Pyre | Supergiant Games - Recensione

Pyre rappresenta un’inedita fusione tra meccaniche Rpg e regole sportive di stampo strategico, accompagnate da un’ambientazione onirica




Pyre deve il nome alla specie di “canestro” (una pira appunto) in cui bisogna far entrare la speciale “palla” del gioco. Il titolo dei ragazzi di Supergiant Games — saliti alla ribalta con l'ottimo Bastion — è apparentemente qualcosa di fresco e magico allo stesso tempo. Ma la profondità di questo inedito Rpg-sportivo è altrettanto intrigante quanto l’idea stessa di fondere questi due Mondi agli antipodi? Scopriamolo insieme nei paragrafi successivi.

Pyre è ambientato in un tempo e in un luogo non precisati, dove regna la civiltà conosciuta come Commonwealth, e dove sembra essere stata bandita l’alfabetizzazione. Il giocatore impersona uno degli ultimi eletti capaci di saper leggere, che per qualche ragione sconosciuta è stato espulso dalla capitale e costretto a vagare nel Downward (una sorta di Purgatorio). Questo è un luogo metafisico in cui si fondono più realtà parallele, e dove la maggior parte degli esiliati si è riorganizzata dando luogo al popolo errante dei nomadi Tuareg.
Ma non tutti si sono rassegnati al triste destino. Chi non ha abbandonato la speranza è entrato a far parte dei Triumvirati. Si tratta di squadre organizzate che agiscono in base a usanze e codici relativi a speciali riti magici in onore di otto antiche divinità. Lo scopo finale di queste fazioni è darsi battaglia per conquistarsi il ritorno nel Commonwealth. L’avatar del giocatore viene così raccolto in fin di vita da uno di questi team, nello specifico dai Nightwings. Ed è così che facciamo la conoscenza di Haedwin (un umano scanzonato), di Jodariel (una donna con delle enormi corna demoniache), e Rukie Greentail (un cane antropomorfo dalla spiccata parlantina).
Il “caso” vuole che al commando mistico manchi proprio un membro capace di leggere, ed  è così che da qui in poi verremo chiamati semplicemente Reader. Inizia quindi la nostra avventura per guadagnarci la libertà, a bordo di un carro sgangherato, in un Mondo surreale.

Pyre | Supergiant Games - Recensione


Le sconfitte non portano al Game Over ma influiscono sul corso degli eventi

I riti si svolgono in zone precise, quindi occorre selezionarli e raggiungerli mediante l’apposita mappa. Prima di entrare nel vivo dello scontro sarà possibile rifornirsi presso gli shop del luogo. La battaglia sportiva si presenta come una sorta di fusione fra palla a mano e basket, il cui campo di gioco è spesso caratterizzato da ostacoli. Lo scopo è quello di mandare la Celestial orb (una sfera) dentro la pira della squadra avversaria, che perde così una porzione della barra della salute a ogni punto segnato, fino ad arrivare a estinguersi. Vince ovviamente il team che per primo porta il computo a zero. Le regole ci impongono di muovere una pedina alla volta, e soprattutto non permettono al portatore del Globo Celestiale di rispondere agli attacchi subiti. Il pericolo maggiore è rappresentato dalla squalifica temporanea che permette agli avversari di vantare una superiorità numerica sul campo di battaglia. Ogni giocatore vanta statistiche, spell e talismani che variano le contese; alcune capacità subiscono delle modifiche (in positivo o in negativo) in base ai dialoghi effettuati nel corso dell’avventura con determinati personaggi.
I comandi sono molto semplici: salto, teletrasporto, parata (a mezzo di scudo), voli temporanei, scatti, e passaggio della sfera. E’ previsto il supporto sia per il pad che per la tastiera, dove la predisposizione iniziale dei tasti non è proprio intuitiva.
C’è un pò di backtracking, tant'è che dovremo tornare più volte al carro (vero e proprio hub di gioco). Ma per lo più occorre vagare per le lande fiabesche alla ricerca di nuovi personaggi da arruolare (8 in tutto), in maniera tale da variare le abilità della compagine, sì da poter schierare sul campo — durante i riti — i membri migliori. Le skill da tenere a mente sono: Glory (individua il danno causato a ogni canestro), Quickness (rappresenta velocità di movimento), Presence (evidenzia la grandezza dell’aura di ogni personaggio), e Hope (determina il periodo da passare in “panchina” in seguito alla squalifica).
L’aura dei combattenti varia in base alla razza (i demoni sono costituiti da valori maggiori), e serve per squalificare (per alcuni secondi) i membri avversari mediante contatto o lancio (di una porzione della stessa). Col proseguo degli scontri si guadagnano Enlightenment (punti esperienza) per migliorare le caratteristiche, inoltre avremo modo di usare equipaggiamenti più efficaci.
L’intelligenza artificiale risulta però non sempre adeguatamente aggressiva, inoltre attualmente c’è uno sbilanciamento verso i PG più veloci.
La longevità della campagna è di circa 12-15 ore, c’è poi il versus 1 vs 1 in locale, ma manca il multi-player.

