Football Manager 2018 | Guida alle migliori tattiche

Football Manager 2018 mette a disposizione diverse istruzioni tattiche per dare forma a vari moduli, permettendo di sperimentare varie idee di calcio




Football Manager 2018 presenta diverse variabili e molte combinazioni, ma bisogna rispettare comunque delle logiche regole di base.
Dire che la Roma scende in campo con un 4-3-3 può voler dir tutto o niente, se non si specificano i ruoli e gli atteggiamenti dei singoli calciatori. Prendiamo ad esempio il ruolo del centrale di difesa: esistono tre posizioni diverse: difensore centrale (standard), difensore che imposta (come Bonucci) e difensore senza fronzoli (come Paletta). Inoltre in alcuni ruoli occorre pure stabilire il particolare atteggiamento richiesto (supporto in fase di costruzione, attacco, difesa, marcatura, copertura).
Chi si affaccia per la prima volta a questo genere di manageriale potrebbe quindi trovarsi un pò spaesato. E, anche per tale motivo, ho deciso di suddividere in due parti questa guida: prima espongo i fondamentali, e in seguito descrivo le migliori tattiche che ho sfruttato nelle mie tante ore da allenatore sul gioco edito da Sports Interactive.

Nota: la mia recensione di Football Manager 2018 la potete trovare  QUI


Parte prima: impariamo le basi

Mentalità e Disposizione in Campo

Prima ancora della scelta del modulo occorre avere le idee chiare sia sul  breve periodo (relativamente al singolo risultato che si vuole portare a casa), che sul lungo periodo (ovvero sulla filosofia di gioco che si vuole inculcare nei nostri giocatori per l'intera stagione).
La Mentalità descrive la natura psicologica dell'approccio. Dobbiamo sviluppare sia una formazione base in grado di sposare in pieno il nostro credo, che un paio di alternative per situazioni speciali (risultato di svantaggio, sfida contro una compagine più tecnica della nostra, ecc...).
E' chiaro che tutti vogliano vincere, ma non ci siamo solo noi sul terreno di gioco, quindi bisogna essere consci di chi abbiamo di fronte di volta in volta. Se alleniamo il Genoa non possiamo certo scendere in campo con una mentalità offensiva e pensare di mettere tranquillante sotto scacco una corazzata come la Juventus.
Esistono dunque 7 valori (per la mentalità): contenimento, difensiva, contropiede, standard, controllo, offensiva, tutto per tutto. Quello che mi preme farvi capire è che due di queste fanno riferimento a altrettanti contesti estremi, e andranno quindi usate raramente: contenimento è fondamentale nella fase di coppa dove è previsto un doppio scontro, nella fattispecie quando dobbiamo assolutamente difendere il risultato positivo dell'andata (soprattutto in ottica differenza reti); viceversa il tutto per tutto va sfruttato quando siamo in svantaggio e le abbiamo provate proprio tutte per vincere con schemi logici e ormai non ci resta altro da fare che lanciare tutti in avanti (spesso è accoppiata a un uso maggiore di attaccanti, in stile José Mourinho).
Contropiede va usata allorché nel nostro team non sono presenti calciatori in grado di creare geometrie, ma più che altro ci sono rapidi ali e terzini, o quando abbiamo di fronte una squadra che punta al possesso del pallone ed è attrezzata tecnicamente più della nostra. Mentre l'approccio offensivo è utile quando abbiamo una squadra decisamente più forte dell'avversario, o quando siamo in casa e siamo abbastanza sicuri di poter sorprendere l'altro team con una partenza fulminea (es. Manchester City vs Napoli in Champions League).
Gli approcci più usati saranno quindi difensiva, standard e controllo. Di norma si sfrutta una mentalità difensiva quando tiriamo le redini di una cosiddetta provinciale, che non ha i mezzi per contrastare una serie di squadre più forti in campionato; viceversa l'opzione controllo è utile quando abbiamo una squadra conscia dei propri mezzi e delle capacità degli uomini più tecnici.
L'approccio più indicato per iniziare è sicuramente quello standard, anche se abbiamo scelto un team forte. Questo perchè i nostri calciatori impiegheranno comunque alcune settimane per apprendere le nostre istruzioni (soprattutto se andiamo a gestire una rosa che in passato ha seguito una filosofia completamente diversa), perciò è sempre meglio andare avanti per gradi. Inoltre occorre tenere a mente che nell'arco stesso della gara le cose possono cambiare, e non è detto che una stessa mentalità vada bene per 90 minuti. Se passiamo subito in vantaggio, potremmo voler gestire le forze e alzare un pò il piede dall'acceleratore, viceversa se ci ritroviamo noi in una brutta situazione (abbiamo preparato la gara in una certa maniera, e a causa di un rigore ci ritroviamo subito sotto di una rete) ci toccherà rimediare rischiando un pò di più con un cambio d'approccio.
La Disposizione in Campo fa riferimento ai movimenti dei vari reparti, quindi a come deve avvenire il dialogo tra i gruppi di calciatori, intesi come collettivo in campo e non come singoli (per i quali ci sono invece delle ulteriori istruzioni, cliccando sui rispettivi ruoli).
Esistono all'apparenza 5 valori (molto strutturata, strutturata, flessibile, fluida, molto fluida), ma fondamentalmente si tratta di tre modi di interpretare i dettami del modulo scelto: rigida espletazione degli input (molto strutturata, strutturata), coinvolgimento corale della manovra ma senza abbandonare in maniera marcata le posizioni (flessibile), maggiore libertà interpretativa (fluida, molto fluida).
Con squadre di bassa e media classifica è più utile individuare uno schema semplice, con poche e chiare istruzioni, da seguire con un certo rigore (strutturata), quando ad esempio vogliamo che i terzini si limitino a difendere e gli esterni di centrocampo si concentrino sulle sole folate sulle fasce per produrre cross tesi. Mentre con compagini ricche di talenti estrosi è più indicato lasciare una certa libertà ai vari interpreti: Dybala rende meglio se gli viene concesso di creare delle opportunità tra le linee, a differenza di Douglas Costa che punta più a doti fisiche esplosive (difatti pecca di capacità di giudizio nello scegliere sempre la giocata più indicata nei diversi contesti). La fluidità è indicata sia nel continuo giro di palla (tiki taka del Barcellona di Guardiola), sia negli approcci che puntano molto ai dialoghi di prima tra i reparti (come nel più dinamico e muscolare Real Madrid di Zidane). Insomma, se puntate a un gioco in cui avete bisogno di giocatori completi (attaccanti che tornano indietro, terzini che attaccano la profondità, ...) dovete puntare alla fluidità.


