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Endless Legend | AMPLITUDE Studios - Recensione

Endless Legend è un innovativo strategico 4X a turni, ambientato nel contesto fantasy del pianeta Auriga




Endless Legend di primo acchito sembrerebbe un Civilization meno incentrato sulla micro-gestione amministrativa della città, ma dotato di una vena più avventurosa e da battaglie più curate. In verità il gioco che recensisco oggi ha un’anima tutta sua, e apporta persino alcune idee innovative per i 4X. Il titolo parte da alcune analogie con Endless Space, ma poi si discosta molto anche da questo. L’universo narrativo sospeso tra il medioevo fantastico e i resti tecnologici di una civiltà grandiosa — tanto caro a alcune opere letterarie, vedi il ciclo di Shannara — ci porta sul pianeta di Auriga. Insieme alle consolidate risorse base troviamo — per l’occasione — nuove voci strategiche. Su questo punto va fatto notare che gli Amplitude stanno costruendo un brand sempre più solido e stratificato, dal quale è uscito anche un roguelite denominato Dungeon of the Endless.
Prima di partire con la consueta analisi, voglio focalizzare un aspetto preliminare che salta subito agli occhi: l’ottima caratterizzazioni delle “poche” civiltà (se rapportate a quelle di un Civilization), ma tutte incredibilmente ben differenziate. Questo punto da un lato individua una specifica e profonda ambientazione fantasy, ma dall’altro esclude la possibilità di giocare con dei netti cambi di governo. E’ bene capire però che si tratta di una scelta di game-design voluta, e non di una mancanza tecnica. Le specie hanno dei background molto forti, ergo la possibilità di mutare sensibilmente i loro tratti ne avrebbe snaturato i connotati.
Se amate l’approccio più libero di Sid Meier’s Civilization VI, è giusto chiarire che qui non lo troverete: il videogame è strutturato in maniera tale che la razza scelta condizioni il vostro percorso. Ovviamente ci sono comunque le diverse politiche da adottare, che intervengono con dei modificatori per farvi raggiungere nel migliore dei modi gli obiettivi principali, andando a bilanciare vari aspetti casuali delle partite. Ma appunto si tratta di correttivi di supporto, e non di drastici cambiamenti sulla natura della civiltà scelta.

Il contesto non prevede, ovviamente, una progressione storica reale

Anche qui ritroviamo le mattonelle a forma di esagoni ma il Mondo di gioco è suddiviso in regioni, in ognuna delle quali è possibile costruire una sola città. Questa impostazione permette — in maniera semplice ed elegante — di non trovarsi nell'antipatica situazione di andare subito in contrasto con i regni vicini, a causa di costruzioni indiscriminate ai confini dell’impero. Inoltre la crescita dei centri abitati non è automatica: non è demandata a una gestione amministrativa oculata, ma va operata manualmente.
L’altra specificità delle regioni risiede nella presenza — inizialmente ingombrante — delle fazioni minori, stanziate in determinati villaggi. Con queste occorre subito prendere una posizione amichevole o belligerante, altrimenti non è possibile metter le mani sulla totalità delle risorse dell’area. Se deciderete di farvele alleate, otterrete dei bonus e unità specifiche. E questo mi permette di introdurre l’approccio alle quest.
Nei moderni eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate — come abbiamo visto anche in Sid Meier's Civilization Beyond Earth — sono ormai presenti quanto meno delle piccole missioni narrative, che hanno il duplice obiettivo di: variare di volta in volta le partite (visto che le campagne tradizionali non vengono più elaborate), e personalizzare la razza scegliendo quali sidequest perseguire in base alle proprie statistiche. In Endless Legend sono presenti sia missioni principali (collegate anche alla tipologia di vittoria finale); sia di specifiche per i vari attori in gioco; e secondarie per mettere le mani su loot, risorse e perk vari.
Non poteva mancare l’Albero delle Tecnologie che qui non è sequenziale né generale, ma è radiale. E’ suddiviso in 6 ere, ognuna delle quali si sblocca dopo aver sviluppato un dato numero di ricerche del periodo precedente. Non ci sono altri vincoli particolari; le tecnologie sono organizzate in generiche e specialistiche (di ogni razza).
Le unità a disposizione di ogni singola specie non sembrerebbero molte, ma l’apparenza inganna. I modelli base sono pochi ma solo perché la personalizzazione è davvero ottima. Cambiando arma, armatura, accessori (come talismani e insegne, prodromi di bonus strategici) si accede a classi diverse. Si agisce così sulle: skill (difesa, danno, resistenza e velocità), e persino sulle abilità speciali. Ma non finisce qui, perché alcuni oggetti unici per gli Eroi saranno recuperabili solo svolgendo delle missioni ad hoc.
Le risorse base sono come in Endless Space: cibo, capacità industriale, dust (utile a coprire i costi di manutenzione per unità e strutture, nonché acquistarle immediatamente o aggiornarle ex post alle versioni più recenti), scienza (per ricercare nuove tecnologie); e influenza che incide su cultura, politiche (qui chiamate piani imperiali) atte a indirizzare la crescita (in ambito economico, militare, scientifico, o territoriale), e diplomazia (per dichiarazioni di guerra e alleanze). Ad esse sono affiancate, poi, beni di lusso e strategici (come titanio e vino). Questi sono utili non solo per sfruttare il commercio, ma anche — una volta accumulate in buona quantità — a dare il via a età dell’oro, in cui i moltiplicatori delle varie aree subiscono boost prestazioni.



