserire le Power Crush: affondi corazzati da concatenare senza soluzione di continuità. Si tratta di mosse che non vengono spezzate, anche se il giocatore subisce colpi alti e medi.
Se a tutto questo associamo la dinamica dei Rage Art ci rendiamo conto di quanto il titolo sia stavolta ben bilanciato, e ricco comunque di possibilità per far ritornare in corsa i giocatori, mantenendo la suspense (soprattutto nei tornei). I Rage Art consistono in mosse speciali (in sostanza sono delle Super) attivabili soltanto dopo aver perso i 3/4 della propria salute. Se messe a segno possono persino capovolgere l’esito dello scontro, aumentando considerevolmente il danno con il diminuire della barra vitale.
D’altro canto i più bravi potranno ancora contare sulle mosse più articolate (anche da 10 hit), grazie ai Rage Drive — particolari combinazioni potenziate, più difficili da mettere in pratica — che se andate a buon fine, permettono proprio di allungare le combo normali, dando vita a nuove animazioni più spettacolari e letali.
Lo status di Rage — visivamente delineato da un’aura rossa —individua schemi diversi a seconda del personaggio manovrato (per ognuna delle due modalità succitate).

TEKKEN 7 - LucullusGames


Il gioco che ha spopolato in Giappone dal 2015, punta prima di tutto sulla fluidità

L'Unreal Engine 4 offre una prova solida e di buon impatto visivo, ma senza eccellere nell'estetica. C’è del leggero aliasing e delle sporadiche compenetrazioni poligonali. Mentre i particellari e gli effetti di luce sono ottimi.
Le animazioni del viso sono plastiche e espressive, ma la modellazione dei corpi non sempre risulta curata. I fondali sono discretamente disegnati, sebbene non facciano gridare al miracolo. I colori invece mostrano un’ottima profondità, e in alcuni casi concorrono nel creare grande atmosfera.
La tracklist mischia temi di matrice rock con altri di stampo elettronico; possiamo crearci la nostra playlist personalizzata, accedendo alla modalità jukebox.

Titolo: TEKKEN 7
Genere: Picchiaduro 3D
Sviluppatore: BANDAI NAMCO Studios Inc.
Editore: BANDAI NAMCO Entertainment
Data di rilascio su pc: 2 giugno 2017

Commento finale 

Tekken 7 è notoriamente un brand arcade ma stavolta prova a smussare le sue criticità, pur senza innovare. La giocabilità mi ha conquistato ma il mero lato contenutistico è stato sacrificato un pò troppo. I Picchiaduro sono un genere che risente molto del target a cui si rivolge: Tekken 7 punta molto più sull'online, quindi chi cerca qualcosa per divertirsi da solo dovrà volgere lo sguardo ad altri lidi. Viceversa chi vuole misurarsi con altri player umani, e vivere un’esperienza diversa, arrivando a mettere in piedi mosse che non pensava neppure di poter fare, sarà felice di potersi buttare nel competitivo online. Questo capitolo ha qualcosa che molti fighting game non hanno: un eccellente bilanciamento. A tal proposito segnalo anche il Tekken World Tour che evidenzia l’impegno della casa al mondo degli eSport.


Pro:

  • Il Rage Mode dona maggiore dinamismo
  • Combat system tecnico
  • Roster bilanciato

Contro: 

  • Story Mode deludente
  • Arcade Mode inutilmente depotenziato



Voto 8,4




Fonte immagini: Google