Istruzioni squadra

Teniamo presente che più indicazioni diamo e maggiori dovranno essere le abilità mentali dei nostri calciatori, perchè dovranno capire come interpretare correttamente le istruzioni senza perdere preziosi tempi di gioco. Con squadre molto giovani è meglio aggiungere nuove istruzioni in maniera graduale, viceversa se alleniamo dei campioni esperti - o che hanno già raggiunto in passato dei traguardi importanti - ci possiamo aspettare una maggiore velocità d'apprendimento.
Il ritmo di gioco incide sulla manovra. Se vogliamo sorprendere la difesa avversaria come fa l'Inter di Spalletti (con le folate di Candreva e Perisic) occorre alzare la velocità, viceversa se preferiamo far girare il pallone puntando a giocatori abili nel palleggio (Iniesta e Xavi nell'anno del primo Sextete dei blaugrana) dobbiamo ridurre il ritmo. Attenzione a non confondere il ritmo dei movimenti dei calciatori con la velocità dei passaggi: sono due fondamentali diversi. Si può impostare un ritmo lento e allo stesso tempo far girare velocemente il pallone con passaggi di prima.
La perdita di tempo in generale è speculare alla scelta operata col ritmo: chi sfrutta le ripartenze tendenzialmente non adotta perdite di tempo, viceversa chi punta a mantenere il pallino del gioco non ha fretta di forzare la giocata. Ma non è detto che ciò valga sempre, difatti l'Atletico Madrid pur non sfruttando elaborate trame di gioco punta ugualmente alla perdita di tempo quando vuole far innervosire l'avversario.
Ampiezza di gioco influisce sul modo in cui la squadra va a occupare gli spazi, soprattutto in orizzontale. Di norma se si vogliono sfruttare le fasce (come nel 4-3-3 del Napoli di Sarri o nel 4-2-3-1 della Juventus di Allegri) occorre allargare le maglie, mentre se si punta a una maggiore verticalità di costruzione (come nel Milan a albero di Natale di Ancelotti) occorre impostare una disposizione più stretta. Ma, anche qui, ci sono delle rare eccezioni: nella mia stagione al Milan ho optato per un centrocampo a rombo e in alcuni scontri diretti ho scelto di allargare l'ampiezza di gioco (invece che ridurla) per sfruttare sia i cross dei terzini che la posizione (più larga) di seconda punta di Andrè Silva, che così sfruttava la fascia per crossare verso la testa di Kalinic. Questo mi permetteva maggiore efficacia in attacco ma mi portava anche a perdere consistenza a centrocampo in fase di ripiegamento.
Un'ampiezza bilanciata è indicata soprattutto in presenza di terzini fluidificanti che devono occuparsi sia di azioni d'attacco che di difesa perchè sono assenti le ali, come nel 3-5-2 della Juventus di Conte.

