FlatOut 4: Total Insanity | Kylotonn - Recensione

FlatOut 4 Total Insanity offre un adrenalinico e frenetico modello di guida, oltre alle classiche gare trovano spazio diverse modalità trasversali




I ragazzi di Kylotonn — creatori dei WRC 5 e 6 — ci riportano ai primi anni del ventunesimo secolo con un prodotto che non si vuole prendere sul serio, ma che piuttosto punta dritto al sano e immediato divertimento. Il sistema di guida come in Ridge Racer Unbounded è arcade, con tanto di cinematografico sovrasterzo ed esagerata efficacia dei freni. Il senso di velocità è alto, e le piste sono ricche di scorciatoie alternative.
Come nel primo Flatout (2004) — anche qui — riveste un peso importante sia la distruttibilità degli scenari (pali, capannoni, e transenne) che lo speronamento degli avversari, necessario per alimentare uno strategico turbo che può cavarci dai guai in diverse situazioni. Anche se personalmente ritengo Split/second decisamente più roboante.
Ora la domanda è lecita: “nel 2017 questa formula può ancora funzionare, senza grosse novità?” Scopriamolo insieme nelle righe seguenti.

Bolidi arrugginiti, piste tortuose, adrenalina, caos, e sportellate a gogò


FlatOut 4: Total Insanity | Kylotonn - Recensione


Gameplay: l’offerta ludica ruota attorno a 4 modalità. La Carriera mette a disposizione una serie di campionati dalla difficoltà crescente, ciascuno caratterizzato dalle 3 alle 6 gare e 12 vetture in lotta, organizzate in tre classi per una ventina di tracciati diversi. In questo contesto si rende fondamentale racimolare denaro per acquisire upgrade e mezzi sempre più performanti. Non mancano neppure le solite Gare veloci in cui scendere in pista senza troppi pensieri, scegliendo solo l'auto e il circuito.
Ma la modalità caratteristica della serie resta quella denominata FlatOut, in questa dovremo cimentarci in mini-giochi eccentrici, dove spesso a farne le spese sarà il pilota (autentico protagonista delle sfide). Per chi fosse a digiuno del franchise ideato dai ragazzi di Bugbear interactive, si tratta di sezioni goliardiche dove l’auto serve solo a dare velocità e direzione (a mò di molla) al corpo inerme dello stuntman al volante, il quale una volta raggiunto il punto di lancio verrà sobbalzato dal parabrezza per volare in area sino a raggiungere l’obiettivo finale. Quest’ultimo potrà essere una linea di demarcazione (nel salto in lungo), un bicchiere gigante (nel birra pong), dei birilli, ecc… In tal caso è particolarmente spettacolare la sfida denominata Distruzione totale dove occorre innescare una reazione a catena per abbattere un castello fatto di giganteschi blocchi di legno in stile Angry Birds.
Infine ci si può cimentare nel Multiplayer fino a 8 giocatori, se si è abbastanza fortunati visto che purtroppo risulta già poco trafficato; peraltro non si possono aggiungere neppure i bot. Manca purtroppo lo split-screen in locale.
Oltre alle normali gare troviamo altre interessanti varietà, dalle più classiche “cattura la bandiera” (già apprezzata in Insane 2) al Deathmatch (che altro non è che un destruction derby che ci riporta alla mente, oltre al titolo del 95, il più moderno Wrackfest). O ancora più peculiari situazioni come Batti la Bomba dove consegnare al traguardo un bolide armato di esplosivo entro un tempo limite, pena una prematura dipartita (variante della più classica corsa a checkpoint). Ci sono persino dei contesti simili ai combat racing alla Gas Guzzlers Extreme con varie armi e power-up (onda d’urto, mine esplosive, ecc…).
Le auto non sono licenziate, anche se è facile cogliere le fonti di ispirazione (come per il maggiolone Volkswagen). Ma si è ecceduto troppo nella leggerezza e mancanza di grip: ciò provoca a volte assurdi testacoda anche in presenza di piccole collisioni. Neanche le varie superfici incidono particolarmente nella differente viscosità e conseguente risposta del mezzo. A proposito dei modelli, ci sono poco meno di 30 auto: la varietà è appena discreta, anche se non mancano delle piacevoli new entries come il camion dei gelati. Ogni auto è differenziata in base a ben sette parametri, più di quanto abbiamo visto in Dirt Showdown. E’ altresì possibile modificarne le prestazioni, oltre che la veste estetica (livree).

