Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Onni Interactive | Simone Bellon - Intervista a uno sviluppatore

Vi presento la chiacchierata fatta con Simone Bellon, l’autore del gustoso Pizza Express: un giovane talentuoso sviluppatore italiano




Questo scambio di battute con Simone Bellon l'ho fatto mesi fa, quando collaboravo anche con un altro sito, prima di dedicarmi esclusivamente a LucullusGames.
Pizza Express è un Gestionale che ci permette di amministrare tanto la parte economica dell'attività (acquisto di ingredienti, iniziative pubblicitarie, beni d'arredamento) che l'attività materiale di creazione delle pizze, con tanto di timer per sfide più arcade. C'è anche una storia da portare avanti. La recensione del videogame la trovate QUI.



Ciao Simone, presentati ai nostri lettori

Salve a tutti! Sono uno studente ventenne di ingegneria informatica, che di tanto in tanto assume l’identità di sviluppatore a tempo perso. Gli italici mi conoscono come Simone, gli anglofoni come Simon e i finnici come Simo. Il videoludismo, se non s’è già capito, è la mia passione numero uno, seguito a ruota da automobilismo e cucina. In un modo o nell’altro, sto sempre a combinare disastri… 🙂

Ti senti un pò nerd? Cosa significa questa parola per te?

Certo che mi sento almeno un po’ nerd! Se mi capita di invischiarmi in un argomento particolarmente interessante (e capita spesso), posso passare ore e ore a studiarlo e approfondirlo. Nel nerd vedo una persona alimentata dalla curiosità e sete di sapere – credo che in ognuno di noi si nasconda un lato più nerd, bisogno solo trovare il terreno ideale da coltivare!

Hai avuto il primo contatto con la programmazione a 10 anni. Cosa hai combinato all’inizio? Chi ti ha trasmesso la passione videoludica?

All’inizio, ovviamente, ho combinato ben poco, complice la mia assoluta ignoranza (ai tempi, s’intende!) della lingua inglese. Tuttavia, non mi sono arreso e ho iniziato a modificare/copiare i progetti forniti come esempio, così da familiarizzare con il sistema drag and drop di GameMaker. Dopo qualche anno e tanta pratica, ho finalmente iniziato a programmare in maniera più seria usando il linguaggio integrato di GameMaker, il GML, e il resto è storia.
Chi mi ha trasmesso la passione videoludica? Difficile dirlo… Forse mio padre, che fece l’errore di mettermi davanti ad uno schermo alla tenera età di 3 anni mentre provava Colin McRae Rally… Inutile dirlo, rimasi conquistato da quella Subaru blu che correva e s’infangava per le strade sterrate del rally di Nuova Zelanda!

Sei stato 10 mesi in Finlandia, cosa ti ha colpito di più di questo popolo?

A differenza di quanto si possa credere, i finlandesi sono persone assolutamente squisite e calorose, una volta si riesce a scalfire la coltre di ghiaccio li caratterizza. E poi l’efficienza nordica, chiaramente!

Sei un autodidatta, o hai seguito un corso e/o lezioni universitarie per realizzare Pizza Express?

Autodidatta al 100%, finora!

Perchè un gioco a tema Pizza? Perchè questa doppia anima (prima ragionata-gestionale, poi frenetica durante il servizio ai clienti)?

Allora… prima di tutto devo dire che iniziai a sviluppare Pizza Express in Finlandia su un notebook potente tanto quanto un Commodore 64. Non avevo giochi interessanti da giocare, così presi in mano la situazione!
Detto ciò… perché pizza? Perché tutto il mondo ama la pizza (e perché era la cosa più facile da rappresentare…)! Inizialmente non avevo progettato Pizza Express come il gioco che è oggi – doveva essere molto più casual, senza una vera storia di fondo e con meno aspetti manageriali. Però, mi resi presto conto così era davvero troppo ripetitivo, così ho inserito qualche ulteriore elemento gestionale e una trama per meglio coinvolgere il giocatore nel mondo del gioco.
Dal momento Pizza Express è alquanto old school, ho voluto rendere sempre più impegnativo il servizio ai clienti, per rispecchiare la frenesia offerta dai titoli arcade degli anni ’80 e ’90. Nella parte manageriale, invece, il mio obiettivo era quello di permettere al giocatore di modificare la sua pizzeria a suo piacimento (il menù, i prezzi delle pizze, la cucina, l’arredo, ecc.), con la coscienza però che ogni sua piccola modifica può stravolgere, in bene o in peggio, l’esito del giorno a venire. Possono essere due anime diverse, ma sono allo stesso tempo complementari fra loro!