Compreso il quadro generale, vediamo quali variabili impostare per dare il là alla partita. Dobbiamo innanzi tutto decidere i parametri base per la generazione della mappa, come: conformazione delle aree emerse (arcipelago, pangea, continente, …), dimensione del Mondo, numero di contendenti (al più 8), e clima.
Ma la chicca unica di Endless Legend risiede nella profonda gestione morfologica del territorio, per determinare la maggiore o minore irregolarità delle coste e la profondità dei burroni. Di norma gli altri competitor si concentrano sulla differente conformazione superficiale del terreno (presenza di fiumi, foreste, paludi) che rallentano o impediscono il passaggio a determinate unità. Tutto questo è comunque presente anche qui, ma nel gioco del team francese possiamo valutare ancora più variabili per le caselle esagonali (tra cui l’altezza). Tali voci incideranno profondamente nei combattimenti (come vedremo nel paragrafo successivo).
Nella versione vanilla del videogame abbiamo a disposizione otto civiltà, altre 4 se disponiamo anche dei dlc. Le razze sono differenziate per: unità, suddivise in 5 gruppi (aeree, fanteria, di supporto, cavalleria, d'attacco a distanza); background; e approccio alla gara. Ad esempio i Drakken sono infidi tessitori di politiche eversive; i Cultisti possono erigere solo una grande città-tempio (unica capitale in grado di allargarsi oltre ogni limite), quindi si espandono convertendo i villaggi limitrofi; i Necrofagi basano la loro strategia sull'assimilazione degli altri contendenti, recuperando parte del cibo dai cadaveri. Capite quindi che non abbiamo a che fare solo con razze diversificate per milizie o attributi base, ma è proprio la filosofia alle loro fondamenta che muta drasticamente il modo in cui rapportarsi alla sfida.
Avviata finalmente la rincorsa alla conquista delle terre di Auriga, la prima operazione consiste nel fondare la città principale del mostro impero. Questa scelta condizionerà il nostro percorso: preferite zone in presenza di corsi d’acqua, e vicine a risorse da poter subito sfruttare. Queste ultime sono molte e di vario genere, ma voi concentratevi inizialmente solo su cibo, industria e dust. Il secondo pensiero deve vertere sulla prima tecnologia da sviluppare che dipende chiaramente da scelte fatte in precedenza.
Ora in base alla razza manovrata avrete un dato computo di unità, la vostra necessità deve esser l’esplorazione e la conquista dei tesori delle rovine. Queste ultime danno dei boost preziosissimi nelle prime fasi, ergo devono essere la vostra priorità.
Questa fase della partita vi permette di accedere già alle quest: non commettete l’errore di snobbarle. Sono fondamentali in quanto il gioco si erge su continui reward, fare di testa propria porta solo a complicarsi inutilmente la vita. Tra le missioni secondarie, risultano di particolare rilevanza quelle relative alle fazioni minori.
A questo punto dovete entrare nel vivo dell’espansione economica, o quanto meno iniziare a edificarne le basi, cominciando a estrarre le risorse di lusso e strategiche dalle caselle limitrofe alla città. Studiatevi l’albero delle ricerche per capire quali sbloccare per metter le mani su più beni possibile. Non dimenticate infine di fondare nuove città per espandere i confini: ognuna di esse vi darà accesso a intere nuove regioni, oltre che moltiplicare la produzione di scienza e influenza (che come avete letto serve a tantissime operazioni diverse).

