Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Halo Wars 2 | 343 Industries e Creative Assembly - Recensione

Halo Wars 2 tenta nuovamente la scalata console al genere RTS, e si avvale di sviluppatori di grande esperienza




Non tutti sanno che in origine Halo era stato progettato proprio con meccaniche RTS


La prima presentazione del brand avvenne al Macworld Conference del 1999. Steve Jobs si era appena ripreso (da pochi anni) la sua posizione di CEO alla Apple — società che aveva co-fondato nel 1976 — e l’iPhone (il pezzo da novanta dell’attuale gestione) ancora non era stato realizzato. Il prodotto che Steve mostrava sul palco era proprio una fase embrionale di quello che oggi è uno dei brand più forti dell’industria videoludica. Come sappiamo però le cose non andarono come il “capoccia” di Cupertino aveva idealizzato, giacchè Microsoft acquisì Bungie (lo studio di sviluppo del gioco) un anno dopo. Pare che lo sgarbo avesse indispettito talmente tanto il boss (della Mela mozzata) da indurlo a chiamare personalmente l’allora CEO di Microsoft per cantargliene di tutti i colori.
Ad ogni modo, oggi la scena è tutta per la nuova creatura realizzata da Creative Assembly (famosa per gli ottimi risultati in ambito RTS con la serie Total War) e i ragazzi di 343 Industries (autori di Halo 5: Guradians).
Halo Wars 2 non si propone — come fece a suo tempo l’opera di Ensemble Studios — di cambiare i connotati al genere, ma vuole comunque dimostrare che un'esperienza più leggera è possibile anche con un pad. Le meccaniche di fondo non si discostano molto da quanto visto 8 anni fa, almeno per quanto concerne la campagna. La vera novità è invece rappresentata dalla modalità online denominata Blitz, che sulla carta ha ottime possibilità di sfondare. Stavolta il titolo punta ancor più che in passato sul multiplayer, e sono previsti aggiornamenti continui per i prossimi mesi. Pertanto — oltre ad update gratuiti — è disponibile anche un Season Pass per ottenere tutti i futuri dlc a pagamento. Quest’ultimo è già incluso nella versione Ultimate Edition, che include anche la rimasterizzazione in alta definizione del primo capitolo: Halo Wars Definitive Edition.


Plot inedito, nuovo cattivone… sempre grande atmosfera


Storia: è ambientata nel 2559, ventotto anni dopo gli eventi della prima interazione strategica che ci aveva portati sulla colonia di Harvest. In precedenza eravamo stati impegnati nella difficile lotta contro i Covenant, a cui successivamente si erano intromessi i più pericolosi Flood. Le fila UNSC guidate dal Capitano Cutter erano in qualche modo scampate al terribile fato, ma — impossibilitati a far ritorno — avevano optato per un sonno criogenico, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Questi ultimi però non sono mai giunti poiché Serina (l’IA di bordo) — nel tentativo di evitare di entrare in rampancy — dopo alcuni anni spegne i dispositivi di tracciamento della Spirit of Fire (la nave spaziale della UNSC).
E si giunge al periodo attuale, in cui l’equipaggio si desta dal sonno criogenico, in seguito alla ricezione di una richiesta di soccorso captata dalla debole strumentazione di bordo. La Spirit of Fire si trova, però, in una porzione dell’universo sconosciuta, sicchè viene inviato in ricognizione — sulla vicina istallazione (da cui è scaturito il misterioso segnale) — una squadra diretta dallo Spartan Jerome-092. Alchè facciamo la conoscenza dell’IA Isabel che ci ragguaglia sui nuovi sviluppi. La struttura scoperta è niente poco di meno che l’Arca: una gigantesca costruzione dei Precursori (i Custodi Della Vita) adibita tanto alla creazione degli Halo ideati come ultima arma a disposizione per sconfiggere definitivamente i Flood (ma il cui bugiardino segnala come piccola controindicazione lo sterminio dell’intera vita della galassia), quanto alla custodia degli archivi contenenti i preziosi campioni di tutte le creature esistenti (per ripopolare la galassia dopo l’intervento degli Halo).
Isabel (come accennavo) ci mette a conoscenza della nuova minaccia: Atriox. Costui è al comando degli Esiliati (in inglese i Banished), e si palesa come un temibile e inedito villain. In passato si è ribellato al giogo dei Covenant, una volta scoperte le magagne perpetrate sul Grande Viaggio. La sua brutalità, tenacia, e astuzia militare è temuta persino dai Profeti.


