Classifica dei migliori 10 City Building - Top Ten

Si parte quasi sempre dal nulla, da una terra ricca di possibilità per dare corpo a un sogno, a un'idea di grandezza


Classifica dei migliori 10 City Building - Top Ten


I City building sono un sottogenere dei gestionali, il cui focus è riposto nella costruzione di un insediamento (sia esso una città, un borgo, una colonia, …). A seconda della progressione (libera, a missioni, o incentrata su una campagna principale), e/o dello sviluppo di un particolare aspetto secondario si possono distinguere più varianti a tema.
Spesso si tende — erroneamente — a identificare il format proposto dalla saga SimCity con l’idea stessa di city builder; senza sapere magari che a sua volta il primo capitolo di tale franchise prende ispirazione dallo strategico in tempo reale Utopia (1981), progettato da Don Daglow per la Intellivision (console della Mattel). Le opere di Maxis rappresentano, dunque, solo una tipologia di city buider, che nella fattispecie si concentra soprattutto sull'urbanistica. Altre esperienze preferiscono invece porre l’accento altrove: sull'aspetto economico (serie Anno), sulle dinamiche RTS (brand Stronghold), o sull’accumulo di ricchezze personali (saga Tropico).
Gli altri due elementi caratterizzati questo tipo di produzioni — tra l’altro strettamente connessi tra loro — sono riposti nell’ambientazione e nel periodo storico che permettono di disporre di vari setting: impero romano (Caesar 4), regno egizio (Faraon), reame cinese (Emperor), selvaggio west (1849), piratesco (Tropico 2 Pirate Cove), età contemporanea (Cities XL), futuro (Aven Colony), survival (Banished), mitologico (Zeus: Master of Olympus).


Ma bando alle ciance, ecco la mia personale classifica a tema

10) Imperium civitas 3 (2009)

Nei panni di una famiglia Patrizia siamo chiamati a dare il là a un grande centro nella fulgida epoca romana, partendo chiaramente dal basso e sfruttando le tipiche risorse umane del tempo (i plebei). Gli schiavi dovranno innanzi tutto erigere acquedotti, lavorare in miniera e nei campi, e ammassare il legname, sì da fornirci le materie prime per mettere in moto l’insediamento. Ma il titolo — edito da  Kalypso Media Digital — col tempo ci chiede altresì di occuparci dei bisogni della nostra gente: curando l’igiene (sfruttando le fontane), alzando i morale (facendo combattere i gladiatori nell'anfiteatro), e placare il malcontento generale dando la colpa delle nostre disgrazie agli dei (mettendo a disposizione dei templi).
Per difendere i confini dall'avanzamento delle tribù barbare, dovremo invece dotarci di unità militari, da reclutare (ad esempio) tramite l’uso delle caserme.
Il livello di impegno proposto da Haemimont Games non è altissimo e pone Imperium Civitas 3 a metà strada tra complessità e fruibilità, dado modo anche al neofita di approcciarsi a un genere tendenzialmente di nicchia, senza trascurare qualità e profondità.

9) Tropico 5 (2014)

La serie Tropico non si è distinta molto per stacco interpretativo tra un capitolo e l’altro, se non per l’atmosfera diversa messa in piedi nel secondo episodio. Ho deciso dunque di proporre l’ultima iterazione di Haemimont Games perché — nella sua veste completa — riprende tutta una serie di feature inserite via via episodio dopo episodio.
Questa saga ha sicuramente lasciato il segno grazie all’idea di spostare il focus dallo sviluppo dell’insediamento vero e proprio, all'arricchimento personale di una figura caricaturale. Prima di avviare il gioco occorre infatti scegliere (e/o personalizzare) il dittatore dell’isola, da una rosa di figure ispirate a personalità realmente esistite, ma dipinte con leggerezza e autoironia.
La campagna è strutturata su missioni (principali e opzionali) da portare a termine. L’inizio ci vede però nelle vesti di semplice governatore di un'isola di proprietà della Corona: il primo passo è dunque accumulare il denaro necessario per pagare l’indipendenza delle nostre terre, prima che scada il nostro mandato. La parte politica — del titolo edito da Kalypso Media Digital — ci vede impegnati: sul fronte interno in elezioni (da poter truccare) ed editti (tali da poter cambiare le leggi vigenti) sì da patrocinare gli interessi delle varie fazioni, mentre sul fronte esterno avremo modo di sfruttare la nostra astuzia mettendo in piedi accordi commerciali con i Pirati e con le altre Nazioni maggiori. Ma non è tutto perché gli attori in gioco cambiano durante l’avanzamento storico, dall’età coloniale ai Tempi Moderni, passando per la Seconda Guerra Mondiale.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.