Ma tu, che sei piemontese, sai come si fa davvero un impasto napoletano per la pizza?

Ehm… le basi teoriche credo di averle (farina 00 con un W sui 300, acqua, sale, un pizzico di lievito e niente olio)! All’atto pratico, però, manca ancora la manualità tipica dei veri pizzaioli veraci e, ovviamente, il forno a legna a 450°C, dove avviene tutta la “magia”…

Onni Interactive | Simone Bellon - Intervista a uno sviluppatore


Sul tuo profilo twitter ho notato delle pizze, le hai fatte tu? Sei stato aiutato palesemente da Lucky, ammettilo! 🙂 Una è molto scura, forse è all’impasto di canapa come una delle possibilità sane che offri in Pizza Express?

Ahah, sì, Lucky ha fatto da supporto psicologico! Quelle pizze sono senz’altro opera mia: la scurezza dell’impasto potrebbe essere dato dalla qualità penosa delle mie foto o dalla presenza di farina integrale al 30% (sì, lo so, così non è napoletana, chiedo venia!). L’altra alternativa salubre alla quale fai riferimento è l’impasto alla segale – preso direttamente da una catena di pizzerie finlandesi che grazie a questa ispirazione è riuscita ad aggiudicarsi un importante premio in campo pizzofilo nel 2008. Per i più curiosi, cercate “Pizza Berlusconi”…

C’è una bella complicità tra Gastone e Lucky; per questi e/o altri personaggi ti sei ispirato a persone reali, che conosci bene? Una sorella/zia dal carattere forte? (Il riferimento è a Lucky)

Gastone e Lucky sono i due poli opposti della mia personalità: quello razionale e quello più strampalato e vivace, che spesso non riesco ad esprimere (e forse è un bene!). Entrambi gli aspetti sono stati ulteriormente caricaturizzati per differenziare ulteriormente i personaggi. La complicità fra i due ricalca grossomodo il rapporto che avevo con una mia ex-compagna di classe, una Lucky quasi perfetta. Eravamo soliti punzecchiarci a vicenda, ma in qualche modo siamo riusciti a sopravvivere 4 anni di convivenza (e rivalità)!

Qual è stato il momento più difficile e quale il più bello, durante la creazione di Pizza Express?

Fortunatamente ho molti più momenti belli che difficili, quindi è dura scegliere il vincitore! Probabilmente il premio va all’attimo quando ho scoperto Pizza Express aveva ricevuto l’approvazione della comunità su Steam Greenlight, ergo il primo passo per sbarcare su Steam era finalmente compiuto.
Quello più difficile… perdere un gruzzolo di pagine di dialoghi perché sono rimbambito. La seccatura di dover riscrivere parti di storia per un proprio errore non ha uguali!

Perché personaggi animali umanoidi?

Per qualche ragione trovo più facile creare caricature su animali antropomorfizzati che su persone senza sfociare nel ridicolo. Forse perché una chiocciola gigante ossessionata con la velocità e le palle da discoteca che ti rivolge la parola ti catapulta immediatamente in un mondo fantastico dove tutto è concesso, o forse per paura di offendere qualcuno tramite l’uso di stereotipi…

Mi è piaciuta molto l’ironia di fondo, ma sei riuscito anche a trattare con leggerezza un tema importante come il pizzo…. Quanto conta per te il plot narrativo nei videogames?

In Pizza Express, la storia, seppur leggera e ironica, tenta di trattare temi più seri come la criminalità organizzata, la crisi economica e le frodi alimentari. Ho tentato di inserire un elemento di perenne incertezza, così da tenere il giocatore sempre sull’attenti, visto le sue scelte possono influenzare il corso degli eventi.

Sei un estimatore dei giochi anni ‘80, per questo motivo hai scelto uno stile retrò, a 8-bit, per Pizza Express? Di solito questo stile o si ama o si odia; non pensi che i giovani bombardati da titoli con risoluzioni sempre maggiori possano rimanere spiazzati dalla pixel art?

