Steam Controller - Recensione

Steam Controller vanta la migliore personalizzazione software mai vista su un gamepad, tuttavia presenta alcuni difetti di design che ne limitano maneggevolezza e scenari d’uso




Rivoluzionario nell’idea, meno nella realizzazione pratica


Sono rimasto piacevolmente colpito dal trackpad destro e ancor più dalla personalizzazione software, ma voglio subito mettere in chiaro che questo non è il “controller definitivo". Non che mi piaccia usare questa definizione, quasi “propagandistica” (da uomo di marketing); ma d'altronde lo Steam Controller era stato pubblicizzato anche come dispositivo universale capace di cambiare i connotati nell'approccio all'intrattenimento.
Non è la periferica in grado di sostituire tutte le altre, sì da spostare il giocatore dalla sedia/poltrona al divano (stando stravaccati); ma presenta diversi spunti interessanti, e segna un importante svolta nel mercato dei joystick. Ad esempio, per la prima volta si può giocare con un gamepad a uno strategico 4X a turni, in maniera del tutto naturale. Non so voi, ma io non ci avrei mai scommesso un centesimo: e avrei perso.
Inoltre è possibile sfruttare combo, e personalizzare il gamepad senza ricorrere a software di terze parti. Si supera quindi il limite imposto a periferiche premium ideate solo pensando al mercato degli eSport. Tuttavia non posso nascondere diverse remore sulla realizzazione di alcune componenti, vi anticipo che per chi ha mani piccole l’ergonomia non è il massimo. La mia recensione si basa su oltre 5 mesi d’uso intensivo: ho comprato la periferica nei saldi estivi di steam del 2016, e ora vi dò la mia opinione analizzando diversi punti.


Partiamo dall’unboxing


Steam Controller - Recensione


Packaging: la scatola è blu, ed è ricoperta da una fascia (in cartone) azzurra su cui sono menzionate le informazioni di base e l’immagine del prodotto. Ci sono ben 3 stick dotati di una forte componente adesiva (a fare da sigilli di sicurezza), se manomessi — vista anche la forma arrotondata — segnalano chiaramente l’apertura della scatola. Quindi se lo comprate da un utente privato, saprete subito se il dispositivo è davvero nuovo o meno.


All'interno 


Nella parte superiore è riposto lo Steam Controller, protetto da un cartone duro della stessa forma della periferica di Valve. Nella parte sottostante ci sono: 2 pile stilo (AA), il cavo microUsb (non placcato in oro), il ricevitore wireless a forma di penna USB (da collegare al Pc), un base per cambiare posizione al ricevitore wireless sì da migliorarne la ricezione (in caso di una porta usb ubicata sul retro del case del vostro pc il cavo microUsb si presta a mò di prolunga), una guida rapida illustrativa, e un libricino sulle norme di sicurezza.

Layout: la parte sinistra frontale ricorda vagamente quella del Dual Shock di Sony, in quanto la croce direzionale è posizionata in alto mentre l’analogico sinistro (l’unico presente) è ubicato in basso. La parte destra vede i 4 tasti azione XYBA nella parte bassa (richiamano alla mente quelli dei pad delle Xbox, anche i colori ad essi associati sono i medesimi), in alto invece c’è il rivoluzionario trackpad. Anche il D-pad sinistro può svolgere la funzione del trackpad destro: entrambi sono dotati di feedback aptico (ne parlo in seguito).
Nella parte centrale troviamo i tasti: Home (per accedere a Big Picture, allo steam controller, e alle personalizzazioni software), Start, e Select. Nella parte dorsale (lato monitor/Tv) troviamo i 2 grilletti e i 2 bumper.
Nella parte posteriore ci sono lateralmente (a ridosso delle impugnature) i 2 pulsanti da raggiungere con i medi o gli anulari, centralmente (e più in basso) c’è il pulsante di sgancio del vano batterie (un pratico slider).