La spettacolarità delle azioni a discapito della profondità delle meccaniche


Halo Wars 2 | 343 Industries Creative Assembly - Recensione


Gameplay: bisogna comprendere che tale titolo viene pensato per girare su console ed essere giocato col normale pad della Xbox One. Quindi — anche stavolta — la "micro gestione" dell’esercito, delle strutture, e delle statistiche è eccessivamente semplificata, se comparata ad altri titoli nati su Pc. L’unico elemento su cui ponderare è relegato a quali edifici costruire sul risicato numero di slot (massimo 7) messi a disposizione dal Quartier Generale principale. E’ possibile costruire ulteriori basi, ma solo in punti specifici della mappa. Si tratta in sostanza di un RTS basilare, dove bisogna preoccuparsi solo di produrre uomini e risorse per conquistare gli scenari.
I parametri più importanti da tenere sotto controllo sono: l’energia (per supportare nuovi potenziamenti per gli edifici), le risorse (necessarie per la costruzione di strutture e mezzi), e le unità specializzate. Sebbene i rifornimenti possano essere anche recuperati casualmente sulla mappa, il loro stoccaggio è determinato soprattutto dalla costruzione degli appositi edifici. Non ci sono, insomma, braccianti da mettere al lavoro: tutto l’impianto gestionale è automatizzato.
La campagna consta di 12 missioni, ed è affrontabile anche in co-op; può durare dalle 8 alle 12 ore a seconda della difficoltà scelta, e dalla volontà di portare a termine le quest secondarie. La rigiocabilità è sostenuta dal ripetere l’avventura attivando i classici teschi prodromi di ulteriori stimolanti sfide. Non potevano certo mancare i collectible tra cui diversi file da leggere per espandere il background narrativo.


Carta, forbice, sasso


Le tattiche in battaglia sono limitate, non è richiesto elaborare astuti piani d’intervento giacchè il normale attacco frontale è spesso efficace. La struttura degli scontri — in generale — si basa sul banale principio della morra cinese: i velivoli eliminano i veicoli, questi ultimi battono la fanteria, la quale mette sotto scacco i velivoli. Ovviamente esistono delle unità speciali — dotate di skill peculiari e fuori dell’ordinario — a mescolare un pò le carte in tavola, eludendo lo schema succitato. Inoltre è possibile ottenere il supporto della nave madre per accedere ad abilità extra in grado di aggiungere un pò di pepe all'offerta.
Nel corso di ogni missione otterremo dei punti leader. Questi possono essere spesi per sbloccare abilità passive (prodrome di bonus permanenti) e attive (caratterizzate da un periodo di cooldown). Tra queste menziono i droni riparatori e i bombardamenti dal cielo.


L’online mette a disposizione tanto il classico multi-player, quanto la più spumeggiante modalità Blitz


Il multiplayer competitivo “canonico" consta di tre modalità: Deathmatch, dove i contendenti iniziano con una base e pochissime risorse a disposizione con l'obiettivo di distruggere le strutture avversarie; Controllo, che spinge i giocatori a difendere degli hotspot strategici per portarsi a casa la vittoria ai punti; e Roccaforti, in cui tutti iniziano con i potenziamenti già sbloccati (e illimitate risorse) al fine di prendere il possesso di quante più basi possibile. Ognuna delle modalità succitate può essere affrontata in sfide 1vs1, 2vs2, e 3vs3. Se non avete amici in linea potete allenarvi anche con l'intelligenza artificiale, creando partite personalizzate.
Blitz è un format ibrido che si presenta come una sorta di anello di congiunzione tra i MOBA, e i giochi di carte alla Heartstone. Consta di due diverse fasi: nella prima si crea il deck, nella seconda si dà il via al match. L’imprevedibilità dei mazzi in campo aggiunge quel brio che unito alla blanda tattica e alla dinamicità di stampo action, fà di questo titolo un unicum che potrebbe catturare davvero il giocatore.
Le carte sono organizzate in base a vari gradi di rarità. I pacchetti possono essere faticosamente guadagnati (completando le sfide) o acquistati attraverso le microtransazioni. E’ chiaro che il giocatore può ottenere un boost prestazione iniziale, ma si possono ottenere mazzi validi anche secondo il normale incedere. Il pericolo più grave poteva essere rappresentato dai doppioni, ma gli sviluppatori hanno pensato bene di rendere possibile la fusione di carte identiche, sì da aumentarne le statistiche base (ad esempio difesa, attacco, velocità, efficacia dei colpi critici ecc…). La varietà di base è buona ma non molto profonda, ergo sarà necessario seguire gli sviluppi futuri per capire quanto Creative Assembly ha puntato su tale modalità. Il supporto continuo con nuovi mazzi e periodici bilanciamenti è fondamentale per mantenere vivo l’interesse.
Prima di entrare in battaglia occorre costruire mazzi da dodici carte, mentre la mano sarà composta da quattro carte. Vince chi arriva prima a duecento o comunque chi totalizza più punti entro il tempo limite di dodici minuti.


