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Recensione di L.A. Noire

L.A. Noire rivoluziona l'uso delle espressioni facciali nei videogame, nessun gioco si era mai spinto così oltre




Everybody lies


La società, e le persone che impareremo a conoscere non sono così chiare come sembrano: mentono e nascondono la verità, cercando di venderci la loro versione dei fatti. Spesso la differenza tra giusto e sbagliato è solo estetica, apparente: segnata da un’uniforme. I poliziotti non sempre saranno dipinti come il braccio duro della legge, saranno proposti come uomini: deboli e vacillanti dinanzi alle tentazioni. E il nostro protagonista? Così deciso, incorruttibile o… Solo Chiacchiere e Distintivo?
Il motion-scan ha permesso di ottenere animazioni facciali in grado di trasmettere piu' delle parole. Sarete dei Dr. Cal Lightman in erba, con in più la pistola! 
Gli interrogatori sono sicuramente il pezzo forte della produzione, insieme ad una fase investigativa - sul posto - molto curata.

A bordo di brum brum d'epoca



Attori “veri" mettono in scena paura, vergogna, disprezzo, rabbia, e menzogna


Storia: la Los Angeles del secondo dopoguerra, è un cantiere in evoluzione. L’industria sta decollando, e con essa pure la criminalità: il business della droga, i serial killer, le scommesse truccate, le truffe all’assicurazione immobiliare, e le rapine. 
Impersoniamo Cole Phelps, un ex marine decorato, animato dal forte senso del dovere. Costui, finite le ostilità internazionali, dovrà infatti decidere cosa fare della propria vita. Se Vito Scaletta - dopo la Grande Guerra - opta per il crimine organizzato, Cole invece si dedica al percorso inverso: la carriera investigativa. Come il protagonista di Mafia 2 anche il nostro è ambizioso, e farà carriera varcando sezioni via via più importanti.

Recensione di L.A. Noire


Gameplay: un mix tra un limitato free-roaming e una sezione investigativa ancorata, fino ad ora, più ai “punta e clicca”. Il primo è legato alla ricerca di collezionabili, che ci aiutano ad immedesimarci negli anni ’40. Un leitmotiv già saggiato in Mafia 2, dove gli ambienti, gli abiti, e le auto mutavano con lo scorrere del tempo. Anche qui troviamo auto d’epoca, e il modello di guida è piacevole. Ma non siamo liberi di esplorare i palazzi (al loro interno) come più ci aggrada, e nemmeno avere tutte quelle azioni secondarie tipiche di un GTA. Questo concept è per l'appunto più simile a quello visto in Mafia: più concentrato, più incentrato su una storia.
Per risolvere il caso bisogna prima studiare bene la scena, alla ricerca di prove indiziarie; in seguito si dovrà interrogare il testimone o il presunto colpevole. Qui sale in cattedra il titolo del team Bondi: le espressioni facciali sono studiate nei dettagli, come mai era stato fatto prima d’ora. 
Le presone mentono? Dicono il vero? Dal vostro taccuino potete formulare domande per mettere in difficoltà l’interlocutore, o magari accusarlo facendo leva su una determinata prova. 
Risolvere subito il caso, commettere meno errori, mandare in galera un’innocente, ecc… Sono tutte situazioni che determineranno la crescita del personaggio: ad ogni livello guadagnate un punto intuito per inquadrare più facilmente le situazioni future; una scelta più profonda e variegata di quanto vedremo in Murdered: Soul Suspect
Il plot principale prevede 21 casi da risolvere, arricchito da diverse sidequest (circa 40), dalla natura più action (sparatorie, inseguimenti, ecc…): utili a esplorare la città. L’incedere è lineare, ma la tessitura dei fili tra i diversi personaggi va arricchendosi di caso in caso: una scelta narrativa intrigante fino alla fine. 

Colto in fallo


I.A: nelle sparatorie non brilla per pattern d’attacco stimolanti. Ottima invece la possibilità di mimetizzarsi attraverso diverse azioni, come far finta di leggere un giornale. Il nostro personaggio può inoltre contare sulla rigenerazione automatica della salute. Il sistema prevede anche dei checkpoint distribuiti  in maniera abbastanza ravvicinata.

Comparto grafico: non ci sono effetti speciali particolari, il team ha puntato sul realismo e sui tagli cinematografici nelle inquadrature. Durante gli interrogatori si passa all'inquadratura in primo piano, al fine di cogliere quelle micro-espressioni facciali capaci di far cadere il castello di carta eretto dai colpevoli. Non dimenticatevi di studiare anche il linguaggio del corpo, il colpevole prima o poi farà un errore e dovremo essere pronti a cogliere i segnali.

Comparto tecnico: il frame-rate è granitico, il sistema d’illuminazione è buono. Le texture degli interni sono più curate rispetto agli esterni. C’è un po' d’aliasing, e del pop-up sull’orizzonte.

Comparto audio: i temi musicali marcano in maniera convincente le varie fasi di gioco. Manca la possibilità di cambiare stazione radio in auto, ma è un peccato veniale. Ottimo il doppiaggio in inglese, buono il sottotitolato in italiano; di pregevole fattura la recitazione.

Titolo: L.A. Noire
Genere: Action-Adventure, Investigativo
Sviluppatori: Team Bondi, Rockstar Leeds 
Editore: Rockstar Games
Data di rilascio su pc: 8 novembre 2011



Commento finale: ottima la sceneggiatura. Si gioca su due piani: i ricordi di guerra, e la scalata nella carriera investigativa. Le missioni secondarie sono più action e meno ispirate nei contenuti, rispetto a quelle della narrativa principale: sono pensate per bilanciare i tempi più riflessivi. E’ un titolo unico, ma forse non adatto a tutti, visto il ritmo lento dei 21 casi.

Pro:
  • Le migliori espressioni facciali mai realizzate 
  • Fase investigativa emozionante, e stimolante
  • Buona atmosfera storica


Contro: 
  • Non adatto a tutti


Voto 9,3



Fonte immagini: Google