8) The Settlers 7 (2010)

Nei panni della rossa principessa Zoe siamo chiamati a riunire i popoli per ridare lustro a un impero malandato. Blue Byte ci chiede innanzi tutto di mettere in moto l’economia, quindi di costituire un esercito per conquistare i territori limitrofi, senza sottovalutare l’investimento nel ramo tecnologico.
Il titolo mette a disposizione tante risorse primarie che non devono essere sprecate, perché disponibili in numero limitato. Ma la vera profondità del titolo edito da Ubisoft sta nello sviluppo delle catene di produzione: la singola materia serve a ben poco, è il prodotto finito a essere davvero utile per lo sviluppo dell’agglomerato. Anche la logistica non va sottovalutata, poiché il flusso delle risorse alle varie botteghe dipende dalla lunghezza dei tratti che separano gli edifici preposti al recupero e alla lavorazione delle materie prime.
Le battaglie in tempo reale sono estremamente semplici, al giocatore è richiesto solo di individuare il bersaglio, mentre lo svolgimento delle operazioni è gestito direttamente dalla CPU. L’esito dipende per lo più dal numero di unità e dal loro assortimento. Il giocatore può contare quindi su una serie di figure militari, tra cui picchieri, cavalleria, cannoni, moschettieri.
Il setting di The Settlers 7 ricorda quello delle fiabe: gli ambienti sono deliziosi e le animazioni dei vari cittadini sono molto curate sin nei particolari.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.

7) Anno 2070 (2011)

E’ il primo capitolo della saga a portarci in un futuro dispotico dove le terre emerse sono davvero centellinate, a causa dello scioglimento della calotte polari scatenato dall'inquinamento. La società è organizzata secondo tre fazioni che hanno visioni diverse circa il futuro dell’umanità: S.A.A.T. (Scientific Academy for Advanced Tecnology) è dedita alla ricerca scientifica, Eden Initiative preferisce progredire lentamente per salvaguardare la salute della Natura, Global Trust insegue la crescita economica a tutti i costi (incurante dei danni all'ambiente).
Le mappe di Anno 2070 (edito da Ubisoft) sono formate da arcipelaghi. La terra è raggiunta dal giocatore a mezzo dell’Arca, una grossa imbarcazione diretta da un’intelligenza artificiale chiamata E.V.E. Le operazioni di crescita e sviluppo non si discostano dal tradizionale canovaccio, se non per la possibilità di sfruttare il fondale marino per ricavarne energia, risorse, e spazio da adibire a zone di stoccaggio. In questa prova i ragazzi di Blue Byte semplificano alcune meccaniche, ma senza intaccare troppo una profondità che acquisisce maggior peso con l’espansione Deep Ocean.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.

6) Stronghold (2001)

Il titolo è stato rimasterizzato in HD nel 2013 dai FireFly Studios. L’ambientazione ci porta nel periodo del vassallaggio con un insediamento che ruota attorno a una fortezza da erigere a protezione del lord, che funge anche da cantiere di costruzione e magazzino. Oltre alla crescita commerciale (con birrerie, forni, caseifici, ecc…) sono previsti degli assedi ai castelli sassoni, che ne fanno uno dei titoli più originali di questo lotto. Durante gli assalti si assiste a dinamiche RTS, con battaglie in tempo reale tra due schieramenti: l’uno intenzionato a espugnare le mura, attraverso varie figure (scalatori, scavatori) e mezzi (trabucchi, catapulte, arieti); l’altro pronto a difendersi con arcieri e con altre risorse (mangani, balliste, pece incendiaria, e olio bollente).
Stronghold è ambientato nelle terre inglesi finite nelle mani di signorotti ostili al legittimo erede della Corona. Il nostro compito di comandante è dunque quello di ribellarci alle angherie dei quattro, e riunificare infine i territori.
Il controllo della popolazione può essere illuminato o impostato sul terrore (mettendo in piedi strutture dedite alla tortura e all'impiccagione). La variabile principale da tenere sotto controllo è la popolarità, gestibile aumentando o diminuendo le razioni alimentari e le tasse. Nel corso degli eventi si dovranno contrastare alcune problematiche quali: criminalità, incendi, e pestilenze.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.

5) Poseidon: il signore di Atlantide (2001)

Già il richiamo a Atlantide genera un trasporto emotivo non indifferente, ma in realtà è tutto l’impianto mitologico a rendere il prodotto di Impressions Games molto particolare. Gli eroi possono essere sfruttati per portare a termine le missioni disposte dagli dei, mentre con questi ultimi si ha un rapporto più diretto rispetto a altre prove simili. Se costruiamo templi in loro onore, saremo in grado di ingraziarceli per ottenere bonus non indifferenti; chiaramente ogni divinità ha una specifica sfera d’influenza: Afrodite fa affluire più cittadini, Efeso potenzia le capacità legate alla metallurgica, e così via.
In Poseidon restano valide tutte le altre variabili tipiche del genere, i cittadini necessitano quindi di cibo, acqua, intrattenimento, istruzione, e difesa. E’ altresì possibile scambiare varie risorse, impostando rapporti commerciali con altre città. E’ importante disporre le diverse attività in base alle specifiche mansioni, senza mischiare aree abitative e commerciali, altrimenti gli edifici residenziali perdono di valore. La parte militare — del videogame edito da Sierra — è semplice, ma prevede anche delle basilari tattiche da mettere in piedi, sfruttando le abilità peculiari delle varie unità.

4) Anno 1404 (2009)

Il gioco edito da Ubisoft è ambientato in un arcipelago generato casualmente, a cavallo tra due culture (occidentale e orientale), e tra altrettanti periodi storici (Medioevo e Rinascimento).
Al giocatore è chiesto inizialmente di dare corpo a un insediamento, e farlo crescere sotto il profilo sociale, economico e militare. Ad aiutarci nell'impresa ci sarà Lord Richard Northburgh, che ci concede di amministrare un’isola al fine di ottenere in cambio il materiale necessario per portare a termine la cattedrale in onore dell’imperatore morente. Oltre alla partita libera possiamo affrontare tre campagne (suddivise in più missioni), collegate da uno stesso fil rouge che ci porterà a uno scontro in campo aperto con i saraceni.
Il centro nevralgico di ogni insediamento è il mercato, senza il quale l’agglomerato non potrà crescere; un ruolo altrettanto importante è riposto nel magazzino, atto all'accumulo dei materiali; senza dimenticare il settore marittimo, fondamentale per le rotte commerciali, nonché teatro di battaglie navali evitabili solo con un’accorta diplomazia.
Ciò che stupisce ancora oggi della creazione di Blue Byte è la vivacità che accompagna la vita nei borghi di Anno 1404, con strade affollate di carretti e di cittadini sempre indaffarati. Di particolare interesse è anche l’espansione “Anno 1404 Venezia”, che tra le altre cose mette a disposizione un sistema di spionaggio e sabotaggio tramite il quale è possibile incendiare edifici importanti per gli avversari, aizzare la folla contro i governatori, e avvelenare le fonti d’acqua per innescare delle pestilenze.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.

3) Caesar 3 (1998)

Lo scopo del videogame edito da Sierra è quello di scalare la classifica sociale, partendo da zero in veste di semplice cittadino. Inizialmente ci viene chiesto di amministrare un piccolo villaggio con un esiguo capitale, fino ad arrivare a gestire una città florida e ricca di possibilità. Nelle prime fasi ci saranno affidati dei semplici incarichi dallo stesso Cesare, via via gli obiettivi richiederanno un crescente livello di difficoltà. In caso di bisogno potrà intervenire direttamente il “governo” di Roma, ma accadrà solo una tantum.
Dopo aver soddisfatto i bisogni primari nelle aree principali (cibo, occupazione, salute, e sicurezza), dovremo espandere i servizi sfruttando sia il commercio (per sopperire alle carenze del nostro territorio) che il sistema tributario (cercando l’equilibrio più adatto, senza portare i cittadini con l’acqua alla gola). Non vanno poi sottovalutate: l’istruzione (scuole, biblioteche, accademie), l’intrattenimento (colossei, ippodromi, anfiteatri), e soprattutto la religione. Come sappiamo le divinità sono permalose e tenersele buone consente di evitare l’insorgenza di varie calamità (sparizione di cibo dai granai, navi affondate durante le tempeste, e così via).
Nel titolo di Impressions Games la componente militare è meno sviluppata, ma non va comunque sottovalutata; le truppe vanno assoldate per lo più per difendere il territorio.


