Recensione di Bionic Commando Rearmed

Bionic Commando Rearmed è un buon remake del platform 2D apparso sul NES nel lontano ’88



Andiamo subito alla questione spinosa: i comandi di gioco

E' innegabile che la periferica dei cabinati sarebbe più adatta dell’analogico del gamepad, e di conseguenza il rampino per le diagonali poteva essere implementato meglio. Ma badate che non è un errore di codice: è volutamente ostico padroneggiarlo. Anche in DuckTales - altro titolo apparso su Nes e poi arrivato anche su steam - ci sono alcuni salti che richiedono una precisione chirurgica. Vi assicuro che vi arrabbierete e proverete anche frustrazione; magari dedicherete anche improperi agli sviluppatori, ma fidatevi: se il gioco vi prenderà, ci farete il callo.



Storia: si tratta più che altro di un contesto. Pochi spunti narrativi, all’epoca, bastavano per dare il là ai titoli arcade. Ambientato in un futuro distopico in cui una legione militare “filo-nazista” ha intenzione di ridestare il dittatore. Impersoniamo Nathan Spencer, il nostro primo obiettivo è liberare l’agente Super Joe, poi ci dedicheremo al cattivone generale Killt.



Gameplay: Ci sono 3 fasi. Spostamento a bordo di elicottero, dove scegliere lo stage su cui paracadutarsi, eludendo i mezzi nemici; i 19 lineari scenari veri propri, su cui spostarci orizzontalmente, e in verticale solo tramite rampino (dato che il nostro protagonista non è capace di saltare); e infine sezioni puzzle.
Se in fase di perlustrazione, con l’elicottero, incrociamo il nemico: si avvierà una sezione con visuale dall’alto, da cui eliminare ogni avversario.
Il rampino ci consentirà di parare, lanciare oggetti, e attaccare. Se dunque iniziamo solo con una normale pistola con la quale non possiamo mutare la direzione dei proiettili - quindi saranno sparati solo in orizzontale, e non in diagonale o verticale - via via invece recupereremo un arsenale da far invidia al Duca. Qualche zona segreta da scoprire, soprattutto in fase avanzata, ci donerà ulteriori potenziamenti.
In ogni stage è presente un centro di controllo che dovremo violare, risolvendo dei puzzle che daranno il via ad un simpatico siparietto tra ufficiali nemici, che maldestramente ci sveleranno i punti deboli principali.
I puzzle constano di una struttura a forma di cubo senza pareti: al di fuori di essa non c’è nulla, all’interno c’è una palla e alcuni ostacoli. Ci è richiesto di spostare la palla da un punto A ad un punto B, facendo attenzione a farla rimbalzare solo sugli ostacoli; altrimenti scivolerebbe nell’etere giacchè il cubo non ha pareti.



I.A: la difficoltà è altina, se non si è pratici di questi titoli dall’anima retrò. Ci sono diverse zone pericolose celate, quindi l’unico modo per non perire sarà imparare il livello… Esatto, si tratta della dinamica nostalgica del Trial and Error. Insomma non è un titolo adatto al relax, soprattutto nella sfida ai Boss di fine livello.

Comparto grafico: fa decisamente il verso agli storici pixel sgranati dei cabinati da sala giochi, ma la cura per i dettagli è certosina.
La storia, poi, viene narrata riprendendo solo il primo piano dei personaggi che muovono le labbra sempre allo stesso modo, mentre sullo schermo compaiono frasi volutamente esagerate tipiche di eroi sbruffoni anni ’80.

Comparto tecnico: buone le animazioni, la gestioni della fisica, il sistema d’illuminazione e degli effetti particellari. Tutti questi elementi sono rivisti in chiave moderna, senza snaturare il titolo originale.

Comparto audio: effetti retrò in puro stile anni ’80, accompagnano musiche di matrice elettronica.

Commento finale: si torna ai nostalgici fasti dei degli 8 bit. Alta difficoltà, trappole e ostacoli celati da sadici sviluppatori, frustrazione, e toni sopra le righe. Se cercate la sfida, qui la troverete.

Pro:

  • Livello di sfida impegnativo
  • In pieno stile esagerato anni '80 


Contro: 

  • Si potevano implementare meglio i comandi diagonali


Voto 7,8



Fonte immagini: Google