Steam Controller - Recensione LucullusGames


Lo Steam Controller funziona meglio con Big Picture, ma può essere configurato a 360 gradi anche per l’uso al di fuori di tale ambito; tuttavia steam deve rimanere sempre acceso


Voglio fare una precisazione visto che in diverse recensioni (di questo strumento) è stato erroneamente detto che — per sfruttare lo Steam Controller — bisogna avviare per forza Steam in modalità Big Picture. Non è vero, se ci dirigiamo in “Configurazione del Controller” possiamo stabilire proprio 2 preset base, a seconda che tale periferica venga usata per navigare: liberamente sul desktop — quindi anche al di fuori di steam, riducendo a icona il client di Valve (ma senza chiuderlo) — o all’interno di Big Picture. In entrambi i casi saremo liberi di personalizzare al massimo il nostro dispositivo.
Quello che invece perdiamo — giocando con steam in modalità desktop — sono i profili specifici dei giochi predeterminati da altri. Ciò non toglie che possiamo ovviare, passando in modalità Big Picture (anche se inizialmente abbiamo avviato il gioco con steam in versione desktop).
In modalità Big Picture possiamo altresì accedere — in qualsiasi istante — alle impostazioni del controller per modificare i tasti (a gioco in corso): una possibilità che non sempre offrono altri software di gestione. Inoltre quest’ultimo non è invasivo e non va in conflitto coi videogame (a differenza di altri applicativi).
La chat in modalità Big Picture è intuitiva, ma necessita di un pò di pratica: con i 2 trackpad si scorrono i tasti delle lettere suddivisi su 2 diversi schermi (un pò come fanno alcune app di smartphone quando dividono la tastiera touchscreen per sfruttare meglio entrambi i pollici), e poi si selezionano le lettere coi 2 grilletti (LT per quelle ubicate sul lato sinistro, RT per quelle ubicate sul lato destro).


Connubio perfetto con lo Steam Link: sostituisce la tastiera e il mouse al di fuori di Big Picture


Lo Steam Link permette di giocare in streaming, connettendo pc e tv collegati in stanze diverse. Lo Steam Controller è la periferica ideale per navigare sulla tv: i trackpad usati a mò di mouse offrono una precisione superiore agli analogici dei gamepad tradizionali, quindi non necessitiamo di tastiera e mouse per gestire software diversi da steam. Ovviamente non si può pretendere di fare operazioni complicate col controller di Valve: non perchè non sia possibile, ma perchè (al solito) mouse e tastiera offrono precisione e reattività superiori. Del resto non penso che vogliate lavorare sul pc in streaming da salotto.


Ci vuole un pò di pazienza e diverse ore di pratica per trovare il giusto feeling: non demordete subito 




Confort: la testina dell’analogico è convessa, personalmente preferisco il design concavo (come sul controller Xbox One). Ma questo è solo un gusto personale, pertanto non lo metto tra i contro. La scelta di rendere la corona (dell’analogico) di dimensione simile a quella del succitato gamepad di Microsoft è stata invece positiva: limita il formarsi dei calli sul pollice che invece subivo di più sul Controller della Xbox 360 (dove la corona era più grande). Questa linea permette — quindi — di ridurre l’angolo della superficie di contatto, ma anche di mantenere maggiore stabilità in caso di sudorazione, grazie alla parte più esterna della testina che è stata texturizzata.

I tasti XYBA sono più piccoli e meno pratici di altri gamepad; col tempo si migliora il feedback, ma all'inizio si fa un pochino fatica. Le impugnature dei manici sono rialzate nella parte inferiore, diversamente da quanto avviene nei controller standard più diffusi: i quali si adattano meglio alla conformazione dei polsi. Questa scelta può risultare quindi poco confortevole all'inizio, ma è stata realizzata con cognizione di causa: in tal modo i pollici sono rialzati, sì da scivolare meglio sulla superficie dei trackpad. Una scelta diversa avrebbe reso meno fluidi i movimenti dei pollici.
I 2 bumper dorsali (i classici LB e RB per intenderci) presentano un angolo scomodo da raggiungere e un feedback poco piacevole al tatto: sembrano molto economici. Questi tasti fanno inoltre più resistenza rispetto a quelli dei controller Xbox e Play Station: personalmente avrei preferito dei miscro-switch più sensibili.

