Recensione di Deadlight

Deadlight è un cinematic platform, ambientato in una Seattle artisticamente emozionante 



L'opera prima dei Tequila Works


Presenta una trama solida nella forma e nella tecnica narrativa, ma non originale nei contenuti. Ricca di un paio di cambi di ritmo, e condita da scorci psicologici ben rappresentati. Il plot sarebbe ottimo per qualsiasi altro genere videoludico, ma per un titolo story-driven pecca di profondità: la mancanza di scelte da effettuare non aiuta. Gli sviluppatori hanno giocato su idee sicure, senza osare, a parte un solo vero colpo di scena.


Ci si mette pure l'esercito


Storia: Seattle, è in corso l’invasione delle “ombre”, così vengono chiamati, qui, i vaganti.  Vestiamo i panni di Randall Wayne, ex sceriffo (vi ricorda qualcosa?) alla ricerca dei suoi cari persi nel trambusto…

Fino a qui non ci sapete arrivare eh?!

Gameplay: è un platform a scorrimento orizzontale condito con alcuni puzzle, e blandi elementi survival. L'idea di fischiare per richiamare l'attenzione degli zombi e liberarsi varchi è ben realizzata, e alcuni momenti sono carichi di patos. 
Il nostro personaggio è molto agile, e sfrutterà diversi appigli facendo del parkour la sua arma principale, pur di salvare la pellaccia. Non siamo tuttavia totalmente inermi, grazie a un paio di bocche da fuoco e un’ascia.
I segreti disseminati nei livelli faranno felici i "completisti" che non disdegneranno anche una seconda run, ma anche tutti colori i quali vorranno apprendere di più sulla trama, leggendo i documenti.

Il titolo non lesina, anche, del sano backtracking per un risultato finale semplice ma efficace


Deadlight
I.A: l'eccessiva facilità di fondo, ricca di checkpoint, mina un pò l'esperienza finale che era stata ben partorita. La scarsità dei proiettili è una variabile che ben si amalgama al contesto, siamo strategicamente preparati a centellinare gli scontri; sfruttando anche la fuga come opzione tattica in certe situazioni.

Comparto grafico: eccezionale sia nella deliziosa atmosfera 2D giocabile, che nelle cut-scenes - dove lo stile cambia diventando "fumettoso"- sia ancora quando affiorano i ricordi di Randall, e le immagini mutano nuovamente timbro e tonalità.

Fortuna che con l'invasione i cavi non sono alimentati


Comparto tecnico: buono in generale, per quest’opera prima realizzata con l’Unreal Engine; peccato che i comandi di gioco - in rari frangenti - siano poco precisi; costringendo a ripetere un paio di passaggi. Per cui è consigliato l’uso del pad.

Comparto audio: buono il doppiaggio e l'effettistica.

Commento finale: è sicuramente un interessante live arcade, poi trasposto anche su pc; ma una componente narrativa più curata, e una longevità maggiore avrebbero innalzato maggiormente il già buon lavoro svolto della software house spagnola. 


Pro:
  • Design artistico
  • Elementi platform e survival


Contro: 
  • La trama poteva essere più curata
  • Comandi a volte imprecisi


Voto 7,6


Fonte immagini: Google