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Assassin's Creed Forsaken - Recensione Romanzo

Assassin's Creed Forsaken è il quinto libro di Oliver Bowden sulla saga ideata da Ubisoft Montreal; è un racconto di vendetta, conoscenza, dubbi e ricerca della verità


Assassin's Creed Forsaken - Recensione


Un nome arabo per un ragazzo inglese che vive a Londra


Finalmente un romanzo sulla saga degli Assassini degno di essere letto.
Ci sono voluti 4 libri (di cui 3 da dimenticare) per arrivare a un risultato davvero interessante. Il quinto libro di Bowden — sulla serie di Assassin’s Ceed — è il primo testo a non seguire zelantemente e noiosamente le vicende del gioco step by step. Naturalmente si rifà alle situazioni già viste in Assassin’s Creed 3, ma ne costituisce una sorta di prequel.
Il protagonista di Assassin’s Creed Forsaken non è Connor Kenway, ma Haytham Kenway. A differenza del figlio, il padre di Connor è un personaggio molto più interessante: ha appreso i principi di entrambe le sette (Templari e Assassini) e la sua vita è stata costellata da una serie di capovolgimenti di fronte.
I fatti — per buona parte — ci vengono narrati a mò di lungo flashback. La vita di Haytham, infatti, l’apprendiamo dalla lettura del suo diario; non mancano tuttavia bruschi salti nel tempo.


"Combatti la tirannia, l'ingiustizia... ma questi sono sintomi. La vera causa è la debolezza umana. Perché credi che continui a mostrarti gli errori che commetti?" (Haytham a Connor)


Storia: Blooomsbury, quartiere di Londra. Si parte con un piccolo Haytham che inconsapevolmente viene addestrato dal padre per diventare un giorno un Assassino. Il piano tuttavia prende una brusca virata: Haytham diventerà un templare. La causa di tutto è l’aggressione della sua famiglia la notte del 9 dicembre del 1735 quando il padre Edward (protagonista del successivo Assassin’s Creed Black Flag) viene assassinato, e la sorella Jenny (ottenuta da Caroline Scott, la prima moglie di Edward) viene rapita. Tessa Stephenson-Oakley (madre di Haytham) sprofonda così nello sconforto, il protagonista passa sotto l’ala protettrice dell’amico di famiglia Reginald Birch.
Il piccolo cresce dunque con le idee della confraternita della croce vermiglia, grazie al nuovo mentore. A differenza del violento Edward “Bulldog” Braddock, Reginald è coinvolto attivamente nella ricerca dei manufatti della Prima Civiltà, e il futuro padre di Connor lo aiuterà. Ma gli sforzi saranno anche rivolti a ottenere la sua vendetta personale: cercare la sorella, e far luce sull'accaduto di quella triste notte che ha cambiato per sempre la sua vita.


Completa e approfondisce notevolmente la trama di Assassin's Creed 3


Assassin's Creed Forsaken - LucullusGames


Focus: il viaggio intorno al Mondo partecipando a battaglie storiche, e il confronto tra 2 binari paralleli nel bel mezzo di uno scambio.
Il protagonista del libro parteciperà a diverse battaglie e calcherà limes molto diversi: America, Francia, Spagna, Inghilterra, Corsica, Italia, ecc… Peccato che spesso i luoghi saranno un mero pretesto per mettere in pratica una cronologia di eventi, senza entrare in profondità.
Gli Assassini insegnano ai loro adepti a ragionare con la loro testa, a mettere sempre in dubbio l’apparente verità: il loro approccio alla vita ha una vena filosofica. Non danno nulla per scontato, ma nono sono perfetti: perseguono comunque un obiettivo che alla fine — guarda caso — porta alla crescita della loro setta; l’importante è che rispetti i dettami del loro credo, che non deve essere mai soverchiato.
I Templari sono più pratici, rincorrono l’ordine e rifiutano il caos. Ma a differenza degli atavici nemici, usano qualsiasi mezzo — anche immorale — pur di ottenerlo: non sono limitati dal sottostare a delle regole ferree, quindi hanno più libertà d’azione . Potremmo essere indotti banalmente a considerarli come malvagi, e forse lo sono ma… Ha senso giudicare con le leggi dell’uomo cosa sia giusto e sbagliato, quando il fine ultimo è più importante del singolo?
Non sta a me rispondere a questa domanda, ognuno si farà la sua opinione al riguardo, ma di sicuro questo romanzo vi darà da pensare, almeno un pochino. Ovviamente non si tratta di un trattato filosofico, e non aspettatevi di trovarvi davanti a un testo di alta narrativa: le perplessità sulla scrittura di Bowden non si sono magicamente dissipati, ma i contenuti stavolta sono sicuramente migliori che in passato.
Haytham a un certo punto della sua esistenza si rende conto di apprezzare, per ragioni diverse, entrambe le visioni: il suo particolare punto di vista lo pone al di sopra delle parti. E avrebbe potuto tentare di far avvicinare i 2 “attori” in gioco: apparentemente agli antipodi, ma decisamente meno lontani di quanto finora eravamo portati a credere. I videogame infatti ci hanno sempre presentato i Templari come i cattivi e gli Assassini come i buoni. Ma vi ricordate la frase di Vieri de’ Pazzi (rivolta a Ezio in Assassin’s Creed 2) prima di esalare l’ultimo respiro? Disse qualcosa del tipo: “magari in un’altra vita saremo potuti essere amici”. Lì per lì sembrava un’assurdità, ma leggendo queste pagine mi è ritornata forte alla mente: finalmente ne colgo in pieno il significato.