Sono presenti diverse visuali, di cui un paio interne


FlatOut 4: Total Insanity - LucullusGames


IA: è aggressiva, e anche abbastanza scorretta nei tamponamenti (soprattutto in curva). Purtroppo il livello di sfida non è sempre ben bilanciato, a volte si vince troppo facilmente mentre in altri scenari occorre sudare le consuete sette camice. Sebbene le collisioni non hanno alcuna pretesa di realismo, concorrono comunque nel rendere i giri successivi più ostici, visti i vari detriti ed elementi ambientali (es. tronchi di albero) che via via andranno a occupare la pista.

Comparto grafico: il colpo d’occhio di FlatOut 4 Total Insanity non lascia certo stupiti, soprattutto se già avete avuto modo di mettere le mani su altri esponenti del genere. Tuttavia segnalo il sempre verde restringimento del campo visivo quando si usa il nitro atto a esaltare il senso di velocità. Ad ogni modo calcheremo percorsi urbani, industriali, montuosi, desertici, e lande ghiacciate. La palette di colori non stupisce tanto per profondità, ma piuttosto per l’ottimo contrasto tra tonalità scure e vitaminiche.

Comparto tecnico: questo è il settore meno curato della produzione, seppur non vi siano situazioni particolarmente tediose. Il motore di gioco è visibilmente datato, ma c’è un discreto uso degli effetti di post-processing. Non sono incorso in crash, ma vi sono: diversi glitch, compenetrazioni poligonali, del marcato effetto pop-up sull'orizzonte, un eccessivo aliasing, e il frame-rate non è sempre solidissimo. Inoltre le texture ambientali sono in bassa definizione, e i modelli dei mezzi sono poveri di dettagli. Sono però discreti i riflessi e la resa dell’acqua (pioggia e pozzanghere).

Comparto audio: la tracklist sfoggia brani più interessanti rispetto ad altre analoghe produzioni, non disdegnando band emergenti come i Five Knives. Ad ogni modo la matrice sonora prevede temi rock, metal (fusion e heavy), punk, grunge, e ska. Il gioco è stato tradotto in italiano.

Titolo: FlatOut 4: Total Insanity
Genere: Combat Racing
Sviluppatore: Kylotonn 
Editore: Strategy First Inc 
Data di rilascio su pc: 4 aprile 2017

Commento finale: FlatOut 4 Total Insanity più che provare a riconquistare i fan dopo il disastroso Flatout 3 decide di ripropone l’anima originaria, appoggiandosi a situazioni in parte già viste. Ma la resa grafica e quella tecnica non sono eccezionali, e neppure al passo coi tempi se pensiamo all'ottimo Forza Horizon 3 uscito alcuni mesi fa (anche se poi i budget dei due progetti sono notevolmente diversi). Era lecito aspettarsi qualcosina in più anche perchè la fisica implementata nel primo capitolo era sbalorditiva oltre dieci anni fa, ma ora non impressiona più. Se non l’avete ancora provato vi consiglio di dare uno sguardo anche al vecchio ma ancora ottimo Burnout Paradise.

Pro:
  • Divertimento immediato
  • Intelligenza Artificiale aggressiva
  • Modalità collaterali sopra le righe 


Contro: 
  • Realizzazione grafica e tecnica non al passo coi tempi
  • Nessuna grande varietà nella formula rispetto al passato


Voto 7



Fonte immagini: Google