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Assassin's Creed Revelations - Recensione Romanzo

Assassin's Creed Revelations è il quarto romanzo di Oliver Bowden, e inscena le vicende dell'omonimo gioco di Ubisoft


Assassin's Creed Revelations - Recensione Romanzo


“E’ come un’idra, l’organizzazione dei Templari, se le si taglia una testa, ne ricrescono due” (Ezio)


Come il precedente romanzo Assassin’s Creed Fratellanza, anche questo (già nel titolo) non nasconde la sua natura: segue pedissequamente le vicende già narrate nell’omonimo gioco, senza offrire grandi inediti; l’autore si limita, al più, a inserire qualche piccolo elemento contestuale. In Assassin’s Creed Rinascimento, ad esempio, troviamo: qualche riga in più riguardo il rapporto tra Cristina Vespucci (nei romanzi rinominata Calfucci) e Ezio non presenti nel gioco Assassin's Creed 2. Aggiunte poi ex-post nei videogame (vedi i ricordi di Caterina in Assassin’s Creed Brotherhood).
Se il plot non presenta novità, la qualità di scrittura non se la passa meglio. L'autore si limita al compitino, riproponendo la sceneggiatura che — evidentemente — gli gira direttamente Ubisoft: persino diverse battuta sono le stesse del gioco. Badate bene, sono persino le stesse della traduzione italiana del gioco, questo mi fa pensare che il signor Bowden venga usato più per apporre la sua firma sul romanzo, che non apportare un suo reale contributo.


Un lungo viaggio, fatto di diverse tappe intriganti: Laodicea, Cipro, Rodi, stretto dei Dardanelli, Mar di Marmara


Storia: Ezio Auditore è ormai un Maestro Assassino di circa 50 anni, ma pare agile ancora come un giovanotto. Sconfitti i Borgia a Roma, il nostro è costretto a occuparsi di faccende noiose, ma necessarie: mettere in ordine gli archivi degli Assassini. Nel 1509 s’imbatte così in una lettera del padre indirizzata a Mario Auditore, in cui accenna all'esistenza della biblioteca creata da Altair (protagonista di Assassin's Creed 1) nella fortezza di Masyaf. L’edificio custodisce dei segreti importanti, che Giovanni Auditore non vuole però mettere a repentaglio per iscritto. Ezio decide dunque di dare alla sua attuale vita un’ultima grande avventura: si reca in Siria.
Qui tuttavia scopre che la biblioteca è accessibile solo a mezzo di specifiche chiavi. Recupera dunque il diario di Niccolò Polo intitolato “La crociata segreta”, strappandolo al commando templare guidato dal capitano Leandros, che si era impadronito dell’ex covo degli Assassini all’epoca della Terza Crociata. Anche gli acerrimi nemici della croce vermiglia sono dunque sulle tracce dei segreti nascondi da Altair: Ezio deve batterli sul tempo.
La sua prossima tappa è Costantinopoli. Qui incontra i confratelli del luogo che gli insegnano come fabbricare bombe di diverso tipo, e l’uso di una nuova arma (la lama uncinata). Questa può essere usata sia in battaglia, sia per spostarsi velocemente a mò di teleferica (a Bisanzio molti palazzi sono collegati da funi). Ad aiutarlo nell'impresa principale ci sarà la bella Sofia Sartor, una bibliotecaria veneziana che opera sul posto.

Focus: vita sentimentale, l’ultima grande impresa, nuovi amici
Ezio ha avuto diverse donne nella sua vita, ma nessuna storia aveva davvero un futuro. Tra le figure più importanti ricordiamo: Cristina che era troppo giovane per seguire il nostro eroe in fuga da Firenze, e senza più una famiglia a proteggerlo; e Caterina Sforza che amava solo i suoi figli, e andava a letto con l’Assassino fiorentino solo per tenere salda la loro alleanza. A ogni modo entrambe erano ormai morte: Cristina uccisa dai fanatici di Savonarola nel 1498, Caterina dalla polmonite nel 1509.
L’altro tema riguarda il non voler accettare l’avanzare dell’età, o meglio il concedersi un’ultima impresa finché è in salute. Ezio infatti è ormai un uomo di mezz'età, seppur il suo fisico risponde meglio del previsto.
In Assassin’s Creed Fratellanza sono state tessute importanti alleanze interne e esterne alla setta, ma ora gli amici di Ezio sono impegnati nei loro progetti, ergo il nostro affronterà da solo i suoi lunghi viaggi. Leonardo da Vinci si è trasferito in Francia alla corte reale, Macchiavelli è impegnato nella fitta rete politica alimentata dagli staterelli del Bel Paese, e Bartolomeo d’Alviano è diventato ormai un padre di famiglia coscienzioso (e pure una buona forchetta).
Incontreremo dunque nuovi personaggi come Piri Reis (cartografo e ammiraglio), Yusuf Tazim (capo degli Assassini ottomani), Solimano (futuro imperatore), Al-Scarab (pirata), e altri.


