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Recensione di Ryse: Son of Rome

Storia hollywoodiana romanzata ma piacevole, varie location, ottima sensazione di potenza militare, buon ritmo… Peccato per le troppe poche Combo da ripetere a iosa





Massimo, Massimo, Massimo… Beh! No, quella è un’altra storia; ma c’è in verità un pochino del Il Gladiatore anche qui: nei toni, nei temi. L’Action-Adventure — duro — della Crytek è un buon prodotto fintanto che non si analizza però il cuore del videogame, ovvero le meccaniche di gioco: forse prendere a prestito qualcosina da God of War non sarebbe stata una cattiva idea.

Storia: è ambientata in una Roma Imperiale, sotto l’egida di Nerone, e del figlio (mai esistito) Commodo che sta opprimendo il popolo di Re Oswald. Noi impersoniamo Marius Titus, giovane rampante arruolatosi per seguire le gesta del padre Leontius, veterano legionario e ora senatore.

Ma la vita del nostro, apparentemente indirizzata al successo, viene scombussolata da una tragedia familiare. Marius allora sarà in lotta su 2 fronti: salvare il suo popolo dai Britanni e allo stesso tempo seguire la sua personale vendetta. Vitallion, alla regia della XIV Legione gli promette fiotti di sangue, per saziare la sua sete di giustizia. Marius risponderà alla chiamata…


Gameplay: rappresenta il punto meno ispirato. La base dei comandi è limitata: attacco semplice, attacco forte, spinta dell’avversario (molto utile se accerchiati, consentendo di tenere a bada più affondi spaziando tra nemici diversi), schivata (necessaria per attacchi pesanti che non possono essere contenuti), e parata. Quando il nemico è ormai prossimo a soccombere viene evidenziato un teschio sul suo capo che ci invita a eseguire una truculenta finisher, a mò degli scontri visti in 300 (sempre per rimanere in tema cinematografico): due pulsanti consentono di elaborare una serie di colpi da partorire seguendo una precisa indicazione cromatica a schermo, in cui noi risulteremo invulnerabili. Le combo sono restrittive: si usano solo scudo e spada, e lo stesso strumento non può essere concatenato più di due volte consecutivamente; se si sbaglia tasto, non s’interrompe la serie ma il bonus sarà inferiore.
Le normali mosse in-game invece possono dar luogo a serie leggermente più elaborate: nella sostanza una parata può dare il là — se la sincronizzazione è buona — ad una serie di affondi. Ma la litania alla base è sempre la stessa, rotta solo dalla modalità furia: quando il contatore della stessa risulta finalmente ebbro ecco allora avviarsi una sorta di rallentamento del tempo, in cui i nostri attacchi saranno decisamente più letali
Di tanto in tanto si trovano nei dintorni dei giavellotti da poter lanciare contro gli avversari in corsa nella nostra direzione; in altre occasioni saremo chiamati a prendere possesso di postazioni da lancio (baliste) per rallentare l’avanzata barbara o guidare l’assalto con una testuggine.
Peccato non ci siano altre armi; in Apotheon (altro titolo ambientato nel periodo classico) ci sono molti più spunti al riguardo.
Durante lo scontro si può richiamare un selettore in grado di farci scegliere se l’abbattimento del prossimo avversario produrrà maggiori punti xp (necessari per aumentare le skill — troppo poche, e neppure troppo varie a dire il vero — di Marius), rigenerare parzialmente la salute (non ci sono kit medici, dunque questo è l’unico modo di ripristinare l’energia), incrementare più velocemente la furia, o rendere più efficaci i prossimi attacchi
Sono presenti diversi collezionabili, la difficoltà nel reperirli è da ricercarsi solo nel non poter tornare indietro rispetto al raggiunto checkpoint, in tal caso non rimarrà altra scelta che ripetere l’intero capitolo (8 in totale).


