Frostpunk | 11 bit studios - Recensione

Assassin’s Creed Brotherhood - Recensione

Assassin’s Creed Brotherhood riprende esattamente da dove avevamo lasciato l'audace Ezio, ma lo scontro coi Borgia è solo all'inizio




Potere, vendetta, oppressione, incesto


Diversamente dai piani iniziali le vicende di Ezio non sono archiviate. L’assassino fiorentino diventa invece parte di una trilogia, e di un nuovo format per la serie che punterà alla pubblicazione annuale. Se le meccaniche non si discostano molto da quelle già apprezzate in Assassin’s Creed 2 (a parte piccole aggiunte, come vedremo), l’ambientazione si sposta quasi interamente a Roma.
Anche stavolta non mancheranno personalità storiche di spicco, come Bartolomeo d’Alviano, Lucrezia Borgia, Fabio Orsini, Micheletto da CorellaNiccolò Machiavelli, e tanti altri.


Ezio: "Minerva ha parlato del Sole, e di un disastro avvenuto molto tempo fa e di un altro che sta per venire"
Mario: "In un futuro lontano, vero? Allora non abbiamo di che preoccuparci"


Storia: ambientata nella Roma del 1500. Si riparte subito dopo i fatti del predecessore. Ezio è accolto a Monteriggioni come se fosse un generale romano in ritorno da una campagna militare. La combriccola allargata festeggia il momento, pensando di essersi lasciata il passato alle spalle; l’eroe si concede persino una bollente notte d’amore con Caterina Sforza. Tuttavia il nostro ha commesso l’ingenuità di lasciar vivere Rodrigo Borgia (papà Alessandro VI), difatti il figlio Cesare l’indomani accerchia Villa Auditore con ingenti truppe, armate di archibugi. A nulla servono i cannoni istallati sul maniero, le armi d’assedio dell’avversario rompono le difese, e penetrano nel borgo: Mario muore, Caterina è rapita, il frutto dell’Eden è perso.
Ezio riesce a salvarsi, sfruttando un passaggio segreto. Messe al sicuro madre e sorella per l’ennesima volta si dirige nuovamente alla città eterna: la vendetta sarà inarrestabile.
Intanto Desmond Miles & Co. recitano una parte ancor più importante che in passato (protagonisti di un intero ricordo). E’ possibile poi uscire dall’Animus in qualsiasi momento per interagire con Lucy e gli altri membri della lotta ai Templari, o anche solo per leggere le loro mail. L’Abstergo è invece l’assente ingiustificato nella main-quest; timbra il cartellino solo nella modalità multi-player.


Machiavelli: "Affidarsi al popolo è come costruire sulla sabbia"
Ezio: "T'inganni. La fede nel genere umano è il cuore della nostra confraternita"


Assassin’s Creed Brotherhood - Recensione


Gameplay: poggia sul leitmotiv classico presentato già in Assassin's Creed 1. Pedinamenti, appostamenti, e assassinii. L’esplorazione è possibile a mezzo di cavallo (stavolta anche in città, ma non al galoppo), tramite un parkour ancora più fluido, e trasporto rapido (sbloccando delle gallerie sotterranee).
Il titolo stavolta punta ancor più sulle attività secondarie, qui ritornano: il mistero da scoprire risolvendo i puzzle legati ai Glifi (sempre ubicati nei pressi di architetture famose), da evidenziare a mezzo dell’Occhio di Falco; l’armatura speciale legata al recuperando di 6 chiavi per accedere a altrettante cripte, sono sezioni puzzle-platform in cui interagire con leve e appigli per avanzare (riportano alla memoria l’incedere dei Prince of Persia); collectible vari da recuperare (bandiere e piume); le quest legate ai marchingegni costruiti da Leonardo da Vinci sotto ricatto (da distruggere sì da indebolire i Borgia); e altre situazioni già viste come i contratti d’assassinio.



Alcune novità: Torri dei Borgia e gestione degli Assassini


Ad affiancare i punti d’interesse (prodromi dei Salti della Fede), troviamo qui le Torri dei Borgia. La popolazione di Roma è vessata dai soprusi dei lacchè dei Papa, ergo tocca a noi liberare i quartieri dai comandanti di queste fortificazioni sparse sulla mappa. L’unica cosa a cui fare attenzione è non farsi scoprire subito, altrimenti il comandante potrebbe fuggire, impossibilitandoci la ripetizione dell’intervento per le successive 24 ore.
Dopo aver incendiato la struttura l’influenza dei Borgia (nella zona circostante) cala sicchè si possono sbloccare le varie attività (banche, fabbri, pittori, medici, sarti, stalle) da cui rifornirsi di cure, gadget, consumabili, e armamenti vari; oltre che investire il nostro denaro, sì da ricevere erari fissi (come in AC2).
E’ possibile per la prima volta reclutare gli Assassini. Questi si rendono utili in 2 modi: possiamo inviarli in missioni strategiche in giro per l’Europa (che quindi non potremo seguire da vicino) grazie all'uso delle piccionaie, o sfruttarne le abilità per agevolarci gli scontri (selezionando dei target da eliminare per noi). Questi alleati migliorano via via le loro abilità in caso di successo, essendo soggetti a livelli d’esperienza.


