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Recensione di Dead Rising 3

Dead Rising 3 è un Open World caciarone e molto divertente, soprattutto in Co-op. Fortemente incentrato sul crafting



L’ottimizzazione però doveva essere curata meglio


Dopo l’ultima patch, rilasciata quasi un anno dopo l’uscita su steam, non ci sono più crash. Perseverano ancora 2 difetti all’avvio del gioco: può capitare che non vengano caricati i salvataggi, niente paura, in tal caso basta uscire dal gioco e ri-avviarlo per ritrovarseli nuovamente (un difetto di sincronizzazione); potreste, poi, incorrere in un rallentamento vistoso, ma passerà dopo alcuni secondi. Avevo comprato il gioco alcuni mesi fa ed era ingiocabile: i crash erano continui e insopportabili tanto da farmi abbandonare il titolo, con l’avvicinarsi di Halloween ho ri-scaricato il gioco, finalmente aggiornato e sono riuscito a godermelo. E’ sconsolante questa poca cura verso il cliente pc, ed è giusto segnalare questi episodi. Ora però il titolo seppur non perfetto a livello tecnico, è finalmente giocabile.

Recensione di Dead Rising 3


Storia: dieci anni dopo gli avvenimenti di Fortune City, impersoniamo Nick Ramos, un meccanico ispanico, nella città fittizia di Los Perdidos. La nuova minaccia ha avuto una rapida escalation, che in poche ore ha messo a ferro e fuoco, ed estromesso dalle comunicazioni con l’esterno, la cittadina. 7 giorni rimangono al lancio di un ordigno nucleare ad opera del generale Hemlock. Affronteremo menti deviate, cittadini sull’orlo del crollo emotivo, militari, sciacalli e gang di biker esaltati (tipici del panorama post apocalittico alla Mad Max). 
Non è un concept originale. Anche le missioni secondarie a volte sono ripetitive, ma è vero anche che sono i tipici punti deboli di questo genere videoludico. La mappa forse poteva essere più grande, ma probabilmente bisognava poi anche ri-bilanciare i soli 7 giorni a disposizione.

Gameplay: come nel predecessore avremo a che fare con missioni a scadenza temporale. Una tempistica però meno impegnativa che in passato. La quest principale va conclusa entro una settimana, scandita dal ciclo circadiano. Le vicende secondarie (evidenziate una volta risposto al cellulare), e le prove d’abilità hanno un timer più limitato, davvero stringente solo per le seconde. Mancano invece gli agenti atmosferici.
Le fondamenta del titolo Capcom si reggono sul crafting di armi e veicoli, da usare per abbattere - nella maniera più divertente e diversa - gli zombie che infestano la città. Sarete in grado di partorire strumenti di morte esilaranti o completamente folli - non tutti utili - quindi provatene il più possibile; anche perché tutti si consumeranno. Non mancano opzioni tattiche interessanti come l’elicottero radiocomandato a fare le veci di drone militare, o l’orsacchiotto che da tenero peluche si trasformerà in una micidiale torretta. Il crafting non richiede banchi da lavoro, può essere eseguito in qualsiasi momento, previo recupero degli schemi (oltre 100) disseminati qua e là nella mappa, non molto vasta a dire il vero. Gli edifici interni invece sono abbastanza diversificati, alcuni si sviluppano anche in verticale. Sono presenti anche normali armi da mischia e da lancio. 
Girando per i negozi di Los Perdidos troverte anche abiti da far indossare a Nick, e magari realizzare mix inguardabili e divertenti, in sintonia con l’atmosfera sopra le righe.

