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Recensione di Dead Space

Dead Space è un survival-horror sci-fi di qualità, che ricorda per alcuni tratti il film “Punto di non Ritorno”



Non lasciatevelo sfuggire perchè oramai l’industria videoludica è cambiata


Sempre più figure del reparto marketing - che magari, non hanno mai giocato ad un videogame - impongono il loro diktat sulle idee che si possono o meno realizzare, in base a dubbie "ricerche di mercato", influendo su tematiche e meccaniche di gioco. Il risultato è che non abbiamo più molti titoli horror di qualità. La stessa saga di Dead Space, dopo questo ottimo primo capitolo, ha perso via via la sua identità, divenendo col terzo capitolo un action puro: andando verso quella deriva angosciante imbarcata - in precedenza - già dal franchise di Resident Evil.

Non credo stia venendo in pace


Atmosfera tetra e lugubre per l’equipaggio in toto


Storia: si inizia con un classico clichè. Oramai lo sanno tutti che non si apre la porta dove c’è il buio più totale, e che non si attracca ad una stazione che non da segni di vita… Ad ogni modo, siamo in viaggio per una “semplice” missione di soccorso verso la Ishimura.  Ma una volta raggiunta la nave, ci rendiamo subito conto che qualcosa non va: c’è troppo silenzio.
La mente di Isaac è assalita da Nicole: la ragazza è in intimità col nostro ingegnere, e guarda caso lavora proprio sull’astronave di classe "Planet Cracker" adibita a scavi. Quando scatta la quarantena, i Necromorph attaccano il nuovo equipaggio. Il team precedente ha evidentemente risvegliato qualcosa di agghiacciante e bramoso di uccidere. Ma Isaac non è un militare. Non è equipaggiato, né preparato ad affrontare il nemico: la tuta rende goffi i suoi movimenti. Il ritmo è angosciante, ed è retto in tempo reale da suoni e immagini raccapriccianti, senza cut-scene, senza monologhi del protagonista… Senza inutili pause.

Un altro passo e finisco la tua vita di tormenti


Situazione martellante nella testa di Isaac Clarke


Gameplay: si regge sul sottile filo del rasoio… dei vostri nervi. I nemici attaccano di soppiatto, attraversano condutture di areazione, e non vi lasciano un momento libero; per abbatterli bisogna colpirli agli arti (anche smembrandoli). Tra le armi (arricchite da modalità d’attacco secondario) a disposizione, abbiamo: pistola, lanciafiamme, e fucile a impulsi. Fate economia su medikit e munizioni per non rimanerne a secco.
Anche 2 poteri da usare sia per risolvere blandi enigmi, sia in combattimento: “cinesi” per spostare oggetti, e “stasi” per rallentare il tempo in zone circoscritte (non abusatene perché è limitata). La personalizzazione è demandata ai “nodi” da impiegare nei “bench”, al fine di migliorare: armi, tuta, stasi, cinesi e salute. Ponderate bene cosa potenziare perché in una sola run è impossibile portare tutti i valori al massimo. Negli “store” potete usare i “credits” per acquistare ossigeno extra, nodi, medikit, e rifornimenti di stasi.
Oltre a vagare da una zona e l’altra della nave - per attivare interruttori, trasportare oggetti sotto gli ordini di Kendra e Zach - a spezzare l’incedere ci saranno: le sessioni interne a gravità zero, ed esterne a -273°.
Le boss fight richiedono di carpire i punti deboli del nemico, pena l'inesorabile sconfitta.
Completano il quadro una linearità di fondo accompagnata da un po’ di backtracking.

Recensione di Dead Space


Comparto graficol’illuminazione gioca un ruolo fondamentale. Spesso è scarsa, o va e viene ad intermittenza. Non è da meno la scelta della paletta cromatica, tendente sui colori scuri. Ottimo il netto passaggio dagli spazi claustrofobici dei corridori interni, a zone più ampie per ammirare l’immenso spazio profondo. Quest'ultimo sembrerebbe quasi rasserenare l’animo angosciato, se non fosse che la fuori non c’è altro che morte.
Evocativo, il cambio stilistico delle stanze operato dal passaggio dei Necromorph: le loro vittime e le loro sostanze organiche donano “colore” e atmosfera agli spazi grigi della Ishimura. Attenzione, entrare nell’inventario non mette il gioco in pausa, ma almeno si rimane sul “pezzo”: le informazioni infatti vengono proiettate a mò d’ologramma.

Comparto tecnico: la telecamera alle spalle di Isaac, in posizione obliqua è volutamente scomoda, i movimenti goffi del personaggio mirano ad alimentare l’angoscia e la precarietà del momento. Considerando l'anno d'uscita, risultano buone le texture e ottimi i modelli poligonali degli umani, meno quelli degli alieni.

Comparto audio: lamenti, colpi fulminei, cigolii e malfunzionamenti delle porte… non riuscirete a trovare né un angolo, né un secondo di pace. Decisamente sottotono il doppiaggio italiano nella voce di Dario Argento, evidentemente è un valore di famiglia quello di realizzare pessimi doppiaggi nei videogame: vedasi l'imbarazzante performance di Asia Argento nel primo Mirror's Edge.


Titolo: Dead Space
Genere: Survival horror
Sviluppatore: EA Redwood Shores
Editore: Electronic Arts
Data di rilascio su pc: 20 ott 2008
Piattaforme: Pc, Ps3, Xbox 360

Commento finale: Dead Space è un titolo speciale, potremmo dire un capolavoro, se questa parola non fosse oramai abusata in questa industria. Se amate il genere horror, dovete assolutamente averlo; spesso queste produzioni sono scadenti sul lato narrativo e tecnico, ma in questo caso i valori sono decisamente elevati.

Pro:
  • Atmosfera
  • Meccaniche di gioco
  • Caratterizzazione del personaggio


Contro: 
  • Non adatto a intestini deboli

Voto 8,7



Fonte immagini: Google