Xbox Play Anywhere e Cross Play


La nota dolente è l’attuale non continua stabilità dei server su Windows 10. L’online penalizza giustamente chi si disconnette volontariamente, ma chiaramente non fa distinzione se la perdita della linea non è causata dal giocatore (decretando sonore sconfitte allo sfortunato utente).
Spero che il tutto venga sistemato, visto che su Xbox One non ho riscontrato le stesse problematiche. Come in Halo Wars Definitive Edition è stata implementata la feature Xbox Play Anywhere: con un solo acquisto in digitale è possibile accedere con un solo codice (ma non contemporaneamente) sia su Pc che su Xbox One. Manca invece il Cross Play, che avrebbe permesso agli utenti del Microsoft Store di sfruttare il maggior numero di giocatori su console. Potreste presumere che il vantaggio di mouse e tastiera sia la causa di questa mancanza, ma in realtà l’interfaccia è la medesima della controparte console. Le due periferiche tipicamente pc sono supportate, ma non in maniera libera e fluida come di norma avviene in altri RTS, quali Age of Empires, Starcraft, Sins of Solar Empire Rebellion, Total War Warhammer, …


Venne annunciato come un fulmine a ciel sereno durante la Gamescom del 2015


Halo Wars 2 - LucullusGames


Comparto grafico: i filmati realizzati da Blur Studio sono di notevole pregio, e le animazioni delle unità non sono da meno. In generale il design è piacevole, e il colpo d’occhio è più orientato alla spettacolarità delle azioni a schermo rispetto ai tradizionali RTS. Le tonalità mostrano una buona profondità e varietà di sfumature.

Comparto tecnico: occlusione ambientale, texture, effetti particellari, e antialiasing sono tutti parametri ampiamente regolabili e ben implementati. Halo Wars 2 non è un porting scadente, e lo dimostra il fatto che sfrutta bene le librerie DirectX 12, inoltre mette a disposizione un discreto numero di opzioni grafiche non pervenute (per ovvi motivi) su Xbox One. L’esperienza di gioco non mostra artefatti degli nota, nè bug; certo va comunque evidenziato che le mappe non sono grandissime. La risoluzione massima supportata è il 4K, il sistema d’illuminazione è buono, il frame-rate risulta sbloccato.

Comparto audio: come di consueto per tutte le opere a marchio Halo, la tracklist è di buona fattura, con musiche che riprendono alcuni classici temi; non sono da meno gli effetti ambientali.
Ma, per la prima volta, siamo dinanzi a un titolo a marchio Halo sprovvisto di doppiaggio audio in italiano. Microsoft — come accaduto con Forza Horizon 3 — mette a disposizione solo il sottotitolato nella lingua del Bel Paese.

Titolo: Halo Wars 2
Genere: RTS
Sviluppatore: 343 Industries e The Creative Assembly
Editore: Microsoft Studios
Data di rilascio su pc: 21 febbraio 2017

Commento finale: Halo Wars 2 non ridefinisce l’esperienza del primo capitolo, ma apporta dei miglioramenti nel bilanciamento e aggiunge delle modalità nuove e interessanti, soprattutto Blitz che ricorda un po' l’Ultimate Team di FIFA 17. Si vede dunque la mano di Creative Assembly.
Se siete alla ricerca di immediatezza, semplicità e volete vivere l’atmosfera del brand creato da Bungie, fateci un pensierino. Non è un RTS dalle meccaniche particolarmente stimolanti, ma ha il grande pregio di avvicinare il casual gamer a un genere di nicchia. Il ritmo è più veloce e l’impianto è decisamente più action.
Mi è piaciuto particolarmente l’aver introdotto un nuovo “cattivo”. Ciò ha dato agli sviluppatori una maggiore libertà sia nella costruzione della storia che nell’ideazione del design di mezzi e unità. Halo Wars 2 può così essere apprezzato anche dal neofita che non conosce affatto le vicende di Master Chief; anche se il veterano comprenderà meglio il contesto di riferimento.

Edit: aggiornamento al 27 febbraio 2017. Le partite in multy non di rado vanno in crash sulla versione pc, urgono dei correttivi per questa modalità. Al day1 c'erano dei problemini ma pensavo si sarebbero sistemati in tempi brevi, ma così non è stato. Nessun problema per il single.

Pro:
  • Atmosfera
  • Cutscene gradevoli
  • Xbox Play Anywhere
  • Online e coop
  • Modalità Blitz


Contro: 
  • Meccaniche prive di profondità tattica strategica e gestionale
  • Su Windows 10 i server sono instabili
  • La mancanza del Cross Play penalizza gli utenti Windows
  • Sole 2 fazioni giocabili


Voto 7,5



Fonte immagini: Google