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Assassin’s Creed Chronicles: Russia - Recensione

Assassin’s Creed Chronicles Russia riesce a ritagliarsi un'anima più personale, il platform bidimensionale dei Climax Studios offre spunti più interessanti




Stile artistico ricercato, nuove meccaniche, ritmo più sostenuto


Assassin’s Creed Chronicles Russia chiude la trilogia spin-off iniziata con Assassin’s Creed Chronicles China e proseguita con Assassin's Creed Chronicles India, presentandoci altri 2 protagonisti molto diversi tra loro.
I ragazzi di Climax Studios migliorano il level design del platform, che resta prevalentemente bidimensionale, con la terza dimensione utilizzata per i cambi di prospettiva e profondità. Il plot è più interessante dei due predecessori, ma non non spicca per profondità, quanto più per caratterizzazione dei personaggi e ritmo (più sostenuto). Anche le meccaniche risultano più varie.

Assassin’s Creed Chronicles: Russia - Recensione


Storia: ambientata nella tumultuosa Russia del 1918. Il primo protagonista è Nikolai Orelov, già apprezzato nelle miniserie a fumetti di Assassin’s Creed The Fall e Assassin’s Creed The Chain. Costui è un membro che ha perso la fede nella confraternita, o meglio ha il desiderio di terminare la sua vita lontano dagli intrighi, godendosi finalmente l’affetto della sua famiglia.
Decide quindi di affrontare un'ultima missione prima di congedarsi, dovrebbe semplicemente recuperare un artefatto dell’Eden. Ma ovviante le cose si complicano e si ritrova coinvolto in una congiura templare, ordita contro lo zar: assiste involontariamente allo sterminio della famiglia Romanov. E così veniamo introdotti alla seconda protagonista, la leggendaria principessa Anastasia.

Gameplay: le basi sono le stesse dei due precedenti capitoli, ma la profondità raggiunta è maggiore. L’obiettivo principale resta affrontare le varie sfide dei sottolivelli (tra cui borseggiare il nemico per recuperare documenti e chiavi), ed eludere le sentinelle (mobili e statiche) da sviare coi i gadget a disposizione (come il fischio e i fumogeni) o eliminarle (come ultima scelta).
Al termine dello stage le prestazioni sono premiate con un punteggio che tiene conto dello stile di gioco adottato (ombra, assassinio, rabbioso), analogamente ai tre visti in Tom Clancy's Splinter Cell Blacklist. Migliori saranno le performance e maggiori saranno i perk elargiti, mentre le skill (le mosse principali) verranno apprese in maniera automatica con l’avanzare dell’avventura che va di pari passo con la maggiore complessità degli scenari. Questi giocano di più col cambio di prospettiva e verticalità.
Anche qui ritroviamo il parkour, il salto della fede (per sincronizzare la mappa), e l’occhio dell’aquila (per evidenziare i pattugliamenti delle sentinelle).


Alcune novità interessanti: l’equipaggiamento di Nikolai e i poteri di Anastasia


I nemici sono equipaggiati con armi ancora più pericolose, ergo Nikolai può contare insolitamente (per un assassino) su un fucile con doppia modalità d’uso. E’ richiamabile sia alla bisogna (dallo slot rapido) sia presso specifiche postazioni di tiro, dove si passa in una visuale in soggettiva. In quest’ultimo caso ci viene richiesto di eliminare rapidamente — e in sequenza — i target sensibili senza far scattare l’allarme, ma a differenza di Sniper Elite v2 non dovremo calcolare con dovizia di precisione la gittata del proiettile.
L’altra grande novità dell’assassino siberiano è riposta nel poliedrico verricello. Questo si presenta come un mix tra il rampino dell'uomo pipistrello e l’arpione della Batmobile in Batman Arkham Knight, difatti è utile per: aprire grate, sovraccaricare quadri elettrici sì da togliere l’illuminazione (riducendo di conseguenza la visuale nemica negli interni), manomettere trappole, e spostare postazioni. L’ultima feature riguarda la possibilità di far squillare i telefoni per distrarre i soldati nelle stanze adiacenti.
Anastasia è invece priva dei tradizionali gadget sfruttati dagli assassini, ma è dotata di poteri come il teletrasporto e l’invisibilità. Questi sono regolati dalla barra dell’Helix, che a differenza della salute non si rigenera automaticamente ma necessita di specifiche icone da recuperare sulla mappa. La nostra granduchessa — come l’Elizabeth di Bioshock Infinite — si presta maggiormente all'incedere furtivo.

Assassin’s Creed Chronicles: Russia - Recensione LucullusGames


IA: tutte le sentinelle fanno uso di una visuale ristretta, ma ben definita. Se finiamo nel mezzo del loro cono visivo, questo muterà da bianco in giallo, alzando il livello di attenzione che andrà scemando una volta usciti dalla zona sotto esame. Tuttavia se indugiamo troppo il giallo si tingerà di rosso, e allora scatterà lo status d’allarme che durerà 10 secondi, superati i quali tutto tornerà alla normalità.
C’è un’unica difficoltà iniziale, mentre la più alta si sblocca solo dopo la prima run, per invogliare la rigiocabilità. Tuttavia sarebbe stato più utile rendere disponibile tale possibilità sin dall’avvio, sì da soddisfare i giocatori già pratici di tale genere.

Comparto grafico: viene abbandonato lo stile ad acquerelli introdotto in Assassin’s Creed Chronicles China, e i colori sgargianti di Assassin’s Creed Chronicles India. Le ambientazioni in bianco e nero sono spezzate dal rosso acceso di certi elementi dello scenario, riportando alla mente Saboteur. Alle buone cut-scene è sempre delegato il compito di portare avanti la sceneggiatura. Gli stage sono più ricchi di personalità ed elementi di propaganda rivoluzionaria.

Comparto tecnico: nulla di nuovo su questo fronte. Il sistema d’illuminazione è sufficiente e il frame-rate è stabile. Ci sono pochissime opzioni grafiche su cui intervenire, nella fattispecie 3 soli parametri: risoluzione, modalità schermo intero/finestra, e selezione o meno della sincronizzazione verticale.

Comparto audio: le musiche sono buone, e insieme all'accento tipicamente sovietico delle persone donano al titolo un’anima peculiare. Gli effetti ambientali sono leggermente più curati. Il doppiaggio è in inglese ma è presente il sottotitolato in italiano.

Titolo: Assassin’s Creed Chronicles: Russia
Genere: Platform 2.5D
Sviluppatore: Climax Studios
Editore: Ubisoft Entertainment
Data di rilascio su pc: 9 febbraio 2016

Commento finale: Assassin’s Creed Chronicles Russia modifica in parte l’approccio grazie a gadget esclusivi e ai poteri di Anastasia. L’ultimo capitolo della trilogia è il più dinamico e il più interessante in termini di sfida, e di contesto narrativo. La formula non viene rivoluzionata ma ora l’esperienza sembra più personale, e non solo un mix di idee prese da altri prodotti.

Pro:
  • Ambientazione e atmosfera
  • Prezzo contenuto 
  • Meccaniche più varie
  • Fanservice
  • Due protagonisti ben caratterizzati
  • Level Design


Contro: 
  • Trama non complessa
  • Difficoltà non sempre ben bilanciata