ATOMINE | Broken Arms Games - Recensione

ATOMINE è un twin stick shooter con visuale top down e elementi Roguelite, tra cui l’avanzamento procedurale e il permadeath




ATOMINE è sviluppato dal piccolo team indipendente Broken Arms Games (sei membri), studio italo-australiano proveniente dal mondo mobile (con il buon KaBoom Monsters).
Il gioco — sullo stile cinematografico di Tron e Hackers (diretto da Iain Softley con una giovanissima Angelina Jolie) — trasforma le porzioni di codice in intriganti immagini 3D, trasportando il giocatore in un colorato mondo animato da worm e firewall.
Le meccaniche alla base ricordano The Binding of Isaac.



Codici cifrati, agenti segreti e spie industriali: è l’era della cyber war

Manovriamo un virus diffuso con lo scopo di violare diversi livelli di sicurezza di specifici sistemi informatici. La corsa alla successiva backdoor viene reiterata su 13 livelli che ci separano dallo scontro finale; ogni tre stage affrontiamo anche una boss fight.
ATOMINE ripercorre la vicenda Stuxnet, un malware creato dal Governo degli Statti Uniti per spiare, controllare e danneggiare i sistemi industriali iraniani. Il cui obiettivo primario era compromettere la produzione di uranio impoverito della centrale nucleare di Natanz. L’attacco scoperto nel 2010 — da Sergey Ulasen — era partito da una penna usb che sfruttava prima alcune vulnerabilità di Windows (non ancora rese note), per poi intrufolarsi nel software commerciale Step 7 di Siemens.
Alcune scelte stilistiche del videogame riprendono infatti l’immagine simbolica di Stuxnet: fondo blu con stringhe di testo generate a 45°, contenenti alcune parole in color porpora. Questo contesto in particolare si materializza quando la nostra presenza viene rilevata dal firewall, alché l’unica possibilità di evitare le contromosse risiede nella corretta espletazione di Quick Time Event. Una scelta carina che — come vedremo — mescola estetica e meccaniche di gioco.


“Un mondo senza gli hacker sarebbe un mondo senza curiosità e innovazione“ (Jon Erickson)

ATOMINE | Broken Arms Games - Recensione


Il nostro scopo è quello di eliminare tutti i nemici presenti nel livello, sì da accedere alla backdoor che ci conduce allo stage successivo. Siamo però lontani dalle scariche d’adrenalina di prove — spesso caotiche — che altri esponenti del genere ci offrono, vedi Resogun e Helldivers. Questo perché gli sviluppatori hanno preferito puntare su un pizzico di strategia, lavorando più sul design dei livelli e sulla varietà delle routine nemiche piuttosto che infarcire gli scenari di copiose fila avversarie. Una scelta simile a quanto visto con Neon Chrometanto per rimanere in tema Roguelite. Anche qui è possibile effettuare partite veloci di soli 15 minuti: l’anima competitiva si sposa con tempistiche più contenute.
Il movimento e la direzione dello sparo sono caratterizzati da input indipendenti. Con i tasti WASD della tastiera (o con la levetta analogica sinistra del pad) manovriamo il personaggio, con il mouse (o con l’altro stick) selezioniamo l’angolo di tiro. Il tasto sinistro del mouse è adibito all'attacco, mentre sul pad basta scegliere la direzione poichè il colpo parte automaticamente.
Diversamente da altri generi, i dual stick shooter si basano principalmente sulla reattività e sulla coordinazione occhio-mano. Non si ragiona molto consciamente pianificando gli attacchi, se non nelle boss fight dove invece occorre studiare attentamente le routine: sono quindi fondamentali la memoria fotografica e le terminazioni nervose degli arti superiori, per riuscire ad avere la meglio sulla calca. In ATOMINE invece il ritmo — sebbene non lento — non raggiunge la frenesia tradizionale, permettendo un approccio più accorto. Si possono, ad esempio, sfruttare le coperture per fare “camperaggio”, attendendo l’avanzata del nemico; così facendo, si perde però il prezioso bonus delle uccisioni in serie.
Abbattere le difese degli stage permette di raccogliere: punti esperienza sotto forma di quadratini verdi, che aggiorneranno la versione del nostro worm; e ogni tanto dei piccoli triangolini (del medesimo colore) per ripristinare l’energia vitale. Aggiornare la versione del virus (salire di livello) ci permette di scegliere tra 4 perk, proposti casualmente da una rosa abbastanza ampia. Tra questi menziono a titolo esemplificativo: maggiori punti xp elargiti, barra energetica più ampia (sarebbe la “salute”), e velocità di movimento più sostenuta.
Accedendo a evocative zone oscure (presenti in ogni livello) si potranno potenziare le capacità del nostro personaggio, agendo nello specifico su: tipo di arma (missili, elettricità, …) cadenza di tiro, gittata, e mod extra (come proiettili perforanti).