Squadra che vince non si cambia


Assassin’s Creed Brotherhood - LucullusGames


IA: le routine del nemico non sono cambiate particolarmente, ma la facilità di fondo negli scontri si è addirittura abbassata, grazie a movimenti e contromosse di Ezio più fluide e efficaci come i calci all'inguine per spezzare la guardia del nemico (utilissimi contro gli avversari corazzati). Oltre agli aiuti dei succitati assassini (reclutabili); restano sempre disponibili i favori di cortigiane e mercenari in cambio di denaro. Sarebbe stato utile aggiungere dei livelli di difficoltà selezionabili, perché ci si deve mettere davvero dell’impegno per morire.
L’unico modo per alzare l’asticella della sfida è tentare la perfetta sincronizzazione dei diversi ricordi suddivisi in sezioni. Bisogna tentare di soddisfare le opzionali richieste che elargiscono nella pratica diversi benefici. Queste piccole sfide sono diverse, ad esempio: pedinare l’obiettivo senza essere scoperti (magari seguendolo senza mai scendere dai tetti), completare la missione entro un dato lasso temporale, eliminare il target con un’arma specifica. Questa piccola aggiunta ha consentito di ripensare alle missioni: rendendole ripetibili.

Spunto critico: Assassin’s Creed diventa più commerciale.
Ubisoft Montreal punta, stavolta, più sull'intrattenimento tipico di un Open World moderno, ma dal ricco contesto storico; sempre efficace — sia chiaro — ma privo dei quei guizzi che avevano elevato il secondo capitolo. Assassin’s Creed Brotherhood sfrutta quindi la qualità di Assassin’s Creed 2. Il publisher fiuta l’odore di facili guadagni, scaturiti da una serializzazione del prodotto.
E’ ovvio che le aziende non sono delle Onlus, e devono perseguire la regola aurea del “maggior guadagno col minimo sforzo”. Ma sono anche convinto che lo si possa ottenere anche coniugando qualità e innovazione.
Questo come i successivi capitoli (con gli ovvi alti e bassi del caso) saranno sì piacevoli e variegati nel contesto storico-ambientale, ma in generale caratterizzati da meccaniche di gioco non particolarmente innovative. Ovviamente questo è un buon prodotto, perché lo è già quello precedente da cui trae linfa vitale (un pò come lo sono i farmaci che vengono rifatti con lo stesso principio attivo, cambiando solo qualche eccipiente).

Comparto grafico: di buona fattura le cut-scene, in grado di ampliare il contesto temperare maggiormente l’atmosfera. Il ciclo circadiano offre diverse sensazioni a seconda del momento della giornata.
Nei titoli della serie giocano, però, un ruolo fondamentale le ambientazioni. Ero stato stregato dalla varietà del predecessore; qui, invece, ci ritroviamo per il 90% delle vicende nella sola città dell’impero più famoso della storia, sebbene va notato che sia grande circa quattro volte la Firenze di AC2. Varcheremo, dunque, suoli d’incredibile fascino come: San Pietro, Colosseo, Pantheon, Arco di Traiano, ecc… Ma la città è anche vittima di malattie veneree, tifo, colera e morte nera.
Roma è l’unica location liberamente esplorabile in lungo e in largo, ma se ci dedichiamo alle missioni opzionali di Leonardo Da Vinci, potremo calcare anche altre piccolissime porzioni di luoghi come Castel dell'Ovo (a Napoli), Monte Circeo, Firenze e Venezia.

Comparto tecnico: permangono le solite sbavature del pop-up e delle compenetrazioni poligonali. I modelli dei personaggi sono ulteriormente migliorati, idem il sistema d’illuminazione e le animazioni facciali (ora più espressive). Nel complesso il lavoro è buono perché si poggia sull'ottima esperienza precedente, qui solo limata.

Comparto audio: le musiche — dai toni più drammatici — sono opera (anche stavolta) del compositore Jesper Kyd, autore pure di brani delle serie di Hitman e di Borderlands. Il doppiaggio in italiano è buono, così come l’effettistica ambientale;  la folla oppressa muta i toni e i contenuti delle battute rispetto a quelli del predecessore.

Titolo: Assassin’s Creed Brotherhood
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore: Ubisoft Montreal
Editore: Ubisoft
Data di rilascio su pc: 17 marzo 2011

Commento finale: con Assassin’s Creed Brotherhood gli sviluppatori non evolvono le meccaniche, limitandosi a inserire un paio di piccole varianti che vanno a affiancarsi a un gameplay collaudato. Puntano più a un approccio SandBox con tantissime attività secondarie e terziarie, ma avrei preferito soprattutto una campagna principale più curata, appassionante e longeva. La main-quest dura circa la metà di quella apprezzata in AC2, nella fattispecie ci ho impiegato meno di 10 ore; tempistica più che raddoppiatile con le quest opzionali. Ma del resto un sequel a un solo anno di distanza non può permettere di puntare molto su qualità e innovazione, che invece richiedono più tempo.

Pro:

  • Roma è spettacolare
  • Personaggi intriganti
  • Contesto storico
  • Gestione dei membri della Fratellanza
  • Tante attività opzionali
  • Ritmo


Contro: 

  • IA permissiva
  • Campagna principale poco longeva
  • Poche novità


Voto 8,2





Fonte immagini: Google