Rapporto coi videogame: alcune parti sono più discorsive, ma c’è sempre molta azione. AC3 è ambientato approssimativamente tra il 1754 e il 1783. Il romanzo invece parte dal 1735.
Buona parte del libro tratta un periodo non presente nel gioco, ergo è del tutto inedito. Successivamente i 2 media viaggiano paralleli: a volte padre e figlio s’incontrano e collaborano, ma in altre circostanze i 2 personaggi sono dislocati in parti del globo diverse. Quindi pur ripercorrendo alcune tappe del titolo sviluppato da Ubisoft Montreal, avremo una diversa visione degli eventi (quella di Haytham).

Stile di scrittura: è molto vicino a quanto visto in Assassin’s Creed la crociata segreta, ovvero il testo è molto scorrevole. I segni d’interpunzione (focalizzati sul punto, e sulla virgola) collegano i periodi l’uno all'altro; mentre in Assassin’s Creed Revelations le virgole contenevano spesso al loro interno altre proposizioni (secondo un modello a incastro) che rallentavano molto il ritmo di lettura.
Il lessico è ancora più armonioso che in passato: non c’è più quel netto distacco tra un linguaggio povero (e banale), poi arricchito da rari termini arcaici. Non mancano però vocaboli specifici che si limitano a indicare oggetti (spesso riferiti al vestiario) tipici del periodo storico di riferimento, quali: “redingote”, “tricorno”, ecc…
In generale comunque l’opera è rivolta a un target giovane.

"Sono un esperto schermidore. E sono abile in materia di morte. Non traggo piacere dal mio talento. Sono abile, questo è tutto" (Haytham Kenway)


Assassin's Creed Forsaken - Recensione Romanzo


Analisi della versione italiana: qui sarò breve, vale lo stesso discorso fatto in precedenza, con gli altri romanzi di questa saga. Non siamo di fronte a un lavoro certosino, ma gli errori sono pochi rispetto alla sconfortante media di questo tipo di prodotti (tie-in).

Critica personale: l’educazione templare, qualche dettaglio in più.
Haytham come succitato segue l’educazione dell’Ordine templare subito dopo la morte del padre, ma l’autore non menziona alcun insegnamento. Si è persa quindi l’occasione di mettere in luce i dettami e i precetti impartiti a un adepto della croce vermiglia. Mentre abbiamo un’idea più chiara di come si muovano gli Assassini.
Una delle critiche che muovo a tutti i libri della saga è il non fornire valide indicazioni per comprendere meglio i protagonisti: lo sviluppo psicologico è sempre sottovalutato, sono al più gli eventi a lanciare qualche segnale. Ad esempio in Assassin’s Creed la crociata segreta assistiamo al cambio di comportamento di Altair: non curante dei propri compagni al tempio di Salomone (peccava di superbia), protettivo invece (una volta maturato) nei confronti di una Maria Thorpe ancora tra le fila templari. La stessa cosa accade a Ezio in Assassin’s Creed Rinascimento: rifugge dalla responsabilità quando è ancora vivo il padre Giovanni, ma dopo il suo assassinio mette al primo posto la cura per la sua famiglia.
Su questo fronte si fa un piccolo passo avanti in Assassini Creed Forsaken, dove i dubbi di Haytham costituiscono una novità e condizionano alcune sue scelte. Inoltre dei vari personaggi conosciamo alcune piccole ma peculiari caratteristiche: il precettore del padre di Connor (il signor Fayling) è solito soffiarsi il naso e ammirare il muco… per poi mangiarselo di nascosto. Ok fa schifo, lo so. Ma sono quei piccoli dettagli che poi ci ricordiamo anche a distanza di tempo. Ho scelto questo episodio proprio perché accade all’inizio, e vi evito spoiler succosi.


Oliver Bowden

E’ lo pseudonimo di Anton Gill, nato in Gran Bretagna nel 1948. Scrittore, saggista, e esperto di storia del Rinascimento italiano. Si è laureato in letteratura inglese presso il Clare College di Cambridge. Inizialmente si è dedicato alla storia contemporanea europea, poi ha preferito impegnarsi soprattutto alla stesura di romanzi storici, anche se brilla più come saggista.
Ha lavorato anche in teatro, presso il Royal Court Theatre.
Ha vinto il premio HH Wingate Award per "The Journey Back From Hell", opera incentrata sulle vittime della Shoah.


Versione inglese: cartaceo e ebook
Scrittore: Oliver Bowden
Editore: Penguin
Anno pubblicazione: 8 Novembre 2012
Pagine: 496
Prezzo: 7 euro (cartaceo) / 6-7 euro (ebook)

Versione italiana: cartaceo e ebook
Traduttori: Deppisch M
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 436
Prezzo: 9 euro (cartaceo) / 6-7 euro (ebook)


Commento finale: Assassin’s Creed Forsaken svela diversi retroscena, facendoci conoscere meglio Haytham. Il testo non ripropone i fatti già visti in AC3: è così che dovrebbe sempre essere. Il giocatore che ha già gustato il gioco ha in questo modo un valido motivo per leggere il libro, il lettore generico si perde sicuramente qualcosa — e forse non digerirà molto l’impostazione a mò di diario — ma non sarà di fronte a una lettura noiosa come in altre circostanze. Mi aspetto ulteriori passi avanti in futuro, ma Anton Gill ha finalmente imboccato la strada giusta.

Pro:
  • Scorrevole
  • Retroscena inediti
  • Protagonista interessante
  • Confronto tra visione degli Assassini e quella Templare


Contro: 

  • Alcune parti si concretizzano come una mera cronologia di eventi
  • Manca una maggiore descrizione dei luoghi


Voto 6,8





Fonte immagini: Google