La difesa evidenzia le prime insidie

La Linea difensiva individua la pozione del terreno che vogliamo lasciarci alle spalle. Se optiamo per una linea alta aumentiamo la densità della nostra squadra, inoltre spostiamo pure il nostro baricentro verso la porta dell'avversario. Detto ciò, se non abbiamo difensori veloci è bene non alzare troppo la linea difensiva, altrimenti in fase di ripiegamento i nostri centrali saranno saltati con facilità a mezzo di lanci lunghi per gli attaccanti rapidi.
Il Fuorigioco permette di limitare i pericoli legati ai contropiedi avversari quando optiamo per una difesa alta, ma occorre tenere a mente che non tutti i ruoli difensivi sono adatti a questa manovra. Ad esempio non si può fruttare tale meccanismo in combinazione con un centrale che compre perchè quest'ultima istruzione implica che il giocatore si posizioni come ultimo baluardo, e ciò cozza con la dinamica base del fuorigioco che prevede di muovere l'intera linea dei difensori pressoché all'unisono. E' meglio, quindi, optare per difensori centrali che difendono.
Il fuorigioco funziona bene con una difesa a tre, o con una a quattro se i fluidificanti sono di spinta, mentre potrebbe non funzionare sempre se si sfruttano dei terzini di difesa (perchè devono saper salire al momento giusto). A maggior ragione non è indicata per difese a 5, poichè basta che anche uno solo dei giocatori non si muova bene per inficiare il corretto spostamento di tutti gli altri.
Il pressing può avere più funzioni: permette sia di riequilibrare il divario tecnico iniziale tra due squadre (innervosendo il team più forte), sia di demotivare la compagine più debole quando le facciamo capire che siamo disposti a sacrificare pure l'estro dei calciatori più forti per non farle toccare il pallone. Quando incontriamo un team più forte, usare un maggior pressing ci consente di limitare il raggio d'azione dell'altra squadra; viceversa se siamo noi a subire tale comportamento, possiamo uscirne vincenti con un circolo del pallone più veloce e con maggiori movimenti senza palla.
Ma il pressing è anche un'arma a doppio taglio. Se si eccede nell'uso si rischia di: stancare subito i nostri giocatori, quindi va usato solo in alcuni frangenti della gara (ad esempio all'inizio per sbloccarla); ci espone alle imbucate dell'avversario, perchè i calciatori che l'effettuano si spingeranno lontani dalla loro posizione naturale (va in contrasto con una mentalità molto strutturata); e incrementa l'incidenza dei cartellini, soprattutto se associato a tackle aggressivi.
Impedire i passaggi corti del portiere avversario è utile contro le squadre che tendenzialmente basano il loro gioco sul possesso e sulla costruzione della manovra sin dalla propria area. Se abbiamo attaccanti rapidi - e adottiamo un'ampiezza larga - è bene sfruttarla, potremmo addirittura recuperare un prezioso pallone inducendo il difensore all'errore .
Marcate più stretti ci premette di creare una maggiore densità in fase di copertura, ma tale istruzione va attuata solo se il nostro centrocampo - e la nostra difesa - hanno buoni valori fisici (contrasti, marcatura, colpo di testa, altezza) e non sono lenti, altrimenti sbagliare un anticipo contro un avversario rapido potrebbe essere letale.
Se non possiamo contare su giocatori tecnici può essere utile scegliere dei tackle aggressivi. Ma occorre avere giocatori veloci, altrimenti l'entrare fuori tempo ci costerà troppi cartellini. Se il nostro team è forte non conviene essere azzardati nei contrasti, meglio conservare tale opzione nelle eventuali situazioni di svantaggio.


