Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai - Recensione

Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai è un FightStick di ottima fattura, ne esistono due versioni come vedremo; ma lo confronteremo anche con V4 Hayabusa, Premium VLX e Silent




La periferica nasce per supportare le nuove feature di Ps4, ma funziona anche su Pc


Di norma i FightStick non sono prodotti partoriti esclusivamente per il mercato Pc, il target di riferimento è rappresentato invece dai tornei su console. Gli utenti Windows — in generale — si buttano sugli Arcade Stick con licenza Xbox, giacchè la compatibilità coi Pc è spesso naturale. Tuttavia, questo modello mi ha incuriosito sin da subito per ergonomia, qualità dello stick (di componentistica proprietaria, in luogo dei più blasonati Sanwa), e infine per la compatibilità con Windows (seppur non al 100%, a detta della casa produttrice). La mia preoccupazione era alimentata soprattutto da quest’ultimo punto, ma il mio sistema operativo (Windows 10) ha immediatamente riconosciuto la periferica, senza l’ausilio di ulteriori driver da scaricare o software di terze parti per ri-mappare i tasti.
La compatibilità di Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai su pc è stata prevista dalla stessa casa difatti — a differenza di altri modelli di fightstick — è presente un selettore meccanico per evidenziare subito l’ambiente su cui lo si vuole adoperare: Ps4, Ps3, Pc. Addirittura, acquistando un adattatore, è possibile usare l’arcade stick su Xbox One. Ho provato il dispositivo su pc (giacchè è il core del mio blog) con titoli quali: Mortal Kombat Komplete, Mortal Kombat X, Street Fighter IV, Street Fighter V, e altri picchiaduro senza riscontrare alcun problema. Se incorrerò in titoli non supportati aggiornerò questa recensione.
Tuttavia la possibilità di ri-mappare i tasti direttamente tramite il software interno al dispositivo, e il riconoscimento automatico da parte del sistema operativo, mi fanno pensare che non dovrei incorrere in particolari problemi.



RAP 4: quali differenze tra le versioni Kai, V4 Hayabusa, Premium VLX e Silent?


Hori è un’azienda leader in Giappone, fondata nel 1969. In passato questa casa di produzione è salita alla ribalta prima con dispositivi economici e poi entrando — con buoni risultati — nella fascia premium, inserendo componenti di terze parti (soprattutto stick e pulsanti Sanwa).
Negli ultimi anni si è gettata nella mischia con componentistica interamente fatta in casa: Hori Real Arcade Pro RAP 4 è stato proposto in 5 versioni: il V4 è full Hayabusa (sia stick che pulsanti), il prezzo è di circa 149 euro; la prima versione Kai ha lo stick Hayabusa ma i pulsanti Kuro (questi ultimi sono più alti di 1,4 mm, e sono meno reattivi), la seconda versione Kai mantiene il prezzo indicativo di 149 euro ma è dotata di pulsanti Hayabusa e sostituisce di fatto il modello V4 Hayabusa; la Premium VLX pesa più del doppio delle altre versioni ed è la più semplice da modificare (con tanto di vano superiore accessibile senza viti), il prezzo è di 299 euro e il modding più spinto (che richiede di accedere all’interno del case) non invalida la garanzia a differenza degli altri modelli (come vedremo); la versione Silent costa sui 179 euro e si poggia sul concept della prima versione Kai, posizionando semplicemente dei dischetti “silenziatori” sotto i tasti Kuro.


