Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Resident Evil: The Umbrella Conspiracy - Recensione

Resident Evil The Umbrella Conspiracy rappresenta l’adattamento del primo videogame pubblicato nel 1996, come tale mancano anche alcune aggiunte narrative introdotte nel remake del 2002 per Gamecube


Resident Evil: The Umbrella Conspiracy - Recensione


Il romanzo è noto anche come Resident Evil 1 Tyrant il distruttore


La letteratura disponibile su Residet Evil è ampia ma la quantità non è accompagnata da una grande qualità, manifestandosi per lo più come una riproposizione scritta di quanto già visto nei videogame e nei film. Porterò su questo blog tutti gli scritti (eccetto i fumetti). Inizio dunque il mio lungo viaggio (dopo aver concluso quello con Assassin’s Creed) dalle opere di S. D. Perry. I primi 6 romanzi sono presenti in italia in due versioni, oltre che da Mondadori (per la collana Urania) sono stati ritradotti anche da Multiplayer Edizioni (dal 2010 al 2011).
In realtà la prima storia scritta, ispirata alla saga, è Biohazard: The Beginning dell'autore Hiroyuki Ariga, pubblicata nel 1997. E si palesa come un prequel del brand, che vede Chris Redfield indagare sulla scomparsa dell’amico Billy Rabbitson (dipendente della Umbrella Corporation). Tyrant il distruttore offre anche alcuni richiami al succitato testo, che non sono presenti nel videogame del 1996.

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Storia: è ambientata nel 1998, nella fittizia foresta della città di Raccoon City (stanziata nel Midwest degli States). Le reiterate e misteriose morti avvenute nei pressi del Lago Vittoria, spingono il sindaco Devlin Harris a richiede l’intervento della STARS (Special Tactics And Rescue Service): un’organizzazione privata fondata nel 1967 a New York, e composta da ex agenti operativi CIA e FBI. E’ diretta da Marco Palmieri (ex direttore della NSDA), ed è specializzata (tra le altre cose) nella soppressione di atti terroristici. La natura degli episodi porta a pensare — inizialmente — che si tratti di esecuzioni legate a sette religiose, giacchè i corpi risultano parzialmente divorati. Il Raccoon City Time parla di “Killer Cannibali”.
Il dispiegamento sul posto della STARS è diretto da Albert Wesker, che decide di inviare in ricognizione la squadra Bravo composta da Enrico Marini, Kenneth Sullivan, Forest Speyer, Richard Aiken, Kevin DooleyEdward Dewey, e Rebecca Chambers. Di questi si perdono però presto le tracce audio, alchè tocca far intervenire anche il team Alpha. I membri della seconda unità (Albert Wesker, Chris Redfield, Jill Valentine, Barry Burton, Joseph Frost, e Brad Vickers) individuano il primo elicottero, ma a parte una vittima non ci sono tracce degli eventuali sopravvissuti. Tuttavia la missione viene compromessa quando i soldati vengono attaccati da un branco di “cani” inferociti, incredibilmente resistenti alle pallottole. Si tenta la ritirata, ma questa diventa inutile poichè uno spaventato Brad “Cuordiconiglio” Vickers — il pilota del secondo elicottero — fugge anzitempo, lasciando i colleghi in balia della letale minaccia. L’unica possibile salvezza è rappresentata dalle soglie della vicina Villa Spencer: un apparente centro dismesso, ideato per i dipendenti di alto rango della Umbrella Corporation. Quest’ultima è una potente multinazionale i cui traffici pare non siano del tutto legali, soprattutto le ricerche top secret sugli agenti patogeni per scopi militari.
Raggiunta la soglia dell’edificio progettato dal geniale e pazzoide architetto George Trevor, i nostri si rendono conto che non si tratta di una struttura abbandonata.


"We'll find you, Jill... I promise..." (Chris Redfield)


Focus: risiede nello scoprire cosa nascondono le mura della villa, ora invasa da zombi. Le fondamenta portano a laboratori a cui non è possibile accedere senza la risoluzione di alcuni puzzle, presi di netto dal videogame. Questo è stato rimasterizzato nel 2015 per PC, Xbox One,  Ps4, Ps3, e Xbox 360 col titolo Resident Evil HD Remaster. Le porte raffigurano specifiche icone, ergo vanno recuperate prima delle chiavi. Alcune camere danno accesso a documenti che testimoniano i fatti antecedenti, come il diario di un dipendente contagiato dal T-virus.

Rapporto coi videogame: come succitato, il romanzo segue step by step i fatti del gioco del 1996, con piccole informazioni in più. Ad esempio Jill Valentine nel romanzo viene contattata da un misterioso signor Trent, che le dona un minidisk con delle informazioni preziose, ammonendola sul non fidarsi di nessuno.