"Hai troppa fiducia nel cuore degli uomini, Altaïr! I Templari conoscono la verità. Gli uomini sono deboli, vili e ignobili" (Haras)


Assassin's Creed Revelations (romanzo) - LucullusGames


Rapporto coi videogame: segue step by step le vicende dell’omonimo gioco (QUI trovate la recensione del videogame). Ma ritroviamo anche del fanservice.
Come al solito non viene fatto cenno nè a Demond Miles, nè all’Animus: viene trattata solo la storia di Ezio. Ci sono poi alcune piccole variazioni, ad esempio: nel gioco è Yusuf a insegnare la costruzione degli ordigni a Ezio e non Piri, come invece accade nel romanzo; inoltre, sempre nel romanzo ci sono piccoli dettagli in più sul viaggio precedete l’approdo a Costantinopoli (ma nulla di particolarmente interessante).
Nel gioco hanno un importante peso 2 meccaniche che ritroviamo anche qui, ma sono ovviamente rese in forma più descrittiva: il Salto della Fede, e l’Occhio dell’Acquila.
Nel primo caso si fa riferimento ai salti partoriti dal protagonista presso particolari punti d’interesse della mappa del videogame: sono necessari per rendere visibile i quartieri cittadini e le missioni secondarie. Quindi quando Ezio, nel romanzo, deve saltare da una posizione particolarmente elevata, Bowden evidenzia il fatto di fare un “atto di fede”.
L’Occhio dell’Acquila è invece usato nel videogame per scovare i segni lasciati dal soggetto 16 (che però non è presente nel libro), e per scovare oggetti specifici. Nel libro, Bowden richiama questa abilità quando Ezio è a Masyaf e deve individuare l’ingresso della biblioteca sotterranea: che altrimenti è celato a occhi non allenati.
Quando ormai Ezio è prossimo a sbarcare presso il porto di Bisanzio, un passeggero del vascello gli indica i vari punti di riferimento della città (che poi sono importanti zone del gioco): la Moschea di FatihTorre di Galata, Kid Kulesi (un faro), Palazzo di Topkapi (dove i Templari scoprono la prima chiave), la basilica di Santa Sofia Hagi, ecc…

Stile di scrittura: si fa un deciso passo indietro rispetto alla scorrevolezza apprezzata in Assassin’s Creed La crociata segreta. I periodi sono rallentati dall'eccessivo uso di virgole che nascondono al loro interno ulteriori proposizioni; un difetto presente nel primo romanzo (Assassin’s Creed Rinascimento), poi corretto via via nei libri successivi. Il lessico generale è invece più omogeneo che in passato.

Analisi della versione italiana: siamo dinanzi a una traduzione nella media per questo tipo di tie-in, ci sono piccoli errori come la mancata concordanza tra articolo e sostantivo (es. “un occhi”), e alcuni concetti sono stati tradotti sono superficialità. Ma ho visto decisamente di peggio, in altri prodotti.
Ovviamente la versione inglese resta la migliore, anche perchè ritroviamo termini italiani non tradotti, che arricchiscono l’atmosfera per chi non nato nella terra di Petrarca. La versione italiana fa solo uso di modi di dire in lingua francese.
Il prologo inizia con la citazione dei primi versi del primo canto dell’Inferno di Dante: stavolta la citazione non è stata violentata, come invece era accaduto a quella di Leonardo in Assassin’s Creed Rinascimento.

Critica personale: evito di ripetermi sull'annoso discorso della riproposizione step by step della stessa sceneggiatura del videogame. La trovo una scelta molto discutibile, ma non mi aspettavo che le cose cambiassero stavolta. Quello che invece mi è dispiaciuto constatare è la perdita di agilità e scorrevolezza che, in precedenza, almeno rendeva la lettura meno noiosa per chi conosceva già i fatti. Sembra quasi che questo Assassin’s Creed non sia stato scritto dalla stessa persona.
Sono ormai convinto che la Ubisoft non dia volutamente libertà di esprimere Oliver Bowden: non posso credere che un saggista scriva così male. Penso che alla casa francese servisse solo un nome importante da apporre sulla copertina dei suoi romanzi, perchè l’unico apporto che vedo è un contesto storico leggermente più chiaro rispetto ai videogame; per il resto, ci sono troppe righe copiate dai dialoghi ascoltati dai personaggi dei videogiochi.
Anche stavolta i protagonisti sono presentati solo superficialmente, idem per la descrizione dei luoghi (povera e incolore). Le fasi action sono molte, e la loro descrizione è un mero elenco di fatti che poco hanno a che vedere con un libro.

Oliver Bowden

E’ lo pseudonimo di Anton Gill, nato in Gran Bretagna nel 1948. Scrittore, saggista, e esperto di storia del Rinascimento italiano. Si è laureato in letteratura inglese presso il Clare College di Cambridge. Inizialmente si è dedicato alla storia contemporanea europea, poi ha preferito impegnarsi soprattutto alla stesura di romanzi storici, anche se brilla più come saggista.
Ha lavorato anche in teatro, presso il Royal Court Theatre.
Ha vinto il premio HH Wingate Award per "The Journey Back From Hell", opera incentrata sulle vittime della Shoah.

Versione inglese: cartaceo e ebook
Titolo originale: Assassin's Creed Revelations
Scrittore: Oliver Bowden
Editore: Penguin
Anno pubblicazione: 24 Novembre 2011
Pagine: 528
Prezzo: 7 euro (cartaceo) / 6-7 euro (ebook)

Versione italiana: cartaceo e ebook
Traduttori: Deppisch M
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 464
Prezzo: 9 euro (cartaceo) / 6-7 euro (ebook)

Commento finale: per ora questo è il peggior testo della saga, non è scorrevole e non apporta alcuna reale o intrigante novità alle vicende. Pur non essendoci gli errori macroscopici visti in altri libri (es. Rage), Assassin’s Creed Revelations non è un testo scritto benissimo. Non è un libro che può interessare il videogamer, nè il lettore generalista d’avventura (giacchè si tratta di un sequel di cui capirebbe poco). Resta quindi un mero riassunto.


Pro:
  • Fanservice
  • Leggermente più curato nel contesto storico rispetto al gioco


Contro: 

  • Sviluppo dei personaggi
  • Nessuna chicca gustosa da scoprire
  • Ripercorre quasi totalmente i fatti step by step del gioco


Voto 5






Fonte immagini: Google