Pyre - LucullusGames

Poche linee di testo e ottime illustrazioni bidimensionali narrano di amicizia, di rimorsi e di speranza 

La veste estetica sfoggia un design in 2D encomiabile, realizzato interamente a mano; la palette di colori predilige tinte sature e a pastello. Alcuni personaggi sono ben disegnati ma poco approfonditi sul piano psicologico.
I dialoghi — dai contenuti narrativi tutto sommato semplici, e spesso opzionali (ma assolutamente non trascurabili) — evidenziano una sintassi volutamente arcaica, e perciò non adatta a chi mastica poco l’inglese; manca la localizzazione in italiano anche dei soli testi. Per comprendere meglio le vicende dovremo anche scoprire le leggende del Mondo, sfogliando degli antichi e preziosi tomi.
Il doppiaggio audio in inglese è di ottima fattura, grazie alla buona interpretazione di Logan Cunningham. La colonna sonora a opera di Darren Korb e Ashley Barret è eccezionale, del resto dopo quella di Transistor non c’era da aspettarsi diversamente.

Titolo: Pyre
Genere: GDR-Sportivo
Sviluppatore e Editore: Supergiant Games
Data di rilascio su pc: 25 luglio 2017


Commento finale

Pyre nasce da un’idea ambiziosa e stravagante. Le meccaniche sono tutto sommato buone ma poco profonde, inoltre mancano soluzioni davvero originali a parte la fusione di due mondi all'apparenza lontani. Si tratta in sostanza di un Rpg contaminato da elementi strategici e sebbene ci siano palle e canestri, non siamo certo dinanzi a uno sport dinamico. Sarebbe stato preferibile sfruttare una soluzione a turni, piuttosto che una in tempo reale. L’atmosfera e le musiche sono di prim'ordine e i bivi narrativi incidono in maniera sensibile nel corso dell’avventura, ma anche qui si poteva approfondire meglio alcuni aspetti.
L‘Intelligenza Artificiale non è sempre adeguata e ciò abbassa sensibilmente il livello di sfida, almeno finché non si scoprono le costellazioni opzionali nella parte avanzata dell’avventura. Le quali, tuttavia, non innalzano la complessità delle tattiche, ma agiscono in maniera indiretta: ad esempio vengono incrementati i punti salute delle pire.
Per quanto strano, ciò che conta è più la narrativa e l’atmosfera che non le meccaniche di gioco dei Riti, che invece alla lunga peccano in ripetitività.
E’ una prova diversa dal solito e dal contesto inusuale, quindi potrebbe essere apprezzata solo da pochi. Ma se rientrate tra quelli che sono di larghe vedute, allora dategli una chance, potreste appassionarvi.

Pro:
  • Atmosfera fiabesca malinconica e surreale
  • Design artistico
  • Bivi narrativi e dialoghi che mutano il corso degli eventi


Contro: 
  • Le meccaniche sportive sono un pò troppo semplici e sbilanciate
  • La parte finale è ripetitiva
  • La sfida non è alta a causa di una IA non abbastanza aggressiva


Voto 7,8



Fonte immagini: Google