La fase di costruzione riguarda lo sviluppo del gioco

La distribuzione dei passaggi va fatta con raziocinio, rispettando il modulo scelto.
Partire palla a terra dalla difesa è utile quando siamo in possesso di un difensore che imposta (es. David Luiz). In tal caso è buona norma invogliare il portiere a dialogare maggiormente con i calciatori a lui più vicini, tramite l'istruzione personale "passala bassa" (a cui accedere tramite la schermata del portiere).
Sfruttare la fascia sinistra e/o destra (i comandi possono essere gestiti in maniera separata) è preferibile se utilizziamo dei terzini fluidificanti di spinta (o comunque adibiti a più funzioni). Dobbiamo invece sfruttare il centro del campo se vogliamo verticalizzare le nostre manovre (con trequartisti centrali e mezzali in un concept a rombo), e soprattutto quando non puntiamo su ali o su esterni d'attacco.
Lanciare la palla in fascia è utile se sfruttiamo ali di supporto (Suso) o attaccanti esterni (C. Ronaldo).
Buttare la palla in area è sensato quando abbiamo un attaccante specializzato come: "fulcro del gioco" che riesce a far salire i compagni con il suo fisico (Benteke), "centravanti" che aggredisce gli spazi (Belotti), o "punta completa" abile sia come boa che come assist-man (Morata).
Giocare la palla negli spazi è un'opzione più trasversale poichè si adatta a più moduli. Sono necessari calciatori dotati sia di una buona visione di gioco che di movimenti senza palla. In pratica esorta i nostri ragazzi a non forzare la giocata ma di sfruttare le porzioni di campo non coperte dagli avversari. Dona più soddisfazioni se è accoppiata a una maggiore libertà di manovra, perchè aumenta il grado d'imprevedibilità dell'azione, con cambi di gioco che mettendo in difficoltà gli automatismi delle difese.
Lo stile dei passaggi è intimamente connesso con la filosofia di gioco adottata: se la squadra è costruita per avere più soluzioni (più imprevedibilità e libertà interpretativa) allora è bene mantenere uno stile misto, mentre se vogliamo avere il pallino del gioco (es. mentalità di controllo) allora è preferibile puntare ai passaggi corti, viceversa se ci interessa sfruttare dei rapidi contropiedi per ribaltare l'azione con pochi tocchi otterremo maggiori benefici con passaggi di prima.
Tenere palla è un'opzione imprescindibile per chi fa del possesso la sua arma principale. Ma può ritornare utile anche in scenari specifici, quando ad esempio dobbiamo difendere un risultato acquisito, e in tal caso la possiamo abbinare a un basso ritmo di gioco.
La libertà di inventare è una diretta conseguenza della disposizione in campo, e della filosofia adottata per sviluppare le manovre d'attacco. Se abbiamo optato per l'adozione di uno schema rigido allora dobbiamo selezionare "più disciplina", mentre con un approccio più fluido alle manovre dobbiamo optare per "più creatività".

Nella fase d'attacco dobbiamo valutare come arrivare in porta

Nella trequarti dobbiamo rispettare le scelte fatte con l'ampiezza di gioco, per cui possiamo: crossare di prima se puntiamo al contropiede con ali veloci, come fa la Lazio col 3-5-2; cercare le sovrapposizioni se ci ispiriamo più ai triangolini che adotta il Napoli col 4-3-3 (tra mezzali, ali e terzini); tirare appena possibile se proprio non riusciamo a scalfire la difesa del nostro avversario, per sfruttare così ogni minima occasione quando gestiamo una compagine dal basso tasso tecnico (Benevento); cercare le imbucate in formazione dove sono presenti sia centrocampisti di qualità che calciatori con una buona accelerazione nei brevilinei (piuttosto che una buona velocità di progressione in ampi spazi); mentre portare il pallone in area è utile con schemi che non si basano su esplosività fisica e velocità, ma bensì su doti di palleggio.
I cross vanno scelti in base alle caratteristiche dei calciatori disposti sulle fasce (ali e terzini) e - sopratutto - degli attaccanti centrali che dovranno ricevere il pallone. I cross spioventi sono indicati in presenza di ali tecniche (Insigne) e attaccanti forti nei colpi di testa (Giroud); quelli tesi sono utili per sorprendere le difese lente quando gli interpreti avversari non si sono ancora schierati, per cui esaltano le ali veloci (Walcott) e gli attaccanti abili nei movimenti senza palla e nell'intuito (Icardi); quelli bassi sono imprescindibili quando dobbiamo sopperire alla mancanza di torri abili nel gioco aereo, puntando quindi su attaccanti rapidi e tecnici (Gameiro); mentre per quelli misti vale lo stesso discorso fatto per lo stile dei passaggi, vanno scelti soprattutto se si fa uso di più manovre offensive o se si vuol mantenere una maggiore imprevedibilità.
Il dribbling vanta due opzioni diametralmente opposte: "affrontare la difesa palla al piede" è utile se vogliamo saltare l'avversario con le qualità tecniche dei nostri uomini migliori, mentre l'opzione "dribbla di meno" è preferibile sia quando vogliamo puntare più sul collettivo (piuttosto che sui singoli), sia quando il nostro team non vanta chiaramente giocatori capaci di trick in grado di lasciare sul posto i difensori.
La libertà di movimento non è sinonimo di libertà d'inventare, ma è chiaro che le due opzioni tendenzialmente funzionano bene in coppia. La libertà di movimento invoglia a sfruttare gli spazi e non richiede alti valori di creatività ma bensì una buona dose di tecnica e di intuito. Questo vuol dire che va bene anche per team che puntano a una maggiore esplosività fisica.

Parte seconda: le tattiche migliori

Consigli utili propedeutici

Prima di analizzare le tattiche migliori voglio porre l'attenzione su alcuni errori che si commettono di sovente nei vari reparti, e che in generale riguardano il caricare di compiti identici i giocatori troppo vicini tra loro (che inevitabilmente si pesteranno i piedi).
In difesa non ha senso scegliere due centrali che impostano, così come non è logico puntare su due interpreti che coprono. In una difesa a 4 è bene che uno dei centrali sia adibito alla semplice fase di difesa, mentre sull'alto è opportuno indicare una delle specializzazioni possibili (impostare, marcare, o coprire, ...). Mentre in una difesa a tre è preferibile porre un difensore che imposta.
Sulle fasce (come ho già sottolineato in fase di recensione), è importante non sovrapporre lo stesso atteggiamento (supporto, offensivo, difensivo). Il motivo è evidente: se scelgo di far attaccare sia l'ala che il terzino rimarrò scoperto in fase di ripiegamento. Quindi se interpretiamo un gioco particolarmente offensivo è meglio mettere al più uno dei due in supporto e l'altro in attacco, come del resto accade nel Napoli (soprattutto sulla fascia sinistra Insigne-Ghoulam). Mentre in approcci più difensivi è preferibile scegliere di porre l'esterno di centrocampo in supporto e il terzino in difesa.
Nei centrocampo a due (come nel 4-2-3-1) è bene impostare al più uno solo dei calciatori in fase di supporto, altrimenti si rischia di essere scavalcati, visto che si parte già con l'handicap della scarsa densità. In una soluzione a tre è sconsigliato porre tutti gli uomini sulla stessa linea; le maggiori soddisfazioni si ottengono con un vertice basso (magari facendo uso di un regista arretrato, e due mezzali), o con un vertice alto (con un regista avanzato, accompagnato da un incontrista e un centrocampista di qualità). Al solito, va salvaguardato l'equilibrio: occorre almeno un elemento posto in difesa, e uno da usare in fase di supporto.
In un attacco a tre si possono avere due esterni di supporto e un centravanti, o magari un falso nove e due esterni d'attacco. Mentre in un attacco a due è sensato sfruttare una seconda punta o un attaccante che pressa da affiancare a una punta completa.
In questo paragrafo ho voluto darvi degli immediati input, nulla ovviamente vi vieta di sperimentare.

Di seguito vi espongo le tattiche migliori che ho testato, ricordandovi che a seconda dei momenti di una partita le cose possono cambiare, ergo dovete essere abili a capire come rimediare alle intuizioni dell'avversario. Inoltre dovete sfruttare almeno due o tre moduli diversi per affrontare un'intera stagione, altrimenti gli avversari prima o poi troveranno dei correttivi per limitarvi in campionato.
Si tratta quindi di schemi che non dovete prendere alla lettera, ma dovete soprattutto apprendere i concetti della parte prima di questa guida, per imparare a creare voi stessi dei moduli vincenti.
Aggiungerò ulteriori moduli nelle prossime settimane, dopo averli valutati a fondo nel corso delle ulteriori stagioni portate a termine.

Schemi tattici: cliccate sulle immagini per ingrandirle 

3-5-2
I due laterali (i terzini fluidificanti) devono essere rapidi, abili nel crossare e nel difendere in fase di ripiegamento. I tre centrocampisti centrali devono essere abili tecnicamente (soprattutto il regista avanzato), e discretamente forti fisicamente. La punta completa (quella a destra) deve essere più tecnica del centravanti che si deve occupare soprattutto di finalizzare; entrambe devono essere discretamente veloci e abili nel colpo di testa.
Per rendere più offensiva la manovra si può alzare la linea di difesa, allargare l'ampiezza di gioco, e impostare una mentalità offensiva. Ma vi consiglio di iniziare con le impostazioni di base, e solo in seguito operare al più questi tre cambi.

4-2-4 
L'azione è tendenzialmente corale, sicchè partecipano più reparti alle folate offensive, ma senza lasciare troppo spazio agli avversari.
L'istruzione sui tackle va modificata in base all'avversario, poichè si può incorrere in molti gialli, quindi in gare dure è bene essere meno aggressivi.
Se si incontra una squadra più forte bisogna alzare il pressing e magari la linea difensiva (ma senza esagerare).
I difensori non sfruttano il fuorigioco, ergo è opportuno che siano dotati di buoni tempi di gioco (intuito) e marcatura, inoltre non devono essere troppo lenti.

4-3-3 Brazil
Si tratta di una soluzione che prevede giocatori tecnici in tutti i reparti. Ci sono molte molte verticalizzazioni, ma devono anche essere coperti molti ruoli del terreno di gioco.
E' chiaramente ispirato alla squadra del Brasile che ha vinto il mondiale del 1970.



4-2-3-1
E' uno schema adatto per ottenere subito il risultato, ma è anche dispendioso in termini di energia, richiedendo sopratutto giocatori tecnici, dinamici e veloci, piuttosto che molto creativi.
I centrocampisti centrali devono essere in grado di difendere ma dovranno essere in grado pure di supportare l'attacco se necessario.
Quando si sfida un avversario forte in attacco è bene abbassare la mentalità su standard; se non si riesce a sfondare le difese ben schierate si può aggiungere maggiore creatività e libertà di manovra.

4-4-2 Ali invertite e Carrilero
Questo modulo ci permette di sfruttare i due nuovi ruoli introdotti da Football Manager, ovvero le ali invertite e il carrilero.
Potete optare anche per una mentalità offensiva, ricordandovi però di cambiarla in base all'avversario. E' una soluzione molto strutturata, ergo non sono richiesti giocatori completi (ma non si disdegnano mai elementi più tecnici).


4-3-3 vertice basso
E' consigliato partire con una mentalità standard, da passare in offensiva per brevi sezioni della gara.
Si sfrutta il fuorigioco per cui i difensori devono avere dei buoni tempi di gioco e devono essere abbastanza veloci.
E' stato il mio primo modulo usato, portando il Torino in Champions League.


Fonte immagini: screenshot personali