Recensione di MURDERED: SOUL SUSPECT

Murdered Soul Suspect è un'avventura grafica, reinterpretata in terza persona, con location in 3D



Il titolo va inquadrato


Altrimenti si è portati: a bocciarlo categoricamente per via del gameplay e del ritmo (entrambi abbastanza piatti), o a esaltarne le componenti narrative. Tutto dipende da cosa vi aspettavate da questa esperienza.
Di sicuro non è un capolavoro, ma non è neanche un brutto gioco. Anzi, ci sono alcune caratteristiche interessanti sulle quali, però, gli sviluppatori non hanno avuto la forza di osare di più. L'immedesimazione è raggiunta grazie alle vicende accadute in passato a Salem, che donano personalità alle location. Ci sono anche un paio di ottimi colpi di scena, riguardo la storia principale.
L'idea di base è buona: reinterpretare le avventure grafiche - bidimensionali - punta e clicca, inserendo una modellazione 3d - così da sfruttare l'esplorazione dei luoghi a 360°, entrando davvero dentro luoghi di norma solo immaginati sulla base delle poche immagini statiche offerte dagli sviluppatori - creando una maggiore immersione, aliena al genere punta e clicca.


Tutto inizia da qui: la nostra morte, o meglio quella di Ronan


L'errore degli Airtight Games è stato voler abbozzare l'aggiunta di elementi tipici di titoli in terza persona: mi riferisco, ad esempio, alle azioni stealth da imbastire in presenza di anonimi demoni, una mossa che sembra più una sorta di contentino per alzare il ritmo. Se si voleva puntare davvero su queste sezioni - per dare maggiore spessore a questa mescolanza con il genere Action-Tps - bisognava partorire meccaniche più stimolanti, e non di semplice intrattenimento. Come in L.A. Noire dove il Team Bondi era riuscito proprio a bilanciare le 2 fasi: action ed investigativa.

Recensione di MURDERED: SOUL SUSPECT


Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)


Storia: impersoniamo Ronan O’Connor, detective sopra le righe. Un po' sbruffone, dal passato turbolento. Vissuto sull’altra riva della legalità. Insomma, un personaggio che vive di emozioni e di errori, che è difficile non prendere subito a simpatia, soprattutto dopo la sua morte. Già, Ronan muore subito: defenestrato prima, e finito poi (con 7 colpi di pistola) da un uomo incappucciato. Quando il protagonista vede il suo corpo giacere inerme sulla strada capisce che è deceduto. Disperato e determinato a capire chi l’ha ammazzato, inizia la sua personale indagine.
Il lato positivo è che ora può godere di una visione, e una comprensione, prima aliena. E' in grado di raggiunge oggetti posizionati in luoghi inaccessibili per i vivi, può prendere possesso dei pensieri degli agenti, degli indiziati, e dei testimoni, sì da svelarne le idee, le verità e le congetture più autentiche. Ma, soprattutto, gli indizi attuali si mescolano con quelli riguardanti la Salem della caccia alle streghe, aprendo nuove piste. Il rovescio della medaglia è che l’interazione col Mondo dei vivi è limitata, almeno finché non ci s’imbatte in Joi, una medium. I due si aiuteranno a vicenda, per tentare di trovare la madre scomparsa di lei, e l’assassino di lui.

Spiriti, demoni e corvi


Gameplay: la fase investigativa non raggiunge le vette di L.A. Noire (che tuttavia ha un concept diverso), ed è un po' piatta perche' non prevede un adeguato feedback nella risoluzione dei casi. Non è richiesto, infatti, scovare tutti gli indizi, quindi il bandolo della matassa si trova spesso facilmente. E’ permesso sbagliare più volte, senza un'adeguata conseguente controindicazione. La sfida la si può intravedere più che altro nel riuscire a raggiungere l’effettivo punteggio massimo, nella risoluzione del caso, un po' come la sincronizzazione del 100% vista in Assassin’s Creed, quindi se non raggiunta non impedisce di proseguire oltre. Gli sviluppatori hanno voluto creare più un film interattivo, e in tal caso avrebbero dovuto, però, seguire più questa idea, approfondendola maggiormente.
Buone invece le meccaniche di base, soprattutto il teletrasporto, l’attraversamento delle pareti, e l'impossessarsi di corpi dei vivi. Entrare nelle vesti umane (oltre che servire a conoscerne i pensieri della relativa persona) permette di raggiungere luoghi consacrati, non accessibili ad anime bloccate nel limbo come quella di Ronan. Entrando invece in simbiosi con i corvini felini (gatti) si riesce a cambiare punto di vista, varcare porzioni differenti (rami di alberi), e interagire con i vivi.
Durante la fase esplorativa, tra i vicoli di Salem, possiamo andare alla ricerca di storie secondarie, di anime in pena per tentare di risolvere altre questioni in sospeso; ma attenzione alla presenza dei Demoni.

Le opzioni tattiche contro i Demoni sono 3


Fuga, mettere in scena blande meccaniche stealth per aggirarli (prendendo possesso di altri spiriti o facendo gracchiare dei corvi per indirizzarli in zone meno calde, oppure eliminarli uno ad uno a colpi di Quick Time Event.
L’interazione con l’adolescente Joi è caratterizzata da scambi di battute interessanti, e momenti in cui vestire magari i panni di un fantasma dispettoso: animando oggetti per creare diversivi, e far avanzare la ragazzina in luoghi pattugliati dai vivi.
Sono presenti molti collezionabili, alcuni dei quali sbloccano delle storie da ascoltare, ma poche sono davvero ben riuscite. E' un'ottima idea, comunque, quella di non lasciare fine a se stessa questa meccanica, che in generale viene abusata (in altre produzioni) per fare più da riempitivo.

Impersonare i gatti, offre tutta un'altra prospettiva


Comparto grafico: la città è carica di fascino, e ben disegnata; lo stesso vale per i personaggi principali, che perdono invece qualcosina nella caratterizzazione psicologica. Anche la paletta cromatica è stata scelta oculatamente per rappresentare entrambi i Mondi, con colori più evanescenti per l’oltre-vita.

Comparto tecnico: molto buono. Il titolo mosso dall’Unreal Engine 3 non presenta bug: è fluido, e consente di operare una discreta scelta sui filtri per adattarsi a differenti hardware. Le texture sono generalmente di buona qualità.

Comparto audio: buona l'effettistica, doppiaggio discreto.

Titolo: Murdered Soul Suspect
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore: Airtight Games 
Editore: Square Enix
Data di rilascio su pc: 5 giugno 2014
Piattaforme: PC, PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One

Commento finale: se siete interessati ad un buon thriller, con una buona dose di sfida, allora questo titolo non fa per voi, meglio rivolgersi ad altri prodotti. Se siete interessati più alla componente narrativa, con una buona immersione in luoghi carichi di mistero, allora questo prodotto fa invece al caso vostro, e risulterà molto piacevole.

Pro:
  • Atmosfera
  • 2 Mondi ben delineati
  • Poteri ben congeniati
  • Ottima idea di fondo


Contro: 
  • Si poteva dare ancora più spessore alle narrative secondarie
  • Le meccaniche action in terza persona sono solo abbozzate


Voto 7



Fonte immagini: Google