Con i combattimenti Amplitude getta il guanto di sfida alla concorrenza. Le tattiche non sono tante quante in Total War Warhammer (che però è un RTS, un altro tipo di strategico) ma sono legate alla morfologia dell’ambiente, oltre che al nemico che abbiamo di fronte. Ovviamente è disponibile anche la risoluzione automatica degli scontri, preferibile in presenza di battaglie dall'esito scontato. Ma l’impostazione manuale è il fiore all'occhiello di Endless Legend: la prima opzione che dobbiamo valutare è decidere se ritirarci o meno (nel caso ritenessimo di non essere pronti); il secondo step (accettata la sfida) è riposto nella scelta di quale atteggiamento impostare (offensivo, difensivo, o attendista), che influisce sulla disposizione delle truppe sul territorio. Il vostro primo pensiero dovrebbe andare alla conquista delle posizioni sopraelevate (se avete unità che attaccano dalla distanza), meglio ancora se la zona intorno è protetta da foreste e/o altri ostacoli naturali sì da proteggerle. Altra sollecitazione doverosa è non porre tutte le unità l’una vicina all'altra, altrimenti il nemico — se dotato di elementi capaci di attacchi ad area — vi causerà danni a tutta l’armata.
Se l’avversario è dotato di unità potenti ma lente è meglio allineare le vostre su due binari (o creare un ideale cerchio) sì da materializzare un’imboscata, mettendo le milizie più agili nei pressi del nemico per schermaglie del tipo “toccate e fughe”. Vale sempre la regola generale che le caselle ricche di alberi rallentano l’avanzata, e che le colline impediscono la gittata diretta.
L’ambientazione fantasy arricchisce enormemente la varietà, non si tratta di una mera questione stilistica o d’atmosfera: ci sono figure alate che eludono le limitazioni fisiche dei terreni tortuosi, così come quelle magiche che supportano il resto delle truppe con le guarigioni.
Senza dimenticare che abbiamo anche gli Eroi sul campo di battaglia, in grado di donare quella spruzzatina di tattica in più, ricordando un pò il Gdr tattico Might & Magic: Heroes VI. Di queste unità speciali è possibile decidere equipaggiamento e armi (le più preziose e potenti vanno scovate con le missioni). Non possono morire, ma possono essere messi momentaneamente fuori gioco. L’elemento interessante è che scontro dopo scontro salgono di livello, guadagnando nuove abilità. Il loro utilizzo non è limitato alla contesa, ma possono anche essere assegnati al ruolo di governatori nelle vostre città, un pò come i leader di Stellaris (ambientato però nello spazio).
Al contrario di quanto avviene da Sid Meier's Civilization V in cui ogni unità occupa una sola casella, in Endless Legend gli eserciti possono anche essere uniti. Ovviamente il tutto è imitato a un numero massimo di soldati: non si arriva alle problematiche pile devastanti di Civilization 4.

Endless Legend | AMPLITUDE Studios - Recensione


Tra tutti i dlc, questi sono i più importanti

Guardians introduce cinque giganti formidabili. Trattasi di creature in passato imprigionate dagli Endless, ma che ora si sono liberate. Una volta scoperte sulla mappa — l’esplorazione è quindi ancora più importante — potranno essere prodotte come se fossero normali unità, e pure potenziate. Ogni guardiano è legato a un potere elementale, e dispone di capacità esclusive. Sono: Atmos, Gios, Fotios, Neros, e Skoros (il più forte).
L'espansione aggiunge anche altri contenuti, tra cui: le 10 Legendary Deed (missioni che nelle fasi iniziali donano boost non indifferenti), Eventi Globali (effetti casuali che influenzano l'interno pianeta, dando luogo a bonus e malus diversi per ciascuna specie); nuovi edifici (cinque leggendari, uno per era; e dieci unici, uno per razza); e ulteriori quest (alcune specifiche per la co-op online).
Tempest introduce la civiltà dei Morgawr. In verità più che una razza vera e propria si tratta di un'entità composta da un’unica mente e molti corpi. Con la quale ragionare sarà pressoché impossibile, lo scontro sarà inevitabile. Tra le alte novità importanti ci sono: finalmente delle appaganti battaglie navali, gli Eterni (reliquie che forniscono risorse e bonus all’impero che le controlla), uno mostro degli abissi, e un’ulteriore fazione minore. Vengono altresì proposte nuove musiche, ulteriori personalizzazioni per l’equipaggiamento, e varie quest minori.
Shadows aggiunge maggiore profondità all'esperienza grazie all'introduzione dello spionaggio, inoltre propone la fazione degli Obliati. E’ possibile quindi infiltrarsi di nascosto nelle città avversarie per: ridurre la visibilità dei territori, rallentarne la produzione industriale, minare le difese, e rubare le scoperte scientifiche. Non meno importante è l’aggiunta della dinamica del saccheggio delle strutture, per rallentare o impedire lo sviluppo del nemico.
Shifters introduce varie migliorie: una nuova risorsa (perle), una nuova fazione, e nuovi edifici strategici (per sopperire alla stagione rigida). Le perle appaiono così (casualmente) in tutto il mondo, dopo ogni stagione invernale. Si tratta di bonus aggiuntivi che giocano un ruolo fondamentale nelle missioni legate all'Altare di Auriga; quelle che non vengono subito raccolte crescono con l’arrivo della successiva stagione fredda (un anno dopo). Gli Allayi sono una civiltà molto particolare che trae i maggiori vantaggi in inverno, poiché in tale contesto: migliora il movimento, riceve bonus d’attacco, e guadagna una maggiore visione dei territori.

