Jotun: Valhalla Edition - Recensione

Jotun Valhalla Edition vanta un'ottima direzione artistica, e un interessante doppio filo narrativo ispirato alla mitologia norrena




Colori stupendi e ottima gestione della telecamera


I ragazzi di Thunder Lotus Games puntano tutto sulle boss battle e su una doppia linea narrativa: dopo aver abbattuto lo Jotun di turno, la protagonista ci svelerà alcuni importanti retroscena della sua vita (il buon rapporto col padre e quello meno semplice col fratello). Quando invece varcheremo nuove aree, ci metterà a conoscenza del mito della creazione degli Dei. Ma andiamo per gradi.



Storia: interpretiamo un’orgogliosa guerriera vichinga di nome Thora, che salpa le acque in cerca di gloria per accrescere il potere del suo clan e meritarsi la stima e il rispetto dei suoi uomini.
Tuttavia, Thora, non avrà modo di mostrare le sue doti perchè il destino le riserva una brutta sorpresa: una violenta tempesta affonda la sua imbarcazione, avviluppando tra le sue onde l’intero equipaggio. Secondo la tradizione nordica i guerrieri vichinghi caduti onorevolmente in battaglia
si conquistano direttamente il Valhalla, viceversa chi non ha intrapreso gesta eroiche (come la nostra giovane protagonista) finisce nel Ginnungagap. Si tratta di una sorta di limbo, e costituisce l'ultima chance per accedere alla pace eterna del Valhalla: occorre, quindi, sconfiggere i guardiani dei 5 regni, e compiacere di conseguenza gli Dei.


Le meccaniche non stupiscono, e la sfida non è elevata


Jotun: Valhalla Edition - Recensione


Gameplay: il Ginnungagap svolge la funzione di hub. Questo accesso sospeso tra le stelle si ramifica in 5 aree distinte, ognuna costituita da 3 sezioni interne. Siamo quindi chiamati a esplorare le prime 2 sotto-regioni di ogni area, in cerca delle rune che ci garantiranno poi il lasciapassare per la terza, foriera della boss battle del regno. Il titolo si poggia quasi esclusivamente su questi scontri, giacché il resto dei nemici e degli ostacoli ambientali fanno più da contesto, non impensierendo miniante il giocatore. Sono presenti anche dei puzzle, ma risultano semplici da risolvere.
Possiamo scegliere tra 2 approcci: limitarci semplicemente a recuperare di volta in volta le rune per accedere alle boss fight, o dedicarci alla blanda esplorazione delle sezioni opzionali. Queste non sono caratterizzate da mappe corpose e non elargiscono upgrade fondamentali per gli scontri con i 5 jotun, ma possono comunque agevolarci l’impresa con l’ultimo boss del gioco. Battere ogni angolo della mappa ci fornisce skill extra (visitando luoghi di culto) e l’incremento della barra della salute (raccogliendo delle apposite mele). Ma l’aspetto più interessante che accompagna questo percorso più lungo è riposto negli interessanti aneddoti sciorinati dalla protagonista, circa il mito della creazione delle divinità vichinghe.
L’interazione ambientale è basilare, ma dinamica e piacevole; a seconda del regno calcato si presenteranno alcune varianti.  Dovremo ad esempio costruire "ponti" nel magma sfruttando delle palle di pietra lanciate da alcuni giganti; e ripararci dalle tormente di neve, scovando delle enormi lastre di pietra. L’attacco pesante invece ci consentirà: sia di oltrepassare ostacoli organici (rompendo rami e piante secche), che raggiungere — in acqua, a mezzo di un’improvvisata zattera — la riva opposta, mettendo in pratica la terza legge della fisica (dando un colpo sul ramo adiacente “l’imbarcazione”, ottenendo così la spinta necessaria).



Il cuore dell’offerta sono le boss battle


Il gioco punta quindi tutto su questi scontri, mettendo decisamente in secondo piano gli altri nemici. L’esperienza richiama alla memoria Shadow of the Colossus, sviluppato dal Team Ico nel 2005 per ps2.
Il movest è semplice, possiamo contare su un’efficace capriola per scansare gli affondi, e sull'ascia a due mani per attaccare con colpi leggeri (e veloci) o con colpi caricati più devastanti (ma lenti). Ad affiancarci nell'impresa — come succitato — ci sono alcune abilità d’apprendere, con effetti temporanei, ad esempio: Thor ci consegna il possente Martello per danni maggiori, Frigg ci rigenera la salute (considerate che non esistono pozioni curative), Loki ci offre la possibilità di creare una nostra copia che assorbirà i colpi al nostro posto, e Freya ci dona un boost di velocità.