Il peso della periferica è di circa 280 grammi, pile incluse (senza pile e senza cavo scende di circa 45 gr.). E’ in linea con la concorrenza: quello della Xbox One è di circa 260 grammi, pile incluse. Il cavo microUsb è invece corto: un metro e mezzo va bene se ci si posiziona davanti al pc, ma in accoppiata con lo Steam Link questa lunghezza è inadeguata (un grande tv di solito è posizionato ad almeno 2-3 metri di distanza). Del resto è uno scenario opzionale.
Tornando alla configurazione in camera (fuori dal contesto previsto con lo steam link): se avete il case del pc a terra, e non avete una porta usb libera sul frontale, dovrete agganciare il cavo nella parte posteriore del pc: a questo punto la lunghezza potrebbe risultare nuovamente corta.
E’ presente il modulo Wireless, per usare la periferica senza fili. Ma la posizione delle pile all'interno delle impugnature (invece che nel solito alloggio posteriore) non permette l’uso di un charge pack: dobbiamo quindi avvalerci, al più, di stilo ricaricabili (non possiamo ricaricare continuando a giocare col filo, come avviene invece con il controller della Xbox).


Mani medie e piccole vs mani medio-grandi e grandi


Il primo punto oggettivamente dolente è invece rappresentato dal disegno della parte destra del controller. Il trackpad è grosso ed è stato posizionato in alto, mentre i tasti azione (più piccoli) sono stati posizionati in basso: ebbene io ho mani di lunghezza media, e fatico a raggiungere il tasto X nei giochi in cui uso frequentemente anche il trackpad. Il motivo è che il succitato tasto è troppo lontano.
Ma non è tutto: le impugnature più grosse del controller premono eccessivamente sulla parte alta del palmo (lato pollice), provocandomi dei piccoli dolori nelle sezioni di gioco prolungate.
Io sono alto 1,74 metri e ho notato questi fastidi, che tuttavia non ha avuto mio fratello alto 1,88 metri. Ritengo quindi che siano riscontrabili solo da chi ha mani piccole e al più medie, chi ha mani grosse dovrebbe essere perfettamente a suo agio (niente dolori al palmo e nessun fastidio nel raggiungere il tasto X).


La configurazione del controller può catturare più tempo di quanto occorre per creare un personaggio nei GdR

Esempio di combo: tasto A + RB che sfrutto in Dragon Quest Heroes per il teletrasporto


Software: è semplice da usare, dopo uno smarrimento iniziale dovuto alle tante voci su cui poter agire; anche se mi sarei aspettato una descrizione più efficace per alcune funzioni più specifiche. Dobbiamo tenere presente che chi viene dal mondo console, o chi non ha mai avuto a che fare con periferiche cosi personalizzabili (ad esempio mouse con software proprietari), potrebbe sentirsi perso. Aiuterebbe anche un manuale, che ovviamente non c’è.
Quello che colpisce subito è l’estrema libertà data al giocatore: a ogni pulsante (fisico e/o virtuale) può essere associata un’azione qualsiasi. Al bottone “Y” (del controller) posso collegare un singolo comando di gioco, adibito di norma al mouse (per esempio assegnandogli i compiti della rotellina centrale) o alla tastiera (W,A,S,D, Shift, R, ecc… ); oppure una combo di più tasti (per rendere semplici le mosse speciali); ma anche azioni non legate direttamente al gameplay (come regolare il volume, eseguire degli screenshot, azionare la funzione di ingrandimento, ecc…).