2) SimCity 4 (2003)

La prima operazione — di questa pietra miliare — consiste nel modellare la mappa, quasi stessimo dinanzi a un processo di terraformazione, per adattare il terreno alla nostra idea di città (creando monti e vallate). SimCity 4 è stato fondamentale non solo per la serie di Maxis (rimediando alle semplificazioni di SimCty 3000), ma addirittura per l’intero genere. Non solo non si è scesi a compromessi — proponendo una complessità (della micro-gestione) e una profondità dell’esperienza per l’epoca a dir poco eccezionali — ma sono state apportate diverse modifiche al tool di costruzione, rendendolo potente ed elegante allo stesso tempo.
Uno dei concetti più interessanti — spesso snobbato da altre produzioni — riguarda i costi di manutenzione: le strade si deteriorano e le tubature idriche marciscono se non si possiedono i denari per il mantenimento. Ma l’aspetto innovativo è riposto nel quadro d’insieme. Per poter far fiorite una città è necessario che tutta la regione sia costituta da altri centri urbani in sviluppo, laddove in passato era prevista una semplice simulazione (da parte della CPU) più estetica che pratica, atta più a giustificare le connessioni con l’esterno. Insomma il commercio e lo scambio con le zone limitrofe diventa fondamentale.
Oltre alle normali “problematiche”, nel gioco edito da Electronic Arts, sono previste anche delle catastrofi naturali: eruzioni vulcaniche, cadute di meteoriti, terremoti, tornado e persino un’invasione spaziale.

1) Cities Skylines (2015)

Pur non rivoluzionando il genere (troviamo ad esempio la solita divisione delle aree in residenziali, commerciali e industriali), Cities Skylines riesce a coniugare una gestione totale dei vari aspetti logistici (tralicci, tubature, riciclaggio, …) con un paio di idee riprese direttamente dall’ultimo SimCity, capaci di snellire le operazioni di sviluppo (grazie anche a un’interfaccia chiara e esaustiva), senza minare la profondità dell’opera.
Particolarmente pratico è anche il tool legato alla gestione delle strade, che determinano il reticolo e la forma della cittadina, possiamo così contare su diverse strutture geometriche, oltre alla solita “mano libera”. Una particolare cura è stata riposta pure nella gestione del traffico, grazie all’esperienza maturata dagli sviluppatori con i precedenti due Cities in Motion (gestionali dedicati esclusivamente a vari mezzi di trasporto). La mappa è inoltre espandibile acquistando dei lotti ulteriori, e governabile diversamente a seconda della suddivisione in più distretti con specifiche politiche e regole (tasse più basse ai negozianti, zone a traffico limitato in aree residenziali abbienti, limite all’altezza massima degli edifici, e così via.).
Ma la grande intuizione dell’opera edita da Paradox è stata dare il pieno supporto alle mod, dove appassionati amatoriali e non (ricordo ad esempio l’intervento di Gula, ex sviluppatore di Maxis) si sono potuti sbizzarrire con aggiunte estetiche, tecniche, e strutturali tali da fare del videogame dei Colossal Order un vero e proprio cult. Senza dimenticare le varie espansioni, che negli ultimi anni hanno introdotto ulteriori feature, tra cui: distretti notturni, eventi atmosferici, e disastri naturali.
La recensione completa del gioco la trovate QUI.


Considerazioni finali

La classifica in questione è ovviamente frutto della mia esperienza di giocatore, potrà quindi non essere condivisibile da tutti. Ho giocato tutti i titoli analizzati, la maggior parte dei quali è stata anche oggetto di recensione su questo sito.
Se ritenete che alcuni esponenti siano stati ingiustamente tralasciati scrivetelo nei commenti, e ne discuteremo.


Fonte immagini: Google