Il livello di difficoltà è buono, ma devo ammettere che il laser a getto continuo è un’arma overpowered. E una volta potenziata con ben 4 fasci luminosi — accompagnati dalla portata maggiore possibile — mi sentivo inarrestabile.
La varietà dei rivali è buona, ci sono quelli: più veloci ma dotati di scarsa resistenza (ricordano la forma del cursore), esplosivi, che attaccano ad area, dotati di scudo protettivo, e equipaggiati con proiettili di rimbalzo.
Se si perde si deve ricominciare d’accapo la partita. Tuttavia non essendo un titolo punitivo, non occorreranno molte ore per fare la mano con le meccaniche. Queste sono tutto sommato tradizionali, mancano ad esempio le armi secondarie. La longevità dipende dalle capacità del giocatore, potreste impiegare 2-3 ore per termine la campagna. Si sente quindi la mancanza di contenuti aggiuntivi, come sfide del giorno (della settimana e/o del mese) in stile Race The Sun o Shattered Planet.
L’approccio procedurale ha comunque il grande pregio di metterci di fronte a sfide sempre nuove, cosicché — finita la prima run — avremo comunque il piacere di sbloccare versioni diverse del virus (10 in totale), e ulteriori equipaggiamenti. Senza dimenticare che ci sono accessi segreti — assolutamente stocastici — da scoprire solo con ulteriori partite. Insomma se siete dei maniaci degli achievement potreste essere molto propensi a continuare l’esplorazione di ATOMINE, anche dopo l’epilogo.

ATOMINE - LucullusGames


Sensibilità artistica e fluidità

La veste grafica minimalista mi ha catturato completamente. Le forme sono eleganti e stilizzate, ma è l’accostamento dei colori — e il forte contrasto tra proiettili e fondali chiari — ad essere di forte impatto. Non è da tutti riuscire a trasformare i limiti di un motore tutto sommato semplice (Unity) in un elemento distintivo e di forza. Tra i colori sgargianti spiccano il blu e il rosso, soprattutto quando accompagnati dai bianchi fondali. Sono di grande effetto anche le trasparenze e le distorsioni. Anche i modelli ostili sono molto curati e diversificati, è un pò troppo semplice invece il concept del nostro virus.
La versione attuale è priva di cali di frame: il gioco gira in maniera fluida, e non sono mai incorso in crash. Ci sono buone scelte di game design, tra tutte ho apprezzato molto le pareti dello stage che prendevano forma solo una volta che mi ci avvicinavo. Un effetto che ricorda molto il camminare nel buio con scarsa illuminazione. L’altra situazione interessante si concretizza quando viene rilevata la nostra intrusione: se non superiamo i QTE (muovendoci nelle precise direzioni evidenziate a schermo), il firewall attiva delle contromosse. Ad esempio riduce lo zoom, o altera lo spettro dei colori vitaminici.
Le opzioni grafiche non sono molte, possiamo intervenire su: un paio di filtri estetici, la selezione o meno del V-sync, la qualità delle texture, e l'attivazione o meno dell'antialiasing (MSAA fino a 8x).
L’effettistica richiama i bei tempi delle sale giochi: i proiettili del laser blu portano piacevolmente alla mente i classici blaster, mentre il suono del fascio del laser verde è un pò fastidioso a lungo andare. I temi musicali — di matrice elettronica — hanno il pregio di mantenere alto il ritmo e l’attenzione, forse però una maggiore varietà non avrebbe guastato.

Titolo: ATOMINE
Genere: dual stick shooter con elementi roguelite
Sviluppatore e Editore: Broken Arms Games Pty Ltd
Data di rilascio su pc: 4 maggio 2017

Commento finale: 

ATOMINE non è un twin stick shooter adrenalinico, qui non troverete ondate copiose di nemici. Ma sarete posti dinanzi a un approccio leggermente più strategico. Sebbene l’intelligenza artificiale metta in piedi pattern diversificati e una sfida appagante, il titolo non propone nulla di innovativo. Le meccaniche sono buone, ma occorrono maggiori contenuti.
Non guasterebbe un livello di difficoltà ancora più alto per solleticare il gusto delle sfide estreme. Personalmente abbasserei anche il danno per secondo del laser poiché il suo essere a getto continuo semplifica gli scontri. Penso che gli sviluppatori se ne siano accorti, visto che l’hanno quanto meno escluso dalla lista delle armi a cui è possibile aggiungere il rimbalzo dei colpi sulle pareti (una delle tante mod).
Ad ogni modo mi sono divertito molto e lo promuovo. Ciò che mi ha colpito maggiormente sono state la veste estetica e alcune scelte di game design. Per essere una prima prova in ambiente pc, il team si è mostrato molto capace, e soprattutto disponibile nell'aggiornamento post lancio della sua creatura. L’ultimo dei quali ha incluso (tra le altre cose) la lingua italiana e quella russa.

Pro:

  • Alcune scelte di game design
  • Contesto narrativo
  • Stile grafico
  • Ottimizzato bene


Contro: 

  • Ulteriori modalità non avrebbero guastato
  • Nessuna innovazione per il genere
  • Attualmente il laser a getto continuo è troppo efficace


Voto 7


Fonte immagini: screenshot personali