Razer Raiju | Controller PlayStation 4 e PC - Recensione

Razer Raiju è dotato di licenza ufficiale PlayStation 4, e come tale rappresenta la soluzione premium in casa Sony, ma funziona anche su PC




Raiju, ovvero l’iconica "Bestia del Fulmine” tipica della cultura folkloristica giapponese

Razer Raiju è un prodotto di fascia premium per quanto concerne la qualità dei materiali, mentre la personalizzazione rimane limitata come per ogni altro pad rivolto agli eSport. Vi anticipo subito che la periferica è certamente più adatta al mondo PlayStation 4 che a quello Pc, visto che Sony non ha mai realizzato in prima persona una controparte “elite” del suo controller, invitando piuttosto aziende terze a intervenire in proposito.
La caratteristica che balza subito agli occhi è riposta nei quattro pulsanti aggiuntivi configurabili in maniera parziale, come accadeva già nel design del Razer Sabertooth: M3 e M4 sono posizionati sul retro, e all'occorrenza possono essere anche rimossi grazie al cacciavite fornito in dotazione; mentre M1 e M2 sono ubicati fra i trigger e i dorsali (spostati più verso il centro del controller), e sono raggiungibili con le ultime falangi del dito medio. I tasti sono “ri-mappabili” nel senso che è possibile assegnare a ognuno di essi uno dei vari tasti standard (del DualShock), ma non è possibile creare delle macro come invece accade con lo Steam Controller. Questo limite è imposto dalla volontà di essere presente a manifestazioni sportive ufficiali, dove tale pratica è considerata barare. Tuttavia questi prodotti sono acquistati anche da utenti a cui il multi-player competitivo non interessa, e preferirebbe dunque solo avere una maggiore libertà nella personalizzazione.
Si potrebbe ovviare in maniera semplice sbloccando le macro almeno per l’esperienza offline. Sarebbe utile soprattutto su Pc visto che molti giochi vecchi non riconoscono integralmente i pad, in tali casi non di rado gli analogici risultano inutilizzabili.
Il design è pensato principalmente per gli FPS su console, come testimonia l’ottimo feeling tattile riposto nella reattività dei pulsanti, atto a “simulare” quello degli switch meccanici; su pc questa scelta però non paga, mouse e tastiera offrono performance decisamente più adeguate.
Rimanendo in ottica Ps4 è abbastanza strana e un pò scomoda la scelta di non poter accendere l’ammiraglia sony con il solito tasto PS centrale: bisogna infatti premere fisicamente il pulsante posto sulla PlayStation.

Razer Raiju | Controller PlayStation 4 e PC - Recensione

Il design è ergonomico ma è adatto solo a chi ha mani grandi

Le dimensioni generose del pad potrebbero ostacolare la corretta impugnatura a chi ha mani minute, tuttavia tale aspetto può essere letto in maniera speculare. Razer Raiju viene incontro proprio a quei giocatori con mani grosse che reputano il dualshock della Sony troppo piccolo.
Le superfici gommate poste sul retro aumentano piacevolmente il grip, e per fortuna stavolta sono già applicate al pad, a differenza della scomoda scelta opzionale imposta sul Razer Wildcat (la versione xbox del seguente pad).
I corni posteriori — a forma di mezzaluna — sono raggiungibili con gli anulari (o con i medi): sono efficaci soprattutto nei titoli di corsa per simulare il cambio sequenziale. Questa disposizione permette di usare più dita (della mano) contemporaneamente, oppure di far riposare quelle che magari cominciano a stancarsi durante le lunghe sessioni di gioco.
Sebbene abbia elogiato il feeling generale dei tasti, devo comunque sottolineare che alcuni di essi (R1 e L1) sono un pò troppo rumorosi, idem con patate per gli stick analogici una volta giunti a fine corsa; ad alcuni potrebbe dare fastidio.

All'interno della confezione troverete: la consueta lettera del CEO di Razer Min-Liang Tan, 2 adesivi riportanti il classico marchio di fabbrica, 2 copri-analogici che possono essere rimossi (ma poi le levette risultano troppo scivolose), il cacciavite Torx, e la custodia nera dotata di chiusura lampo. Quest’ultima è caratterizzata internamente da una morbida spugna preformata che avvolge il pad in totale sicurezza, e da una pratica tasca che contiene il cavo USB. Quest’ultimo — lungo tre metri e rivestito in fibra intrecciata — può infatti essere rimosso dal corpo del pad, ma — non essendo prevista la modalità wireless — va collegato fisicamente alla macchina per farlo funzionare; il connettore non è placcato in oro.