I.A: non è particolarmente sviluppata. I nemici normali vengono affrontati tutti nella medesima modalità (parata e affondo con gladio). Le poche Boss-Fight — pur non innalzando la difficoltà — rappresentano delle discrete varianti: vanno alternati attacchi e combo, già abusati nel normale incedere dello sviluppo narrativo, con specifici Quick Time Event. Questi sono resi estremamente chiari (come nelle finisher) dall’aura (rossa, gialla, azzurra) che in brevi lassi di tempo avvolgerà il nemico, richiamando la nostra attenzione per procedere nella giusta sincronizzazione: l’errore stavolta causerà danni.
Una maggiore varietà degli attacchi base, delle combo e delle mosse finali era assolutamente auspicabile; tutto sommato invece i QTE dei Boss sono realizzati meglio, e paradossalmente risultano piacevoli.
La difficoltà leggendaria, ottenibile solo dopo la conclusione della prima run, propone una sfida più stimolante. Non per un rinnovamento dei pattern d’attacco nemici, ma per l’avere avversari più agguerriti: in grado di bloccare più facilmente i nostri affondi (oltre a essere più resistenti), per non essere contornati sempre dall’alone rosso a indicarci un loro prossimo attacco non parabile, e infine per una parata non più sempre automaticamente indirizzata nella direzione del fendente in arrivo. In caso di calca numerosa dovremo indirizzare dunque noi lo scudo verso il nemico in carica, ciò rende gli scontri più difficili e ci tiene più sull’attenti, diversamente da quanto visto con la difficoltà massima selezionabile nella prima run (Centurione). 


Comparto grafico: in generale gli interni e gli esterni della Roma imperiale e di alcuni britanni sono eccezionali. Gli oggetti non sono mai posti a caso, e sono scelti con cura per ricreare gli ambienti nella maniera più spettacolare, non per forza più veritiera. I modelli dei personaggi secondari sono pochi e si ripetono, ma sono curati. I dettagli dell’armatura di Marius sono egregi esteticamente ma non rispondenti al periodo storico di riferimento. Buona la direzione delle cutscene, peccato che le mappe siano corte e non siano liberamente esplorabili.


Comparto tecnico: la conversione pc offre ottime opzioni grafiche, assenti nella controparte console. Si va oltre i 30 frame, si può intervenire sulle ombre, anti-aliasing, motion Blur, ecc… Da elogiare il sistema d’illuminazione, le animazioni, il lens flare, i riflessi e i particellari; e in generale tutta la mole di dettagli a schermo, accompagnata da una selezione fotografica degli ambienti da far impallidire un prodotto cinematografico. E’ un piacere continuo realizzare nuovi screenshot.


Comprato audio: ottimi i brani di matrice “classica”, riescono ad accompagnare egregiamente le differenti situazioni emozionali a schermo. Buona l’effettistica ambientale, meno il doppiaggio italiano rispetto all’originale: non ci sono problemi di natura tecnica (come la mancata sincronizzazione audio-labiale), ma è l’effetto finale dei contenuti e dei timbri vocali a non riscuotere la stessa qualità della produzione anglosassone.

Titolo: Ryse: Son of Rome
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore e Editore: Crytek 
Data di rilascio su pc: 10 ottobre 2014


Commento finale: il plot è lineare e non profondo, ma almeno non presenta buchi narrativi, tutto sommato è gradevole: mi è piaciuto l’uso della tecnica narrativa, ma si poteva giocare meglio sull’intrigo tra divinità e donare maggiore spessore caratteriale ai protagonisti. Il vero punto debole della produzione è però nel semplicistico combat system. Se gli sviluppatori avessero impiegato maggiore cura nel partorire meccaniche più ardite, più varie… Probabilmente avremmo avuto tra le mani un grande titolo. 
Ryse non è assolutamente un titolo da buttare — risulta piacevole se si è consci di non avere di fronte un action ricercato — anche per via della durata non elevata, diversamente quelle poche combo avrebbero decisamente annoiato alla lunga. Crytek però, oltre a mostrare i muscoli a livello tecnico e grafico, anche stavolta perde l’opportunità di realizzare meccaniche stimolanti: è pur sempre di un videogame che stiamo parlando e il gameplay deve essere più profondo, non per forza più difficile — si può cercare anche il semplice e immediato svago a fine giornata — ma almeno decisamente più vario…


Pro:

  • Tecnica narrativa
  • Effetti speciali e resa grafica generale


Contro: 

  • Caratterizzazione dei personaggi
  • Poche mosse e combo sempre uguali


Voto 7



Fonte immagine principale: Google
Altre immagini: screenshot personali 

Video: