Galactic Civilization II | Stardock Entertainment - Recensione

Galactic Civilization II mette il giocatore dinanzi a nuove civiltà aliene senzienti, conducendolo in avventurosi viaggi interstellari




Galactic Civilization II Ultimate Edition è ricco di spunti.
Come spesso accade, gli strategici 4x nella versione "vanilla" del gioco evidenziano delle mancanze, facendo trasparire più un grande potenziale che si concretizza solo con le espansioni successive. Ma in questo caso — pur partendo da un buon risultato iniziale — il pacchetto finale (ultimate edition) riesce davvero a sbalordire, grazie a una serie di feature (pubblicate nei successivi anni) che altri publisher avrebbero potuto tranquillamente sfruttare per dare corpo direttamente a un nuovo capitolo. Di carne al fuoco ce ne è davvero tanta, ed è per questo che il titolo che mi accingo a recensire è attualmente il miglior episodio della saga. Il primo Galactic Civilization era interessante, ma soffriva di alcuni sbilanciamenti che ne limitavano l’apprezzamento; il terzo capitolo è partito bene ma tutto sommato non offre grandi novità, anche se poi con l’espansione Crusade le cose si sono fatte sicuramente più sostanziose.
Fatto questo brevissimo excursus, passiamo ad analizzare questo grande eXplore, eXpand, eXploit, and eXterminate a turni.

Il contesto iniziale ci vede catapultati in una galassia ormai prossima allo scontro tra due blocchi corposi: da un lato quello terrestre (sostenuto da alcune civiltà aliene più pragmatiche), e dall’altro quello dell'impero guerrafondaio dei Drengin. Il tutto però si complica con l’arrivo della razza dei Dread Lords, antichi e potentissimi distruttori, che tra l’altro danno il nome alla versione liscia del gioco pubblicato nel 2006 come Galactic Civilizations II: Dread Lords.
I Precursori rappresentano il focus iniziale dell’offerta narrativa, poi arricchita da ulteriori vicende e personaggi, presentati nelle due macro espansioni successive che concludono una buona trilogia.

Galactic Civilization II | Stardock Entertainment - Recensione



Alla conquista dell’universo attraverso l’esplorazione, il commercio, la ricerca scientifica, e la potenza militare 

Si inizia scegliendo una tra le 10 razze disponibili (diventate 12 coi dlc), ma è possibile anche crearne una nuova ad hoc; sono presenti anche un certo numero di civiltà minori (25 nella versione liscia) per rendere più profondo il quadro d’insieme.
Una delle modalità più piacevoli — che purtroppo negli ultimi anni sta venendo meno (sostituita da tutorial mascherati da fasi narrative) — è riposta nella presenza di una campagna principale, accompagnata da una serie di cut-scene. Tuttavia il livello di difficoltà qui non è altissimo, quindi per approfondire le strategie — come è ovvio che sia in questo genere di produzioni — occorrerà macinare ore e ore nella modalità regina: la partita libera. In quest’ultima potremo optare per vari parametri atti a personalizzare la sfida, quali: dimensione della mappa, condizioni di vittoria, densità dei pianeti colonizzabili (identificati con un dato grado di ospitabilità), presenza di civiltà secondarie, livello di sfida (che può diventate davvero ostica anche per i più esperti), e numero di razze aliene in competizione.
La scelta della civiltà non va sottovaluta, ognuna è ben differenziata non solo sul profilo estetico ma soprattutto nel ramo tecnologico (solo parzialmente condiviso con le altre società), quest’ultimo è abbastanza intuitivo e indica i punti di forza da sviluppare.
L’esplorazione è importante sin dalle prime fasi, dove è opportuno prendere possesso dei Pianeti vicini ancora liberi, giacché la conquista di quelli già acquisiti da altri rappresenta un’impresa decisamente più complicata, che necessita pure di truppe di terra per l'invasione. Volendo è possibile persino distruggere i corpi celesti per indebolire gli avversari.
Lo sviluppo sociale, tecnologico, demografico, economico (grazie alle rotte commerciali), e militare passa invece da una serie di costruzioni in grado di elevare le capacità della colonia (al livello locale) e dell’impero (a livello generale). Gli edifici andranno poi migliorati nel tempo con la costruzione di moduli extra. Ma le risorse principali sono riposte nel denaro (dove la tassazione gioca un ruolo fondamentale) e nella felicità, la quale diventa determinante per la stabilità del sistema di Governo adottato (sono 4 le forme a disposizione).
Non è stato chiaramente dimenticato l’impianto diplomatico: è possibile stipulare accordi (economici e scientifici), trattati, tregue, e alleanze. I rapporti con gli altri attori sono determinati sia dallo stile di gioco adottato (pacifista o militarista), sia dai progressi fatti nei vari settori (che potrebbero infastidire i vicini); senza dimenticare le decisioni di natura etica effettuate nell’arco delle vicende. A tal proposito vi informo che ogni tot turni avremo modo di fare delle scelte importanti che incideranno sul corso degli eventi futuri — e sulle dinamiche di gruppo — con delle sorti di dilemmi morali, basati sul classico trittico (buono, cattivo, neutrale). L’aspetto strabiliante del prodotto seguito da Brad Wardell — particolarmente attento allo sviluppo di IA stimolanti — consiste nella capacità di condurre un acceso contenzioso di politica estera senza per forza sfociare in uno scontro bellico. Lo spionaggio consente di indebolire le fazioni nemiche, il controspionaggio di difendersi dalle mire di altre realtà; purtroppo il fallimento degli agenti in incognito non causa grossi grattacapi alle relazioni diplomatiche.
Il gioco di Stardock Entertainment — software-house già famosa per il brand Sins of a Solar Empire — prevede anche un potente (e non complesso da comprendere) editor di astronavi, dove personalizzare i mezzi con vari componenti: motori, scudi, armi (laser, missili e mitragliatrici), e altri gadget. E’ possibile anche aggiornare le vecchie navicelle ai nuovi standard.


Galactic Civilization II Ultimate Edition

Contiene i dlc Dark Avatar e Twilight of Arnor che incidono sul gameplay e sulla narrativa.

  • Dark Avatar mette a disposizione una campagna collocata temporalmente al termine della trama di Dread Lords. Mentre sul versante delle meccaniche di gioco ci sono diverse novità: l'impossibilità di colonizzare qualsiasi pianeta sin dall’inizio (impedendo di fatto il rapido sviluppo economico nei primi turni), l’inserimento di grandi eventi casuali (come epidemie e guerre civili), e due nuove razze (Korath e Krynn). Inoltre viene potenziato lo sviluppo dello spionaggio.
  • Twilight of Arnor mette a disposizione nuove armi e astronavi tra cui la devastante Terror Star. E’ stata poi inserita una nuova condizione di vittoria chiamata Ascension, che impone di conquistare e controllare (per un dato numero di turni) dei particolari cristalli. Anche sul lato tecnico ci sono dei tangibili miglioramenti che rendono l’esperienza più piacevole con varie correzioni, anche di natura estetica.

Galactic Civilization II - LucullusGames


Graficamente è ormai indietro di qualche parsec

Galactic Civiization 2 non stupisce certo nel comparto grafico, ma devo ammettere che per l’epoca il risultato finale era più che soddisfacente; il colpo d’occhio attuale può però lasciare a desiderare, se raffrontato con opere più moderne. I modelli delle astronavi sono in 3D, mentre lo sfondo resta in 2D. L’ottimizzazione è ottima, il gioco è fluido e gira su qualsiasi tipo di hardware. Le cut-scene invece mostrano tutto il peso del tempo trascorso. La colonna sonora è però impalpabile, e in un titolo del genere conta molto visto che è necessario spendere molte ore: meglio optare per una tracklist propria. L’effettistica è più sufficiente. Manca l’italiano, ma si per rimediare basta accedere a una traduzione amatoriale che trovate QUI.

Titolo: Galactic Civilizations II: Ultimate Edition
Genere: Strategico 4X a Turni
Sviluppatore e Editore: Stardock Entertainment
Data di rilascio su pc: 2 dicembre 2011


Commento finale

Galactic Civilization II offre diversi approcci alla vittoria. Nella versione ultimate risulta un titolo più completo, e profondo ancora oggi, pur senza offrire idee rivoluzionarie. Se avete la possibilità di provare questo grande classico, non lasciatevelo sfuggire. Per chi desidera provare una soluzione più moderna può dare uno sguardo anche al terzo capitolo, che comunque non mette a disposizione grandi novità nel gameplay.

Pro:
  • Ottima intelligenza artificiale
  • Personalizzazione
  • Presenza della campagna principale proposta in 3 macro atti
  • Elevata rigiocabilità
  • Meccaniche profonde e complesse

Contro: 
  • Comparto audio insipido
  • L'interfaccia poteva essere più snella
  • Tutorial superficiale per il neofita

Voto 8,5 alla versione base (9 alla Ultimate Edition)


Fonte immagini: Google