Razer Raiju - LucullusGames

Il corpo è realizzato in materiale plastico con una finitura opaca

Nella parte anteriore troviamo: il D-pad con le 4 direzioni indipendenti, i quattro tasti principali ABXY con uno switch di tipo Hyperesponse, gli stick analogici realizzati esternamente in plastica e gomma ma internamente rinforzati con una struttura in metallo, i classici tasti share e option ubicati ai lati del display, il tasto PS, il connettore jack da 3.5 mm, e infine il pannello di controllo rapido. Quest’ultimo è dotato di quattro pulsanti: Il primo permette di rimappare i tasti, il secondo di passare da un profilo all'altro (2 sono personalizzabili e richiamatili in tempo reale), il terzo attiva/disattiva il microfono, e l’ultimo è adibito alla gestione del volume delle cuffie. Quest’ultimo se pigiato — singolarmente — alzerà li volume, di volta in volta, con step del 20%; tuttavia è possibile anche accedere alla regolazione manuale.
La zona dorsale (lato cavo) è caratterizzata: dai grilletti (R2 e L2) che ricordano per forma quelli del controller Xbox, dai pulsanti R1 e L1, e dai tasti programmabili M1 e M2 (ubicati più centralmente).
Nella parte posteriore si trovano gli otturatori che riducono la corsa dei trigger (da 18 a 5 gradi), e due grilletti rimovibili realizzati in alluminio.

Analisi post-prova

Gli ultimi 2 tasti del pannello frontale — relativi al volume e al microfono — non li ho usati, avendo la cuffia agganciata direttamente alla scheda audio dedicata; ma per chi intende usare il controller con la console saranno sicuramente comodi.
Si tratta di una periferica non adatta ai picchiaduro e ai beat’em up a causa dell’impostazione dei tasti indipendenti del D-pad che complicano purtroppo il movimento in diagonale; risulta invece estremamente precisa nella selezione dei gadget negli action. Dunque non bisogna confondere la croce direzionale a tasti totalmente indipendenti del Razer Raiju con la semplice estetica dei pulsanti separati dei D-pad inserito nel Dualshock 4 e nel Xbox Elite. In questi ultimi due il corpo sottostante è comunque unico, è solo il layout superficiale a essere suddiviso, per permettere una maggiore pulizia in determinati ambiti.
La corsa dei trigger non è abbastanza lunga per i racing arcade, ma del resto — come avevo accennato a inizio articolo — questo è un controller pensato soprattutto per gli shooter.

Razer Raiju - Andamento del prezzo su Amazon


Peso: 280 grammi
Dimensioni: (Altezza) 65 mm, (Larghezza) 105 mm, (Lunghezza) 168 mm
Interfaccia: usb
Garanzia di 1 anno del produttore (teoricamente fa fede anche il solo seriale), conservate lo scontrino ed avrete il secondo anno di garanzia legale garantita dallo Stato italiano.
Requisiti Pc: windows 7 - 8 - 10
Prezzo: 139 - 169 euro (scopri come monitorare i prezzi Amazon QUI)

Commento finale 

Razer Raiju è un controller solido ma è proposto a un prezzo assurdo rispetto a ciò che propone; lo si potrebbe prendere in considerazione solo se constatasse la metà. Le uniche note davvero interessanti sono riposte nei tasti aggiuntivi programmabili e nella qualità dei materiali, ma il mercato offre ormai soluzioni analoghe a costi inferiori. Sicuramente l’appeal su PS4 è maggiore vista l’inferiore rosa di competitor e il target shooter che non può contare su mouse e tastiera, ma su Pc non ha senso scegliere questa periferica: il Controller Elite — a partita di prezzo — è superiore sotto ogni aspetto.

Pro:

  • Custodia comoda
  • Ergonomia e grip per mani grosse...
  • Qualità dei materiali
  • Personalizzazione dei 4 tasti aggiuntivi...


Contro: 

  • ... Ma non è possibile realizzare delle macro
  • Prezzo
  • Manca la connessione Wireless
  • ... Ma non adatto a chi ha mani piccole



Voto 7,5



Fonte immagini: Foto Google, screen dei prezzi realizzato personalmente