E’ possibile attivare il giroscopio e l’accelerometro per sfruttare lo Steam Controller come se fosse un volante, un pò come facciamo con gli smartphone nei racing arcade (es. nelle serie Asphalt); o anche per sfruttarlo come telecamera (quindi ruotare fisicamente il dispositivo, anziché usare i tasti), lasciando quindi al trackpad il compito della sola mira. Ma non ve lo consiglio in titoli frenetici al momento, perchè i sensori non sono abbastanza reattivi e precisi. Penso che più in là potrebbe però essere una feature interessante per ottenere una maggiore immersione in alcune tipologie di videogame, magari proprio in generi non convenzionali (es. gli esplorativi o di ballo).
Possiamo anche sfruttare i movimenti nello spazio come se fossero dei pulsanti a sè stanti: potrei ad esempio far corrispondere al movimento ascensionale (del controller) un attacco in mischia.

Dei 2 Trackpad posso: scegliere l’accelerazione dei movimenti (da discriminare anche in base alla zona della superficie interessata, centrale o più esterna), regolare la zona morta, e stabilire se il tocco deve essere leggero (a mò di touchscreen) o devo proprio pigiare (come se fossi in presenza di tasti fisici). I 2 trackpad possono essere usati come se fossero dei mouse, ma è possibile simulare anche l’uso degli analogici o delle croci direzionali digitali.
I grilletti hanno una corsa meccanica troppo breve, pari a quella del Controller Elite dopo aver azionato l’otturatore per dimezzarla: solo che qui purtroppo non c’è un pulsante per allungarla. Può essere però parzialmente corretta virtualmente (col software), giocando: sulla sensibilità della pressione e sulla curva di accelerazione. E’ ottima invece la scelta di aver implementato il trigger in versione bifase: ciò vuol dire che arrivando oltre il termine della corsa (del grilletto) otteniamo un click, a cui possiamo impostare un ulteriore comando (come se fossimo in presenza di un tasto aggiuntivo). Ad esempio, in un racing arcade posso impostare il turbo sulla corsa finale del grilletto usato di norma per accelerare, ottenendo una reattività maggiore rispetto all’uso di un normale tasto d’azione (es. il tasto B): in tal caso uso infatti lo stesso dito per accelerare e attivare il “nos”, senza passare al pollice per premere l’altro tasto (B).

Non è presente il classico sistema di vibrazione dei controller Sony e Microsoft, ma è possibile simularne gli effetti con il feedback aptico che è presente sia sui 2 trackpad e che sull'analogico. Il ritorno di forza è un pò rumoroso ma si può regolare su una scala di 3 valori; tuttavia non dà il là a una mera esperienza frivola, ma diventa fondamentale per correggere i nostri movimenti. In base alla risposta tattile possiamo migliorare la precisione delle nostre azioni.


Passiamo alla prova sul campo


Profilo base di un gioco


Analisi post-prova: come succitato il software offre notevoli possibilità, limitate spesso solo dalla nostra immaginazione. Tuttavia se il gioco non dispone di un profilo predefinito per lo Steam Controller, dovremo necessariamente affidarci alle configurazioni di altri utenti o impiegare del tempo noi stessi per la configurazione. Questo aspetto va tenuto presente se non siete pazienti e volete subito entrare in gioco senza indugi.
Mi è anche capitato d’incorrere in profili utente più funzionali di quelli previsti dagli sviluppatori, questo è un altro punto a favore: a volte i videogamer possono trovare un set migliore di quello che potrebbero aver partorito gli ideatori del gioco, e potrebbero persino mutare l’approccio che avevate da sempre avuto con determinate categorie di videogiochi.
Il trackpad sinistro presenta un design estetico che ricorda la croce direzionale, tuttavia usare questo elemento come un classico D-pad è scomodo. In questo scenario il feedback non è eccezionale perchè la forma è piatta e pure troppo grossa. Probabilmente la ragione iniziale di questo design era riposta nell’idea di simmetria con il trackpad di destra.
I pulsanti posteriori mettono a disposizione ulteriori tasti in più, che possono far comodo in diverse circostanze ma sono troppo vicini alle impugnature, quindi diventano addirittura controproducenti nei titoli che richiedono dei buoni riflessi e velocità d’esecuzione. Si tende infatti a pigiarli nella foga: tuttavia possiamo sempre disabilitarli.
Il feeling della levetta analogica è invece ottimo: è promosso a pieni voti. Mi ricorda molto quella presente sul gamepad della Xbox One S, dove gli analogici sono più precisi di quelli standard. Inoltre è possibile impostare alcuni parametri software, tra cui la zona morta.
Fuori da Steam (senza aver fatto il login alla piattaforma) la musica cambia: non è possibile configurare la periferica perchè il software di gestione è interno al client di Valve. A questo punto non ci resta che affidarci alle funzioni riconosciute da Windows che recepisce lo Steam Controller come un mouse. A ogni modo l’applicazione di Gabe Newell è gratuita, e non vedo perchè dovrebbe rappresentare un problema il suo avvio.

Esempio di impostazioni avanzate del trackpad


Scenario d’uso: ho affermato a inizio recensione che lo Steam Controller non è adatto a tutti i generi di videogame, di seguito faccio una panoramica più specifica. Questa sezione non dovete vederla come una critica negativa, ma costruttiva. Questo controller non è universale, ma del resto non esiste attualmente una periferica che si possa definire tale.


Non è indicato nei giochi frenetici, come: FPS, Action (alla Devil May Cry), Picchiaduro in 2D e titoli Arcade (stile sala giochi), RTS e MOBA


I trackpad sono sì più precisi degli analogici, ma sono anche più lenti. Negli gli FPS mouse e mousepad sono un passo avanti: il trackpad non può competere con la superficie più estesa di un mousepad, che ci garantisce quella precisione chirurgica che non possiamo avere facendo scivolare un dito su un touchscreen di 4 cm.
Negli Action la reattività di un controller classico, con 2 analogici non ha eguali: in questo caso è la superficie piatta del trackpad di destra a limitarci, difatti rende i movimenti della telecamera più lenti.
Nei Picchiaduro sono importanti le combo legate ai movimenti (in avanti e indietro, saltare, chinarsi), quindi la periferica più naturale è rappresentata dal joystick inserito nei FightStick (come Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai); le croci digitali possono essere considerate un buon compromesso rispetto agli analogici (meno precisi in tale contesto). Tuttavia la croce direzionale dello Steam Controller è scomoda: il feedback non è eccezionale perchè il trackpad sinistro è piatto e troppo grosso per essere efficace in questo contesto.
RTS e MOBA sono titoli competitivi in tempo reale, qui è la rapidità che gioca un ruolo cruciale: come succitato i 2 trackpad sono precisi ma non rapidi quanto mouse e tastiera.


Lo Steam Controller offre un’adeguata esperienza in: strategici a turni, city-builder, puzzle, avventure grafiche, Rpg isometrici con pausa tattica, racing arcade


Negli strategici a turni (Civilization VI) la notevole mole di tasti e la precisione dei trackpad ci permette di non sentire la mancanza di mouse e tastiera (anche se personalmente continuo a preferirli in questo scenario). Lo stesso discorso lo possiamo fare nei city-builder (Cityes Skylines) dove i 2 trackpad consentono di spostarci naturalmente su tutta la mappa di gioco. Sono videogiochi in tempo reale, ma sono dotati anche di pausa: ma la vera discriminante rispetto a altri titoli in cui il tempo scorre fluido (e non a turni) è la natura non competitiva di questo genere.
I puzzle (Inside) richiedono precisione e ragionamento, non rapidità. Anche qui i trackpad risultano più adeguati dei normali analogici. Lo stesso vale per le avventure grafiche e gli Rpg con pausa tattica (Tyranny), anzi in questi ultimi due generi possiamo sfruttare il trackpad sinistro per scorrere in maniera fluida l’inventario. Inoltre negli Rpg i tasti in più ci vengono in aiuto per lanciare incantesimi, sfruttare abilità e selezionare pozioni normalmente adibite agli slot veloci: rispetto al gamepad tradizionale anche qui non c’è paragone.
I racing arcade sono spesso elaborati per essere usati con i gamepad, e l’avere i tasti posteriori si mostra utile in caso di cambio manuale: possiamo così simulare le levette di formula uno. L’analogico sinistro si occuperà della direzione. L’unico elemento su cui porre maggiore attenzione saranno i grilletti, a causa della breve corsa succitata: necessiteranno allora di una buona calibrazione software.