Dead Rising 3 vanta un arsenale titanico, tutto da scoprire


Dead Rising 3 - LucullusGames

Il Combat system si poggia su: rotolata, combo da sbloccare, colpo veloce ed uno lento.
Portare a temine i vari compiti, recuperare i collezionatili, ed eliminare gli infetti fa guadagnare punti esperienza che via via consentono di aumentare il livello del personaggio; di conseguenza si rendono disponibili specifici punti da spendere in alcune caratteristiche. Vista la difficoltà generale, non elevata, consiglio di puntare di più su 3 voci: inventario, sì da avere maggiori slot per recuperare parti da combinare senza sacrificare le migliori armi al seguito; armi a distanza, visto che sono più efficaci di quelle da mischia anche per la mancanza del lock-on sul nemico (che avrebbe reso più agevoli gli scontri coi Boss); vita, per ricorrere sempre meno ad azioni sul lungo ripetitive, come recuperare cibi e farmaci per il ripristino della salute, donando maggiore dinamismo (visto che non è un survival). 

I.A: le orde fanno paura solo per il numero e il colpo d’occhio; all’atto pratico non rappresentano un vero ostacolo; sono lì per fare da carne da macello. Boss e mini-Boss, privi di pattern d’attacco stimolanti, vanno giù sempre alla stessa maniera. Come preannunciavo in precedenza, sono molto efficaci le armi dalla distanza (non tutte ovviamente); se non vi avvicinate al nemico non rischierete quasi nulla. Assicuratevi di portarvene sempre un paio per sprigionare i necessari danni all’occorrenza. 
La modalità Nightmare alza un po' la difficoltà, e limita i salvataggi ai soli bagni pubblici, come nel precedente titolo.

Comparto grafico: la paletta cromatica vira dai toni chiari e allegri del giorno, a pennellate più scure nella notte, ove i non-morti diventano più aggressivi.

Le Orde di Zombie sono immense


Comparto tecnico: come per Batman: Arkham Knight, il titolo non fa un buon uso della memoria Vram; la richiesta è esosa, ed è allocata dinamicamente. Purtroppo è un brutto andazzo che interessa alcuni titoli “Next-Gen” sviluppati primariamente per console. Per poter giocare senza limiti in full-hd sarebbe necessario possedere una scheda grafica con almeno 4 gb di memoria. Se incontrate dei micro-scatti allora avete impostato un dettaglio grafico superiore a quello che il vostro hardware può permettersi, per questo titolo scarsamente ottimizzato. Il mio consiglio è abbassare i dettagli relativi alle texture, che impattano pesantemente sulla resa.
Sono presenti un marcato pop-up, qualche calo nel frame-rate, un po' di tearing, alcuni glitch grafici e texture un po' sottotono.
Dopo aver snocciolato i lati negativi, voglio invece fare i complimenti per l’illuminazione dinamica, e soprattutto per la mole di zombie che si è stato in grado di partorire a schermo; un numero di avversari così vasto ha sicuramente dato dei grattacapi in fase di sviluppo.

Comparto audio: doppiaggio sufficiente, non sempre all’altezza l’effettistica. Buoni i temi musicali.

Titolo: Dead Rising 3
Genere: Open World
Sviluppatore: Capcom Game Studio Vancouver
Editore: Capcom

Data di rilascio su pc: 5 settembre 2014

Commento finale: un modo goliardico di affrontare l’ormai abusato tema zombie. Dead Rising 3 è un sandbox piacevole e disimpegnato. Se avete voglia di eliminare orde con armi improbabili, se poco v’importa della trama (essendo più interessati a creare caos), se non vi spaventa la ripetitività delle azioni da compiere, se volete divertivi magari insieme ad un amico vagando per Los Perdidos… Con Dead Rising 3 avrete pane per i vostri denti. Dovrete chiudere un occhio sull’ottimizzazione; ma per lo meno il disastro del lancio, ricco di crash, ora è solo un ricordo.


Pro:

  • Orde di zombie immense
  • Natura caciarona ben realizzata
  • Il crafting partorisce armi e mezzi assurdi


Contro: 

  • E' necessaria una gpu con almeno 4gb di Vram per gustarsi il titolo al massimo
  • Cali di frame-rate



Voto 7,3