Linee sobrie ma ergonomiche


Confort: il peso è più o meno in linea con quello degli altri competitor (come il Mad Catz Street Fighter V Arcade Fighting TE2), e precisamente siamo sui 2,2 kg (di solito questa variabile è di poco inferiore ai 2 kg). Il peso è importante: la periferica non deve essere nè troppo leggera nè troppo pesante, per non compromettere stabilità e scenari d’uso.
E’ possibile quindi usare il RAP 4 Kai sia sulle ginocchia che sulla scrivania. Nel primo caso non soffriamo nè il peso eccessivo, nè quella sensazione di freddo conseguente a un contatto diretto col metallo, grazie ai 2 sottostanti strati di morbida spugna. Nel secondo caso la stabilità è garantita sia dal peso non leggero, sia dalla superficie texturizzata (e aderente) dei due strati di spugna in grado di fare attrito sulla scrivania/tavolo d’appoggio. Non sono state previste delle ganasce d’aggancio, come invece accade spesso nei volanti.
La distanza tra lo stick e i pulsanti è buona (6,5 cm): i tasti non si trovano troppo vicini allo stick, ergo non risultano scomodi, e quindi non danno adito a errori quando siamo sotto pressione durante lo scontro (a differenza di altri prodotti come Hori mini FightStick 4 o il Mad Catz FightStick Alpha, d'altronde sono periferiche più economiche).
E’ assente il jack per cuffie: può essere un aspetto “negativo” su console, ma non su Pc dove si è abituati a connettere separatamente gli auricolari. Lo stick Hayabusa è alto 5,5 cm: ottimo per mani piccole e medie, ma potrebbe essere meno confortevole per quelle grosse.
Sul lato diretto verso il Tv/monitor è ubicato un comodo vano in cui riporre il lungo cavo usb (di 2 metri); mentre sul lato opposto il design presenta un piccolo dislivello per appoggiare i polsi durante l’uso, e una maniglia stilizzata (sottostante) per spostare facilmente il dispositivo.

Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai - Recensione


Packaging: essenziale. La scatola è blu, e indica subito sul lato destro se si tratta della versione con bottoni Kuro o Hayabusa. Il cartone è esternamente economico, ma all'interno l’oggetto è protetto da 2 strati in cartone molto più duri e della stessa forma del case di Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai, sì da proteggerlo adeguatamente (tenendolo anche stabile e fermo internamente).

Layout: le linee squadrate sono più accattivanti dei soliti anonimi parallelepipedi. Il design artistico è invece sobrio e non presenta le classiche artwork a tema (come i personaggi dei vari vodeogame), che contraddistinguono altri brand. Sono disponibili pochi colori base: rosso, bianco, blu, e nero.
Sopra il case è ubicata la lucida lastra nera in plexiglas, che da un lato rende elegante l’oggetto ma dall'altro si presta a facili segni di dita: la sporcizia si noterà facilmente. In alto a destra troviamo 2 led che ci indicano se sono attive o meno 2 funzioni particolari: la “modalità di assegnazione tasti” e il “turbo”.
La parte superiore del case è in plastica di qualità normale (nè eccellente nè economica), mentre la parte inferiore è in metallo. Il succitato vano (atto a riporre il cavo usb) mi ha invece trasmesso un feedback scadente; nella fattispecie il meccanismo di apertura/chiusura l’ho trovato eccessivamente economico, ma almeno pare essere resistente. Nella zona laterale —quella diretta verso il Tv/monitor — c’è un touchpad che simula quello presente sul controller standard della PS4 ma non è comodo da raggiungere; viceversa ciò rende il layout molto pulito, e quindi più adeguato durante gli scontri. Ad ogni modo su pc non è comunque utilizzabile.
Nella parte laterale destra sono ubicati diversi bottoni e selettori, dall’alto verso il basso troviamo: il pulsante della home della console ps4 (una curiosità: se l’arcade stick è collegato alla console, e lo pigiamo non l’accende, come invece fa il controller standard di sony); i tasti R3 e L3; il Turbo; il pulsante per ri-mappare i tasti; il selettore del dispositivo a cui agganciare la periferica (ps4, ps3, pc); il selettore DP, LS, RS; il selettore del turbo per le 3 velocità (5, 12, 20); il pulsante share per condividere i contenuti in ambiente sony.

FightStick vs Gamepad: voglia di dolce nostalgia o un innegabile vantaggio in-game?


Il FightStick è il controller più naturale per i picchiaduro. A differenza di tanti altri generi ludici questo è un dato di fatto.
Gli Arcade Stick danno un evidente vantaggio rispetto al gamepad, semplicemente perchè sono i dispositivi più efficaci nell’uso delle combo. Il DualShock nel 1998 — con le sue leve analogiche — ha rivoluzionato il modo di rapportarsi nei videogame; tuttavia nei Beat 'em up le croci digitali sono ancora oggi decisamente più efficaci. Ma rispetto a un brawler qualunque, il sottogenere dei fight-game poggia tutta l’esperienza sulle combo: le croci direzionali nel lungo periodo stancano le dite, provocano calli ai pollici e risultano meno reattive degli stick da sala giochi. Inoltre in alcuni controller il D-pad è più scomodo da usare, ad esempio in quelli delle varie Xbox (perchè è ubicato più in basso dell’analogico sinistro).

Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai - lato destro


Scenario d’uso: è chiaramente limitato a titoli arcade da sala giochi e soprattutto ai picchiaduro in 2D; non è adatto ad action, tps, ecc… Beh, dopo aver visto terminare Dark Souls con il controller di Guitar Hero non mi stupirei di vedere usi creativi anche per gli arcade stick. Ma il punto è che nessuno spenderebbe tanti soldi per Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai per usarlo al di fuori dei generi succitati.
E’ bene meditare a fondo prima di acquistarlo. Non lo consiglierei come primo controller: meglio partire con un dispositivo entry level, sì da fare pratica e saggiare le abilità. La curva di apprendimento è ripida e potreste scoraggiarvi se non avete pazienza.

Analisi post-prova: la posizione del pulsante “Opzioni” (situato appena a destra degli 8 pulsanti principali) sembrerebbe — di primo acchito — un azzardo, se viene selezionato nella foga del momento può portare alla squalifica in alcuni tornei. Tuttavia, come succitato, è presente un bottone per ri-mappare i tasti, sì da deselezionare la funzione originale del tasto proprio in vista delle competizioni ufficiali. E’ Inutile dire che avere la possibilità di personalizzare in qualsiasi momento i tasti si dimostra una feature molto interessante. L’esperienza diventa più personale, appagante e confortevole, per ciascun giocatore.
Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai è un dispositivo facile da modificare (tasti, stick, molle, …) perchè non necessita di usare la saldatrice e ci sono poche viti da sganciare, ma aprire il case (e entrare all’interno) invalida la garanzia, come ci ricorda l'adesivo sottostante.
Di solito questi dispositivi durano molto più di 2 anni e necessitano comunque di manutenzione nel lungo periodo. I tasti vanno smontati e puliti (internamente), sì da eliminare i residui di plastica (dovuti allo sfregamento delle 2 parti: bottoni e case) e della pelle morta (causata dal sudore e dall'attrito delle dita sulla plastica). Munitevi anche di un lubrificante siliconico per lo stick.
La mia esperienza con entrambe le versioni Kai — e altri fightstick (negli anni passati) — mi porta a considerare i bottoni Hayabusa come una via di mezzo fra i Seimitsu PS-15 ed i classici OBSF-30 Sanwa.
I microswitch presenti nei tasti Kuro fanno più resistenza degli Hayabusa, ma con l’uso il feedback migliora: vanno insomma rodati. La qualità dei Kuro è comunque buona e l’input del comando non presenta lag. E’ piuttosto una sensazione soggettiva quella che può portare a volerli cambiare, anche se è evidente che richiedono una leggera forza in più nell'essere pigiati. Gli Hayabusa, avvicinandosi di più alla sensazione dei Sanwa (i più veloci e apprezzati dal pubblico), sono quindi stati accolti meglio.
Lo stick Hayabusa è invece leggermente più preciso e fluido della controparte Sanwa, e si è rivelata una bella sorpresa.

Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai: adesivo e maniglia


Commento finale: Hori Real Arcade Pro RAP 4 Kai è un ottimo fightstick ma ve lo consiglio solo se siete dei giocatori che investono molto tempo nei picchiaduro, altrimenti se vi interessa solo un dispositivo più ergonomico è meglio puntare su soluzioni più economiche. La qualità delle componenti non richiede un modding spinto che tuttavia risulta semplice, anche se invalida la garanzia.
Questo arcade stick costa tanto, anche se ne esistono di più costosi. E’ adatto a chi ha avuto già esperienze con queste periferiche perchè la curva di apprendimento è ripida: all’inizio potreste fare addirittura più fatica rispetto all’uso di un gamepad normale, ma dopo un pò di ore comincerete pian piano a migliorare la vostra coordinazione, e non tornerete più indietro.


Pro:

  • Ergonomia
  • Qualità dei bottoni e dello stick, entrambi Hayabusa
  • Personalizzazione semplice dei tasti
  • Compatibilità con molti dispositivi usb, tra cui il Pc
  • Modding (delle componenti interne) semplice...


Contro: 

  • Prezzo (anche se giustificato dalla buona qualità)
  • ... Ma invalida la garanzia



Voto 8,4




Fonte immagini: Foto e screen realizzati personalmente