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Recensione di Dragon's Dogma: Dark Arisen

Stimolante ed emozionante nelle Boss Fight, interessante il sistema di crafting, buona l’esplorazione ma pecca purtroppo nella banale narrativa



Dragon's Dogma: Dark Arisen giunge finalmente su pc


Dopo Enslaved: Odyssey to the West, Ryse: son of Rome, e altre esclusive console giunge su pc anche Dragon’s Dogma completo dell’espansione Dark Arisen. Si tratta di un Action-Gdr con una buona  dose di difficoltà e una impostazione Open World, dopo aver sbloccato alcune zone inizialmente inaccessibili. Ma analizziamo di seguito i vari punti.


Storia: impersoniamo un personaggio semplice, che conduce una vita tranquilla fin quando non viene scombussolata dall’arrivo — nel suo villaggio — di un drago. La fiera creatura alata è troppo forte, e il villaggio cade. Il protagonista, però, prova a lottare e pur perdendo lo scontro riesce a sorprendere il drago, che premia la sua audacia strappandogli il cuore: diventiamo l’Arisen, una figura antica che dovrà tentare di recuperare l’organo dal drago affrontando diverse peripezie…

Gameplay: cambia a seconda delle scelte operate in fase di creazione del personaggio, sin dalla fase della moderazione estetica. Le scelte fisiche impattano sui movimenti: una figura alta è in grado di saltare di più, una molto magra sarà limitata nella salute, e una eccessivamente muscolosa peccherà in agilità.
Possiamo inizialmente optare per 3 classi: arciere, guerriero, e mago. Successivamente potremo contare anche su: arciere mago, assassino, cacciatore, guerriero distruttore, paladino, e stregone

Come alcuni Rpg e action-gdr: Dragon Age: Origins, Baldur’s Gate, Mass Effect, Fallout New Vegas, Kotor e Kotor: the Sith Lords, ecc... Anche Dragon’s Dogma punta sul party. L’Arisen vanta la collaborazione delle pedine: personaggi suddivisi in classi, che cresceranno e ci aiuteranno negli scontri. Possiamo impartire alcuni ordini, ma in generale sarà l’I.A. a guidarli. Esse giungono dalla Faglia, un’esistenza parallela, alla quale si accede tramite pietre speciali. Possiamo valutare archetipi standard oppure prendere online quelle elaborate da altri giocatori. Diversamente dalla nostra pedina personale, che potremo far salite fino al livello 200, quelle dei giocatori online saranno vincolante alla crescita di quel giocatore, quindi sarà normale appoggiarci di volta in volta a nuove pedine.

Il crafting è uno degli elementi più importanti: è legato al recupero di determinati materiali. Alcuni sono rari e protetti da mostri molto difficili da affrontare.
Mi ha creato qualche grattacapo la mancanza del lock-on sull’avversario, un po' come in Metal Gear Rising: Revengeage… Ma poi ci si abitua.
In combattimento possiamo contare sulla schivata, oltre che vantare su un mix veloce di attacchi e abilità.


Dragon’s Dogma Dark Arisen offre una buona dose di difficoltà, spesso messa in secondo piano negli Open World


I.A: la difficoltà è alta nello scontro con le creature più forti, dove bisogna prima studiare i pattern d’attacco e carpirne i punti deboli. Il resto degli avversari non rappresenta una grossa sfida.


Comparto grafico: l’atmosfera sale con il dungeon Nerabisso. In generale è buono il design dei mostri. La paletta cromatica non brilla per profondità di colori, vengono predilette pennellate scure. Il risultato è che risaltano gli effetti di luce e quelli speciali delle magie, più avvolgenti e lucenti. 

Comparto tecnico: buono il lens flare, e la linea d’orizzonte. Questo porting pc è di buona fattura:  aggiunge qualche filtro, nuove tipologie di anti-aliasing, e migliora la resa grafica rispetto alla versione console;  ma nulla di straordinario, visto che ha 3 anni alle spalle e non era eccezionale neppure all’epoca d’uscita. Il frame rate è granitico e sbloccato. Mouse e tastiera sono stati ben implementati e sono chiaramente configurabili. Il titolo dunque è molto scalabile per adattarsi alle diverse configurazioni pc.

Comparto audio: colonna sonora notevole, buona l’effettistica ambientale.

Commento finale: la trama non è indimenticabile, la partenza è lenta e non mi ha mai catturato in pieno. Le missioni secondarie sono classiche e poco stimolati: raccogli l’oggetto X, uccidi il tizio Y, scorta il personaggio Z. Spesso gli Action-Gdr peccano nella difficoltà, puntando più sul loot, e la crescita del personaggio — sicuramente elementi importanti — ma lo sono anche secondo me lo stimolo delle battaglie e la trama. Mi sono piaciuti l’impostazione Open World, e la sfida coi boss.
Ho trovato l’incedere del plot di Dragon’s Dogma un po' troppo ripetitivo. 

Se amate più la sfida e il potervi perdere negli scontri, soprattutto in fase avanzata, troverete pane per i vostri denti; viceversa se amate le storie, qui ne rimarrete probabilmente delusi.


Pro:

  • Boss Fight
  • Crafting
  • Colonna sonora


Contro: 

  • Plot non eccezionale
  • Graficamente si poteva fare di più



Voto 8


Fonte immagine principale: Google