Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Classifica dei migliori Combat Racing - top ten

I Combat Racing partono dalle classiche sportellate, ma poi arrivano a sfruttare qualsiasi arma per mettere fuori gioco l’avversario 




I Combat racing nascono dall’unione del genere racing arcade con quello degli shooter, difatti i primi esponenti propongono auto munite di armi, da usare in piste che non ospitano semplici gare tra bolidi. Successivamente, entrano a far parte di questa idea anche quei concept che emulano i Demolition Derby: eventi in cui le auto si scontrano in arene, fino a che non sono più in grado di muoversi.
Infine una variante dell’offerta — che fa quasi scuola a sé — è rappresentata dai Kart Racing, in cui la battaglia tra i mezzi viene condotta con i power-up. Ma vediamo insieme quali sono (secondo me) i 10 titoli più interessanti pubblicati su Pc.


10) Dirt Showdown (2012)

Del franchise Dirt, la Codemasters ha lasciato solo il nome. Dirt Showdown mette da parte qualsiasi velleità simulativa, preoccupandosi solo di mettere in scena lo spettacolo del caos e della distruzione, in arene che ricordano il glorioso Destruction Derby (pubblicato nel 1995 su PlayStation). In verità ci sarebbero anche delle gare classiche, ma il titolo in tal caso perde tutto il suo fascino, a causa di piste troppo semplici.
L’hud spartano tradisce la pura anima fracassona dei prodotti che non si prendono sul serio. E’ assente il contachilometri e manca l’indicatore per le marce, c’è solo un cerchio suddiviso in 2 parti per evidenziare il livello di resistenza e della nitro rimanenti. Le auto si differenziano più che altro al livello estetico, mentre mancano i soliti settaggi tecnici. Ad ogni modo tre sono le variabili che creano un pò di varietà tra i veicoli: Potenza, Forza e Guidabilità.
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

9) Insane 2 (2012)

Targem Games realizza un Off Road ricco di modalità, che non si discosta poi molto dal primo capitolo. Si fa però un uso eccessivo del turbo, tanto che in alcuni scenari non sembra di guidare delle auto ma piuttosto dei missili terra-aria. Insane 2 si poggia su uno scenario libero da ostacoli: partendo da un punto e proseguendo nella medesima direzione, si finisce infatti col ritornare nella stessa zona, proprio come se le mappe fossero sferiche.
La carriera offre varie sfide: cattura la bandiera, la classica eliminazione (ogni tot secondi), greed (in cui reperire, nel minor tempo possibile, quanti più pacchi calati dall’alto), pursuit (che consiste nel pattugliare un percorso evidenziato dal faro di un elicottero), e tradizionali corse a checkpoint.
I veicoli sono suddivisi in più classi: buggy, monster truck, suv, camion, e pick-up. A seconda dei risultati ottenuti si recepiscono dei punti da spendere, al fine di potenziare i mezzi secondo 3 voci (motore, sospensioni, turbo).
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

8) Flatout Ultimate Carnage (2007)

Bugbear Entertainment riprende il secondo capitolo e ne migliora la formula, che risulta ancora articolata su due macro aree. La Flatout Mode è la tradizionale carriera, dove si parte con un veicolo senza grosse pretese, da migliorare poi con gli upgrade (spendendo i soldi guadagnati). Ma è con la modalità Carnage che si accede alla vera anima di Flatout Ultimate Carnage: scatenare caos su vasta scala, e tamponamenti tra auto e oggetti dello scenario. E’ possibile anche affrontare gli Eventi singolarmente, senza seguire la normale progressione.
Tra le singole tipologie di gara, spiccano sicuramente: “Acrobazia”, in cui occorre lanciare il pilota dal parabrezza per cercare di fare strike (o bowling); e “Derby”, in cui dodici auto si danno battaglia in un’arena in cui ne uscirà viva soltanto una (ancora una volta il richiamo è a Destruction Derby).

7) Flatout (2004)

E’ il primo capitolo della serie nata dal team Bugbear Entertainment, e ricopre un ruolo importante per l’intero genere racing: si tratta di una delle prime prove a proporre una fisica curata. A seconda del materiale su cui si corre (sabbia, neve, sterrato, asfalto, e fango) le auto si comportano in maniera diversa; particolarmente interessate è anche la risposta dei mezzi in relazione ai vari tipi di collisioni.
Tutto ruota attorno alla carriera, alle sfide in Arene, e alla modalità stunt. L’ultima mette in piedi sei mini giochi con cui torturare il pilota, scaraventandolo fuori dall’auto per centrare gli obiettivi più disparati. Il modello di guida di Flatout è fatto di sportellate cattive e salti spericolati; sono assenti i power-up. Ormai il gioco mostra gli anni sul groppone, potresti dare uno sguardo anche all'ultimo capitolo della serie: Flatout 4.
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

6) Gas Guzzlers Extreme (2013)

Nel titolo di Gamepires sono condensate tutte le idee maggiori partorite dai vari prodotti del passato, e difatti troviamo gli approcci più disparati: gare classiche, arene in cui fare sportellate, tracciati in cui abbattere gli avversari (non solo altre auto ma anche zombi) con varie armi (lanciarazzi, lanciagranate, shotgun, ecc…), eventi a base di power-up (mine, granate accecanti, fumo, olio da lasciarsi alle spalle, e scudo) come in un kart racing, prove a tempo, e così via.
Oltre all'ottima varietà non mancano una grande ironia, e diversi omaggi a opere ludiche e cinematografiche. Ad esempio uno dei piloti porta il nome di Jedi Knight, e l’ambientazione egizia scimmiotta chiaramente gli stage di Serious Sam.
La carriera di Gas Guzzlers Extreme mostra un’ottima progressione: vengono via via sbloccate le varie modalità di sfida, sì da non mettere subito tutte le carte in tavola; e per non calare l’attenzione ci sono diversi eventi speciali promossi dagli sponsor, prodromi di bonus non indifferenti.
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

5) Sonic & All-Stars Racing Transformed (2012)

Sumo Digital ha l’indubbio merito di aver portato su pc la vera formula dei Kart Racing, quella che vede in Mario Kart la migliore espressione. Quest’ultimo come sappiamo è però un'esclusiva Nintendo.
La parola Transformed mette in evidenzia la natura peculiare di Sonic & All-Stars Racing Transformed. A seconda dei settori della pista, i mezzi mutano struttura: un’auto diventa un aereo (quando finisce il circuito asfaltato) o un motoscafo (quando è l’ora di tuffarsi in acqua). Inoltre nell’ultimo giro della gara, il setting ambientale si trasforma completamente, incidendo non solo sull’estetica ma anche nell’approccio alla gara.
Per avere la meglio sugli avversari è fondamentale saper driftare per evitare gli ostacoli, e sfruttare al momento giusto i power-up (razzi, droni ad inseguimento, guantoni, e così via).
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

4) Split/Second (2010)

Black Rock Studio struttura questo atipico racing game attorno a un spettacolare show televisivo, esteso su 12 stagioni, ciascuna caratterizzata da 6 episodi. Così 8 piloti mettono in scena delle bagarre che non si limitano ai contatti tra vetture, ma coinvolgono l’intero ambiente circostante, che nasconde varie insidie da attivare a comando, per mettere KO l’avversario attraverso i Power-play. Potremo inscenare esplosioni (laterali e dall'alto), far spuntare autocarri dai vicoli, spostare gru, aprire nuovi varchi, far crollare edifici o navi da crociera, e persino stravolgere completamente le fondamenta dello scenario con un ultimo grande colpo di scena.
Come molti altri titoli editi da Disney, il porting pc di Split/Second non è proprio eccezionale: c’è ad esempio il cap dei 30 frame, anche se è possibile aggirarlo intervento manualmente.
La recensione completa del gioco la trovi QUI.

3) Need for Speed Hot Pursuit (2010)

EA affida il brand ai Criterion (creatori di Burnout Paradise), e il risultato è esplosivo. E’ probabilmente il miglior Need For Speed dopo gli episodi Underground 2 (2004) e Most Wanted (2005). Ma il focus dell’offerta non è riposta nel solo bisogno di velocità, la serie Hot Pursuit si concentra sull'eterna lotta tra forze dell’ordine e fuorilegge. Non si tratta quindi di un semplice arcade ma di una versione combat racing, visto che sfrutta vari gadget, come: strisce chiodate, blocchi stradali, supporto dall’alto a mezzo dell’elicottero (se si interpretano le forze dell’ordine), un dispositivo EMP (per mandare in cortocircuito l’elettronica dei veicoli), e i jammer (per eludere le armi della polizia).
Need for Speed Hot Pursuit è ambientato nella contea di Seacrest che ricorda l’atmosfera straordinaria della California, con il suo mix di tornanti di montagna, strade costiere e desertiche.
Manca la modalità storia ma sono presenti due percorsi paralleli, che ci concedono il lusso di patteggiare una volta per i cattivi e una per i buoni, andando a modificare l’approccio alla sfida.

2) Blur (2010)

I ragazzi di Bizarre Creations — già apprezzati per Project Gotham Racing — realizzano un videogame unico, in cui le meccaniche di Mario Kart vengono applicate a 55 auto reali, ben differenziate a seconda della categoria di riferimento. Tra le strade di un tipico gioco di guida alla Need For Speed trovano quindi posto i power-up, da attivare per sovvertire le posizioni in pista. Per vincere non è importante solo saper guidare, ma saper scegliere sia i perk da montare prima della gara che i power-up da raccogliere durante la corsa.
Per sbloccare i vari bolidi occorrerà conquistare via via nuovi fan (come in Grid 2), eseguendo azioni spettacolari e portando a termine specifici obiettivi. Le migliori posizioni sul podio incrementeranno invece il computo di Luci: una valuta che sostituisce le classiche stelle atte a sbloccare gli eventi successivi. Ogni tanto ci saranno anche dei boss da sconfiggere, per appropriarsi di auto esclusive.

1) Wipeout (1995)

Sony ha da poco messo in vendita la Wipeout Omega Collection, che — come suggerisce il titolo — riunisce i vari capitoli della serie. Si tratta però di un prodotto in esclusiva Ps4, che potrebbe tuttavia arrivare presto su pc grazie al servizio di streaming PS Now. Io invece vi parlo qui del titolo di Psygnosis che era disponibile anche per Microsoft Windows. Quello che riuscì a stregare tutti con le allora fresche e frenetiche corse anti-gravità a mezzo di bolidi futuristici.
Wipeout colpiva il giocatore non solo per le meccaniche e l’incredibile senso di velocità, ma anche per l’accurata scelta delle tracce audio, in grado di innalzare l’effetto dell’adrenalina.
Alcuni spezzoni del gioco vennero pubblicizzati in anteprima nel film “Hackers” che ricordo anche per una giovanissima Angelina Jolie. L'immagine a fianco mostra ora gli oltre vent'anni passati.

Considerazioni finali 

La classifica in questione è ovviamente frutto della mia esperienza di giocatore, potrà quindi non essere condivisibile da tutti. Ho giocato tutti i titoli analizzati, la maggior parte dei quali è stata oggetto di recensione su questo sito. Se ritenete che alcuni esponenti siano stati ingiustamente tralasciati scrivetelo nei commenti, e ne discuteremo. Ricordo ancora una volta che non fanno parte della lista i videogame in esclusiva per le console, e quelli che si limitano alle sole sportellate che ho accorpato alla categoria dei racing arcade.


Fonte immagini: Google