Adoro i videogiochi di quell’epoca, ma questa non è l’unica ragione per la quale ho optato per uno stile (semi) 8-bit per il mio gioco. Il disegno non è esattamente il mio forte e la pixel art è l’unica tecnica dove riesco ad essere quantomeno accettabile. Certo, avrei potuto trovare un artista, ma ai tempi il mio budget era praticamente zero, quindi… Chi fa da se fa per tre! 🙂
È indubbio il mondo videoludico si sia ormai adattato a grafica ben più avanzata. Comprensibilmente, ho ricevuto più di una critica sulla bassa risoluzione di Pizza Express, nonostante la presenza di svariati parametri nelle opzioni grafiche del gioco. Ciononostante, spero il gameplay del mio titolo possa compensare il comparto grafico… Perché anche nel 2016, sono un fervente sostenitore del credo “gameplay over graphics“!

Onni Interactive | Simone Bellon - LucullusGames


Quale titolo ti ha ispirato maggiormente? E a cosa giochi, invece, di solito?

Con tutta onestà… Non mi sono ispirato ad un titolo in particolare. Ho scoperto solo in seguito che Pizza Express presenta alcuni elementi in comune con Pizza Tycoon (un titolo del 1994), al punto di essere accusato, da alcuni, di essere una copia di quest’ultimo! Ma giuro su tutti i pomodori San Marzano del mondo si tratta di una mera coincidenza.
Vista la mia passione per l’automobilismo, quando riesco a ritagliarmi un po’ di tempo in genere scorrazzo su sterrati o in pista con il mio G27. Se invece sono in vena di spari, mi ritrovo con qualche amico su Team Fortress 2.

Racconta la tua esperienza con Steam Greenlight. Valve come si comporta con i progetti indie come il tuo? 

Come per ogni cosa nella vita, anche su Steam Greenlight il fattore C conta molto. È sempre deludente vedere il proprio gioco ricevere meno di dieci visite al giorno dopo mesi di permanenza sulla piattaforma mentre altri titoli, anche qualitativamente inferiori, ricevono l’approvazione della comunità in poche settimane grazie ad una base forte di followers. Fortunatamente, dopo circa 8 mesi su Steam Greenlight, sono stato capace di trovare i miei editori nei ragazzi di Black Shell Media, ai quali devo praticamente la totalità del mio successo.
Mi sono ritrovato a contattare la Valve solo in un paio d’occasioni, e in entrambe si sono mostrati più che disponibili e chiarificatori.

Stai già lavorando a un progetto futuro? Puoi darci qualche anticipazione?

Purtroppo lo studio occupa la maggior parte del mio tempo adesso, quindi il mio prossimo progetto al momento è solo un’idea più o meno abbozzata. Mi piacerebbe realizzare un titolo racing misto a RPG, ma come già detto, il tutto è solo un’idea ancora da elaborare.

E’ facile sviluppare in Italia? Cosa vorresti che le istituzioni facessero per agevolare sviluppatori come te?

Non so se posso considerarmi nella posizione di rispondere in maniera esaustiva a questa domanda, mi reputo ancora ben poco competente in materia. Dalla mia poca esperienza posso dire che sviluppare in Italia è fattibilissimo – il vero problema è farsi notare. Lo sviluppo di videogiochi nel Bel Paese sembra ancora essere sottovalutato, talora sminuito, relegato ad un mero ammazzatempo; un peccato.
Mi piacerebbe la scuola incentivasse lo studio della programmazione in maniera originale, magari tramite l’edugaming, lasciando realizzare agli studenti quiz e piccoli programmi interattivi, mostrando che creare è bello, stuzzica, invoglia. Ciò sarebbe sufficiente per me.

Quali consigli daresti a giovani aspiranti sviluppatori?

Testa bassa, umiltà e determinazione! Testa bassa perché lo sviluppo di un videogioco richiede molta dedizione, umiltà perché si deve essere capaci di ascoltare i consigli e le critiche del pubblico (o di chi è più esperto in materia) e determinazione perché non ci si deve mai fare abbattere da eventuali insuccessi o screditazioni.

Dove è possibile acquistare il tuo gioco? E dai un buon motivo ai nostri lettori per acquistare Pizza Express.

Potete acquistare Pizza Express su Steam a 6,99€! Perché la vostra carriera di magnati della pizza non può considerarsi completa senza aver vinto l’ambito premio del C.I.C.C.I.A. (Circolo Intellettuali Culinari Che Intensamente Apprezzano) – ammesso e non concesso riusciate sopravvivere a 30 giorni pieni di avventure imprevedibili…!


Fonte immagini: Google