Stile di scrittura: è molto scorrevole, tanto da permettere di terminare il testo in un pomeriggio. E’ però anche privo di guizzi degni di nota, manca di personalità e originalità. Si usano soprattutto punti e virgole, il trattino lungo è usato sia per introdurre il discorso diretto, che per spezzare il ritmo e alleggerire visivamente la lettura.

Analisi della versione italiana: esistono dunque 2 versioni. Quella di Urania è tradotta da Stefano Di Marino ed è edita nel 2001 da Mondadori, quella tradotta da Andrea Rubbini è edita con il titolo The Umbrella Conspiracy nel 2010 ed è invece opera di Multiplayer Edizioni.
Ho portato a termine il testo del 2001 e ho trovato alcuni errori grammaticali, ad esempio: “l’aggrupparsi” usato in luogo di “raggrupparsi”, “tetra” invece che “destra”, “lare” al posto di “fare”, “torte” che va sostituito con “forte”.
Ho letto poi anche i primi capitoli della versione Multiplayer, e anche qui ho riscontrato degli errori che sarebbero potuti essere evitati con una rilettura più attenta. Il pregio di quest’ultima release è l’uso di un vocabolario più moderno, ad esempio nella traduzione Urania si usa spesso la parola “sinché" in luogo di “finché”. Ma ci sono altri esempi analoghi.
La versione Urania potreste trovarla più conveniente economicamente come usato, altrimenti sul nuovo è più semplice recuperare lo scritto del 2010.


Media diversi rispondono a leggi diverse


Critica personale: purtroppo, come accade spesso nei tie-in tratti da videogame, ci imbattiamo in testi che ottusamente si ostinano a ripetere step by step gli stessi eventi. Ma oltre a non essere interessante per il giocatore che ha già portato a termine l’avventura, questo format non funziona benissimo neppure una volta trasposto in un libro. I tempi, le azioni, e i personaggi richiedono una maggiore libertà interpretativa. I protagonisti mancano di un adeguato sviluppo psicologico, e alcune scelte narrative sono del tutto insensate. Residenti Evil (il game) è un survival horror, che pone il giocatore in uno stato di tensione, ergo ha senso sciogliere il gruppo una volta raggiunta villa Spencer. Ma nel libro che senso avrebbe sfoltire un team di 4 persone in un edificio ampio e ricco di rumori e ululati per nulla rassicuranti (soprattutto con un numero limitato di munizioni)?
Nei film (Resident Evil: Genesis) ad esempio si è scelta una maggiore libertà interpretativa: si sono mischiati elementi di vari capitoli e fatte scelte più oculate. Non ha molto senso neppure riportare i puzzle del videogioco, similmente a quanto visto nella trasposizione di Rage.


Stephani Danelle Perry


Stephani Danelle Perry


E figlia d’arte, il padre è lo scrittore americano Steve Perry.
Stephani è spesso scritturata per adattamenti di franchise famosi appartenenti a diversi media, che spaziano dal fantasy (e sci-fi) all’horror. Tra i brand più illustri cito Alien, Predator, Star Trek, e Wonder Woman, per i quali ha dato corpo a romanzi, sceneggiature e racconti brevi. Con lo pseudonimo di Stella Howard ha invece pubblicato un’avventura dai contenuti “originali” sulla protagonista della serie Tv Xena.
Non è una scrittrice particolarmente abile, nessuno dei suoi romanzi originali (preferisce concentrarsi sull’ horror quando non è scritturata per tie-in) ha riscosso successo. Tuttavia i suoi adattamenti sono fluidi e validi per un pubblico giovane, non propenso alla lettura di testi complessi. I soggetti che delinea — seppur non sviluppati sul piano psicologico — sono credibili e solidi in ambito commerciale.

Commento finale: la storia è intrigante ma non complessa, si tratta degli stessi eventi vissuti nel gioco del 1996 con al più piccolissime aggiunte, ma è anche orfano dei riferimenti successivi apportati dal remake del 2002. Resident Evil The Umbrella Conspiracy può essere utile come riassunto degli eventi. Tuttavia difficilmente acquisirete dei vocaboli nuovi, e se avete già giocato al videogame (di recente), probabilmente vi annoierete. Può essere intrigante per chi non conosce affatto il franchise di Residet Evil, senza caricarsi però di alte aspettative perchè il concept è stato sviluppato per un medium dove la sceneggiatura non è certo il cuore dell’offerta.


Pro:
  • Scorrevole
  • Atmosfera del gioco


Contro: 

  • Sono presenti alcuni errori grammaticali
  • Ripercorre gli stessi eventi del gioco


Voto 5,5




Fonte immagini: Google