Ci sono poi ambiti in cui le prove d’uso non brillano particolarmente, ma non siamo neppure completamente tagliati fuori: mi riferisco a RTT, e TPS


Gli RTT (Shadow Tactics Blades of the Shogun) sono in tempo reale, ma — se ci pensate bene — siamo noi a decidere quando poter agire perchè il nemico si muove solitamente secondo ronde precise, e ciò ci dà il tempo di scegliere la frazione d’intervento.
I TPS (Quantum Break) spesso sono meno mobili degli shooter in prima persona, quindi con qualche accorgimento software si può ottenere un’esperienza migliore. Inoltre il trackpad sinistro usato come selettore delle armi risulta sorprendentemente più reattivo della classica rotellina fisica del mouse.


Un dispositivo troppo immaturo o un nuovo modo di rapportarsi ai videogame?


Commento finale: lo Steam Controller porta nuove idee nel mercato dei gamepad, tuttavia presenta i tipici difetti di una prima versione non ancora matura. Il software è eccezionale, ma il design del controller va rivisto: i tasti azione XYBA dovrebbero essere ingranditi, le levette posteriori distanziate dalle impugnature, i trigger necessitano si una corsa meccanica più lunga, i bumper dorsali vanno migliorati completamente (feedback tattile, forma e posizione), il cavo microUsb deve essere più lungo, i manici vanno snelliti nella fisionomia, e bisogna optare (anche solo opzionalmente) per un charge pack. Non ultimo: tutti questi cambiamenti devono consentire anche a chi ha mani più piccole di non essere tagliato fuori.
La forza della periferica passa soprattutto dall’ampia configurazione dei profili; ma è importante che gli sviluppatori rilascino almeno una versione base per non escludere gli utenti meno smaliziati. La sfida richiesta al giocatore è invece quella più importante: superare la memoria muscolare acquisita negli anni con i controller classici non è semplice.
Attualmente non consiglio questo dispositivo su una scena multiplayer competitiva: mouse e tastiera sono ancora la scelta migliore. Ma in sigle-player può cambiare il vostro approccio nei videogame, anche perchè la difficoltà può essere calibrata dal giocatore: dovete sperimentare, sono convinto che il dispositivo ha molte potenzialità ancora da manifestare.


  • Requisisti di sistema: Windows (dal 7 in su), MacOS 10.10, SteamOs 
  • Lunghezza cavo: 1,5 metri.
  • Peso: 235 grammi
  • Interfaccia: usb 2.0
  • Garanzia di 2 anni
  • Prezzo: 38 - 55 euro



Pro:

  • Trackpad se usati come mouse...
  • Tecnologia aptica
  • Qualità dei materiali interni...
  • Personalizzazione software eccezionale
  • Ottimo complemento dello Steam Link
  • Analogico sinistro 
  • Funzione Wireless inclusa...


Contro: 

  • ... Ma plastica esterna economica
  • ... Scarsa simulazione della croce direzionale
  • Corsa dei trigger corta
  • ... Ma cavo microUsb troppo corto
  • Bumper dorsali dallo scarso feedback
  • Scomodo per giocatori con mani piccole



Voto 7,6




Fonte immagini: Foto e screen realizzati personalmente