La Longevità si assesta sulle circa 3-4 ore a seconda se dedicherete o meno spazio all’esplorazione


Al termine del gioco si sblocca il new game plus, rinominato “Valhalla” che elargisce nuove skill e una barra della salute maggiore; anche le boss battle si rinnovano presentando nuove routine. Più che di backtracking vero e proprio — visto che tutto sommato le mappe sono più lineari di quanto si possa pensare di primo acchito, e che non c’è una vera necessità di ritornare sui nostri passi (a meno di non aver dimenticato qualcosa) — parlerei di esplorazione alla cieca. In quanto le piccole mappe vanno scoperte via via e sono prive di bussola, quindi è necessario un pò di senso d’orientamento.

Jotun: Valhalla Edition - LucullusGames


IA: diversamente da Titan Souls le boss battle in generale non sono ostiche, e non richiedono quella precisione chirurgica dell’opera di Acid Nerve, la quale non ammette assolutamente seconde chance. Qui invece i boss si muovono secondo precise routine, quindi dopo i primi minuti di convenevoli sapremo già come renderli più mansueti. Inoltre spesso le loro mosse sono anticipate da ombre sul terreno, facilitandoci il compito.

Comparto grafico: le ambientazioni sono splendide. Ogni regno è stato ammantato di una personalità propria, differenziandolo sia per stile che per scelta cromatica. I disegni sono stati inoltre realizzati a mano, e danno al videogame una patina "cartoonesca".

Comparto tecnico: non ci sono effetti particolari degni di nota, ma la gestione della telecamera è ottima e non ostacola mai il giocatore durante le battaglie. Durante l’esplorazione incapperemo, poi, in sezioni in cui l’inquadratura si allargherà facendoci apprezzare il quadro generale in cui ci muoviamo; mi ha ricordato un pò l’espediente delle riprese cinematografiche dall'alto, spesso usate nei film d’azione (come ne “Il Cavaliere Oscuro" di Christopher Nolan).
C'è del leggero stuttering, e il frame-rate non è sempre stabilissimo: nulla che comunque intacchi l'esperienza.

Comparto audio: i monologhi di Thora e i pochi altri dialoghi sono espletati in lingua islandese, mente il sottotitolato è in italiano. Si tratta di un’ottima scelta, che dona maggiore immersione, grazie soprattutto all'ottimo timbro vocale della protagonista; inoltre non pregiudica la comprensione, visto che il parlato non corre veloce dando il tempo di metabolizzare il contenuto delle scritte. Le musiche sono rilassati durante le fasi esplorative, mentre accelerano il ritmo quando si entra nel vivo dei combattimenti.

Titolo: Jotun: Valhalla Edition
Genere: Action-Adventure
Sviluppatore e Editore: Thunder Lotus Games
Data di rilascio su pc: 29 settembre 2015

Commento finale: mi è piaciuta l’esperienza audio-visiva, un pò meno la parte giocata (che comunque trovo più che sufficiente). L’esplorazione mi è sembrata eccessivamente dilatata, visti i pochi nemici incontrati. Ma ammetto che — soprattutto nelle prime fasi — questa impostazione contribuisce a donare un’esperienza più intima.
Il punto dolente in Jotun però è che eccedere nel girovagare opzionale, porta sì a nuove informazioni sulla mitologia norrena, ma gli upgrade ottenuti risultano efficaci solo in vista dello scontro finale: il resto della sfida è tarata verso il basso, soprattutto per chi ha un minimo di esperienza con titoli di questo genere. Ad un occhio più attento infatti i pattern di 4 boss su 6 presentano qualche lacuna, o un’eccessiva semplificazione. Va però ricordato che il new game plus offre maggiore soddisfazione.

Pro:
  • Design artistico
  • Stile narrativo
  • Comparto audio


Contro: 
  • Boss Fight spesso non stimolanti
  • Si poteva osare di più nelle meccaniche di gioco


Voto 7





Fonte immagini: Screenshot personali