Endless Legend - LucullusGames



Estetica eccezionale, che incide peraltro in maniera attiva sulle dinamiche di gioco

La veste grafica è ricca di dettagli ed effetti speciali. Le stagioni sono un tratto distintivo di Endless Legend: hanno il pregio di variare non solo lo stato d’animo dei giocatori durante le lunghe partite, ma agiscono anche sulle meccaniche di gioco. In inverno molte cose non si possono fare, e il ritmo rallenta, ciò impone una pianificazione a lungo tempo delle nostre mosse. Se non si possiede il dlc Shifters possiamo solo subire questi mesi, dove la produzione cala e i movimenti si riducono drasticamente; essere in guerra in tale periodo vuol dire andare in contro a sonore sconfitte (a meno di non manovrare gli Allayi).
Il design si concentra su linee morbide e colori saturi; le animazioni sono molto curate.
Il gioco non rallenta nelle fasi avanzate, segnale che l’ottimizzazione è buona: è un aspetto critico in questi strategici che impongono partite lunghe.
Le tracce audio sono rilassanti: questo è un altro punto da non sottovalutare sempre in ottica longevità. La tracklist è nuovamente opera di FlybyNo, compositore già impegnato in Endless Space e Dungeon of the Endless.

Titolo: Endless Legend
Genere: Strategico 4x a turni
Sviluppatore: AMPLITUDE Studios
Editore: SEGA
Data di rilascio su pc: 18 settembre 2014

Commento finale 

Endless Legend è un 4x innovativo, che con le varie espansioni ha apportato maggiore variabilità e nuove meccaniche rispetto alla versione liscia, tra cui: battaglie navali, sistema di spionaggio, nuove razze e quest.
Il contesto fantasy dona maggiore briosità e avventura, lo si è apprezzato ad esempio anche con Fallen Enchantress Legendary Heroes. Rispetto a Age of Wonders 3 è meno tattico, ma più strategico: in parole povere significa che qui è più importante il quadro generale che lo studio delle singole situazioni. Raramente i giochi moderni riescono a esaltarmi così, ma questo mi ha letteralmente conquistato.
L’unico elemento un pò debole — che noterà più che altro il veterano — è l’intelligenza artificiale non raffinata e arguta come in altri strategici del passato. Ma è bene sottolineare che non è menomata, e che anzi alle alte difficoltà pare usare addirittura dei cheat. Quello che manca in tal senso non è la cattiveria ma la finezza di routine più elaborate. L’appassionato potrà comunque divertirsi grazie a un’esperienza unica, che non è possibile trovare in nessun altro gioco.
Inoltre va sottolineato che l’IA dei moderni 4X sta progressivamente abbassandosi. Si tratta di un discorso generale che punta probabilmente ad avvicinare sempre più un pubblico che potrebbe scoraggiarsi eccessivamente con meccaniche troppo elaborate. Visto che il genere non è più ad esclusivo appannaggio di una nicchia di conquistatori della notte. Si, anche qui si rischia di far l’alba senza accorgersene.

Pro:

  • La dinamica delle stagioni e la gestione morfologica dell'ambiente
  • Struttura delle regioni
  • Musiche rilassanti
  • Combattimenti effervescenti
  • Personalizzazione delle unità e uso degli Eroi
  • Civiltà ben differenziate
  • Interfaccia utente chiara e di facile consultazione
  • 10 tipologie di vittoria


Contro: 

  • Intelligenza Artificiale non raffinata
  • Leggermente meno profondo dei soliti mostri sacri
  • Dite addio alla vostra vita sociale

Voto 8,7 (9,1 con tutte le espansioni)



Fonte immagini: Google